Virgilio Felice Levratto

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Virgilio Felice Levratto
Virgilio Felice Levratto.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1942 - giocatore
1968 - allenatore
Carriera
Giovanili
190?-191? Savoja Vado Ligure
191?-1918 Lampos Vado Ligure
1918-1919 Vado
Squadre di club1
1919-1924 Vado 50 (53)
1924-1925 Verona 20 (15)
1925-1932 Genova 1893 188 (86)
1932-1934 Ambrosiana-Inter 63 (25)
1934-1936 Lazio 50 (8)
1936-1940 Savona 46 (24)
1940-1941 Stabia ? (?)
1941-1942 Cavese ? (?)
Nazionale
1924-1928 Italia Italia 28 (11)
Carriera da allenatore
1936-1937 Savona
1938-1939 Savona
1940-1941 Cavese[1]
1941-1942 Stabia[2]
1942-1943 B.P.D. Colleferro
1945-1947 Savona
1947-1949 Messina
1949-1951 Arsenale Messina
1951-1952 Lecce
1952-1953 Savona
1953-1958 Fiorentina Vice
1958-1959 Finale Ligure
1962-1963 Cuneo
1964-1965 Savona De Martino[3]
1965-1968 Bianco e Rosso (Strisce).png Nolese [4]
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Amsterdam 1928
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

« Sei meglio di Levratto / ogni tiro va nel sacco / oh, oh, oh, oh, che centrattacco!!! »

(Quartetto Cetra)

Virgilio Felice Levratto (Carcare, 26 ottobre 1904Genova, 30 giugno 1968) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Virgilio Felice Levratto nacque a Carcare il 26 ottobre del 1904, e poco dopo la famiglia lasciò l'entroterra trasferendosi a Vado Ligure, sulla costa, per ragioni di lavoro.[5] Il padre, Antonio, era calzolaio, la madre Angela casalinga; Felice era il secondo di quattro fratelli, Dante, divenuto anch'egli giocatore del Football Club Vado,[6] e i più piccoli Pierino e Maria Beatrice.[5][7] A differenza del ragazzo serio e compito che era Dante, lo si poteva definire un monello, la pecora nera di famiglia: molte volte, raccontano, tornava dalle partite di calcio con gli altri ragazzi tutto accaldato, sporco di fango e con le scarpe sfondate – il padre gliele doveva riparare – e per questo spesso veniva punito con severità.[8]

Nel 1918, quando Felice firmò il primo contratto col Vado, il padre stesso non fu particolarmente lieto, perplesso dal fatto che si potesse guadagnare denaro "dando calci ad una palla di cuoio" (quella del calciatore era infatti all'epoca un'attività nuova, totalmente discostantesi dal ristretto elenco di mestieri esistenti da secoli), ma non si oppose.[9]

Nel 1959, il Quartetto Cetra lo citò nella canzone Che centrattacco!!!.

Morì nel 1968, dopo alcuni giorni di deliquio conclusi con la visione di un campo di calcio, Levratto si mise a incitare i compagni immaginari «Via, via, avanti»[10][11]. Nel 1969 nacque un torneo (torneo internazionale dal 1980) a lui dedicato riservato ai giovani.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Centravanti mancino, fu soprannominato Sfondareti in virtù della notevole potenza del suo tiro, che in più di un'occasione forò le reti delle porte.[10][11]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò a giocare per divertimento nelle file del Savoja Football Club, piccola squadra vadese.[12] La potenza nel tiro, il fiuto del gol ma anche il gioco generoso e intelligente attirarono presto gli sguardi di alcuni osservatori locali.[13] Si trasferì quindi alla Lampos, altra squadra di Vado, per pochi spiccioli, andando a ricoprire il ruolo di ala sinistra; con i soldi risparmiati riuscì a comprarsi una bicicletta, utile per raggiungere i campi delle trasferte, ad esempio quelli di Spotorno o di Savona.[13] Rimase alla Lampos per due anni.

Nel frattempo Nicolò Gambetta, presidente del Football Club Vado e cavaliere al merito del Regno d'Italia, aveva notato le gesta in campo del giovane Levratto, decidendo di portarlo a vestire la maglia rossoblu della società da lui guidata.[13] Così, quattordicenne, il futuro campione firmò il suo primo contratto professionistico. Correva il 1918, la Grande Guerra era da poco terminata – i giovani tornavano a casa dal fronte – e il Vado si apprestava a disputare il campionato di Terza Divisione.[14]

Il Vado e la Coppa Italia 1922[modifica | modifica wikitesto]

Ottenuto il contratto, cominciò regolarmente durissimi allenamenti, diverse ore al giorno, ma tutti di sua volontà, dal momento che allora non si era ancora diffusa su larga scala la figura dell'allenatore. Affinò in tal modo le eccezionali doti di attaccante.[15] Il suo esempio erano i campioni del Genoa, che pure non aveva mai visto giocare (non era mai stato nella "lontana" Genova): prendeva così consigli dai compagni più esperti ed anziani al Vado, uno fra tutti capitan Enrico Romano.[16] Nel 1921 fu incluso nella rappresentativa ligure-toscana che a Pisa affrontò i maestri inglesi del Liverpool, l'anno seguente, dopo la vittoria nel campionato di Promozione Ligure, partecipò alla prima edizione della Coppa Italia, cui si iscrissero 37 società.

Il primo turno, in casa al campo "Leo" contro la Fiorente F.C. di Genova, si risolse a dispetto dei pronostici con il punteggio di 4 a 3 per il Vado, con doppietta di Levratto. Dopo i successi contro i genovesi dello Sport Club Molassana e i milanesi dello Juventus Italia Football Club, i quarti di finale a Livorno videro la squadra rossoblù prevalere sui padroni di casa della Pro Livorno per una rete a zero.

Il 16 luglio venne giocata la finale tra Vado e Udinese, a Vado (nell'ormai scomparso campo di Leo), in casa dei liguri. Sotto l'intenso sole estivo i novanta minuti regolamentari non produssero reti, con Levratto tenuto costantemente sotto controllo dai marcatori avversari, e così pure i trenta minuti di tempo supplementare.[17] Si passò così a giocare "a oltranza": la prima squadra che avesse realizzato un gol si sarebbe aggiudicata la coppa, prima però del tramonto (il campo non disponeva di impianti di illuminazione), sopraggiunto il quale, in caso di parità, l'incontro si sarebbe dovuto ripetere a Udine.[17] L'Udinese, che aveva deciso di chiudersi in difesa, ad un tratto partì all'attacco ma perse il possesso palla subendo un'azione di contropiede. La sfera arrivò presto all'ala sinistra Levratto: questi, dopo aver dribblato due difensori, fece partire un potente tiro di esterno sinistro da 20 metri che si infilò sotto l'incrocio sinistro della porta. Il tiro fu talmente potente da squarciare la rete e andare a rimbalzare contro la Torre di Scolta, situata dietro la porta degli udinesi.[17] Era il gol-vittoria e il diciassettenne carcarese venne portato in trionfo al grido di "Levre! Levre!".[18]

Gli anni seguenti[modifica | modifica wikitesto]

La popolarità che ne conseguì stimolò l'interesse nei suoi confronti della Nazionale e di squadre più prestigiose. Con gli azzurri esordì diciannovenne il 25 maggio 1924, alle Olimpiadi di Parigi, convocato da Vittorio Pozzo nonostante ancora militasse in II Divisione. A Parigi lasciò il segno per l'episodio che lo vide protagonista assieme al portiere del Lussemburgo Bausch: un suo potentissimo tiro colpì quest'ultimo al mento, facendolo crollare a terra tra il clamore del pubblico, che vide del sangue uscire dalla bocca dell'estremo difensore. I denti gli avevano staccato un pezzo di lingua; medicato dai dottori a bordo campo, rientrò in partita (non esistevano ancora le sostituzioni). Nel corso di un'azione successiva, la palla capitò ancora a Levratto che, apprestandosi a tirare, vide il portiere coprirsi il volto con le mani. Con il 2-0 già acquisito, l'attaccante scelse allora di lanciare il pallone fuori dai pali.

Nel 1925 Levratto firmò due cartellini, uno per la Juventus e l'altro per il Genoa. Per la Federazione Calcio l'unico cartellino valido era quello già firmato per l'Verona, squadra per la quale giocava ed alla quale dovette rimanere dopo aver scontato una squalifica prima di passare definitivamente al Genoa.[19]

Levratto vestì la maglia rossoblu per sette stagioni, collezionando in campionato 84 reti in 188 presenze. Nel 1932 passò all'Ambrosiana-Inter e nel 1934 alla Lazio. Andò a chiudere la carriera come calciatore-allenatore dapprima al Savona, che condusse alla vittoria del campionato di Serie C 1939-1940.

La stagione seguente sedette invece sulla panchina dello Stabia, ottenendo il quattordicesimo posto del Girone G della Serie C.

Nel 1941 passò alla Cavese, in IV Serie, rivestendo il duplice ruolo di allenatore giocatore, con la quale festeggiò una promozione in C e, l'anno dopo, un sorprendente terzo posto.

Nell'immediato dopoguerra tornò a calcare i campi per disputare la Coppa Liberazione tenutasi nel savonese tra le file del Mallot.[20]

Nel dopoguerra, allenò Colleferro, Savona, Messina, Lecce, Finale Ligure[21] e Cuneo[22] e fu il vice di Fulvio Bernardini alla guida della Fiorentina, campione d'Italia 1955-1956.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928, alle Olimpiadi di Amsterdam, vinse da titolare la medaglia di bronzo, segnando 4 reti in 5 partite.Il 4 giugno 1928, contro la Spagna: un suo tiro dal limite colpì e spedì in porta due avversari, prima di bucare la rete[10][11]. Nella partita perduta contro l'Uruguay, un suo tiro in porta sfondò la rete avversaria. Alla fine della sua carriera collezionò 28 presenze e 11 reti con la maglia della nazionale azzurra.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
25/05/1924 Parigi Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Olimpiadi 1924 - Primo turno -
29/05/1924 Parigi Lussemburgo Lussemburgo 0 – 2 Italia Italia Olimpiadi 1924 - Secondo turno -
02/06/1924 Parigi Svizzera Svizzera 2 – 1 Italia Italia Olimpiadi 1924 - Quarti di finale -
16/11/1924 Milano Italia Italia 2 – 2 Svezia Svezia Amichevole -
23/11/1924 Duisburg Germania Germania 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
18/01/1925 Milano Italia Italia 1 – 2 Ungheria Ungheria Amichevole -
22/03/1925 Torino Italia Italia 7 – 0 Francia Francia Amichevole 2
09/05/1926 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Amichevole -
18/07/1926 Stoccolma Svezia Svezia 5 – 3 Italia Italia Amichevole 2
28/10/1926 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 1 Italia Italia Amichevole 1
30/01/1927 Ginevra Svizzera Svizzera 1 – 5 Italia Italia Amichevole -
20/02/1927 Milano Italia Italia 2 – 2 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
17/04/1927 Torino Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole 2
24/04/1927 Parigi Francia Francia 3 – 3 Italia Italia Amichevole -
29/05/1927 Bologna Italia Italia 2 – 0 Spagna Spagna Amichevole -
23/10/1927 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 2 Italia Italia Coppa Internazionale -
06/11/1927 Bologna Italia Italia 0 – 1 Austria Austria Coppa Internazionale -
01/01/1928 Genova Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Coppa Internazionale -
25/03/1928 Roma Italia Italia 4 – 3 Ungheria Ungheria Coppa Internazionale -
15/04/1928 Oporto Portogallo Portogallo 4 – 1 Italia Italia Amichevole -
22/04/1928 Gijón Spagna Spagna 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
29/05/1928 Amsterdam Francia Francia 3 – 4 Italia Italia Olimpiadi 1928 - Primo turno 1
01/06/1928 Amsterdam Spagna Spagna 1 – 1 dts Italia Italia Olimpiadi 1928 - Quarti di finale -
04/06/1928 Amsterdam Spagna Spagna 1 – 7 Italia Italia Olimpiadi 1928 - Quarti di finale (ripetizione) 2
07/06/1928 Amsterdam Uruguay Uruguay 3 – 2 Italia Italia Olimpiadi 1928 - Semifinali 1
09/06/1928 Amsterdam Egitto Egitto 3 – 11 Italia Italia Olimpiadi 1928 - Finale 3º e 4º posto - 3º Posto
14/10/1928 Zurigo Svizzera Svizzera 2 – 3 Italia Italia Coppa Internazionale -
02/12/1928 Milano Italia Italia 3 – 2 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
Totale Presenze 28 Reti (28º posto) 11

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Vado: 1922
Savona: 1939-1940

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Amsterdam 1928
1927-1930

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco ufficiale degli allenatori, direttori tecnici e massaggiatori, Il Littoriale, n. 156, 1º luglio 1941, p. 2.
  2. ^ Levratto allenatore dello Stabia di Castellammare, Il Littoriale, n. 178, 26 luglio 1941, p. 4.
  3. ^ La stagione 1964/65 : trionfo della Nolese in seconda categoria, storiadelcalciosavonese.wordpress.com.
  4. ^ Nolese: tre stagioni nella seria A dei dilettanti liguri, storiadelcalciosavonese.wordpress.com.
  5. ^ a b Levratto, p. 16
  6. ^ Dizionario illustrato dei giocatori genoani, pag.135.
  7. ^ Levratto, p. 26
  8. ^ Levratto, pp. 16-17
  9. ^ Levratto, pp. 20-21
  10. ^ a b c Virgilio Felice Levratto
  11. ^ a b c Virgilio Felice Levratto
  12. ^ Levratto, pp. 13-15
  13. ^ a b c Levratto, pp. 18-19
  14. ^ Levratto, p. 20
  15. ^ Levratto, pp. 21-24
  16. ^ Levratto, pp. 21-23
  17. ^ a b c Levratto, pp. 26-28
  18. ^ Levratto, p. 28
  19. ^ SCOPPIA IL CASO LEVRATTO, su Calcioitaliastory.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  20. ^ Garrone, p.53
  21. ^ Emanuela Miniati, Pallone e campanile: la storia del calcio finalese dalle origini al Finale Football Club, Finale Ligure, Inpress editore, dicembre 2008, p. 405.
  22. ^ Piero Gasco, Levratto ha fiducia nei giovani del Cuneo, da «Stampa Sera», 3 settembre 1962, p. 6

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Angela Levratto, Felice Levratto: storia di un mitico campione che sfondava le reti, Torino, Graphot Editrice, 1997, ISBN 88-86906-07-2.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, Genova, De Ferrari, 2008, ISBN 978-88-6405-011-9.
  • Filippo Garrone, Altare Calcio, Savona, Priamàr, 1990.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN49144198