Tifoseria della Juventus Football Club

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1leftarrow.pngVoce principale: Juventus Football Club.

Tifosi bianconeri allo Juventus Stadium.
« Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazio­nale. »
(Giovanni Arpino, Opere, 1992.[1])

La tifoseria della Juventus Football Club ha svolto un ruolo decisivo nella costituzione dell’identità societaria dagli inizi del XX secolo. Inizialmente radicata nella regione Piemonte e composta principalmente da membri della classe borghese e industriale, tra cui studenti, intellettuali e imprenditori;[2] i cui saranno ulteriormente costituiti come «soci patronessi»,[3] costituiranno in seguito uno dei primi gruppi di sostegno sportivo ad organizzarsi formalmente e seguire la squadra attraverso la penisola italica.[4] Il crescente numero dei soci del club permesse la fondazione di altre squadre ispirate nella società campione d’Italia (1905) in città lontane da Torino quali Roma e Firenze e la pubblicazione del primo periodico sportivo-istituzionale del Paese (1915) come un strumento di comunicazione con i soci, calciatori e dirigenti juventini che combattorono nella Prima guerra mondiale.[5]

Durante il ventennio interbellico, in seguito alla ristrutturazione societaria condotta dall’avvocato Giuseppe Hess e all’assunzione nella presidenza del club dell’allora vicepresidente della casa automobilistica FIAT Edoardo Agnelli (1920-1923), il bacino di sostenitori della Juventus sperimentò un incremento esponenziale in virtù ai crescenti flussi migratori verso la capitale sabauda, principalmente provvenenti del Mezzogiorno e composti principalmente da membri della classe lavoratrice; alla serie inedita di successi sportivi ottenuti dalla squadra durante la prima metà degli anni trenta che ispirarono a emigrati italiani a fondare diverse società sportive che adottarono anche il nome, i colori e simboli della formazione torinese in Sudamerica, i balcani e il continente australiano;[6][7][8][9] e alla diffusione nel resto d'Italia dei mezzi di comunicazione di massa, principalmente la radio, che ne resero il primo nel belpaese per numero di simpatizzanti – all’epoca più del doppio del totale di simpatizzanti delle altre squadre militanti nella nascente Serie A messi insieme[10] – nonché il primo nello sport italiano a vantare una connotazione nazionale. Contemporaneamente con quel periodo i tifosi juventini adottarono ideologie anticampanislistiche, rendendo al club un tassello nella formazione dell’identità e unità della Nazione.[11][12]

La tifoseria bianconera ebbe un secondo incremento esplosivo del proprio bacino di utenza con le prime tre generazioni di immigrati meridionali arrivati a Torino attratti dall’offerta lavorale della FIAT a partire del secondo dopoguerra (1950-1980),[13] i cui ritenerono la Juventus un simbolo d’integrazione sociale.[14] Alla fine degli anni sessanta saranno costituiti i primi componenti del tifo organizzato, nella sua maggioranza di tendenza ultrà, i cui avranno occupato la Curva Sud dello Stadio Comunale, punto di incontro della popolazione arrivata in città, fondaranno i primi fan club juventini, svolgeranno gemellaggi ed inimicìzie con altre tifoserie, principalmente in Italia, e seguirano la squadra anche massicciamente attraverso l’Eurasia per cui avranno subito degli scontri con la frange radicali del tifo di altri club, principalmente i hooligan britannici; incidenti che giunsero il suo apice nella vicenda accadduta allo stadio Heysel di Bruxelles (1985). Infine, gli ulteriori periodi di successo sportivo della squadra bianconera, l'evoluzione delle tecnologie di radioteletrasmissione che hanno permesso la diffusione degli incontri del club nel resto dei continenti in modo pressoché stabile a partire dei primi anni ottanta, il posizionamento del campionato di Serie A al vertice del calcio internazionale a metà di quel decennio e la ristrutturazione delle competizioni UEFA per club durante la prima metà degli anni novanta,[15] renderanno il tifo per la Juventus uno dei maggiori al mondo contandone, a tutto il 2013, un record di circa tredici milioni di tifosi sul territorio italiano e oltre 250 milioni di potenziali simpatizzanti a livello globale,[16] in particolare nei Paesi a forte emigrazione italiana[17] in ragione alla considerazione verso il club quale elemento unificatore con la Patria.[14]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria juventina allo Stadio Comunale nel 1975.

Il pensiero comune d'inizio XX secolo voleva che il tifo per la Juventus fosse appannaggio delle classi borghesi, laddove quello per la sua rivale cittadina, il Torino, traesse linfa dalle classi popolari e proletarie[18]. Qualche decennio dopo, con l'ingresso degli Agnelli nel capitale societario della cosiddetta Vecchia Signora (1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà della famiglia, la FIAT. Essendo iniziato un fenomeno migratorio – poi divenuto massiccio nel secondo dopoguerra – verso Torino e gli altri grandi poli industriali del Settentrione da parte dei lavoratori meridionali in cerca di impiego, la Juventus, già dagli anni trenta, divenne il primo club italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o, al più, regionalmente, ma a carattere nazionale[19].

« Un fatto rilevante nella storia del calcio tra gli anni '50 e '60 del '900 fu la nascita delle tifoserie nazionali dei grandi club. Il primo club che vide nascere e crescere le schiere dei suoi supporters oltre la soglia di casa fu la Juventus negli anni del 'miracolo economico'. »
(Antonio Papa e Guido Panico, Contemporanea: rivista di storia dell'800 e del '900 (2), 2000.[20])
Supporter bianconeri allo Stadio Olimpico nel 2007.

Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli anni cinquanta e i primi settanta la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente torinese e cittadina[21]. In anni più recenti, comunque, le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino ad essere oramai, di fatto, nulle.

Cenni demografici[modifica | modifica wikitesto]

I sostenitori della Juventus sono quantificabili tra 12 milioni e 13,3 milioni in Italia[22] secondo il più recente sondaggio di settore condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2014 sul quotidiano la Repubblica: con il 31% di preferenze da parte del campione esaminato, il club torinese risulta essere il più sostenuto del Paese[23], cifra che rappresenta uno di ogni cinque abitanti sul territorio nazionale[24].

In base un sondaggio simile pubblicato nel settembre 2013, i sostenitori della Juventus sono distribuiti in maniera pressoché uniforme su tutto il territorio nazionale. Infatti, la Juventus risulta essere anche la squadra con il più alto numero di sostenitori in ognuna delle quattro regioni geografiche esaminate, avendo riscosso il maggiore percentaggio di preferenze nel Nord-ovest (32,5%), nel Nord-est (25%), nel Centro (28,4%) e nel Sud e isole (29,5%)[25][26].

Una veduta di Piazza San Carlo, luogo di ritrovo abituale dei tifosi della Juventus nella capitale sabauda.

Il tifo per la Juventus, tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese[27], è molto marcato anche nel Mezzogiorno d'Italia e nelle isole[25], il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus, dal punto di vista sociologico, una squadra «nazionale»[28]. Frequente è anche il caso di tifosi organizzati che, anche da luoghi geograficamente lontani del Paese, raggiungono con regolarità Torino per gli incontri interni della squadra:

« Il mito bianconero si era ingigantito per l'ondata demografica proveniente del sud negli anni del miracolo economico, quando intere generazioni lasciarono i loro paesi, spinti dalle dinamiche dell'occupazione e della speranza di trovare nelle grandi città del nord non solo nuove opportunità di lavoro, ma anche nuovi stili di vita. Tra questi, il mito sportivo della domenica e il tifo per la Juventus. »
(Antonio Papa e Guido Panico, Storia sociale del calcio in Italia, 1993.[29])

In base ai dati elaborati dal Centro Studi della Lega Nazionale Professionisti nel maggio 2010, la tifoseria della Juventus ha la maggior percentuale di occupazione dello stadio durante le gare casalinghe del panorama calcistico italiano (82,82%)[30]. Inoltre, la squadra bianconera risultò essere la seconda nel Paese in termini di audience[31].

I tifosi bianconeri portano in trionfo Boniperti e Sívori dopo la vittoria del campionato italiano nel 1960.

La Juventus, inoltre, è una delle squadre con il maggior numero di sostenitori al mondo contandone oltre 250 milioni di simpatizzanti, di cui, oltre al già citato numero di simpatizzanti in Italia, 44,76 milioni nel resto del territorio europeo, 108,46 milioni nel continente asiatico e 42,46 milioni sparsi in Africa e le Americhe[16] in base a un rapporto della società tedesca di indagini sul mercato sportivo Sport+Markt AG del 2012[16].

Il principale luogo d'incontro dei sostenitori juventini a Torino, anche per i festeggiamenti dei trionfi della squadra, è la Piazza San Carlo, sita al centro storico della città[32].

Orientamento politico[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda gli orientamenti politici delle tifoserie organizzate, in base a un rapporto della Polizia di Stato del 2003 quello della Juventus risultava prevalentemente attestato su posizioni di destra[33][34]; tuttavia, fuori dalle frange organizzate, l'orientamento politico della tifoseria, in ragione della sua eterogeneità sociale e territoriale, risulta non discostarsi in misura significativa da quelli più diffusi genericamente a livello di popolazione nazionale: è quanto emerse da un sondaggio condotto da ACNielsen citato nel 2004 dalla rivista Diario, in cui si stabilì che quella della Juventus è una tra le poche tifoserie a esprimersi elettoralmente in maniera pressoché equanime tra destra e sinistra[35].

Fan club[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Coordinamento Juventus Club DOC (CCJC)[36], affiliato alla società del capoluogo piemontese, annovera oltre 500 associazioni conformate da oltre 111 mila affiliati che ne fanno una delle organizzazioni calcistiche con maggior numero di membri iscritti a livello mondiale[37], i cui sono distribuiti in oltre trenta paesi e vantano il riconoscimento ufficiale della Juventus[38]. Oltre a ciò, sono stati fondati associazioni indipendenti quali Italia Bianconera[39], Grandi Amici della Juventus[40] e l’Associazione Culturale Ju29ro Team[41], che promuovono, attraverso la beneficenza, manifestazioni tra i fan.

La società bianconera vanta numerosi club sparsi in tutte le regioni d'Italia[42] e, all'estero, in trentadue paesi[43] siti particolarmente in regioni a forte emigrazione italiana quali le Americhe, l'Europa Centrale e meridionale, le isole britanniche, il Maghreb, il continente australiano e l'Asia sudorientale[17].

La tifoseria organizzata[modifica | modifica wikitesto]

« La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà. »
(Messaggio della Curva Scirea, la curva principale dei tifosi della Juventus, pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109º anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1º novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia.)

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera e striscione dei Panthers, uno dei primi gruppi organizzati di ultras bianconeri, a fine anni settanta.

I primi gruppi di tifosi juventini furono creati verso la metà degli anni settanta. I primi due gruppi conosciuti sono Venceremos ed Autonomia Bianconera. Erano schierati su posizioni di estrema sinistra[44], mentre oggi la tifoseria ha simpatie nazionaliste. Nel 1976 sorgono i primi due gruppi strutturati di tifosi sotto il nome di Fossa dei Campioni e Panthers.

Il Gruppo Storico Fighters fu fondato da Beppe Rossi, il personaggio più importante tra i tifosi ed ultrà, nell'anno successivo[44]. Questo gruppo sarà il più importante della Curva Filadelfia[45] fino alla fine degli anni ottanta. Durante la prima metà di questo decennio, si costituiscono numerosi altri gruppi di tifosi come Gioventù Bianconera, Area Bianconera, Indians (gruppo progenitore del Club Vecchia Guardia-Intoccabili) e il Viking (gruppo ultrà fondato a Milano). Questi raggruppamenti si combineranno sotto la denominazione di Nucleo Armato Bianconero (N.A.B.)[46], un gruppo principalmente di Genova, l'unico gruppo juventino paragonabile agli hooligans. È stato durante quel periodo che ebbe luogo il primo spostamento all'estero di gruppi di tifosi juventini (a Bruxelles contro l'Anderlecht nel 1981).

I tifosi juventini a Marassi durante una partita contro la Sampdoria, per la gara di campionato del 1976-1977.

Nel 1987, a causa degli scontri di Firenze con i tifosi della Fiorentina, il gruppo dei Fighters venne sciolto[44]. La maggior parte dei suoi dirigenti, in società con altri gruppi della Curva Filadelfia (Indians, Gioventù Bianconera) si riuniscono nell'ambito di un nuovo gruppo chiamato Arancia Meccanica (direttamente ispirato all'omonimo film del regista Stanley Kubrick). Il carattere violento di quel film forzerà il gruppo a cambiare nome in Drughi[47]. Drughi resterà il gruppo di tifosi più importante della Curva Filadelfia – circa 10000 membri – dal 1988 al 1996[48]. Nel 1993, una parte dei tifosi del gruppo Drughi riprende la sua autonomia e riforma il gruppo storico dei Fighters[48]; durante il successivo quadriennio, queste due associazioni si disputano la supremazia della Curva Scirea[45]. Nel 1997 i Drughi lasciarono la scena, consentendo la formazione del Black and White Fighters Gruppo Storico 1977[44]: il gruppo storico di tifosi della Juventus Football Club venne così rifondato esattamente vent’anni dopo la sua creazione.

Dopo quest'unificazione, il gruppo degli Irriducibili Vallette – creato nel 1990 da un gruppo di tifosi della zona di Torino chiamata Vallette – farà base nella Curva Nord del Delle Alpi, per sciogliersi alcuni anni dopo. Dal 1995 al 2001 in Curva Sud, insieme ai Black and White Fighters Gruppo Storico 1977, faranno la loro comparsa i ragazzi del Fronte Bianconero 1995.

Tifosi juventini in Curva Filadelfia durante gli anni ottanta.

Attualmente i sostenitori della Juventus sono divisi in vari gruppi organizzati come Drughi – il principale gruppo ultrà juventino nella Curva Scirea[49][50], che ritornò in curva ufficialmente il 13 febbraio 2005 dopo la sua ultima apparizione il 22 maggio 1996) –, Viking Juve, Tradizione Bianconera, Antichi Valori, Genova, Asti, Ponente, Magenta, Nucleo 1985, Gruppo Marche 1993 (anche noto come GM), Bravi Ragazzi (gruppo formato da ex Irriducibili). Il gruppo Fighters, che cambiò denominazione in Tradizione Bianconera e "Antichi Valori" nel 2005, è il principale gruppo ubicato nella Curva Nord dello stadio[49].

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Torino, Derby d'Italia e Rivalità calcistica Juventus-Milan.

Non risultano ufficialmente gemellaggi di tifoserie italiane con quelle della Juventus. Per circa un ventennio, a partire dagli anni ottanta vi fu un gemellaggio con la tifoseria dell'Avellino (coincidenti con la presenza in Serie A della compagine irpina), poi sciolto per iniziativa di alcune frange di tifosi biancoverdi a fine anni novanta[51][52] – pur se si è rinsaldata un'amicizia durante l'incontro di Coppa Italia del 2013[53]. Nel 1996, invece, fu ufficializzata l'amicizia con la tifoseria organizzata del Piacenza, cancellata sette anni più tardi[54][55].

Gemellaggio tra tifosi avellinesi e juventini nel 1985.

Fuori dall'Italia, esistono accordi di gemellaggio con i tifosi organizzati dell'ADO Den Haag, compagine olandese dell'Aia, e con quelli del Legia Varsavia, formazione polacca[56]. Nel 2011 si è rinforzata anche l'amicizia con i sostenitori della squadra inglese del Notts County – la cui maglia a strisce verticali bianche e nere fu condivisa dalla Juventus fin dal 1903[57] – mentre nel novembre dell'anno successivo è stata istituita l'amicizia con i sostenitori della squadra spagnola dell'Elche[58].

La tifoseria rivale d'elezione è, come per tutti i casi di avversarie della stessa città, quella del Torino[59]. A seguire, quella dell'Internazionale, rivalità in essere fin dagli anni sessanta e rinfocolata dopo le decisioni giudiziarie riguardanti lo scandalo del calcio italiano del 2006[60], e quella del Milan, nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti sportivo-commerciali con reciproci scambi di giocatori[61][62]. Più recenti, e legate all'imporsi alla ribalta negli anni ottanta delle loro squadre con conseguente lotta sportiva per la conquista del primato nazionale, le rivalità con la tifoseria della Fiorentina, legata principalmente alla lotta-scudetto del campionato 1981-82[63], e con quella della Roma, che fino alla metà di quel decennio fu la più valida contendente dei bianconeri al titolo[64].

La Curva Scirea allo Stadio delle Alpi è sempre stata il settore occupato durante le gare casalinghe dai nuclei più accesi della tifoseria organizzata. Allo Stadio Olimpico i tifosi hanno invece occupato la Curva Filadelfia. Dal 2011, il luogo di incontro dei gruppi ultrà bianconeri è la Tribuna Sud dello Juventus Stadium[45].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PMSIT) Giovanni Arpino, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Romano, Opere, Milano, Rusconi, 1992, p. 1490, ISBN 88-18-06084-8.
  2. ^ Buttafarro et al, «Film», 49 min 59 s
  3. ^ Le socio-patronesse. URL consultato il 26 agosto 2013.
  4. ^ Primati e curiosità, genoacfc.it. URL consultato il 10 maggio 2015.
  5. ^ Maurizio Vannini, La Storia della Juventus – Stagioni. Stagione 1914-15: Scoppia la Prima Guerra Mondiale. Nasce Hurrà Juventus. URL consultato il 26 agosto 2013.
  6. ^ (PT) AA.VV., Enciclopédia do Futebol Brasileiro Lance, vol. 1, Rio de Janeiro, Aretê Editorial S/A, 2001, p. 197, ISBN 85-88651-01-7.
  7. ^ (SR) Svi dresovi Partizana 1945. – 2011., partizan.rs. URL consultato il 9 maggio 2015.
  8. ^ (SR) Slike šampionskih ekipa i osvajača kupova, partizan.rs. URL consultato il 9 maggio 2015.
  9. ^ Our Heritage, adelaidecityfc.com.au. URL consultato il 9 maggio 2015.
  10. ^ (EN) John Foot, Calcio: A History of Italian Football, Londra, Fourth Estate, 2006, p. 40, ISBN 00-07-17574-4.
  11. ^ Filmato audio Giovanni De Luna, 100 secondi: Nasce la Juventus, RAI Storia, a 0:00:46. URL consultato il 1º settembre 2014.
  12. ^ (FR) Adrien Lelièvre, La Juventus, dernier rescapé d'un football italien en déclin in Le Monde, 14 aprile 2015. URL consultato il 14 aprile 2015.
  13. ^ Giovanni Bechelloni, Torino, città delle «sfide» in Stampa Sera, 28 aprile 1986, p. 2. URL consultato l'8 ottobre 2014.
  14. ^ a b (FR) Laurent Flandre, Juventus de Turin, qui est cette «vieille dame» centenaire? in l'Humanité, 15 gennaio 1997. URL consultato il 20 marzo 2015.
  15. ^ In sintonia con un nuovo calcio in Union des Associations Européennes de Football, 3 novembre 2014. URL consultato il 9 maggio 2015.
  16. ^ a b c (EN) Sport+Markt AG, International Fan Potential, 2012., cfr. anche Intervento Juventus 2012, p. 8
  17. ^ a b (EN) Napoli: Back where they belong in Fédération Internationale de Football Association, 22 giugno 2007. URL consultato il 26 settembre 2008.
  18. ^ Brera, p. 65
  19. ^ Papa, p. 120
  20. ^ Papa, Panico, p. 269
  21. ^ (EN) Injuries clouding Turin derby in Fédération Internationale de Football Association. URL consultato il 10 febbraio 2010.
  22. ^ Ricerche – Format research e l'Istituto di ricerca SPORTECONOMY sui bacini di utenza dei club di calcio in Sporteconomy, 7 settembre 2010. URL consultato il 13 giugno 2011.
  23. ^ Sondaggio Demos & Pi 2014, pp. 6; 9
  24. ^ Bilancio demografico nazionale 2010
  25. ^ a b Sondaggio Demos & Pi 2013, p. 20
  26. ^ Sondaggio Demos & Pi 2014, Ilvo Diamanti, «Meno stadi, più TV e web: così cambia l'Italia del tifo», p. 3
  27. ^ Sondaggio Demos & Pi 2013, Ilvo Diamanti, «Calcio, il declino del tifo. In curva solo gli ultras», p. 5
  28. ^ Filmato audio Accade oggi: 1º novembre 1897. Nasce la Juve, La Stampa, 1º novembre 2008. URL consultato il 4 novembre 2008.
  29. ^ Papa, p. 271
  30. ^ Analisi del Centro Studi della Lega Nazionale Professionisti 2010, p. 7
  31. ^ ivi, pp. 29-31
  32. ^ Bruno Gambarotta, Omaggio a Torino, Firenze, Fratelli Alinari, 2005, pp. 36-37, ISBN 88-7292-452-9.
  33. ^ Rapporto Polizia di Stato
  34. ^ (EN) Ian Hawkey, Political Football in The Times, 3 aprile 2005. URL consultato il 14 ottobre 2008.
  35. ^ Papi, paragrafo Curve elettorali: dal sondaggio, condotto dopo le elezioni politiche italiane del 2001 su un campione non appartenente a gruppi organizzati di tifosi, emerse che le percentuali di preferenze politiche espresse dai sostenitori di Juventus e Internazionale furono sostanzialmente analoghe a quelle generali dell'elettorato; tra i dati più divergenti dalla media nazionale figurarono il 41% dei sostenitori del Milan che dichiararono di avere espresso la propria preferenza politica per Forza Italia, partito guidato da Silvio Berlusconi che in quella tornata elettorale aveva conseguito il 29,4 per cento su base nazionale, e, al contrario, il 64,2 dei sostenitori della Roma che dichiarò di avere votato per Democratici di Sinistra e Margherita, altresì fermatesi, collettivamente, al 31% nel responso delle urne.
  36. ^ «DOC» è l'acronimo di Denominazione di origine controllata, un marchio di origine italiano utilizzato principalmente in enologia.
  37. ^ The FIFA Weekly, WEEKLY TOP 11: «Clubs with the most members», p. 29
  38. ^ Il Centro Coordinamento Juventus Club DOC. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  39. ^ Italia Bianconera: I contenuti. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  40. ^ Associazione Grandi Amici della Juventus: Chi siamo. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  41. ^ Associazione Culturale Ju29ro Team. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  42. ^ Centro Coordinamento Juventus Club DOC: I club italiani. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  43. ^ Centro Coordinamento Juventus Club DOC: I club esteri. URL consultato il 26 settembre 2008.
  44. ^ a b c d Storia dei gruppi di tifosi juventini. URL consultato il 9 gennaio 2009.
  45. ^ a b c La Curva Sud del “delle Alpi” fu chiamata Scirea in memoria dell'ex giocatore Gaetano Scirea (1953-1989), libero e capitano della Juventus dal 1984 fino a fine carriera. Il nome “Filadelfia” deriva invece dalla strada che passa sotto la Tribuna Sud dell'Olimpico, via Filadelfia.
  46. ^ Il gruppo Nucleo 1985 nasce da una costola dell'Area Bianconera. Venne fondato dai primi membri dell'Area Bianconera in disaccordo con il direttivo del gruppo, formato prima da ragazzi del Veneto e successivamente passato in mano a giovani della Lombardia. Il gruppo Nucleo Armato Bianconero (N.A.B) cambiò quindi denominazione in Nucleo 1985 dopo la Strage dell'Heysel del 29 maggio 1985, dove persero la vita 39 tifosi juventini. Cfr. Nucleo 1985… "duri a morire": Storia del Gruppo Nucleo 1985. URL consultato il 9 gennaio 2009.
  47. ^ D'accordo con la trama del film Arancia meccanica, Drughi è stato il nome del gruppo di cui fa parte il protagonista.
  48. ^ a b Drughi Ultrà Curva Sud: Chi siamo. URL consultato il 9 gennaio 2009.
  49. ^ a b Articolo La Guerra della Curva (la mappa del tifo ultrà bianconero) in La Stampa, 9 agosto 2006, ed. impresa.
  50. ^ Ultras nel mondo: curve infuocate: episodio 3, Italia, Discovery Channel, 20 ottobre 2007, a 44 min 02 s. URL consultato il 3 agosto 2013.
  51. ^ Avellino (PDF) in Rangers Empoli, nº 194, 17 gennaio 2009, p. 2. URL consultato il 4 aprile 2009.
  52. ^ La Storia dell’U.S. Avellino 1912 S.p.A.. URL consultato il 2 aprile 2009.
  53. ^ Guido Vaciago, Gemellaggio fra i tifosi di Juventus e Avellino in Tuttosport, 18 dicembre 2013. URL consultato il 19 dicembre 2013.
  54. ^ La scheda degli ospiti: Piacenza (PDF) in Rangers Empoli, 29 novembre 2008, p. 3. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  55. ^ Pozzoni, p. 126
  56. ^ (PL) Przyjaciele. URL consultato il 4 maggio 2013.
  57. ^ Italian Magpies – Notts County F.C. Official Supporters Club: Fratelli bianconeri. URL consultato il 18 ottobre 2012.
  58. ^ (ES) Intercambio de camisetas con la Juventus in elchefc.es, 13 novembre 2012. URL consultato il 1º dicembre 2012.
  59. ^ Speciale 100 anni del Derby di Torino in La Stampa, 30 settembre 2007. URL consultato il 30 marzo 2009.
  60. ^ Juve-Inter, storia di una rivalità in Tuttosport, 22 settembre 2008. URL consultato il 4 marzo 2009.
  61. ^ Roberto Beccantini, Guerra solo in campo in La Stampa, 5 luglio 1995, p. 25. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  62. ^ Corrado Sannucci, Juve e Milan, la sfida infinita: storia di rivalità e di campioni in la Repubblica, 15 maggio 2003. URL consultato il 4 marzo 2009.
  63. ^ Giuseppe Bagnati, Quell'antica ruggine tra Juve e Fiorentina in Gazzetta dello Sport, 22 gennaio 2009. URL consultato il 4 marzo 2009.
  64. ^ Juve-Roma, rivalità antica in Tuttosport, 31 ottobre 2008. URL consultato il 4 marzo 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gary Armstrong e Richard Giulianotti, Fear and Loathing in World Football, Oxford, Berg Publishers, 2001, ISBN 1-85973-463-4.
  • (EN) Alina Bernstein e Neil Brain, Sport, Media, Culture: Global and Local Dimentions, Londra, Routledge, 183, 2003, ISBN 0-7146-5299-7.
  • Gianni Brera, Storia critica del calcio italiano, Milano, Baldini & Castoldi [1975], 1998, ISBN 88-8089-544-3.
  • (EN) Richard Giulianotti, Norman Booney e Mike Hepworth, Football, Violence and Social Identity, Londra, Routledge, 1994, ISBN 0-415-09838-6.
  • (EN) Charles L. Killinger, Culture and Customs in Italy, Westport (Connecticut), Greenwood Press, 1987, ISBN 0-313-32489-1.
  • Antonio Papa e Guido Panico, Storia sociale del calcio in Italia, Bologna, Il Mulino [1993], 2002, ISBN 88-15-08764-8.
  • Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Milano, Dalai editore, 2005, ISBN 88-6018-083-X.

Pubblicazioni varie[modifica | modifica wikitesto]

Risorse informative in rete[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Buttafarro, Giovanni De Luna, Marco Revelli; con la consulenza di Leone Piccione, episodio 1, Un fenomeno in bianco e nero , RAI 3, 16 settembre 1986, a 59 min 58 s.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


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