Tifoseria della Società Sportiva Lazio

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Tifosi della Lazio allo Stadio Olimpico di Roma.

Nella presente pagina sono riportate informazioni sui tifosi della Società Sportiva Lazio, società calcistica italiana per azioni con sede a Roma.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La mappa dei tifosi a Roma per zone è in realtà molto mescolata ed ha perso quei tratti netti che fino agli anni ottanta la contraddistinguevano. Restano comunque diverse le roccaforti di tifosi della Lazio, prevalentemente concentrate nella zona Nord della Capitale. I quartieri Cassia-Tomba di Nerone, Prati ed anche le zone limitrofe allo Stadio Olimpico, da Monte Mario a Vigna Clara, fanno registrare una predominanza in favore dei laziali piuttosto marcata.[1]

Le preferenze per il tifo biancoceleste arrivano fino a Boccea invadendo il quadrante Nord-Ovest, mentre un'altra zona in cui la Lazio è molto popolare è quella del quartiere Africano, da viale Etiopia a viale Libia, fino a piazza Vescovio, sede del pub "Excalibur", storico punto di ritrovo degli Ultras Laziali. Qui la mappa del tifo biancoceleste invade la zona Nord-Est, partendo dai Parioli fino a Talenti, ed arrivando in zone più popolari, anche se sempre a connotazione borghese, come il Nomentano e Montesacro, visto che da Conca d'Oro inizia a farsi più forte la presenza dei romanisti, che arrivati verso la Tiburtina, tra San Lorenzo e la zona della Stazione, tornano ad essere maggioranza.[1]. Tra i feudi considerati storicamente biancocelesti troviamo Monteverde.

Un recente studio di due ricercatori dell'università La Sapienza di Roma ha evidenziato la prevalenza romanista in tutti i quartieri della città: la presenza di laziali sarebbe maggiore a Roma nord e in zone più centrali come Gianicolense e Prati ma sempre inferiore a quella giallorossa, prevalente perlopiù nelle periferie della zona est e sud di Roma, oltre che negli storici feudi giallorossi dalla Garbatella fino a zone del centro come l'Esquilino.[2]

Composizione demografica e record[modifica | modifica wikitesto]

Al momento la Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi, dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli, Roma. Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico soprattutto a Roma, ma presente anche nelle varie province laziali, è esistente nel Nord come nel Sud Italia.

I tifosi laziali possono vantare ben due record di presenze: il 12 maggio 1974, in occasione della gara Lazio-Foggia, che sancì la vittoria del primo Scudetto della Lazio, il numero di spettatori era di 78.886, record di presenze allo Stadio Olimpico per una partita di calcio tuttora imbattuto;[3] il 19 dicembre 1982, in occasione del match Lazio-Milan, valevole per la quindicesima giornata del campionato di Serie B 1982-83, gli spettatori paganti erano 65.850, record assoluto per una gara di cadetteria.[4]

Orientamento politico[modifica | modifica wikitesto]

I gruppi organizzati della Curva Nord sono notoriamente schierati su posizioni di destra sin dalla fine degli anni settanta.

Episodi controversi[modifica | modifica wikitesto]

A causa dello schieramento politico, negli anni la Curva Nord si è resa protagonista di parecchi episodi che destarono scalpore pubblico. Nel 2000, in occasione della gara di campionato Lazio-Bari, la Nord espose uno striscione in omaggio del leader paramilitare serbo Željko Ražnatović (meglio noto come "Arkan" la Tigre) scomparso pochi giorni prima, così nel 2001 ne espose uno in omaggio a Carlo Giuliani, ucciso da un colpo di pistola esploso dal carabiniere Mario Placanica negli scontri di piazza tra forze dell'ordine e dimostranti durante il G8 di Genova. In altre occasioni la curva si schierò contro il presidente della regione Storace, in solidarietà alle vittime delle Torri Gemelle ma anche contro la guerra in Iraq e in memoria di Yasser Arafat.

Il 24 aprile del 2019 in occasione di una partita di Coppa Italia contro il Milan alcuni appartenenti al gruppo degli Irriducibili si presentarono in Piazzale Loreto con quelli della Curva Nord interista, srotolando lo striscione "Onore a Benito Mussolini" e facendo il saluto romano.[5][6]

Nel luglio 2021, Elseid Hysaj rimane vittima di ingiurie sui social network da parte della tifoseria di estrema destra, dopo la pubblicazione da parte di Luis Alberto di un video su Instagram in cui canta Bella Ciao.[7] Il 18 Luglio 2021 il gruppo degli Ultras Lazio espone uno striscione sul ponte di Corso Francia con la scritta Hysaj verme, la Lazio è fascista.[8][6]

Nell'ottobre dello stesso anno, al termine di una partita casalinga contro l'Inter (3-1), Juan Bernabé (il falconiere incaricato dalla società), con al braccio l'aquila Olympia, ha incitato la tifoseria della Tribuna Tevere ad inneggiare al Duce, inscenando il saluto romano ed i presenti lo hanno seguito al grido di "Duce, Duce".[9] Nei giorni seguenti Bernabè, alle dipendenze di una società esterna, è stato sospeso dal servizio dietro pressione della Lazio, che ha anche chiesto la risoluzione del rapporto.[10]

Nel novembre 2021, in occasione del match di UEFA Europa League tra Olympique Marsiglia e Lazio, il ministro dell'interno francese, Gérald Darmanin, ha firmato un'ordinanza contenente il divieto di accesso al territorio francese, a causa dell'orientamento politico, della frangia portante del tifo organizzato biancoceleste, poiché sarebbe andata a collidere con quella multietnica e ideologicamente a sinistra del club marsigliese. La tifoseria biancoceleste, inferocita, fu tuttavia supportata dall'opinione pubblica.[11]

La tifoseria organizzata[modifica | modifica wikitesto]

Dagli albori agli Eagles' Supporters[modifica | modifica wikitesto]

Gli Eagles' Supporters negli anni ottanta con uno striscione bianco e blu.

Nel 1932 la tifoseria laziale è stata la prima ad annoverare la nascita di una associazione organizzata, e con struttura gerarchica, di tifosi. In occasione del derby romano del 23 ottobre 1932, un gruppo organizzato, denominato Paranza Aquilotti inscenò infatti una coreografia allo Stadio del PNF.[12] Successivamente, era il 1951, ed a Roma nacquero i Circoli Biancocelesti (i primi furono quelli del Trionfale e di Primavalle). In seguito vennero i Lazio Club e alla fine degli anni sessanta del XX secolo i primi leader carismatici, i capo popolo, come Leonida e Luciano.[13] Dai club i più giovani si riuniscono in gruppi ultras, con nomi da "battaglia", tra i primi Tupamaros, le Aquile, gli Ultras, i NAB, i Folgore, i CAST, i Marines ed i Vigilantes.

Negli anni settanta del XX secolo la nascita del movimento ultras è guidata soprattutto da un personaggio di spicco: Goffredo Lucarelli detto "il Tassinaro", venuto a mancare il 1º agosto 2012. I primi gruppi nascevano tra amici dello stesso quartiere; fra tutti, nel 1971, nasce il primo vero importante gruppo ultras di quartiere del tifo biancazzurro (all'epoca riunito nella Curva Sud dell'Olimpico): i Commandos Monteverde Lazio, in seguito C.M.L. '74. Nel 1976 gli altri gruppi decidono di riunirsi in un unico gruppo chiamato G.A.B.A. (Gruppi Associati Bianco Azzurri), per poi nel 1977 cambiare nome e dare vita a quello che divenne per anni la guida della curva laziale e uno dei gruppi più numerosi e ammirati d'Italia: gli Eagles' Supporters. Il loro striscione rimane tra i più lunghi della storia: ben 54 metri. Il primo simbolo a comparire sullo striscione fu un'aquila del terzo Reich con uno scudetto ed una coccarda tricolore, a sinonimo del credo ideologico dei componenti del gruppo, successivamente cambiato a causa dei provvedimenti di polizia che vietavano l'esposizione di determinati simboli, postumi l'omicidio di Vincenzo Paparelli. Si decise poi di mettere sullo striscione un simbolo meno collegabile ad un orientamento ideologico, una testa di Aquila con le lettere iniziali del gruppo ES,presa in prestito dall'Eldorado Lazio, squadra di basket. Un gruppo importante, elitario per l'epoca, ad avere una spiccata vena politica di destra, nasce nel 1978 in Curva Sud: la Gioventù Biancoazzurra poi Viking il cui striscione aveva il drakkar vichingo, l'ascia bipenne e l'elmo alato. In seguito adotteranno il sole con all'interno il drakkar. Fu loro l'idea per la scenografia di un derby del 1985 con un sole avente i raggi bianchi e celesti il cui striscione da campo recitava :Solo i vili ed i mediocri conoscono la sconfitta, noi siamo grandi e risorgeremo, la Lazio gioca il derby sapendo già di essere retrocessa in serie B.

L'avvento degli Irriducibili[modifica | modifica wikitesto]

Gli Irriducibili in Curva Nord con il loro striscione rappresentativo.

Nel 1987 un manipolo di ragazzi si distacca dal gruppo portante, sono gli Irriducibili che diventeranno gli esponenti più importanti e numerosi della tifoseria organizzata calcistica della Lazio. Il gruppo si colloca all'interno dello Stadio Olimpico di Roma, assieme alla maggior parte del tifo laziale, nel settore Curva Nord. Il simbolo degli Irriducibili è Mr. Enrich, un omino stile fumetto che indossa una tipica bombetta inglese, un'idea del fondatore del gruppo.

Il gruppo nasce nel 1987[14], in particolare dal precedente Ultras '74 ma anche Viking,Gioventù Sudista e ragazzi di altri gruppi affiancandosi all'allora gruppo trainante della Curva Nord, gli Eagles' Supporters, scioltisi all'inizio degli anni novanta.[15] Numerose sono state, negli anni, le enormi coreografie organizzate dal gruppo nei derby, come il bandierone col simbolo del gruppo che copriva tutta la curva o come l'entrata degli stessi in curva, travestiti da astronauti e con dei grandi palloncini rappresentanti il Sistema Solare, con lo striscione "Il futuro ci appartiene". Ingranditosi negli anni a partire dalla sua fondazione, è finito spesso in cronaca per incidenti da stadio, diffide, e per la morte in uno scontro a fuoco (1998) di uno dei suoi esponenti di spicco: il trasteverino Claudio Marsili, detto "Cupido".[16] Stessa sorte colpirà anni dopo (2019) un altro leader del gruppo, ovvero Fabrizio Piscitelli, alias "Diabolik", capo ultras della Curva Nord dalla metà degli anni 90.

Gli Irriducibili rivoluzioneranno il modo di tifare della Nord: niente più tamburi, solo tifo all'inglese. Su tutto ciò, inevitabilmente, nascono contrasti con gli Eagles' Supporters, che negli anni vedono progressivamente eroso il loro ricambio generazionale e che, dopo numerose aggressioni subite in casa e in trasferta dagli stessi Irriducibili, decidono lo scioglimento all'inizio del 1993.[16]

Sono clamorose alcune iniziative degli Irriducibili, come quella dell'11 giugno 1995, quando si riversano in massa nelle strade di Roma con destinazione via Novaro, dove ha sede la società biancoceleste, per far desistere, con successo, il patron Sergio Cragnotti a concludere il trasferimento dell'idolo Beppe Signori dalla Lazio al Parma.[17] Eclatante è anche il moto di protesta che il gruppo ultras monta l'11 maggio 2000 in via Allegri, davanti alla sede della Federcalcio, alla luce dei torti arbitrali che rischiavano di compromettere la corsa allo Scudetto della Lazio nei confronti della rivale Juventus[18] e che in realtà sarebbe stato vinto dalla stessa Lazio tre giorni dopo.

Il XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Coreografia del tifo biancoceleste in occasione della finale di Coppa Italia 2008-2009.

Nel corso del primo decennio del nuovo millennio, la Nord continua ad essere guidata dagli Irriducibili. Insieme a loro, nella Nord continuano ad esserci numerosi gruppi: il C.M.L., arrivato a 40 anni di attività ininterrotta, i Viking Lazio (che però nel 2005 si scioglieranno), gli Ultras, il gruppo Anni '70, il Manipolo, e i Lazio Fans; nascono anche nuovi gruppi: la Banda Noantri, nata attorno al 2000, che segue stili e modi di agire della tipica Casual Crew inglese, e In Basso a Destra, nato nel 2007, comprendente molti ragazzi della Banda Noantri che nel 2005 si sarà sciolta in seguito a numerose diffide, arresti e problemi interni.[19] I Veterani si spostano in Tribuna Tevere, settore nel quale nasce anche l'Associazione Sodalizio, gruppo comprendente molti tifosi e ultras di vecchia data e tifosi laziali provenienti da tutta Italia.[20]

Alcuni striscioni dei gruppi laziali, tra cui quello dell'Associazione Sodalizio.

In Curva Maestrelli (la Curva Sud) nascono la Legione Mr.Enrich, le Ardite Schiere e la Brigata Bigiarelli, alcuni gruppi avranno breve durata. Il campionato 2002-03 è un anno importante per gli Irriducibili che giungono al loro quindicesimo anno di militanza ultras. Nello stesso anno la dirigenza della S.S. Lazio decide di consegnare alla Curva Nord la maglia numero 12, che da quella stagione in poi non verrà indossata da alcun calciatore biancoceleste.

Il 21 marzo 2010, in occasione della partita Cagliari-Lazio, gli Irriducibili mollano il comando dopo 23 anni, lasciando di conseguenza la gestione della curva in mano ai membri della ex Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi come già detto formalmente sciolti per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord, e saranno tutti rappresentati dal vessillo dell'Aquila imperiale, posto ad ogni partita sulla cancellata centrale della Curva Nord dell'Olimpico.[21]

Dal settembre 2012 i ragazzi della Curva Nord, con il patrocinio del Comune di Roma e della stessa società Lazio, decidono di inaugurare l'iniziativa "Terzo Tempo Lazio", ovvero la possibilità per tutti i tifosi di incontrarsi nel pre e post gara delle partite casalinghe della squadra laziale in un'area nei pressi dello Stadio Olimpico totalmente dedicata ai colori biancocelesti.[22]

Dal settembre 2017, gli Irriducibili tornano in Curva Nord, di cui ne riprendono il comando dopo 7 anni, ma il 27 febbraio 2020, dopo più di 32 anni di vita, decidono il proprio autoscioglimento, dando vita ad un nuovo gruppo di tifo organizzato biancoceleste con il nome di Ultras Lazio.[23][24]

Casi di tifosi rimasti uccisi[modifica | modifica wikitesto]

Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri sono due tifosi laziali rimasti uccisi rispettivamente nel 1979 e nel 2007. Entrambi gli omicidi hanno suscitato l'interesse dei mezzi di comunicazione di massa e dell'opinione pubblica italiana.[25]

Il caso Vincenzo Paparelli[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano Pino Wilson sotto la Curva Nord dopo la sospensione del derby del 28 ottobre 1979.

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del sentitissimo derby, in attesa dell'ingresso delle due squadre in campo, un tifoso romanista sparò un razzo dalla Curva Sud dello Stadio Olimpico che, arrivato fino in Curva Nord, colpì a un occhio Vincenzo Paparelli, uccidendolo.[26] Il ragazzo, un autoriparatore di 33 anni, coniugato e padre di due figli, venne condotto inutilmente all'Arcispedale di Santo Spirito di Roma.

Nonostante la notizia fosse giunta anche negli spogliatoi, l'arbitro D'Elia decise di far disputare comunque la gara, immersa in un'atmosfera surreale - che terminò in parità sull'1-1, con rete silenziosa di Zucchini e pareggio romanista di Pruzzo. Paparelli fu la seconda vittima italiana della violenza negli stadi dopo Giuseppe Plaitano, tifoso rimasto ucciso sugli spalti dello Stadio Donato Vestuti di Salerno durante la gara di Serie C tra Salernitana e Potenza a causa di una pallottola vagante esplosa da un agente di Polizia durante alcuni disordini tra le tifoserie.

Il responsabile materiale dell'uccisione di Paparelli, Giovanni Fiorillo, appena diciassettenne, lavoratore saltuario come imbianchino, aveva acquistato con alcuni amici una partita di razzi nautici da segnalazione - con involucro metallico e circa 2 chilometri di gittata - contrabbandati da un rivenditore di materiali agricoli. Il commerciante se la caverà con una lieve condanna.

Costituitosi dopo diciotto mesi di latitanza in Svizzera, al processo Fiorillo affermerà di non esser stato messo al corrente della natura letale degli ordigni. Il giovane verrà condannato a sette anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Una volta scontata la pena tornerà nuovamente in carcere per piccoli reati e morirà nel 1993 per un male incurabile. La tragedia è ancora oggi ricordata da una targa affissa nella Curva Nord dello Stadio Olimpico di Roma.

Il caso Gabriele Sandri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, partito alla volta di Milano insieme ad un gruppo di amici per assistere al match Inter-Lazio dell'11 novembre, venne ucciso con un colpo di pistola dall'agente di Polizia Luigi Spaccarotella, in seguito a degli scontri con dei tifosi juventini, mentre rientrava insieme ad un gruppo di amici all'interno di un'automobile in partenza dall'autogrill di Badia Al Pino - Arezzo (A1).[27]

L'11 novembre 2011, in occasione del quarto anniversario della sua scomparsa, gli è stata dedicata una stele, posizionata nell'autogrill in un cui morì, con la frase: "In ricordo di Gabriele Sandri, cittadino italiano. Mai più 11 novembre".

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Nord dello Stadio Giuseppe Meazza consolida il gemellaggio fra tifosi laziali e interisti il 2 maggio 2009 con l'omaggio a Gabriele Sandri

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[28] Un altro episodio significativo è riferibile alla gara Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, spingendola così verso il sorpasso decisivo in testa alla classifica nei confronti dei "cugini" romanisti, superati proprio grazie alla vittoria dei nerazzurri sui biancocelesti per 2-0.[29] Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Triestina c'è un vero e proprio gemellaggio che risale agli anni ottanta. Successivamente la squadra giuliana, in una partita all'Olimpico contro la Roma, ha esposto i vessilli biancocelesti saldando ancor di più il rapporto.[30]

Altro buon rapporto è quello che gli ultras capitolini hanno stretto da anni con quelli del Verona, essendoci tra le due fazioni forte sintonia sia politica che per stile di tifo, testimoniato da vari scambi di ospitalità in partite importanti per le due compagini; stessa cosa vale riguardo al rapporto con i tifosi di Ascoli e Chieti.[31] Nell'ultima partita in Serie A dell'Ascoli contro la Lazio questa amicizia si è incrinata per dissidi interni, in merito ad uno striscione esposto dagli interisti contro l'Ascoli in riferimento alla morte di Nazareno Filippini, tifoso ascolano morto durante un Ascoli-Inter, per tanto oltre rapporti strettamente personali tra singoli gruppi , l'amicizia tra le tifoserie non si considera come gemellaggio.

A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l'Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, e l'altro per il trasferimento di alcuni ultras laziali storici a Barcellona i quali legarono subito con gli ultras della squadra meno blasonata ma che rappresenta il club fedele ad una identità nazionale a differenza dei Barcellona che rappresenta per antonomasia la forte rivendicazione catalana della città. Le amicizie europee con le due tifoserie spagnole nascono nel 2001, tra gli Irriducibili e gli Ultras Sur durante il doppio confronto in Champions League 2000-01 tra le due squadre, rinsaldato dagli incontri nella fase a gironi della Champions League 2007-08. Gli ultras spagnoli hanno sostenuto i tifosi biancocelesti nella trasferta iberica contro i rivali storici dell'Atlético Madrid in occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell'Europa League 2011-12. Il secondo nasce per convergenze "pseudopolitiche". Anche se le due formazioni non si sono mai incontrate in gare ufficiali, gli Irriducibili e le Brigadas Blanquiazules hanno stretto questo gemellaggio per il condiviso odio sportivo nei confronti del Barcellona. Lo striscione dei sostenitori spagnoli è spesso presente in Curva Nord. Durante la partita di andata dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA 2006-07 tra Espanyol e Livorno, i tifosi laziali sono stati presenti tra le Brigadas Blanquiazules per sostenere gli spagnoli contro i rivali amaranto. Nel 2015, in occasione di un derby tra Lazio e Roma, si ufficializza il gemellaggio tra gli ultras biancocelesti e i Wisla Sharks del Wisla Cracovia, presenti in gran numero a Ponte Milvio prima dell'inizio della partita, e poi in Curva Nord durante l'incontro. Gli stessi Wisla Sharks diramano un comunicato ufficiale riguardante il nuovo gemellaggio.

Nascono altre amicizie molto forti, ad esempio quella con il Levski Sofia, nata soprattutto da convergenze "pseudopolitiche". La sintonia con la tifoseria organizzata del West Ham Utd, la famigerata Inter City Firm, nasce principalmente per la convergenza di abitudini e stile di tifo. In più di un'occasione gli ultras di entrambe le squadre sono andati a sostenerle sia allo Stadio Olimpico che ad Upton Park. Per commemorare questa intesa i tifosi laziali sono andati a dare manforte agli Hammers in occasione della finale play-off di Championship 2011-12 a Wembley. Inoltre gli Irriducibili e la I.C.F. espongono nelle proprie curve una pezza commemorativa di questo legame, raffigurante lo stemma della società romana e i due martelli tipici del team londinese.

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Roma.
Nel corso del derby Roma-Lazio del 18 marzo 1979, la tifoseria biancoceleste espone uno striscione in dialetto romanesco che recita «Ve' mannamo in B».

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale: la Roma. L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta napoletani e romanisti. Nei confronti della tifoseria rossonera è sempre esistita un'accesa rivalità, acuitasi dopo il campionato vinto in rimonta nelle ultime giornate dal Milan nel 1999 a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della Juventus invece deriva principalmente dall'antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, oltre che per la rivalità fra gli juventini e i tifosi gemellati dell'Inter anche se questa rivalità è diminuita negli anni. I contrasti con la tifoseria dell'Atalanta nascono alcuni anni fa a causa di forti divergenze politiche; con le tifoserie di Pescara, Perugia e Ternana la rivalità nasce già dagli anni settanta, mentre quella con i sostenitori di Sambenedettese, Campobasso, Genoa, Sampdoria e Pisa si manifesta dagli anni ottanta. Nel decennio successivo invece, le rivalità si accesero con Bologna, Fiorentina, Torino, Lecce e Foggia. L'origine della rivalità con la tifoseria della Salernitana è dovuta invece ai duri scontri fra sostenitori biancocelesti e granata prima di un'amichevole disputata a Salerno agli inizi degli anni duemiladieci.[32] La causa della rivalità con i tifosi del Brescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi delle Rondinelle e quelli dei rivali milanisti. Con i sostenitori di Modena, Pisa SC e Livorno la rivalità nasce per le idee politiche dei tifosi emiliani e toscani, notoriamente di estrema sinistra, contrastanti con quelle di estrema destra degli ultras laziali.

Coreografia della Curva Nord in occasione del Derby Roma-Lazio del 23 aprile 1995.

A livello internazionale, vi sono molte rivalità sportive, quasi tutte nate negli anni novanta. Tra le più accese c'è quella con i francesi dell'Olympique Marsiglia, nata quando nei primi anni novanta i laziali rubarono ai marsigliesi uno striscione con la scritta "ULTRAS". Nel 2000, quando i romani tornarono a Marsiglia in occasione di un incontro della 1999-2000, durante la gara i sostenitori dell'OM li accolsero con lanci di bottigliette e pietre. Altra rivalità è quella con gli inglesi dell'Arsenal, generata soprattutto per motivi di carattere sportivo, da quando il difensore laziale Siniša Mihajlović ed il centrocampista dei Gunners Patrick Vieira si scambiarono insulti razzisti durante una partita nel 2000-01, oltre al fatto che esisteva un gemellaggio tra i tifosi biancocelesti e quelli del Chelsea, storici rivali cittadini dell'Arsenal. L'acredine nei confronti degli spagnoli dell'Atlético Madrid nasce alla fine degli anni novanta, durante la gara di Coppa UEFA 1997-98 valida per la semifinale. La Lazio, grazie alla vittoria ottenuta al Vicente Calderón nella partita d'andata ed al pareggio nel ritorno, riuscì a qualificarsi per la finale, facendo nascere una rivalità sportiva che nel 2001 si acuì con il gemellaggio della tifoseria laziale e quella degli storici rivali del Real Madrid. In occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell'Europa League 2011-12 fra Atletico Madrid e Lazio, i supporters biancocelesti organizzano un corteo in direzione del Vicente Calderón insieme agli Ultras Sur, gruppo di tifosi del Real Madrid. Un'altra rivalità nata negli anni duemiladieci è quella con i greci del Panathīnaïkos, a seguito del gemellaggio con i tifosi romanisti, dirimpettai cittadini dei biancocelesti. L'astio tra le due tifoserie non si era mai palesato fino all'edizione 2012-13 dell'Europa League, durante la quale le due compagini vengono sorteggiate nello stesso girone. In occasione della gara disputata all'Olimpico, gli ultras greci arrivano allo stadio accompagnati da alcuni tifosi giallorossi, esponendo striscioni e bandiere tipiche del tifo romanista.

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio era sicuramente il più saldo: esso era nato attorno alla metà degli anni ottanta e si era rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[28] Un altro episodio significativo è riferibile alla gara Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, spingendola così verso il sorpasso decisivo in testa alla classifica nei confronti dei "cugini" romanisti, superati proprio grazie alla vittoria dei nerazzurri sui biancocelesti per 2-0.[29]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fabio Belli, Da Roma Nord a Montesacro, fino al quartiere Trieste: i capisaldi della Roma biancoceleste, su buongiornosicilia.it. URL consultato il 17 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2015).
  2. ^ https://www.fanpage.it/roma/roma-la-mappa-dei-tifosi-dove-ci-sono-piu-romanisti-e-dove-piu-laziali/
  3. ^ Lazio-Foggia 1974. Il Guinness dell’Olimpico, su novegennaiomillenovecento.it. URL consultato il 15-05-2017.
  4. ^ 19.12.1982: quando la Lazio faceva 70.000 spettatori in Serie B, su sslaziofans.it. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  5. ^ "Onore a Mussolini": a Milano lo striscione-oltraggio degli ultrà neofascisti alla vigilia del 25 Aprile, su milano.repubblica.it, 24 aprile 2019. URL consultato il 21 luglio 2021.
  6. ^ a b Quali ultras si è messo contro Elseid Hysaj, su ilpost.it, 21 luglio 2021. URL consultato il 21 luglio 2021.
  7. ^ Lazio, Hysaj si presenta cantando Bella Ciao. E piovono insulti sui social, su gazzetta.it. URL consultato il 19 luglio 2021.
  8. ^ Striscione degli ultrà contro Hysaj: "Verme, la Lazio è fascista", su gazzetta.it. URL consultato il 19 luglio 2021.
  9. ^ Filmato audio Lazio, fascismo allo stadio: il falconiere fa saluto romano e inneggia al Duce con il pubblico, la Repubblica, 20 ottobre 2021. URL consultato il 20 ottobre 2021.
  10. ^ Lazio, il falconiere fa il saluto romano all'Olimpico: licenziato, su iltempo.it. URL consultato il 1º novembre 2021.
  11. ^ Marsiglia-Lazio, trasferta vietata: ecco il decreto ministeriale, su corrieredellosport.it, 1º novembre 2021.
  12. ^ Ricerca a cura del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento, novegennaiomillenovecento.it. URL consultato il 3 giugno 2012.
  13. ^ Maurizio Martucci, Nobiltà Ultras dal 1900, un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996, ISBN.
  14. ^ Durante Lazio-Padova del 1987 in Curva Nord appare uno striscione lungo 10 metri di un nuovo gruppo: gli Irriducibili creati da Antonio "Grinta".
  15. ^ “Rivoluzionari”. Maurizio Martucci ricorda i primi Irriducibili del 1987: intervista allo scrittore dei casi Sandri, Paparelli e Re Cecconi sulla nascita degli ultras Lazio di 30 anni fa | Sport People, su www.sportpeople.net. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  16. ^ a b Irriducibili, su ultraslazio.it. URL consultato il 21 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2009).
  17. ^ Roma si ribella, Signori non parte, in la Repubblica, 13 giugno 1995, p. 43.
  18. ^ Lazio, davanti alla Figc scontri tra polizia e tifosi, in la Repubblica, 11 maggio 2000.
  19. ^ Irriducibili, violenza e affari, la Repubblica, 23 febbraio 2007. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  20. ^ Associazione Sodalizio Biancoceleste Tribuna Tevere, Sodaliziolazio.com. URL consultato il 3 giugno 2012.
  21. ^ Curva Nord Lazio: gli Irriducibili mollano il comando, CalcioBlog, 26 marzo 2010. URL consultato il 25 dicembre 2011.
  22. ^ Iniziativa della Curva Nord, “Terzo Tempo Lazio”, sslazionews.it. URL consultato il 2 settembre 2012.
  23. ^ Comunicato scioglimento Irriducibili Lazio
  24. ^ Irriducibili, parla Franchino: "Scioglimento? Fine di un'era"
  25. ^ Sia la storia di Vincenzo Paparelli che quella di Gabriele Sandri sono state ricostruite e raccontate nei libri di Maurizio Martucci: Maurizio Martucci, Cuore tifoso. Roma-Lazio 1979, Un razzo ha distrutto la mia famiglia, Gabriele Paparelli racconta, Roma, Sovera Multimedia, 2009, ISBN 978-88-8124-862-9. e Maurizio Martucci, 11 novembre 2007, l'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica, Roma, Sovera Multimedia, 2008, ISBN 978-88-8124-787-5..
  26. ^ Fabrizio Peronaci, Morte all’Olimpico, il figlio di Paparelli 40 anni dopo: «La mia vita a cancellare scritte indegne» | Fotostoria, su Corriere della Sera, 22 settembre 2019. URL consultato il 7 gennaio 2020.
  27. ^ Tragedia sull'A1, Italia sotto choc per il tifoso ucciso da un agente, su repubblica.it. URL consultato il 21 gennaio 2020.
  28. ^ a b Vincenzi, Massimo, Dramma Inter all'Olimpico si illude, poi è terza, la Repubblica, 5 maggio 2002. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  29. ^ a b Inter passeggia con Lazio tenera, l'Olimpico esulta, 2 maggio 2010.
  30. ^ Lazio e Triestina, amicizia "antica", sodaliziolazio.com, 11 marzo 2015. URL consultato il 24 luglio 2018.
  31. ^ Amicizie e Rivalità, su ultraslazio.it. URL consultato il 21 giugno 2009 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2012).
  32. ^ Salernitana-Lazio, violenze d'agosto, 8 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Martucci, 11 novembre 2007, l'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica, Roma, Sovera Multimedia, 2008, ISBN 978-88-8124-787-5.
  • Maurizio Martucci, Cuore tifoso. Roma-Lazio 1979, Un razzo ha distrutto la mia famiglia, Gabriele Paparelli racconta, Roma, Sovera Multimedia, 2009, ISBN 978-88-8124-862-9.
  • Maurizio Martucci, Nobiltà Ultras dal 1900, un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996, ISBN.

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