Coppa Italia 1922

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Coppa Italia 1922
Competizione Coppa Italia
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione
Organizzatore Comitati Regionali e FIGC
Date dal 2 aprile 1922
al 16 luglio 1922
Luogo Italia Italia
Partecipanti 37
Sede finale Vado Ligure
Risultati
Vincitore Vado
(1º titolo)
Secondo Udinese
Semi-finalisti Libertas
Lucchese
Statistiche
Miglior marcatore Ernesto Bonino (6)
Incontri disputati 38
Vado Coppa Italia.jpg
I vadesi vincitori della prima edizione della coppa
Cronologia della competizione
1926-1927 Right arrow.svg

La Coppa Italia 1922 fu la 1ª edizione della manifestazione calcistica. Iniziò il 2 aprile e si concluse il 16 luglio 1922 con la vittoria del Vado, all’unico titolo nella sua storia.

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento della prima Coppa Italia era piuttosto confusionario a cominciare dal numero di squadre ammesse (37), che non permise un facile accoppiamento per gli incontri da disputare, a cui si aggiunse il problema che i primi turni della coppa si svolgevano in contemporanea con le semifinali di campionato nelle quali erano impegnati Novese e Pro Livorno. Per risolvere tali problemi si dovette procedere a sorteggi con passaggi diretti nei confronti di alcune squadre.

Nella stagione dello scisma del campionato, le grandi squadre non disputarono la prima edizione della Coppa nazionale avendo abbandonato la FIGC per creare la Confederazione Calcistica Italiana (CCI) che organizzò un campionato concorrente. Dato che la Lega Sud, l'organo che gestiva il calcio centro-meridionale, aveva aderito alla CCI, tutte le formazioni che presero parte alla Coppa Italia erano dell’Alta Italia, essendo Livorno la città più a sud ammessa a partecipare. Le squadre partecipanti militavano o in Prima Categoria o in Promozione ed erano quasi tutte di mediocre livello tecnico a causa del già accennato scisma. Anche molte delle maggiori società federali snobbarono la coppa. Solo 23 delle 46 partecipanti alla fase regionale della Prima Categoria decisero di prendere parte alla Coppa Italia. Quattro delle sei semifinaliste della Prima Categoria rinunciarono a iscriversi, mentre la Novese appena laureatasi campione d'Italia FIGC si ritirò dalla competizione in occasione dei quarti di finale. La prima edizione della Coppa Italia fu in un certo senso un'edizione "boicottata".

Alla vigilia della competizione un articolo de La Stampa affermò che molto probabilmente la nuova coppa nazionale non avrebbe presentato le sorprese tipiche della FA Cup perché in Italia non era possibile schierare in coppa giocatori appartenenti ad altre squadre, a differenza che in Inghilterra (dove capitava non di rado che una compagine di terza serie, schierando eccezionalmente per la coppa giocatori di categoria superiore, eliminasse una squadra di massima serie): secondo La Stampa, le squadre di Prima Categoria non avrebbero avuto problemi a eliminare quelle di Promozione e la Coppa Italia sarebbe diventata interessante solo dopo i primi due turni quando sarebbero rimaste probabilmente solo compagini di massima serie.[1] A smentire questa opinione con i fatti fu il Vado, compagine militante nel campionato ligure di Promozione, che riuscì addirittura a vincere la competizione battendo in finale l'Udinese. Con questo successo, i liguri divennero i primi sia a vincere la maggiore coppa nazionale nonché a conquistarla pur non militando in massima divisione; quest'ultimo, un record in seguito eguagliato dal solo Napoli nell'edizione del 1961-1962.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco delle squadre partecipanti. Nella stagione dello scisma del campionato, le grandi squadre si autoesclusero essendosi dimesse dalla FIGC.

Prima Categoria[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte

Liguria

Lombardia

Veneto

Emilia

Toscana

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte

Liguria

Lombardia

Veneto

Emilia

Toscana

  • Audace Livorno
  • Il Casalecchio e l’Audace Livorno presentarono spensieratamente la gratuita domanda di iscrizione alla coppa, ma quando scoprirono che le squadre ospitanti dovevano sborsare per ogni gara circa 1000 lire tra oneri organizzativi e rimborsi agli ospiti, si ritirarono subito.

Terza Categoria (Coppa Giulia FIGC)[2][modifica | modifica wikitesto]

Date[modifica | modifica wikitesto]

Fase Turno Andata
Preliminari 1º turno 2 aprile 1922
2º turno 9 aprile - 23 aprile 1922
3º turno 23 aprile 1922
Fase finale Quarti di finale 30 aprile - 18 giugno 1922
Semifinali 25 giugno - 9 luglio 1922
Finale 16 luglio 1922
Vado Ligure (Campo di Leo)

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Primo turno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo turno si disputò il 2 aprile 1922. Il sorteggio ebbe luogo seguendo criteri di vicinanza geografica (furono solo tre gli scontri fra squadre di regioni diverse, per giunta contigue); il Treviso ottenne per estrazione il passaggio automatico del turno. Dopo i trevigiani, anche la Libertas e il Pro Livorno ottennero il passaggio immediato alla fase successiva, probabilmente perché i livornesi (che avrebbero dovuto affrontare la Libertas) erano impegnati il 2 aprile in campionato contro il Petrarca (anche se poi la partita in questione fu rinviata all'ultimo momento alla settimana seguente).

Il risultato del match Triestina-Edera Trieste, in origine terminato 4-2, fu mutato in un 0-2 a tavolino dalla FIGC, la quale accolse un ricorso dell'Edera assegnandole la vittoria d'ufficio contro la Triestina, rea di aver schierato in campo un calciatore (lo spalatino Antonio Blasevich) in posizione irregolare.[4]

Squadra 1 Risultato Squadra 2
Audace Livorno 0 - 2 (tav.) Molassana
Casalecchio 0 - 2 (tav.) Carpi
Crema 4 - 1 Codogno
Fanfulla 2 - 1 AC Libertas
Forti e Liberi 3 - 0 Mantovana
Juventus Italia 2 - 0 Enotria Goliardo
Lucchese 9 - 0 CS Firenze
Novese 6 - 0 Aeronautica Torino
Rivarolese 2 - 0 Sestrese
Spes Genova 0 - 1 Speranza
Trevigliese 0 - 1 (dts) Saronno
Triestina 0 - 2 (tav.) Edera Trieste
Udinese 4 - 0 Feltrese
Vado 4 - 3 (dts) Fiorente
Valenzana 2 - 1 Pastore
Vercellesi Erranti 0 - 1 US Torinese
Virtus Bologna 1 - 0 Parma

Secondo turno[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo turno si disputò il 9 aprile 1922. Libertas e Pro Livorno passarono nuovamente alla fase successiva senza affrontarsi tra loro, presumibilmente perché in quello stesso giorno la Pro Livorno era impegnata nel recupero di campionato contro il Petrarca.

Il match Edera Trieste-Udinese 0-4, contrariamente agli altri, fu disputato il 23 aprile, in contemporanea col terzo turno, a causa del ricorso che aveva consentito all'Edera di vincere a tavolino la precedente sfida con la Triestina e di essere ammessa al secondo turno al suo posto; alcune fonti, comunque, riportano che Triestina ed Edera avrebbero dovuto affrontarsi in campionato lo stesso giorno, anche se poi l'incontro fu rinviato all'ultimo momento.[5]

Squadra 1 Risultato Squadra 2
Crema 1 - 2 Speranza
Fanfulla 1 - 4 Novese
Forti e Liberi 4 - 0 Treviso
Juventus Italia 3 - 0 US Torinese
Lucchese 5 - 0 Rivarolese
Vado 5 - 1 Molassana
Valenzana 1 - 0 Saronno
Virtus Bologna 1 - 0 Carpi
Edera Trieste 0 - 4 Udinese

Terzo turno[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo turno si disputò il 23 aprile 1922. La Libertas, la Novese, la Pro Livorno, lo Speranza e l'Udinese passarono automaticamente ai quarti di finale: le prime quattro per la probabile ragione che Pro Livorno e Novese in quel giorno erano impegnate in campionato, e dunque impossibilitate ad affrontare la Libertas e lo Speranza; l'Udinese, vincitrice nello stesso giorno del recupero del secondo turno contro l'Edera Trieste, in quanto rimasta senza avversari con cui essere abbinata.

Squadra 1 Risultato Squadra 2
Lucchese 4 - 0 Virtus Bologna
Vado 2 - 0 Juventus Italia
Valenzana 3 - 0 Forti e Liberi

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

I quarti di finale si disputarono il 30 aprile e il 18 giugno 1922. Inizialmente il 30 aprile era prevista la disputa di Libertas-Pro Livorno, ma con una deliberazione la Presidenza Federale cambiò il calendario decidendo di far scontrare in quel giorno la Pro Livorno con il Vado e la Libertas con la Valenzana (probabilmente proprio per questo cambiamento lo Speranza, invece di affrontare la Novese, si scontrò con la Lucchese).[6] Le partite disputate il 30 aprile furono dunque Pro Livorno-Vado e Libertas-Valenzana; tuttavia a metà maggio la Federazione decise di annullare e far ripetere Libertas-Valenzana.[7] Speranza-Lucchese e Udinese-Novese si tennero il 18 giugno 1922.

Squadra 1 Risultato Squadra 2
Pro Livorno 0 - 1 Vado
Libertas 2 - 0 (tav.) Valenzana
Speranza 1 - 2 Lucchese
Udinese 2 - 0 (tav.) Novese

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Le partite si disputarono il 25 giugno 1922. A causa di un errore tecnico sulla battuta di un calcio di rigore, la semifinale tra l'Udinese e la Lucchese fu ripetuta il 9 luglio (la prima sfida era terminata 4-3 dopo i tempi supplementari).

Squadra 1 Risultato Squadra 2
Vado 1 - 0 (dts) Libertas
Udinese 1 - 0 Lucchese

Finale[modifica | modifica wikitesto]

La partita conclusiva del torneo fu disputata a Vado Ligure il 16 luglio 1922.

Vado Ligure
16 luglio 1922
Vado1 – 0
(d.t.s.)
UdineseCampo di Leo
Arbitro:  Pasquinelli (Bologna)

Il trofeo della Coppa Italia del 1922, consegnato mesi dopo la finale, fu poi regalato al governo durante il fascismo nella campagna per l’oro alla Patria.[8] Quello esposto nella vetrina della banca Cassa di Risparmio di Savona è una copia prodotta dalla FIGC nel 1992 per il settantenario della vittoria.

Tabellone (dai quarti)[modifica | modifica wikitesto]

Quarti di finale Semifinali Finale
                   
       
 Pro Livorno  0
 Vado  1  
 Vado (dts)  1
   Libertas  0  
 Libertas  2
 Valenzana  0  
 Vado (dts)  1
   Udinese  0
 Udinese  2
 Novese  0  
 Udinese  1
   Lucchese  0  
 Speranza  1
 Lucchese  2  

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Gol Rigori Giocatore Squadra
6 Italia Bonino Lucchese
5 Italia Levratto Vado
4 Italia Maggi Juventus Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Stampa, 4 aprile 1922, p. 2.
  2. ^ Fu una via di mezzo tra la Promozione e la Terza Categoria FIGC, non essendo il numero delle società giuliane sufficiente all'allineamento con i campionati italiani dell'epoca (il Comitato Regionale Giuliano non confluì nella CCI).
  3. ^ a b Dibenedetto, p. 111.
  4. ^ Il Piccolo della sera del 19 aprile 1922: «Considerato che il giuocatore Antonio Blasevich, per quanto ritenuto cittadino italiano dal 1 gennaio 1922, ha ammesso di aver giuocato fino al marzo 1921 per la società Jug e fino al marzo 1922 per la società Hajduk di Spalato; considerato che il Blasevich, trovandosi in tali condizioni, ha giuocato la partita del 2 aprile 1922 a favore dell'U.S. Triestina in violazione dell'art. 32 del Regolamento Internazionale; si decide: a) di dare partita vinta all'Edera di Trieste; b) di incaricare il Comitato Regionale Giuliano di far regolarizzare il cartellino del Blasevich con l'esatta indicazione del luogo di nascita (Spalato anziché Zara); c) di proibire al Blasevich di giuocare partite approvate dalla Federazione sino a quando che non abbia ottenuto il prescritto nulla osta dalla Federazione jugoslava, riconoscendogli frattanto solo il diritto di giuocare partite amichevoli».
  5. ^ La Coppa Italia, in La Stampa, 25 aprile 1922.
  6. ^ La Gazzetta livornese del 28 aprile 1922 affermò testualmente: "Domenica gli striscioni bianco-verdi della Pro Livorno dovevano portarsi a Firenze per incontrarsi con i rossi della Libertas per le eliminazioni della Coppa Italia. In seguito le deliberazioni della P.F. [...] ospiteranno domenica [...] il team del Vado".
  7. ^ La Stampa, 15 maggio 1922.
  8. ^ Sportweek, 1º maggio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Dibenedetto, I pionieri alabardati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]