Compromesso Colombo

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Il cosiddetto Compromesso Colombo fu il lodo arbitrale emesso il giorno 22 giugno 1922 in una villa del torinese che sanò la scissione del calcio italiano in due associazioni separate.

Lo scisma del calcio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto Pozzo, Prima Categoria 1921-1922 e Prima Divisione 1921-1922.

La stagione 1921-1922 del calcio italiano era stata caratterizzata dallo svolgimento di due distinti campionati: le grandi e medie società infatti erano contrarie all'enorme numero di partecipanti al massimo torneo nazionale e –desiderose di una riduzione dei ranghi – avevano affidato a Vittorio Pozzo il compito di elaborare un progetto di riforma volto a una drastica compressione delle partecipanti al campionato.[1] Il voto contrario delle piccole squadre, maggioritarie all'Assemblea federale della Federazione Italiana Giuco Calcio (FIGC) nel bocciare il progetto Pozzo, comportò la fuga delle grandi società, che fondarono la Confederazione Calcistica Italiana (CCI) e organizzarono un proprio campionato privato in contrapposizione a quello federale.[2]

L'accordo arbitrale[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe le associazioni rivali sentirono ben presto la necessità di ricercare una riconciliazione: la CCI soffriva di una mancanza di legittimazione, specie a livello internazionale dalla FIFA, mentre la FIGC aveva palesato il problema riscontrato nei due campionati precedenti con un campionato interminabile che immancabilmente debordava nel periodo estivo. Dopo mesi di un confronto zeppo di aspre polemiche la necessità impellente di risolvere il dissidio mentre la CCI già cantava vittoria portò già a novembre 1921 i due fronti ai primi contatti che sfociarono in un primo accordo ottenuto a Brusnengo il 7 dicembre 1921. Nel mese di settembre si era verificato un ulteriore segnale distensivo tra le parti, ovvero la concessione al Genoa di Edoardo Pasteur, presidente CCI, del titolo rimasto non assegnato di campione d'Italia 1915 da parte della FIGC e con la conseguente premiazione del club avvenuta l'11 dicembre 1921.[3]

In seguito avendo molte squadre della CCI contestato i termini del primo accordo si arrivò a sottomettere la soluzione della controversia al giudizio di un arbitro individuato nella persona del direttore de La Gazzetta dello Sport Emilio Colombo. La proposta federale era quella di organizzare un torneo a 50 squadre – rispetto alle 72 formanti il torneo prima della scissione – strutturato in vari gironi, ma al contrario i rappresentanti confederali ribadirono la difesa del progetto Pozzo di un campionato a 24 squadre.[4]

I punti del lodo[modifica | modifica wikitesto]

Emilio Colombo emise le sue decisioni il 22 giugno. Il lodo da lui presentato stabiliva che:

  • le due associazioni sarebbero state riunificate mediante lo scioglimento della CCI e il reintegro delle società secessioniste nei ranghi federali;
  • il campionato 1922-1923, ora denominato Prima Divisione sulla falsariga di quello organizzato dalla CCI, sarebbe stato composto da 36 squadre suddivise in tre gironi;
  • il nuovo torneo sarebbe stato gestito operativamente dalla Lega Nord e dalla Lega Sud della disciolta CCI e ora integrate nell'organigramma della FIGC;
  • nel settore meridionale si manteneva la solita struttura dei campionati regionali, riservandosi di operare tutte le misure necessarie per elevarne il tasso tecnico;
  • le vecchie categorie venivano abolite e tutte le squadre affiliate alla FIGC sarebbero state redistribuite su quattro livelli, di cui la Seconda e la Prima Divisione, a carattere nazionale e gestite dalle Leghe Nord e Sud, mentre i comitati regionali federali avrebbero continuato a organizzare i campionati regionali dove le precedenti categorie Promozione e Terza Categoria sarebbero state trasformate in Terza e Quarta Divisione;
  • a partire dalla successiva stagione 1923-1924 il campionato sarebbe stato formato da 24 squadre mediante la retrocessione di dodici squadre e il blocco «una tantum» delle promozioni;
  • la FIGC doveva riconoscere la piena validità del titolo di campione d'Italia guadagnato dalla Pro Vercelli nel concluso torneo confederale.

L'organico della nuova stagione[modifica | modifica wikitesto]

Stabilito dunque in 36 il numero delle partecipanti al nuovo campionato Colombo individuò queste formazioni mediante i seguenti criteri:[5][6]

Questo spareggio, molto simile ai moderni «play-out», è quello che fu organizzato nella maniera più controversa:

  • le sei squadre spareggianti della FIGC sarebbero state individuate a loro volta in un turno preliminare di gara secca e campo neutro per abbreviare i tempi tra le terze e quarte classificate dei sei raggruppamenti regionali, togliendo autoritariamente ogni possibilità di salvezza a numerose squadre peggio piazzate nel campionato federale, ma che comunque non erano retrocesse sul campo;
  • le sei squadre confederali sarebbero state invece le restanti quattro società ad avere acquisito sul campo il diritto a partecipare alla Prima Divisione CCI della stagione successiva (le decime e undicesime classificate dei due gironi di Lega Nord), a cui si sarebbero aggiunte le due squadre vincitrici degli spareggi salvezza-promozione (i quali erano già stati stabiliti prima del Compromesso dal regolamento del campionato CCI)[7][8] tra le ultime classificate dei gironi settentrionali della Prima Divisione (ovvero Vicenza e Inter) e le prime classificate della Seconda Divisione (Derthona e Sport Club Italia).

La decisione apparve comunque discutibile poiché nei ranghi federali si estromettevano d'ufficio dalla massima serie squadre che avevano pieno diritto a parteciparvi e si costringevano altre a spareggiare tra loro in deroga al precedente regolamento, mentre nei ranghi confederali le squadre inizialmente già sicure della salvezza furono obbligate a disputare questi spareggi e le ultime classificate dovettero disputare non più uno, ma due spareggi per evitare la relegazione.

Gli spareggi salvezza[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicato il lodo sulla maggior parte dei giornali il 26 giugno, le squadre interessate agli spareggi furono radunate in fretta e furia in piena estate onde poter cominciare a disputare il turno preliminare subito il 2 di luglio della domenica successiva. Gli accoppiamenti erano già stati decisi alla fine del lodo, anche se per quanto riguarda il turno preliminare CCI essi ricalcavano gli spareggi previsti dal regolamento del torneo confederale sin dal 1921.

  • Turno preliminare FIGC
Rivarolese Valenzana 2-0 a Novi Ligure
Pastore Viareggio 4-0 ad Alessandria
Como Piacenza 1-2 a Milano
Bentegodi Verona Sestrese 2-7 a Milano
Parma Treviso 1-2 a Verona
Libertas Firenze Enotria Goliardo* 2-1 a Bologna
  • Turno preliminare CCI
Sport Club Italia* Inter 0-2 per «forfait»
Derthona Vicenza 4-0 a Legnano

* l'Enotria Goliardo e lo Sport Club Italia sospesero l'attività calcistica di lì a poche settimane, abbandonando i campionati maggiori (l'Enotria Goliardo continuò con i soli ragazzi).

L'Inter di Milano fu accoppiata ai concittadini dello Sport Club Italia, i quali si erano ritrovati nell'impossibilità di schierare in campo undici giocatori (probabilmente per motivi legati alla leva militare obbligatoria, visto che a marzo erano già partiti i giocatori nati nel primo semestre del 1902) e presentarono una squadra di quindicenni a cui tuttavia fu impedito di giocare,[senza fonte] dando subito «forfait», ovvero 0-2 a tavolino a favore dell'Inter. Peggiore sorte toccò invece al Vicenza, che fu sconfitto dall'emergente formazione tortonese del Derthona. A questo punto era tutto pronto per l'ultimo atto: le due domeniche successive del 9 e 16 luglio si svolsero dunque le sfide valide per l'assegnazione degli ultimi sei posti disponibili per la stagione entrante.

  • Gare d'andata
Rivarolese Venezia 0-0
Spezia Pastore 1-1
Piacenza Livorno 2-4 (ripetuta il 16 luglio 1922 e terminata 1-4)
Brescia Sestrese 2-0
Treviso Derthona 0-1
Inter Libertas Firenze 3-0
  • Gare di ritorno
Venezia Rivarolese 1-2
Pastore Spezia 2-1
Livorno Piacenza 2-0 per «forfait»
Sestrese Brescia 5-0
Derthona Treviso 1-0
Libertas Firenze Inter 1-1
  • Gara di spareggio
Brescia Sestrese 2-0

La fortuna del Brescia fu il regolamento, che prevedeva di tenere conto solo l'esito finale delle due gare indipendentemente dai gol segnati. Fu così che i cinque gol segnati dalla Sestrese in casa valsero due punti esattamente come i due gol segnati dal Brescia all'andata, imponendo dunque uno spareggio che rappresentò la salvezza per il Brescia.

Diversi invece gli avvenimenti che promossero il Livorno a danno del Piacenza: in occasione della gara di andata del 9 luglio l'assenza dell'arbitro (sostituito da un dirigente del Piacenza) invalidò la vittoria esterna per 4-2 del Liverno e sebbene la ripetizione fu giocata il 16 luglio vide la nuova vittoria del Livorno per 4-1. A quel punto il Piacenza si ritirò, perdendo per «forfait» il ritorno (in programma il 23 luglio) e il proprio posto in campionato.[9]

Da segnalare infine l'Inter, che vincitrice a Milano riuscì a difendere il vantaggio nel ritorno a Firenze, estromettendo la Libertas Firenze dalla massima serie. Questa seconda gara passò alle cronache perché secondo la stampa dell'epoca rappresentò il più massiccio esodo di tifosi in trasferta mai visto fino a quel tempo nella penisola.[senza fonte] Grazie a questo successo l'Inter è l'unico club in attività a non essere mai retrocesso dalla massima serie del calcio italiano.

Il ripescaggio dello Spezia[modifica | modifica wikitesto]

La convulsa estate del calcio italiano terminò con un ultimo colpo di coda finale: nel mese di settembre a poche settimane dall'inizio del nuovo campionato il Livorno e i concittadini della Pro Livorno decisero di fondersi in un'unica società – in realtà il Pro Livorno fu in pratica riassorbito – lasciando libero un posto nell'organigramma della massima serie. Alle sei squadre che avevano perso gli spareggi venne dunque concessa una possibilità di salvezza: ancora una volta furono convocate di urgenza, ma fu troppo tardi visto che la Libertas Firenze non riuscì a radunare la propria rosa e il Piacenza fu costretto a ritirarsi.[9]

Sestrese Venezia 1-0
Spezia Treviso 3-0

La gara decisiva si tenne il 24 settembre a Reggio Emilia:

Spezia Sestrese 2-1

Gli spezzini recuperarono così la Prima Divisione e l'organico della nuova stagione venne definitivamente stabilito.

La vittoria delle grandi società[modifica | modifica wikitesto]

L'esito del Compromesso Colombo fu in pratica una schiacciante vittoria delle grandi società della CCI sulla FIGC: la progettata riduzione a 24 squadre del torneo a partire dal 1923, comportò di fatto la totale accettazione del progetto Pozzo da parte della FIGC con due anni di ritardo e intanto delle trentasei società ammesse al campionato 1922-1923 ventitré provenivano dalle file della disciolta CCI, mentre quelle dell'ormai debole torneo federale furono tredici. Le piccole società furono definitivamente indirizzate verso i campionati regionali, mentre si aprivano le porte a un torneo di livello superiore dai costi accresciuti tra squadre metropolitane, quello che nel giro di pochi anni si sarebbe concretizzato nella Serie A.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefano Olivari, Le grandi se ne vogliono andare, in blog.guerinsportivo.it, 1º febbraio 2011. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  2. ^ Stefano Olivari, La lunga estate della scissione, in blog.guerinsportivo.it, 5 febbraio 2011. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  3. ^ (IT) Scudetto 1915 alla Lazio? Gli scandali e i privilegi di quel Genoa campione (a tavolino), su Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2016. URL consultato il 6 settembre 2016.
  4. ^ Stefano Olivari, Il compromesso Colombo, in blog.guerinsportivo.it, 19 febbraio 2011. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  5. ^ Il verdetto arbitrale per la fusione della Federazione e della Confederazione (GIF), in Gazzettino dello Sport, 26 giugno 1922.
  6. ^ Stefano Olivari, Il compromesso Colombo, in blog.guerinsportivo.it, 19 febbraio 2011. URL consultato il 15 maggio 2013.
  7. ^ Stefano Olivari, Lo stile di Rosetta, in blog.guerinsportivo.it, 15 febbraio 2011. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  8. ^ Storia del Campionato di Calcio: 1921-1922, in calciomagazine.net, 21 marzo 2010. URL consultato il 15 maggio 2013.
  9. ^ a b Le partite della stagione 1921-1922, storiapiacenza1919.it. URL consultato il 13 gennaio 2012.
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