Madonnina

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Coordinate: 45°27′50.87″N 9°11′30.88″E / 45.464131°N 9.191911°E45.464131; 9.191911

La Madonnina
La Madonnina vista dalla Rinascente

La Madonnina è una statua di Giuseppe Perego in rame dorato[1], raffigurante la Madonna Assunta e posta sulla guglia maggiore del duomo di Milano. Dal momento della sua posa, avvenuta nel 1774, è diventata il simbolo della città, al di là del fatto religioso. Frasi come all'ombra della Madonnina indicano per antonomasia la città di Milano. L'alabarda è in realtà un parafulmine "mascherato".

La guglia maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVIII secolo il duomo era ancora quasi privo di guglie e in continuo stato di lavorazioni riprese, interrotte e mai completate. L'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli decise di fare innalzare la guglia maggiore. L'opera, che era in discussione da molti anni, venne progettata (1765) e poi realizzata (1769) dall'architetto Francesco Croce e il duomo raggiunse l'altezza di 108,50 metri.

Sulla cima della guglia, secondo un piano che risale probabilmente alle origini stesse del Duomo, venne posta una statua dell'Assunta (alta 4,16 metri) con lo sguardo e le braccia aperte a implorare la benedizione di Dio verso la città. La statua venne realizzata dallo scultore Giuseppe Perego e dall'orafo Giuseppe Bini e fu inaugurata il 30 dicembre 1774.

Durante la seconda guerra mondiale la statua venne ricoperta da teli, per ridurne la visibilità impedendo che diventasse un riferimento topografico di navigazione per i bombardieri alleati.

L'altezza[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione vuole che nessun edificio di Milano possa essere più alto della Madonnina. Una legge, resa ufficiale negli anni trenta, impedì alla Torre Branca di Gio Ponti e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,5 metri per rispetto della Madonnina. In realtà, dietro i sentimenti religiosi si celavano principalmente problemi strutturali: pochi metri sotto la superficie della città c'è una falda freatica, la quale esercita una forte pressione sugli strati rocciosi del sottosuolo. Una costruzione più alta e più pesante del Duomo, pertanto, avrebbe potuto rivelarsi instabile.

Il Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, misura 127 metri ed è perciò più alto della Madonnina. Per rispettare la tradizione è stata realizzata una copia della Madonnina, che è stata posta sulla sommità del grattacielo.

Nel 2010 la copia è stata spostata, posandola sulla sommità del Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia, a 161 metri d'altezza.

Domenica 22 novembre 2015 è stata issata sulla sommità della Torre Isozaki una copia fedele della Madonnina, così come vuole la tradizione meneghina, su quello che è diventato il tetto più alto della città di Milano.

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Alla Madonnina è dedicata la celeberrima canzone in dialetto milanese O mia bela Madunina, scritta nel 1935 da Giovanni D'Anzi.

(LMO)

« O mia bela Madonina, che te brilet de lontan
tuta dora e piscinina, ti te dòminet Milan
sòta ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc "lontan de Napoli se moeur"
ma poeu i vegnen chi a Milan »

(IT)

« O mia bella Madonnina che brilli da lontano
tutta d'oro e piccolina, tu domini Milano
sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano
tutti cantano "lontano da Napoli si muore"
ma poi vengono qui a Milano »

(Giovanni D'Anzi)

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 è stato pubblicato il romanzo Operazione Madonnina - Milano 1973, di Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone. Il libro, che inscena un pittoresco furto della Madonnina, è stato accolto da un altissimo successo di pubblico[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ernesto Brivio (CNR), Il Duomo di Milano, icvbc.cnr.it. URL consultato il 03-05-2007.
  2. ^ Annarita Briganti, Tre amici al bar e un audace colpo della Madonnina, la Repubblica, 28 aprile 2013. URL consultato il 13 marzo 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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