Prima Divisione 1923-1924

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Prima Divisione 1923-1924
Competizione Prima Divisione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 24ª
Organizzatore Lega Nord e Lega Sud
Date dal 7 ottobre 1923
al 7 settembre 1924
Luogo Italia Italia
Partecipanti 24 (Lega Nord)
21 (Lega Sud)
45 (totale)
Risultati
Vincitore Genoa
(9º titolo)
Secondo Savoia
Retrocessioni Lega Nord
Virtus Bologna
Novese
Statistiche
Miglior marcatore Austria Heinrich Schönfeld (22)
Genoa Cricket and Football Club 1923-1924.jpg
Il Genoa che colse il suo nono e ultimo scudetto
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1922-1923 1924-1925 Right arrow.svg

La Prima Divisione 1923-1924 fu la 24ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio, disputatosi tra il 7 ottobre 1923 e il 7 settembre 1924. Il campionato fu vinto dal Genoa, al suo nono titolo.

Indice

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Novità[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dello scudetto[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione 1923-1924 del campionato italiano segnò il debutto dello scudetto.

Dopo una serie di annate tormentate, il campionato italiano trovò nel 1923 la sua definitiva razionalizzazione secondo il format previsto nel Progetto Pozzo, elaborato due anni prima. Il torneo si fondò finalmente su due soli gironi composti dalle migliori società italiane, su un regolare meccanismo di sali-scendi con la Seconda Divisione e una lineare serie di finali per l'assegnazione del titolo. Per sancire la pace ritrovata, la Federazione ideò lo scudetto, un simbolo da assegnare, alla fine della stagione, ai campioni d'Italia in carica. L'introduzione di tale fregio aveva anche un secondo fine: con la simbologia ufficiale del triangolino di stoffa, che sarebbe poi diventato per tutti i tifosi il simbolo palpabile del primato nazionale, da quel momento in poi nessuna associazione rivale, come fu al tempo la CCI, avrebbe potuto conferire valore a un titolo alternativo a quello federale.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato della Lega Nord era strutturato su due gironi interregionali da 12 squadre ciascuno, di cui la prima classificata accede alla finale, mentre l'ultima viene retrocessa e la penultima spareggia per la salvezza contro formazioni cadette. Le due finaliste si sfidano in andata e ritorno, e la vincitrice ratifica il titolo in una finalissima, anch'essa a doppio turno, contro il campione della Lega Sud.

Il torneo meridionale si organizzava in prima istanza sui campionati regionali di Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Alla fase nazionale accedevano i campioni regionali, le seconde classificate dei tornei laziale, campano e pugliese, e l'Anconitana unica iscritta nelle Marche. Le semifinali della Lega Sud erano dunque strutturate su due gironi da quattro squadre, le cui vincitrici si affrontavano in finale per il titolo meridionale.

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Girone A[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Caso Rosetta.

Come ormai consuetudine, anche l'inizio della nuova stagione vide nel Genoa, squadra leader del calcio italiano dei primordi e campione in carica, la formazione più quotata. I rossoblù partirono forte, rifilando sei reti al Casale, ma alla sesta giornata incapparono, complice l'infortunio di Edoardo Catto nel primo tempo, nella prima sconfitta dopo trentatré giornate consecutive d'imbattibilità, record che sarebbe rimasto inviolato per 69 anni. I grifoni si ripresero subito, ma a dar loro filo da torcere fu la Juventus: il 24 luglio 1923 Edoardo Agnelli era divenuto presidente della società bianconera e aveva dato subito il via a un'aggressiva campagna di rafforzamento condotta a suon di migliaia di lire (sebbene gli statuti federali ancora vietassero il professionismo, la pratica di retribuire gli atleti sottobanco era molto diffusa). I bianconeri s'imposero nello scontro diretto del 2 dicembre, a Torino, portandosi ad un solo punto di distacco; al termine del girone d'andata, bianconeri e genoani risultavano in vetta a quota 16 punti, staccando di due lunghezze Alessandria e Livorno.

Il terzino Virginio Rosetta, al centro del processo sportivo che compromise la corsa allo scudetto della Juventus.

A compromettere la corsa allo scudetto della Juventus fu la posizione del terzino bianconero Virginio Rosetta, che a inizio stagione era in forza alla Pro Vercelli. La società vercellese era rimasta legata al puro dilettantismo: di fronte al rifiuto del presidente Luigi Bozino di retribuire i propri giocatori, Rosetta e il suo compagno di squadra Gustavo Gay scrissero una lettera di dimissioni, peraltro accettata, e furono messi fuori squadra. Gay decise di trasferirsi al Milan, Rosetta alla Juventus: il 24 ottobre la Lega Nord, retta dal dirigente rossonero Ulisse Baruffini, approvò il passaggio di Gay al Milan; tuttavia, quando il 7 novembre 1923 Rosetta chiese di essere messo in lista di trasferimento, Baruffini rimandò ogni decisione al Consiglio di Lega del 1º dicembre. Rosetta, allora, sporse reclamo alla FIGC, che il 24 novembre 1923 lo accolse, stabilendo che tutti i giocatori le cui dimissioni erano state accettate dalla società di appartenenza erano inseriti automaticamente nelle liste.[1] I bianconeri, forti della delibera della Federazione, schierarono in campo Rosetta dal 25 novembre contro il Modena, il Genoa e il Padova, vincendo tutti e tre gli incontri; i tre club battuti fecero ricorso per la posizione irregolare di Rosetta e la Lega Nord diede loro ragione, assegnando d'ufficio a ciascuna squadra la vittoria per 2-0. Contestualmente, il vicepresidente bianconero Craveri sporse reclamo per le sconfitte a tavolino al Consiglio Federale, il quale il 15 dicembre diede ragione alla Juventus, restituendole i tre successi nelle suddette partite.[2]

Il braccio di ferro tra FIGC e Lega Nord continuò per quasi due mesi, allarmando il CONI, retto dal gerarca fascista Aldo Finzi, che decise di intervenire per scongiurare la possibile nascita di un nuovo scisma dopo quello del 1921 e per evitare che il rendimento della nazionale alle imminenti Olimpiadi ne risultasse compromesso. Il CONI emanò dunque un ordine del giorno in cui si pronunciava favorevole alle posizioni della Lega Nord, pur esortando l'assemblea di Lega a non disconoscere l'autorità del Consiglio Federale. Il caso si chiuse all'assemblea generale del 9 febbraio 1924 allorquando le società federate, dando ragione alla Lega Nord, sfiduciarono il consiglio federale e lo costrinsero a dimettersi. La Federazione venne quindi commissariata e stabilì il 17 febbraio che Rosetta andava considerato ancora un giocatore della Pro Vercelli e che, essendogli stata revocata la tessera di calciatore, non poteva più giocare per il resto della stagione; la stessa FIGC assegnò la sconfitta a tavolino alla Juventus nelle tre partite vinte sul campo contro Modena, Genoa e Padova, graziando però i bianconeri per le quattro partite successive in cui fu schierato Rosetta, perché avvenute dopo la sentenza del 15 dicembre e in ragione della buona fede dei bianconeri.[3] A fine stagione i torinesi pagarono 50 000 lire alla Pro Vercelli e Rosetta, passato in bianconero, ricevette comunque il suo stipendio, mascherato come rimborso spese.[4]

Il risultato dell'affaire Rosetta fu che la Juventus si ritrovò tagliata fuori dalla corsa al titolo. Alla vigilia della sentenza, alla quindicesima giornata (giocata il 10 febbraio 1924), bianconeri e genoani erano appaiati in vetta a quota 21 punti, staccando di due lunghezze il Livorno. La sconfitta a Novara nella giornata successiva, unita alla sentenza, fece scivolare la Juventus al settimo posto in graduatoria, a dieci punti dalla vetta. Nonostante un calo nel finale, il Genoa riuscì a gestire l'ampio distacco su Padova, Inter e Livorno e a qualificarsi alla finale. Tuttavia, a rimarcare l'importanza del Caso Rosetta sulle sorti del campionato, nella ipotetica classifica finale compilata senza tenere conto della sentenza del 17 febbraio i bianconeri risulterebbero in vetta al girone con un punto di vantaggio sul Grifone, sebbene non sia da escludere che la sentenza possa aver condizionato il rendimento di entrambe le compagini (con il Genoa ormai sicuro del primo posto e la Juventus a metà classifica senza più obiettivi che potrebbero aver perso punti perché demotivate) e dunque non si possa avere la certezza assoluta su quale delle due compagini avrebbe vinto il girone.

Girone B[modifica | modifica wikitesto]
Il genoano Renzo De Vecchi, uno dei più grandi difensori italiani della storia, sovrasta di testa a Marassi il compagno di squadra Burlando e il bolognese Schiavio, nella gara di andata delle finali di Lega Nord.

L'altro raggruppamento visse invece un testa a testa fra il Bologna, il Torino e la Pro Vercelli. Il primo a balzare in vetta fu il Torino, mentre i felsinei ebbero un inizio altalenante (5 punti nelle prime cinque giornate), ma tre sconfitte consecutive dei granata tra settima e nona giornata permisero ai leoni bianchi di Vercelli di chiudere in vetta il girone d'andata con una lunghezza di vantaggio su Torino e Pisa e tre su Bologna, Legnano e Andrea Doria. Alla quattordicesima giornata, tuttavia, la Pro Vercelli perse sul campo del Verona subendo il sorpasso in vetta del Torino (che tuttavia aveva disputato una partita in più). I vercellesi ebbero a questo punto un calo e, a causa di tre pareggi nelle successive quattro partite, si fecero scavalcare anche dal Bologna proprio alla vigilia dello scontro diretto. Alla terzultima giornata i felsinei compirono l'impresa di espugnare il campo della Pro Vercelli (inviolato in partite di campionato dal 1915) allontanando i bianchi leoni a tre punti quando mancavano solo due giornate dalla fine. Nella giornata successiva, mentre i bianchi leoni rimediarono un'altra sconfitta abdicando da ogni velleità di rimonta, il Bologna, vittorioso sul campo dell'Andrea Doria, sorpassò in vetta il Torino, sconfitto tra le polemiche per 1-0 sul campo dello Spezia in zona retrocessione in una partita che subì numerose interruzioni di gioco per il comportamento antisportivo del pubblico di casa. All'ultima giornata il Torino vinse lo scontro diretto a Bologna ma furono comunque i felsinei a chiudere in vetta per un punto battendo nel recupero il Verona, raggiungendo così la loro seconda finale, dopo quella persa nel 1920-21 contro la Pro Vercelli.

Il Torino fece, allora, reclamo per ottenere il successo a tavolino nel match contro lo Spezia per le intemperanze della tifoseria avversaria, e conseguentemente il primo posto nel girone a spese del Bologna: la Presidenza Federale, comunque, respinse il 17 maggio la richiesta dei piemontesi, confermando i risultati del campo.[5][6] Alcune testimonianze filotoriniste, invece, sostengono che a fine giugno, dopo la Finale Nord, la Federazione avrebbe accolto un ulteriore ricorso del Torino attribuendogli d'ufficio la vittoria per la partita spezzina, senza però annullare la già disputata finale settentrionale. Questa versione dei fatti, tuttavia, non trova alcun riscontro nelle fonti documentali dell'epoca.[7][8]

In zona retrocessione, oltre ai bolognesi della Virtus, finì la Novese: i biancoazzurri conclusero così la brevissima parabola che li aveva portati, due anni prima, alla vittoria del titolo, sebbene nel contesto della tribolata scissione di quella stagione. Complice il blocco delle promozioni nella precedente annata, le società di Seconda Divisione erano inoltre riuscite a strappare, insieme all'ordinaria ascesa delle due migliori classificate fra di esse, la possibilità di giocare una sorta di spareggio tra altre due società della cadetterìa e le penultime classificate dei due gironi del massimo campionato. Novara e Spezia non ebbero comunque alcuna difficoltà a gestire avversari nettamente inferiori; l'unico dato statistico curioso da ricordare è che gli spezzini riuscirono, per il terzo anno consecutivo, a salvarsi dalla retrocessione ricorrendo a uno spareggio, dimostrando indubbiamente di possedere una grande saldezza di nervi, oltre che un discreto pizzico di buona sorte.

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Le due squadre rossoblù si trovarono di fronte per la finale di Lega Nord il 15 giugno 1924, sul campo del Genoa di via del Piano, a Marassi. La partita fu assai tesa, dentro e fuori dal terreno di gioco; sugli spalti scoppiarono diverse risse fra gli spettatori,[9] mentre il campo venne invaso da alcuni tifosi: uno di questi, l'ex giocatore genoano e allenatore in carica della Cremonese, Giovanni Battista Traverso, dopo un diverbio con il giocatore del Bologna Giuseppe Della Valle, lo colpì con un pugno.[10] La partita si risolse a favore dei padroni di casa solamente nel finale, grazie ad un gol di Neri, nonostante una netta supremazia di gioco da parte del Bologna.[11] Il Bologna in seguito sporse reclamo contro l'omologazione del risultato, che però venne respinto dal direttorio della Lega Nord in data 22 giugno; il Genoa venne multato di mille lire per l'invasione di campo, mentre l'allenatore Traverso venne squalificato per quattro mesi.[12]

Il ritorno si svolse in Emilia una settimana dopo, sul campo dello Sterlino colpito da un'inarrestabile pioggia. Il Bologna, come accadde nella partita di andata, mantenne il netto predominio della partita, ma il Genoa rispose prontamente sul campo nella prima frazione di gioco, con un gol in contropiede di Santamaria; il parziale inviperì il pubblico bolognese che, nell'intervallo, diede luogo a disordini e un tentativo di invasione di campo.[13] La gara riprese e la giovane formazione emiliana riuscì a pareggiare grazie a un rigore trasformato da Pozzi concesso per atterramento di Della Valle;[13][14][15][16] gli animi si accesero e all'arbitro Panzeri di Milano sfuggì totalmente la situazione di mano. La gara fu sospesa a pochi minuti dalla conclusione: in principio il direttore di gara motivò la decisione sulla base dell'impraticabilità del campo dovuta alle cattive condizioni atmosferiche,[13] ma poi fornì una seconda versione nella quale riportò di aver preso tale provvedimento per le intemperanze della tifoseria di casa.[17]

La Lega Nord non omologò il risultato (anche in seguito al reclamo del Genoa) e si riservò la decisione dopo avere interrogato il direttore di gara:[18] il Consiglio di Lega, rilevando una differente e contraddittoria versione nel rapporto di Panzeri, in particolare «sopra un punto di grave importanza tecnica», diede mandato alla presidenza di Lega, in unione con la commissione tecnica, di approfondire ulteriormente lo svolgimento della partita di Bologna.[19] L'arbitro, infatti, aveva scritto nel referto del match di aver «speciosamente concesso il calcio di rigore al Bologna per evitare incidenti in campo e sulle tribune», circostanza che però non si evince affatto dalle cronache giornalistiche dell'incontro.[20][21] La vicenda si concluse con la seduta del consiglio di Lega Nord del 16 luglio, nel quale venne applicato l'articolo 15 ai danni del Bologna, e venne data di conseguenza la vittoria a tavolino al Genoa per 0-2 a causa di «gravi intemperanze del pubblico». I liguri, conquistato così il titolo di campione di Lega Nord, a settembre affrontarono nella finalissima i campani del Savoia, dopo una lunga attesa per il protrarsi del campionato meridionale.[22]

Lega Sud[modifica | modifica wikitesto]

Eliminatorie e semifinali[modifica | modifica wikitesto]
Il Savoia campione della Lega Sud e secondo in campionato.
(in piedi da sinistra): Di Giorgio (all.), Maltagliati, Ghisi I, Bobbio, Mombelli, Orsini; (al centro da sinistra): Borghetto, Gaia, Cassese; (seduti da sinistra): Nebbia, Visciano, Lobianco

Il torneo centromeridionale fu caratterizzato da alcune discusse decisioni della Lega Sud, che ne resero infine rocambolesco l'esito. Il torneo laziale fu caratterizzato da una lotta a tre per i due posti in palio per le semifinali tra Alba, Lazio e Fortitudo; l'Alba vinse il girone per un punto, mentre la Lazio e la Fortitudo, secondi a pari merito, dovettero spareggiare tra loro per assicurarsi la qualificazione: prevalse la Lazio. Il girone campano fu caratterizzato dal solito dominio del Savoia di Torre Annunziata, mentre il secondo posto fu conteso tra l'Internaples e la sorpresa Cavese: prevalsero i partenopei per un punto, a causa di una controversa decisione del Comitato Regionale che assegnò persa a tavolino alla Cavese la partita con lo Stabia finita sul campo in parità. Infine nel girone pugliese, caratterizzato come sempre dai disordini nei derby di Bari e di Taranto, con la Lega Sud spesso costretta a farli disputare in campo neutro, si assicurarono la qualificazione l'Audace di Taranto e l'Ideale di Bari. Il girone siciliano vide trionfare il Palermo, mentre quello marchigiano non si disputò, essendo l'Anconitana l'unica iscritta e pertanto già qualificata di diritto alle semifinali. Queste ultime avrebbero dovuto cominciare già il 16 marzo ma furono rinviate al 27 aprile a causa dei reclami di alcune società pugliesi e romane e dei conflitti di competenza tra Comitati Regionali, Lega Sud e FIGC. Infatti il Comitato Regionale Laziale aveva punito la Fortitudo con la sconfitta a tavolino nella partita contro l'Alba ma la Federazione annullò tale decisione facendo ripetere la partita che fu vinta dai fortitudiani, che così agganciarono la Lazio al secondo posto rendendo necessario lo spareggio. I biancocelesti nel frattempo sporsero reclamo chiedendo invano l'annullamento e la ripetizione della partita persa contro il Tivoli, con il risultato che lo spareggio che decretò la qualificazione della Lazio si disputò addirittura una settimana dopo l'inizio delle semifinali.

Queste ultime, partite in ritardo, furono assai combattute. Nel girone B la favorita Alba trovò un'inattesa rivale nell'Audace di Taranto: le due squadre conclusero in testa il girone, rendendo necessario uno spareggio per la qualificazione alla finale che vide infine prevalere i romani. Per quanto riguarda, invece, il girone A, esso fu inizialmente vinto dal Savoia, che prevalse per un punto sulla Lazio, mentre l'Ideale di Bari concluse il girone al terzo posto con tre punti di distacco dagli oplontini. Tuttavia, l'Ideale sporse reclamo alla Lega Sud per la partita Savoia-Ideale, in programma per il 1º giugno ma rinviata al 22 giugno, per via dell'indisponibilità del campo di gioco del Savoia: in quel giorno infatti su quel campo di gioco era in programma una manifestazione festiva militare.[23] L'Ideale chiese che gli fosse assegnata la vittoria a tavolino per forfait, non essendosi il Savoia impegnato a sufficienza per trovare un altro campo di gioco dove disputare la partita ed equivalendo pertanto questa mancanza di impegno al rifiuto di scendere in campo, ma il reclamo fu respinto dalla Lega Sud; il recupero del 22 giugno fu poi vinto dal Savoia per 7-1, ma l'Ideale, ritenendo che la partita non andasse ritenuta valida, per la mancata disputa dell'incontro del 1º giugno, sporse reclamo alla presidenza federale di Torino, rivendicando la vittoria a tavolino con le stesse motivazioni del ricorso presentato alla Lega Sud. In attesa delle decisioni la finale d'andata Alba-Savoia, prevista per il 29 giugno, fu rinviata a data da destinarsi. A inizio luglio il reclamo fu accolto dalla "Presidenza Federale", con la seguente motivazione:[24]

«Ritenuto quantunque non applicabile al Savoia la su accennata disposizione, nella parte che consente alle sole società marchigiane e pugliesi la semplice disposizione di un campo di giuoco, anziché la proprietà, poteva tuttavia il Savoia chiedere, in via di eccezione di poter usufruire di altro campo se il proprio era requisito, ciò che gli venne concesso e gli sarebbe stato facile ottenere; considerato ancora che l'Ideale non poteva essere privato del diritto di poter disputare la gara fissata comunque e su qualsiasi campo, specie di fronte all'analoga autorizzazione della Lega Sud ed alla presenza dell'arbitro designato; che pertanto il Savoia deve imputare a propria colpa e negligenza sia il non avere provveduto ad altro campo ottemperando alle istruzioni della Lega Sud ed alle sollecitazioni dell'Ideale, sia l'aver rifiutato di scendere in campo, cosicché deve ritenersi aver esso disertato il campo stesso con la conseguente vittoria all'Ideale per 2 a 0; la Presidenza in accoglimento del reclamo presentato dall'Ideale, delibera di dare vinta per 2 a 0 alla reclamante ed in base ai considerandi sovra esposti, nonché per forfait del Savoia, la gara 1 giugno 1924 e dà obbligo a quest'ultima di rifondere all'Ideale l'indennizzo su misura pari a quella corrisposta per la gara di andata; e di mandare alla Lega Sud di modificare la classifica in conseguenza e di provvedere all'ulteriore svolgimento del campionato.»

La Presidenza federale assegnò, pertanto, al Savoia la sconfitta a tavolino e ordinò alla Lega Sud di riscrivere la classifica, nella quale Lazio e Ideale di Bari risultavano in vetta a pari merito; fu quindi necessario lo spareggio tra le due formazioni, da svolgersi il 6 luglio sul campo neutro di Ancona, che vide infine prevalere la Lazio (2-1 ai tempi supplementari).[25][26] La Lazio fu pertanto ammessa alla finale contro l'Alba la cui partita di andata era in programma per il 13 luglio; di fronte al ricorso del Savoia, tuttavia, la disputa della finale fu rinviata a data da stabilirsi una volta valutato il ricorso degli oplontini.[27] Nel frattempo il consiglio della Lega Sud rassegnò le dimissioni in segno di protesta nei confronti della Federazione nonché per solidarietà nei confronti del Savoia, pur rimanendo in carica per il disbrigo delle pratiche ordinarie.[28] La sera del 20 luglio 1924, alla riunione della Presidenza federale svoltasi a Genova, che si protrasse fino ai primi del mattino del giorno successivo, il reclamo del Savoia fu accolto: con il ripristino del risultato acquisito sul campo, il Savoia risultò di nuovo vincitore del girone e riottenne così il diritto di disputare la finale di Lega Sud.[29]

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Le polemiche, tuttavia, non si spensero affatto con l'esito controverso delle semifinali: nella finale d'andata del 27 luglio, il Savoia si stava imponendo sul campo albino per 2-0, allorché l'arbitro Grossi fischiò la fine dell'incontro con cinque minuti di anticipo. Il campo fu immediatamente invaso dai tifosi albini che minacciarono l'arbitro (reo di aver concesso un rigore al Savoia per un fallo di mano forse involontario) costringendo i carabinieri a intervenire; nel frattempo Grossi, accortosi subito dell'errore su segnalazione dei guardalinee, tentò di far rientrare in campo le squadre per terminare la sfida, ma i giocatori dell'Alba avevano già abbandonato frettolosamente lo Stadio prima che potessero essere avvisati (secondo la cronaca del quotidiano romano L'Epoca, invece, si rifiutarono di tornare in campo).[30][31][32] La Lega Sud accolse il reclamo albino annullando il match perché fatto terminare dall'arbitro con troppo anticipo e facendolo ripetere come partita di ritorno. Nel frattempo, la settimana successiva, il Savoia si impose di nuovo sugli avversari per 2-0, questa volta a Torre Annunziata. Nella ripetizione della partita di andata, disputata il 10 agosto, tuttavia prevalsero i romani per 1-0, che così pareggiarono la serie rendendo necessaria la disputa di uno spareggio in campo neutro.[33] Tuttavia il Savoia presentò reclamo contestando l'annullamento dell'incontro del 27 luglio. Il Consiglio Federale avrebbe dovuto decidere in merito al ricorso in occasione dell'assemblea di Torino del 24 agosto, ma l'assenza del presidente della Lega Sud e il mancato arrivo da Roma dei documenti in possesso della Lega rese impossibile ogni decisione a proposito.

Nel frattempo la Lega Sud impose ad Alba e Savoia di recarsi comunque a Livorno il 24 agosto per disputare lo spareggio, onde evitare che l'ennesimo reclamo degli oplontini portasse alla perdita di ulteriori domeniche, senza contare che il Genoa stesso premeva affinché si procedesse al più presto alla disputa della finalissima.[34] L'Alba, tuttavia, rifiutò di partire per Livorno non avendo ottenuto dalla Lega Sud l'anticipo dei fondi per la trasferta, e fece pubblicare sul Messaggero del 23 agosto 1924 un annuncio con il quale avvertiva i propri soci calciatori del rinvio dello spareggio con il Savoia a data da destinarsi per cause di forza maggiore. In realtà, nonostante tali dichiarazioni, la partita non era stata rinviata, e il 24 agosto si presentarono sul campo del Livorno sia il Savoia che l'arbitro, il quale, dopo aver vanamente atteso per quarantacinque minuti l'eventuale arrivo degli albini, assegnò agli oplontini la vittoria a tavolino per forfait dell'avversario. Questa decisione fu ratificata alcuni giorni dopo dalla Lega Sud che proclamò di conseguenza il Savoia campione dell'Italia Centro-Meridionale.[35][36] Gli oplontini ottennero così l'accesso alla Finalissima per lo scudetto contro il Genoa.

Finalissima[modifica | modifica wikitesto]

I giornali commentano le due gare di finale

«Il Savoia si è rivelato come la migliore di quelle venute dal Sud a contendere il titolo alle squadre del Nord»

(Il Mattino, 1º settembre 1924[37])

«Il trio difensivo costituisce un buon baluardo, preciso, potente, deciso. Visciano ha parato un'infinità di palloni, sfoggiando un buon senso di postazione e attanagliando ferreamente i bolidi che gli attaccanti rossoblù gli indirizzavano. Dei due terzini, più preciso e potente Lo Bianco, più disordinato ma più irruente Nebbia. Nella linea mediana emerse il biondo Cassese, che però, nel secondo tempo, causa una leggera distorsione, dovette passare all'ala sinistra. Tra gli avanti emersero Bobbio buon distributore e trascinatore e la mezza sinistra Mombelli, che fu il più pericoloso tiratore di tutta la linea…»

(Il Corriere di Napoli, 7 settembre 1924[37])

All'andata, a Genova, il Genoa si portò subito in vantaggio di due gol nel primo quarto d'ora della partita ma il Savoia non si arrese e accorciò le distanze al 49' con Bobbio. Al 55' il Genoa segnò con Santamaria il gol del 3-1, risultato con cui si concluse la partita. La sfida di ritorno si disputò allo stadio Oncino di Torre Annunziata il 7 settembre 1924. Qui il Genoa fu accolto tra l'entusiasmo generale dei tifosi, e furono ricevuti anche dal Sindaco Francesco Galli de' Tommasi.[38] La gara di ritorno fu abbastanza equilibrata, il primo tempo finì 0-0. Nella ripresa il Genoa passò in vantaggio con un gol fantasma di Moruzzi al 71', ma due minuti dopo il Savoia riacciuffò il pareggio con Mombelli. La contesa finì 1-1 e, grazie alla vittoria per 3-1 all'andata, il Genoa vinse il proprio nono e a tutt'oggi ultimo scudetto della sua storia. Il Savoia, invece, poté vantarsi di essere la prima squadra della Lega Sud a concludere imbattuta un match ufficiale contro un club del Nord Italia. In seguito, l'arbitro del secondo incontro Augusto Rangone riconobbe che la rete di Moruzzi non andava convalidata e che l'aveva concessa soltanto perché non riteneva il Savoia capace di costringere il Genoa allo spareggio.[31]

Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Girone A[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Alessandria dettagli Alessandria Campo degli Orti -
Brescia dettagli Brescia Stadium di Via Cesare Lombroso -
Casale dettagli Casale Monferrato Stadio Natale Palli -
Genoa dettagli Genova Campo di Via del Piano Campione d'Italia in carica
Inter dettagli Milano Campo di via Goldoni -
Juventus dettagli Torino Stadio di Corso Marsiglia -
Livorno dettagli Livorno Campo di Villa Chayes -
Modena dettagli Modena Campo di Via Fontanelli -
Novara dettagli Novara Campo di via Lombroso -
Padova dettagli Padova Stadium -
Sampierdarenese dettagli Sampierdarena (GE) Stadio di Villa Scassi -
Virtus Bologna dettagli Bologna Campo di via Luigi Valeriani -

Girone B[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Andrea Doria dettagli Genova Campo sportivo della Cajenna -
Bologna dettagli Bologna Stadio Sterlino -
Cremonese dettagli Cremona - -
Legnano dettagli Legnano - -
Milan dettagli Milano - -
Novese dettagli Novi Ligure - -
Pisa dettagli Pisa - -
Pro Vercelli dettagli Vercelli - -
SPAL dettagli Ferrara - -
Spezia dettagli La Spezia - -
Torino dettagli Torino - -
Verona dettagli Verona - -

Girone A[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Genoa 33 22 14 5 3 50 13 +37
2. Padova 29 22 12 5 5 36 18 +18
3. Inter 27 22 11 5 6 31 25 +6
3. Livorno 27 22 12 3 7 33 30 +3
5. Alessandria 26 22 10 6 6 38 23 +15
5. Juventus 26 22 11 4 7 37 27 +10
7. Modena 23 22 8 7 7 35 30 +5
8. Casale 22 22 10 2 10 25 34 -9
9. Sampierdarenese 18 22 9 0 13 21 32 -11
10. Brescia 13 22 5 3 14 17 39 -22
2rightarrow.png 11. Novara 12 22 4 4 14 22 41 -19
1downarrow red.svg 12. Virtus Bologna 8 22 3 2 17 13 46 -33
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Genoa qualificata per la finale.
  • 2rightarrow.png Novara salva dopo spareggi con squadre di Seconda Divisione.
  • Virtus Bologna retrocessa, poi condannata per illecito, radiata e disciolta.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (12ª)
7 ott. 6-1 Genoa-Casale 0-0 6 gen.
2-0 Juventus-Inter 2-2 21 apr.
3-1 Padova-Novara 0-0 6 gen.
1-2 Virtus Bologna-Brescia 1-0
3-0 Modena-Livorno 1-3
1-2 Sampierdarenese-Alessandria 0-3 28 apr.
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (13ª)
14 ott. 1-1 Alessandria-Genoa 0-2 27 gen.
0-1 Brescia-Padova 2-4
1-0 Casale-Sampierdarenese 0-2
24 dic. 1-1 Inter-Modena 2-1
14 ott. 3-2 Livorno-Juventus 1-1
24 dic. 2-1 Novara-Virtus Bologna 1-2


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (14ª)
21 ott. 4-0 Genoa-Novara 2-1 3 feb.
0-1 Juventus-Brescia 2-0
5-1 Modena-Alessandria 0-5
0-1 Virtus Bologna-Inter 0-2
3-0 Padova-Casale 0-1
0-1 Sampierdarenese-Livorno 0-2
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (15ª)
28 ott. 2-3 Casale-Juventus 2-3 10 feb.
0-2 Inter-Genoa 1-5 28 apr.
1-1 Livorno-Padova 0-2 21 apr.
4-0 Alessandria-Virtus Bologna 1-0 10 feb.
0-2 Brescia-Sampierdarenese 0-1
2-2 Novara-Modena 2-7


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (16ª)
4 nov. 0-1 Brescia-Genoa 0-5 17 feb.
2-0 Juventus-Novara 0-1
2-1 Sampierdarenese-Inter 0-1
2-0 Modena-Casale 0-1
2-3 Virtus Bologna-Livorno 1-4
1-1 Padova-Alessandria 2-2
Andata (6ª) Sesta giornata Ritorno (17ª)
11 nov. 3-1 Alessandria-Juventus 1-3 24 feb.
2-1 Inter-Padova 2-1
3-1 Livorno-Genoa 0-2
1-1 Brescia-Modena 0-2
4-0 Casale-Virtus Bologna 1-0
2-0 Sampierdarenese-Novara 1-0


Andata (7ª) Settima giornata Ritorno (18ª)
18 nov. 4-0 Inter-Livorno 0-3 2 mar.
2-3 Sampierdarenese-Juventus 1-4
0-1 Padova-Genoa 2-1
2-1 Modena-Virtus Bologna 1-1
4-1 Casale-Brescia 0-3
1-2 Novara-Alessandria 0-0
Andata (8ª) Ottava giornata Ritorno (19ª)
25 nov. 1-1 Alessandria-Inter 0-1 16 mar.
3-2 Livorno-Brescia 0-1 15 giu.
1-0 Casale-Novara 3-2 16 mar.
4-0 Genoa-Sampierdarenese 0-1
0-2 [39]Juventus-Modena 1-1
30 dic. 0-1 Virtus Bologna-Padova 0-3


Andata (9ª) Nona giornata Ritorno (20ª)
2 dic. 0-2 [39]Juventus-Genoa 1-1 23 mar.
1-1 Novara-Inter 1-2
3-1 Padova-Modena 0-0
4-0 Sampierdarenese-Virtus Bologna 0-2
0-0 Brescia-Alessandria 0-4
0-0 Livorno-Casale 0-2
Andata (10ª) Decima giornata Ritorno (21ª)
30 dic. 1-1 Brescia-Inter 0-3 30 mar.
9 dic. 5-0 Genoa-Virtus Bologna 1-1
2-0 [39]Padova-Juventus 0-3
0-1 Casale-Alessandria 1-5
3-0 Novara-Livorno 1-3
2-1 Modena-Sampierdarenese 0-1


Andata (11ª) Undicesima giornata Ritorno (22ª)
16 dic. 3-0 Inter-Casale 0-1 13 apr.
0-0 Modena-Genoa 1-4
0-3 Virtus Bologna-Juventus 0-1
0-1 Sampierdarenese-Padova 0-5
2-1 Novara-Brescia 1-2
0-1 Alessandria-Livorno 1-2

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]
Classifica in divenire[modifica | modifica wikitesto]
[40] 10ª 11ª 12ª 13ª 14ª 15ª 16ª 17ª 18ª 19ª 20ª 21ª 22ª Rec.
Alessandria 2 3 3 5 6 8 10 11 12 14 14 14 14 16 18 19 19 20 20 22 24 24 26
Brescia 2 2 4 4 4 5 5 5 6 6 6 7 7 7 7 9 9 9 9 9 9 11 13
Casale 0 2 2 2 2 4 6 8 7 7 7 8 10 12 12 14 16 16 18 20 20 22 22
Genoa 2 3 5 7 9 9 11 13 11 13 16 17 19 21 21 25 27 27 27 28 29 31 33
Inter 0 2 4 4 4 4 6 7 8 8 10 12 14 16 16 18 20 20 22 24 26 26 27
Juventus 2 2 2 4 6 6 8 10 12 14 16 16 17 19 21 15 17 19 20 21 23 25 26
Livorno 0 2 4 5 7 9 9 11 12 12 14 16 17 17 17 19 19 23 23 23 25 27 27
Modena 2 2 4 5 7 8 10 10 10 12 13 14 14 16 18 20 21 22 22 23 23 23 23
Novara 0 0 0 1 1 1 1 1 2 4 6 9 9 9 9 11 11 12 12 12 12 12 12
Padova 2 4 6 7 8 8 8 8 10 10 12 15 17 17 17 20 20 22 24 25 25 27 29
Samp 0 0 0 2 4 6 6 6 8 8 8 8 10 10 12 12 14 14 16 16 18 18 18
Virtus 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 4 4 4 4 4 5 5 7 8 8 8
Record[modifica | modifica wikitesto]
  • Maggior numero di vittorie: Genoa (14)
  • Minor numero di sconfitte: Genoa (3)
  • Miglior attacco: Genoa (50)
  • Miglior difesa: Genoa (13)
  • Miglior differenza reti: Genoa (37)
  • Maggior numero di pareggi: Modena (7)
  • Minor numero di pareggi: Sampierdarenese (0)
  • Minor numero di vittorie: Virtus Bologna (3)
  • Maggior numero di sconfitte: Virtus Bologna (17)
  • Peggiore attacco: Virtus Bologna (13)
  • Peggior difesa: Virtus Bologna (46)
  • Peggior differenza reti: Virtus Bologna (-33)
  • Giornata con più reti: (25) 1ª giornata
  • Giornata con meno reti: (9) 12ª giornata
  • Totale reti segnate: 358
Partite[modifica | modifica wikitesto]
  • Partita con maggiore scarto di gol: (5) Genoa-Casale 6-1 e Padova-Sampierdarenese 5-0
  • Partita con più reti: (7) Genoa-Casale 6-1

Girone B[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Bologna 31 22 13 5 4 41 18 +23
2. Torino 30 22 12 6 4 43 22 +21
3. Pro Vercelli 28 22 11 6 5 46 23 +23
4. Verona 23 22 8 7 7 43 35 +8
5. Pisa 22 22 7 8 7 26 35 -9
6. Andrea Doria 21 22 7 7 8 28 26 +2
6. Legnano 21 22 8 5 9 27 26 +1
8. Cremonese 20 22 8 4 10 24 31 -7
9. Milan 19 22 7 5 10 38 44 -6
10. SPAL 18 22 6 6 10 26 44 -18
2rightarrow.png 11. Spezia 17 22 7 3 12 16 35 -19
1downarrow red.svg 12. Novese 14 22 5 4 13 21 40 -19
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Bologna qualificato per la finale.
  • 2rightarrow.png Spezia salva dopo spareggi con squadre di Seconda Divisione.
  • 1downarrow red.svg Novese retrocessa in Seconda Divisione 1924-25.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (12ª)
7 ott. 0-3 Milan-Torino 3-3 6 gen.
1-1 Pisa-Legnano 0-3
2-2 Verona-Bologna 1-3 21 apr.
0-1 SPAL-Spezia 1-0 6 gen.
2-1 Cremonese-Pro Vercelli 1-4 21 apr.
1-0 Novese-Andrea Doria 0-2 6 gen.
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (13ª)
14 ott. 2-1 Bologna-SPAL 1-0 27 gen.
2-2 Legnano-Milan 1-2
1-2 Spezia-Verona 2-2
1-1 Torino-Pisa 1-1
4-0 Andrea Doria-Cremonese 0-2
3-1 Pro Vercelli-Novese 1-1


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (14ª)
21 ott. 1-0 Milan-Bologna 0-4 3 feb.
1-0 Pisa-Pro Vercelli 1-4
1-2 Verona-Torino 1-1
0-1 Novese-Spezia 1-1
1-1 SPAL-Andrea Doria 1-0 21 apr.
0-1 Cremonese-Legnano 2-1 3 feb.
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (15ª)
28 ott. 1-1 Andrea Doria-Milan 2-1 10 feb.
2-0 Bologna-Cremonese 0-0
4-0 Legnano-SPAL 1-1
1-4 Novese-Torino 0-5
3-0 Pro Vercelli-Verona 0-1
1-4 Spezia-Pisa 0-2


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (16ª)
4 nov. 1-3 Milan-Pro Vercelli 1-2 17 feb.
2-1 Pisa-Bologna 0-5
1-2 SPAL-Torino 1-3
2-2 Verona-Andrea Doria 2-4
3-1 Cremonese-Spezia 0-1
1-1 Novese-Legnano 0-1
Andata (6ª) Sesta giornata Ritorno (17ª)
11 nov. 1-1 Andrea Doria-Pisa 2-2 24 feb.
2-0 Bologna-Novese 1-0
1-0 Legnano-Verona 1-3
6-0 Pro Vercelli-SPAL 4-4
2-1 Spezia-Milan 1-3
4-1 Torino-Cremonese 0-0


Andata (7ª) Settima giornata Ritorno (18ª)
18 nov. 3-2 Bologna-Legnano 1-1 2 mar.
3-0 Novese-Verona 2-5
2-2 Pisa-Milan 1-5
1-2 Torino-Pro Vercelli 0-0
1-0 Andrea Doria-Spezia 0-1
1-1 Cremonese-SPAL 1-2
Andata (8ª) Ottava giornata Ritorno (19ª)
25 nov. 3-1 Legnano-Torino 0-1 16 mar.
0-1 Milan-Cremonese 1-4
0-0 Spezia-Bologna 0-5
2-1 Verona-Pisa 1-1
2-2 Pro Vercelli-Andrea Doria 1-1
2-0 SPAL-Novese 1-2


Andata (9ª) Nona giornata Ritorno (20ª)
2 dic. 2-1 Andrea Doria-Torino 1-3 23 mar.
3-3 Bologna-Pro Vercelli 1-0
1-1 Cremonese-Verona 0-2
2-2 Novese-Pisa 0-1
1-1 SPAL-Milan 4-3
2-0 Legnano-Spezia 0-1
Andata (10ª) Decima giornata Ritorno (21ª)
9 dic. 3-0 Bologna-Andrea Doria 1-0 30 mar.
2-1 Milan-Verona 1-5
2-1 Torino-Spezia 0-1
2-1 Pisa-SPAL 0-1
2-1 Cremonese-Novese[41] 0-2
1-0 Pro Vercelli-Legnano 0-1


Andata (11ª) Undicesima giornata Ritorno (22ª)
16 dic. 1-2 Novese-Milan 0-5 13 apr.
2-1 Pisa-Cremonese 0-2
4-1 Torino-Bologna 1-0
8-1 Verona-SPAL 1-1
0-2 Spezia-Pro Vercelli 0-4
4-0 Andrea Doria-Legnano[41] 2-0

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]
Classifica in divenire[modifica | modifica wikitesto]
[40] 10ª 11ª 12ª 13ª 14ª 15ª 16ª 17ª 18ª 19ª 20ª 21ª 22ª Rec.
Andrea Doria 0 2 3 4 5 6 8 9 11 11 13 13 13 15 17 19 20 20 19 19 19 19 21
Bologna 1 3 3 5 5 7 9 10 11 13 13 13 15 17 18 20 22 23 25 27 29 29 31
Cremonese 2 2 2 2 4 4 5 7 8 10 10 10 12 14 15 15 16 16 18 18 20 22 20
Legnano 1 2 4 6 7 9 9 11 13 13 13 15 15 15 16 18 18 19 19 19 21 23 21
Milan 0 1 3 4 4 4 5 5 6 8 10 11 13 13 13 13 15 17 17 17 17 19 19
Novese 2 2 2 2 3 3 5 5 6 6 6 8 9 10 10 10 10 10 12 12 12 12 14
Pisa 1 2 4 6 8 9 10 10 11 13 15 15 16 16 18 18 19 19 20 22 22 22 22
Pro Vercelli 0 2 2 4 6 8 10 11 12 14 16 16 17 19 19 21 22 23 24 24 24 26 28
Spal 0 0 1 1 1 1 2 4 5 5 5 7 7 7 8 8 9 11 11 13 15 16 18
Spezia 2 2 4 4 4 6 6 7 7 7 7 7 8 9 9 11 11 13 13 15 17 17 17
Torino 2 3 5 7 9 11 11 11 11 13 15 16 17 18 20 22 23 24 26 28 28 30 30
Verona 1 3 3 3 4 4 4 6 7 7 9 9 10 11 13 13 15 17 18 20 22 23 23

Finali di Lega[modifica | modifica wikitesto]

Genova
15 giugno 1924
Genoa1 – 0BolognaCampo di Via del Piano
Arbitro: Italia Bistoletti di Milano

Bologna
22 giugno 1924
Bologna0 – 2[42]
referto
GenoaStadio Sterlino
Arbitro: Italia Panzeri di Milano

Verdetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Genoa qualificata alla finalissima.

Lega Sud[modifica | modifica wikitesto]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Sezione campana[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Cavese dettagli Cava de' Tirreni - 4º girone Campano
Internaples dettagli Napoli Stadio Militare dell'Arenaccia 2º girone Campano
Salernitanaudax dettagli Salerno Campo di Piazza d'Armi Vincente finale Campana
Savoia dettagli Torre Annunziata Campo Oncino 2º Lega Sud - Campione Campano
Stabia dettagli Castellammare di Stabia - 3º girone Campano
Bagnolese dettagli Bagnoli Campo ILVA 5º girone Campano

Sezione laziale[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Alba Roma dettagli Roma
Fortitudo dettagli Roma Campo Madonna del Riposo
Juventus Audax dettagli Roma Campo Viale Angelico 71
Lazio dettagli Roma Stadio della Rondinella via Flaminia
US Romana dettagli Roma Campo all'Olmo viale Angelico
Tivoli dettagli Tivoli

Sezione marchigiana[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Anconitana dettagli Ancona

Sezione pugliese[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Audace Taranto dettagli Taranto Campo del Regio Arsenale, Taranto
Enotria Taranto dettagli Taranto Campo del Regio Arsenale, Taranto
Foggia dettagli Foggia
Ideale dettagli Bari Campo San Lorenzo, Bari
Liberty dettagli Bari Campo San Lorenzo, Bari
Pro Italia dettagli Taranto Campo del Regio Arsenale, Taranto

Sezione siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1922-1923
Messina dettagli Messina Stadio Enzo Geraci
Palermo dettagli Palermo Stadio Ranchibile

Gironi regionali di qualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Sezione campana[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Savoia 19 10 9 1 0 21 2 +19
1rightarrow.png 2. Internaples 12 10 5 2 3 19 9 +10
3. Cavese 11 10 5 1 4 17 15 +2
Nuvola actions cancel.png 4. Bagnolese 10 10 4 2 4 12 12 0
Nuvola actions cancel.png 5. Stabia 5 10 2 1 7 5 16 -11
2rightarrow.png 6. Salernitanaudax 3 10 1 1 8 6 26 -20
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Internaples e Savoia qualificate alla fase finale della Lega Sud.
  • 2rightarrow.png Salernitanaudax retrocessa e successivamente riammessa.
  • Stabia e Bagnolese non iscritte al campionato successivo.
  • NOTA: I risultati degli scontri tra Salernitanaudax e Stabia sono oggetto di controversia: i quotidiani dell'epoca, nonché le ricostruzioni degli storici della Salernitana, riferiscono che essi furono cambiati a tavolino, mentre altre ricostruzioni (ad esempio quella del sito RSSSF) riportano i risultati sul campo attribuendo a Salernitanaudax e Stabia rispettivamente due e sei punti in classifica. La versione più attendibile è quella delle sconfitte a tavolino, confermata dai comunicati ufficiali del Comitato Regionale Campano pubblicati sui giornali dell'epoca, nonché da un articolo del quotidiano La Basilicata in cui viene precisato che la Salernitana e lo Stabia chiusero il campionato con rispettivamente tre e cinque punti.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
27 gen. 1-3 [43]Bagnolese-Internaples 1-1 17 feb.
28 ott. 5-1 Savoia-Salernitanaudax 1-0 27 gen.
1-4 Stabia-Cavese[44] 2-0
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
4 nov. 1-5 Salernitanaudax-Internaples 0-5 9 dic.
2-1 Savoia-Cavese 3-0
0-2 [45]Stabia-Bagnolese 0-2


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
11 nov. 5-2 Cavese-Salernitanaudax 1-0 16 dic.
2-0 Internaples-Stabia[46] 2-0
3-0 Savoia-Bagnolese 1-0
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
18 nov. 1-1 Cavese-Internaples 1-0 13 gen.
3 feb. 0-2 [47]Salernitanaudax-Bagnolese 0-0
18 nov. 0-0 Stabia-Savoia 0-2 2 mar.


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
25 nov. 3-1 Bagnolese-Cavese 1-3 24 feb.
0-1 [48]Internaples-Savoia 0-3 3 feb.
2-0 [49]Stabia-Salernitanaudax[50] 0-2 13 apr.
Tabellone[modifica | modifica wikitesto]
BAG CAV INT SAL SAV STA
Bagnolese –––– 3-1 1-3 0-0 0-1 2-0
Cavese 3-1 –––– 1-1 5-2 0-3 0-2
Internaples 1-1 0-1 –––– 5-0 0-1 2-0
Salernitanaudax 0-2 0-1 1-5 –––– 0-1 2-0
Savoia 3-0 2-1 3-0 5-1 –––– 2-0
Stabia 0-2 1-4 0-2 2-0 0-0 ––––

Sezione laziale[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Alba Roma 16 10 7 2 1 27 9 +18
1rightarrow.png 2. Lazio 15 10 7 1 2 39 11 +28
Nuvola actions cancel.png 3. Fortitudo 15 10 7 1 2 20 5 +15
4. Tivoli 8 10 4 0 6 17 20 -3
Nuvola actions cancel.png 5. US Romana 6 10 3 0 7 10 33 -23
Nuvola actions cancel.png 6. Juventus Audax 0 10 0 0 10 4 39 -35

Note:

Lazio ammessa alle semifinali dopo spareggio: a Roma, 4 maggio 1924, Lazio-Fortitudo 2-0.
La Lazio
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Alba Roma e Lazio qualificate alle finali della Lega Sud.
  • Tivoli rinuncia alla categoria retrocedendo in Seconda divisione.
  • Romana soppressa per fusione con la squadra inferiore della Pro Roma.
  • Juventus Audax soppressa per fusione con la Fortitudo.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
7 ott. 0-3 Fortitudo-Lazio 0-1 11 nov.
1-4 Juventus Audax-Romana 0-1
17 feb. 4-0 [51]Alba-Tivoli[52] 2-0 9 mar.
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
14 ott. 2-6 Juventus Audax-Alba 0-2 18 nov.
1-0 Fortitudo-Tivoli 4-0 24 feb.
5-0 Lazio-Romana 7-1 18 nov.


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
21 ott. 1-0 Fortitudo-Juventus Audax 5-0 25 nov.
27 gen. 2-1 Tivoli-Lazio 1-4
21 ott. 0-4 Romana-Alba 0-2
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
28 ott. 0-2 [53] Romana-Fortitudo[54] 0-4 27 gen.
4-0 Tivoli-Juventus Audax 2-0 3 feb.
16 dic. 2-4 Lazio-Alba 2-2 2 dic.


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
4 nov. 0-6 Juventus Audax-Lazio 1-8 9 dic.
1-1 Alba-Fortitudo 0-2 16 mar.
6-1 Tivoli-Romana 2-3 2 mar.

Sezione marchigiana[modifica | modifica wikitesto]

Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Anconitana qualificata alla fase finale della Lega Sud.

Sezione pugliese[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Audace Taranto 16 10 7 2 1 16 4 +12
1rightarrow.png 2. Ideale 15 10 7 1 2 20 6 +14
3. Enotria Taranto 10 10 4 2 4 10 11 -1
4. Liberty 10 10 4 2 4 12 13 -1
5. Pro Italia 8 10 4 0 6 8 13 -5
1downarrow red.svg 6. Foggia 1 10 0 1 9 3 22 -19
Spareggi interdivisionali[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 1924 il Comitato Regionale Pugliese stabilì che il campione regionale di Seconda Divisione, il Bari, non sarebbe stato promosso direttamente in Prima Divisione, ma avrebbe dovuto disputare uno spareggio di qualificazione pre-campionato con l'ultima classificata della Prima Divisione, il Foggia.

Risultati Luogo e data
Foggia 2-0 FBC Bari Foggia, 7 settembre 1924
FBC Bari n.d. Foggia Bari, 14 settembre 1924

Tuttavia, in seguito alle proteste del Bari, che rivendicava la promozione diretta (sulla base del regolamento di inizio campionato), gli spareggi furono annullati mentre erano in corso, e il Bari fu promosso direttamente in Prima Divisione, mentre il Foggia retrocedette direttamente in Seconda.

Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Audace Taranto e Ideale Bari qualificate alla fase finale della Lega Sud.
  • Nuvola actions cancel.png Enotria Taranto fusa dopo la fine della stagione con altri tre club tarantini ed iscritta al campionato successivo con il nome "Unione Sportiva Tarantina".
  • 1downarrow red.svg Foggia retrocessa in Seconda Divisione.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
11 nov. 1-0 Audace-Liberty 0-0 16 dic.
1-0 Enotria-Foggia 1-1
3-0 Ideale-Pro Italia[55] 2-0
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
18 nov. 4-1 Audace-Enotria 0-2 23 dic.
0-2 Foggia-Ideale 0-5 10 feb.
2-0 [56] Liberty-Pro Italia[57] 0-3


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
25 nov. 1-0 Enotria-Ideale 0-1 30 dic.
2-0 Liberty-Foggia[57] 2-1 17 feb.
0-2 [58] Pro Italia-Audace[57] 0-1
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
2 dic. 1-1 Enotria-Liberty 1-3 6 gen.
1-1 Ideale-Audace 0-2
27 gen. 2-0 [57] Pro Italia-Foggia 2-1


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
9 dic. 0-2 Foggia-Audace 0-3 13 gen.
1-3 Liberty-Ideale 1-3
0-2 [59] Pro Italia-Enotria[57] 1-0 24 feb.

Sezione siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Palermo 2 2 1 0 1 2 2 0
2. Messina 2 2 1 0 1 2 2 0

Note:

Palermo ammesso alle semifinali dopo spareggio vittorioso.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Palermo qualificato alla fase finale della Lega Sud.
  • Messina a fine stagione si scioglie e prende il suo posto la Messinese.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Risultati Città e data
Palermo 2 - 1 Messina Palermo, 17 febbraio 1924
Messina 1 - 0 Palermo Messina, 24 febbraio 1924
Messina 2 - 3 Palermo Messina, 9 marzo 1924

Semifinali interregionali[modifica | modifica wikitesto]

Girone A[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Savoia 8 6 3 2 1 17 7 +10
2. Lazio 7 6 3 1 2 16 9 +7
3. Ideale 5 6 2 1 3 11 18 -7
4. Anconitana 4 6 2 0 4 4 14 -10
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Savoia qualificata alla finale Lega Sud

Nota: In seguito a un doppio reclamo dell'Ideale, la Presidenza Federale diede inizialmente la sconfitta a tavolino al Savoia per il rinvio del match dell'ultima giornata con i baresi dal 1º al 22 giugno, declassando gli oplontini al terzo posto del girone. Lo spareggio per il primo posto fra Lazio e Ideale (2-1 dts) fu poi invalidato dalla stessa Federazione in seguito all'accoglimento del ricorso del Savoia, il quale riottenne definitivamente la prima posizione in graduatoria e la qualificazione alla Finale Centrosud.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
8 giu. 3-2 Ideale-Lazio 1-6 18 mag.
27 apr. 5-0 Savoia-Anconitana 1-0
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
4 mag. 1-0 Anconitana-Ideale 1-5 25 mag.
25 mag. 1-3 Savoia-Lazio 2-2 15 giu.


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
11 mag. 1-1 Ideale-Savoia 1-7 22 giu.
3-1 Lazio-Anconitana 0-1 1 giu.

Girone B[modifica | modifica wikitesto]

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1rightarrow.png 1. Alba Roma 8 6 3 2 1 16 9 +7
2. Audace Taranto 8 6 3 2 1 12 10 +2
3. Internaples 5 6 1 3 2 7 9 -2
4. Palermo 3 6 0 3 3 9 16 -7

Note:

Alba Roma ammessa alla finale Lega Sud dopo spareggio: a Napoli, 15 giugno 1924, Alba Roma-Audace Taranto 2-0.
Verdetti[modifica | modifica wikitesto]
  • 1rightarrow.png Alba Roma qualificata alla finale Lega Sud.
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Calendario[modifica | modifica wikitesto]
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
8 giu. 2-0 Alba-Internaples 2-2 18 mag.
27 apr. 2-2 Audace-Palermo 3-2
Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
4 mag. 3-2 Audace-Alba 1-1 25 mag.
1-1 Internaples-Palermo 1-1


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
11 mag. 3-2 Internaples-Audace 0-1 1 giu.
2-4 Palermo-Alba 1-5

Finale Lega Sud[modifica | modifica wikitesto]

Torre Annunziata
3 agosto 1924
Andata
Savoia2 – 0Alba RomaCampo Oncino
Arbitro:  Bagnasco (Sestri Ponente)

Roma
10 agosto 1924
Ritorno
Alba Roma1 – 0Savoia
Arbitro:  A.Gama sr. (Milano)

Livorno
24 agosto 1924
Spareggio[60]
Savoia2 – 0Alba Roma

Nota: la gara d'andata si disputò a Roma il 27 luglio e finì 2-0 per il Savoia, tuttavia la Federazione accolse il ricorso dell'Alba annullando il risultato della gara (in quanto l'arbitro aveva fischiato la fine dell'incontro troppo in anticipo invalidandola) e facendola ripetere. La gara d'andata fu ripetuta il 10 agosto e fu vinta dall’Alba.

Finalissima[modifica | modifica wikitesto]

Genova
31 agosto 1924
Finale di andata
Genoa3 – 1SavoiaCampo Marassi
Arbitro:  A.Gama sr. (Milano)

Torre Annunziata
7 settembre 1924, ore 16:50 CEST
Finale di ritorno
Savoia1 – 1GenoaCampo Oncino
Arbitro:  Rangone (Alessandria)

Verdetto[modifica | modifica wikitesto]

  • Scudetto9.svg Genoa: campione d'Italia 1923-1924.

Squadra campione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Genoa Cricket and Football Club 1923-1924.
formazione tipo (3-4-3) Giocatori (ruolo)

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Gol Giocatore Squadra
22 Austria Schönfeld Torino
17 Italia Bernardini Lazio
16 Italia Bobbio Savoia
15 Italia Baloncieri Alessandria
15 Italia Schiavio Bologna
14 Italia Santamaria Genoa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chiesa, p. 113.
  2. ^ Chiesa, p. 115.
  3. ^ Chiesa, pp. 116-117.
  4. ^ Chiesa, p. 127.
  5. ^ "La Gazzetta dello Sport", 23 maggio 1924: F.I.G.C. Comunicato ufficiale - Seduta del Direttorio del 17 maggio 1924 - Reclamo Torino F.C. (gara Spezia - Torino del 30-3-1924) «Il Direttorio, sentito l'arbitro della gara Spezia-Torino riguardo ai diversi appunti mossi dal Torino nel suo reclamo; considerato che l'arbitro stesso conferma che lo svolgimento e l'esito della gara sono da ritenersi del tutto regolari, per quanto il contegno del pubblico sia stato, in taluni momenti, deplorevole così da costringerlo a sospendere il giuoco per provvedere tre volte agli opportuni richiami ed ammonimenti; sentito anche il Commissario di Campo che conferma in ogni parte l'esposto dell'arbitro; respinge il reclamo del Torino F.C. conferma la delibera della Lega Nord; e rivolge la più severa e solenne ammonizione allo Spezia F.C. richiamandolo al preciso dovere di curare il contegno della propria squadra e del proprio pubblico. Il Pres. del Direttorio E. Pasteur; il Segr. del Direttorio Avv. L. Bianchetti.»
  6. ^ Le Finaliste del Campionato italiano, "La Stampa", 20 maggio 1924, p. 4
  7. ^ Alessandro Mastroluca, La valigia dello sport. La storia del Novecento riletta attraverso imprese e personaggi sportivi indimenticabili, 2012
  8. ^ Fabrizio Calzia,1001 storie e curiosità sul grande Genoa che dovresti conoscere, 2016
  9. ^ Il resoconto di Vittorio Pozzo, inviato de "La Stampa", 16 giugno 1924: «Il match di ieri fu caratterizzato, e dirò meglio guastato, dallo stato di nervosismo a cui ho alluso più sopra. Per tutta la durata dell'incontro, le tribune, il «parterre», i posti popolari ed il campo furono simili ad un accumulatore elettrico caricato ad altissima tensione; ogni tanto la pressione trovava sfogo in pugilati, schioppettava qua e là in piccoli fuochi fatui, fatui in più di un senso, di invettive, scatti nervosi, pugni, bastonate. Visi congestionati fuori del campo, gesti impulsivi sul campo, ecco il quadro dell'ambiente.»
  10. ^ Il resoconto di Bruno Roghi, da "La Gazzetta dello Sport", 16 giugno 1924: «Ma gli animi nella ripresa si accendono. Il pubblico è nervoso. [...] Dalla parte opposta del campo, Della Valle, venuto a diverbio con uno spettatore in campo, è colpito da un pugno. Il colpitore è espulso e condotto fuori dal recinto. Al quale proposito: non conosciamo i motivi dell'incidente disgustoso.»
  11. ^ Il resoconto di Vittorio Pozzo, inviato de "La Stampa", 16 giugno 1924: «Una vittoria fortunata: una vittoria ottenuta verso la fine del secondo tempo, quando tutto pareva fare pensare ad un match nullo, e quando il Bologna aveva dimostrato nell'insieme delle azioni di essere senza dubbio la migliore squadra in campo. [...] Venne il secondo tempo, ed il Bologna continuò a prevalere. Fu un dominio più netto, più costante, e più meritato; questa volta un dominio che proveniva direttamente dalla migliore qualità nel giuoco di attacco dei petroniani. Tale giuoco a questo punto era convincente ed avvincente in tutto, meno che nel tiro in goal. A metà campo e sino nelle vicinanze dell'area di rigore non c'era che una squadra: la bolognese.»
  12. ^ "La Gazzetta dello Sport", 24 giugno 1924: F.I.G.C. Comunicato ufficiale – Seduta consiglio Lega Nord, 21/22 giugno 1924. Partita Genoa - Bologna del 15 giugno 1924. – «Il Consiglio visto il rapporto dell'arbitro, letto il reclamo del Bologna F. C., viste le dichiarazioni del guardialinee sig. Livraghi, del giocatore Della Valle e del sig. Traverso in merito all'incidente occorso sul campo del Genoa; ritenuto che in tale incidente non vi siano gli estremi per l'applicazione dell'art. 15 comma a) del Regolamento Organico, delibera di respingere il reclamo del Bologna F.C. omologando il risultato della gara come segue: Genoa batte Bologna 1-0. Multa di lire 1000 al Genoa per aver permesso l'entrata di estranei nel recinto del campo di gioco; squalifica di quattro mesi come trainer e come giocatore del signor G. B. Traverso, colpevole di avere percosso il giocatore bolognese Della Valle. Il Segretario Lega Nord Olivetti; il Presidente Lega Nord Baruffini.»
  13. ^ a b c Il Genoa campione della Lega Nord, La Stampa, 23 giugno 1924
  14. ^ "La Gazzetta dello Sport" del 23 giugno 1924, articolo di Bruno Roghi: [...] «Ed ecco al 12’ Della Valle piombare nell’area di De Prà e scavalcare nettamente De Vecchi. Altri due avversari si fanno incontro al bolognese per chiudergli la possibilità di piazzare il tiro. D’un tratto vediamo a terra Della Valle, vittima probabilmente di uno sgambetto. Panzeri accorda il penalty che è tramutato in goal da Pozzi». [...]
  15. ^ "Il Lavoro" di Genova, 24 giugno 1924: [...] «Nel secondo tempo, al 10. minuto, per un fallo di Leale su Della Valle, l'arbitro concede un calcio di rigore e Pozzi ha modo di pareggiare». [...]
  16. ^ "Il Calcio" di Genova, 28 giugno 1924: [...] «Il pareggio è stato merito di Pozzi che al 12° della ripresa ha tramutato in goal un penalty concesso dall'arbitro per avere due genoani nell'area di rigore gettato a terra Della Valle, mentre si apprestava a tirare in porta». [...]
  17. ^ "La Gazzetta dello Sport" del 23 giugno 1924, articolo di Bruno Roghi: [...] «Abbiamo potuto a tarda ora conferire coll’arbitro Panzeri. Richiesto della ragione per cui esso aveva creduto di sospendere il match, Panzeri ci dichiarò apertamente di aver troncato la partita dato il proprio anormale stato d’animo in seguito alle intemperanze del pubblico».
  18. ^ "La Gazzetta dello Sport", 4 luglio 1924: F.I.G.C. Seduta consiglio Lega Nord, 2 luglio 1924. Gara finale di I Divisione Bologna - Genoa del 22 giugno 1924. – «Si demanda al Consiglio di Lega ogni decisione in merito alla gara».
  19. ^ "La Gazzetta dello Sport", 15 luglio 1924: F.I.G.C. Comunicato ufficiale – Seduta consiglio Lega Nord, 12 luglio 1924. Gara Bologna - Genoa del 22 giugno 1924. – «Rilevando una contraddizione nei diversi rapporti dell’Arbitro sopra un punto di grave importanza tecnica, non ritiene di poter prendere una decisione definitiva. Dà quindi mandato alla Presidenza della Lega perché in unione alla CT interroghi l’arbitro onde ottenere un preciso chiarimento, ed affida alla Presidenza stessa l’incarico di decidere poi con pieni poteri su tutto quanto riguarda la gara in oggetto seguendo le direttive all’uopo già indicate dal Consiglio. Le decisioni della Presidenza si dovranno perciò considerare come ratificate in precedenza dal Consiglio. Il Segretario L.N. Olivetti; il Presidente L.N. Baruffini».
  20. ^ Luca Baccolini, 1001 storie e curiosità sul grande Bologna che dovresti conoscere, 89. Un naufrago in tempesta
  21. ^ Cfr. Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, pubblicata a puntate sul Guerin Sportivo, p. 118.
  22. ^ "La Gazzetta dello Sport", 18 luglio 1924: F.I.G.C. Comunicato ufficiale – Seduta consiglio Lega Nord, 16 luglio 1924. Gara Bologna - Genoa del 22 giugno 1924. – «La Presidenza della Lega udite, in unione alla C.T., le ulteriori dichiarazioni rese dall’arbitro a chiarimento del punto dei suoi rapporti risultato al Consiglio della Lega impreciso e contraddittorio: tenute presenti le nuove dichiarazioni rese dai guardialinee; visto che dai rapporti arbitrali emerge che la gara non ha potuto avere regolare svolgimento per gravi intemperanze del pubblico; giudica, in relazione alle direttive all’uopo fissate dal Consiglio della Lega, che, in applicazione dell’art. 15 comma a) del Regolamento Organico, sia data partiva vinta al Genoa F.C. per 2 a 0. Al Bologna F.C. è inflitta una multa di lire 500 limitando a ciò la punizione in considerazione che i dirigenti del Bologna si adoperarono ottimamente per evitare incidenti. Il Segretario L.N. Olivetti; il Presidente L.N. Baruffini».
  23. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno, 5 luglio 1924, p. 3 Archiviato l'11 agosto 2014 in Internet Archive..
  24. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 luglio 1924, p. 7 Archiviato il 17 ottobre 2014 in Internet Archive.
  25. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno, 6 luglio 1924, p. 2 Archiviato l'11 agosto 2014 in Internet Archive..
  26. ^ Corriere della sera, 7 luglio 1924, p. 2.
  27. ^ La Stampa del 13 luglio 1924, p. 4.
  28. ^ Il Mondo del 13 luglio 1924, p. 5.
  29. ^ Corriere della sera, 21 luglio 1924, p. 2.
  30. ^ Taranto - Stagione 1923-1924. La vittoria per 2-0 dell'Alba è un errore del sito, che ha invertito il risultato; a conferma di ciò, si noti che i due marcatori dell'incontro riportati dal sito fossero proprio due giocatori del Savoia: Gaia al 7' su rigore e Borghetto al 33'.
  31. ^ a b Il grande Savoia. Archiviato il 19 ottobre 2014 in Internet Archive.
  32. ^ La cronaca del quotidiano romano Il Mondo del 29 luglio 1924, p. 5, accenna alla fuga dei calciatori dell'Alba in seguito all'invasione del campo dei propri tifosi e alla constatazione dell'errore nel computo del tempo; lo stesso articolo accenna all'attesa inutile dei giocatori savoiardi (che avrebbero voluto giocare i cinque minuti rimanenti). Il Corriere d'Italia del 29 luglio 1924, p. 5, sostenne la tesi che i giocatori albini fossero convinti che la partita fosse terminata e per questo motivo erano già andati via in automobile. Secondo il quotidiano romano L'Epoca del 29 luglio 1924, invece, i giocatori dell'Alba rifiutarono di tornare in campo. Il quotidiano L'epoca ritenne immeritata la sconfitta per 2-0 dell'Alba, sostenendo che i romani costrinsero il Savoia in difesa per gran parte dell'incontro, e contestò il rigore che permise agli oplontini di sbloccare il risultato, sostenendo la tesi dell'involontarietà del fallo di mano.
  33. ^ All'epoca, a parità di punti in classifica, non veniva considerata né la differenza reti né il quoziente reti. Di conseguenza la vittoria per 1-0 dell'Alba valse due punti in classifica esattamente come la vittoria per 2-0 del Savoia all'andata, rendendo necessario lo spareggio. Non vigeva all'epoca il "punteggio aggregato" in base al quale il Savoia avrebbe vinto per 2-1.
  34. ^ La Basilicata, 26 agosto 1924, p. 3.
  35. ^ Taranto - Stagione 1923-1924
  36. ^ La Basilicata, 28 agosto 1924, p. 3.
  37. ^ a b Calvelli, Lucibelli, Schettino, p. 43.
  38. ^ Calvelli, Lucibelli, Schettino, p. 44.
  39. ^ a b c A tavolino per delibera della Lega.
  40. ^ a b cfr. collegamenti esterni.
  41. ^ a b Data vinta 2-0 a tavolino per incidenti.
  42. ^ L'incontro fu sospeso al minuto 84º sull'1-1 per scontri. Il Genoa ottenne la vittoria a tavolino.
  43. ^ Bagnolese-Internaples 3-3 del 28 ottobre 1923 fu annullata per errore tecnico e ripetuta il 27 gennaio 1924.
  44. ^ Cavese-Stabia 1-1 sul campo, 0-2 a tavolino (Fonte: 1922-25: La Cavese in Serie A, su cavese.it (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2004).)
  45. ^ Sul campo 1-1, risultato cambiato a tavolino.
  46. ^ Sul campo 1-1 (Fonte: Tramontano, p. 13.)
  47. ^ Rinviato al 3 febbraio, a tavolino.
  48. ^ Tramontano, a pag. 13 riporta Internaples-Savoia giocata il 26 novembre 1923.
  49. ^ Stabia-Salernitanaudax 2-2 sul campo, 2-0 a tavolino.
  50. ^ Salernitanaudax-Stabia 1-2 sul campo, 2-0 a tavolino.
  51. ^ Alba-Tivoli 0-0 annullata per errore tecnico arbitrale e ripetuta il 17 febbraio 1924.
  52. ^ A tavolino per rinuncia (forfait).
  53. ^ Sul campo 2-2, risultato cambiato a tavolino.
  54. ^ Fortitudo-Romana 2-0 del 2 dicembre 1923 annullata per errore tecnico arbitrale e ripetuta il 27 gennaio 1924.
  55. ^ Sul campo 1-2, risultato ribaltato a tavolino.
  56. ^ Sul campo 1-0, a tavolino.
  57. ^ a b c d e Rinviata e recuperata in data successiva.
  58. ^ Sul campo 1-1, a tavolino.
  59. ^ Sul campo 5-0, a tavolino.
  60. ^ A tavolino per decisione della Lega Sud dopo il forfait dell'Alba.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa, La grande storia del calcio italiano, puntata pubblicata sul Guerin Sportivo di novembre 2012.
  • Chrystian Calvelli, Giuseppe Lucibelli; Raffaele Schettino, Savoia storia e leggenda dall'Oncino al Giraud, Gragnano, Stampa Democratica '95, dicembre 2000.
  • Elio Tramontano, Da Sallustro a Maradona 90 anni di storia del Napoli, Napoli, Edizioni Meridionali, 1984. ISBN non esistente

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