Óscar Tabárez

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Óscar Tabárez
URU-POR (12).jpg
Tabárez nel 2018
Nazionalità Uruguay Uruguay
Altezza 174 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Uruguay Uruguay
Ritirato 1979 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1967-1971Sud América? (?)
1972-1973 Sportivo Italiano ? (?)
1975Montevideo Wanderers? (?)
1976Fénix (M)? (?)
1976-1977Puebla? (?)
1977-1979Bella Vista? (?)
Carriera da allenatore
1980-1983Bella VistaGiovanili
1983 Uruguay Uruguay U-20
1984Danubio
1985-1986Montevideo Wanderers
1986-1987 Uruguay Uruguay U-20
1987Peñarol
1988Deportivo Cali
1988-1990 Uruguay Uruguay
1991-1993Boca Juniors
1993-1994Peñarol
1994-1995Cagliari
1996MilanDT[1]
1997-1998Real Oviedo
1999Cagliari
2000-2001Vélez Sarsfield
2001-2002Boca Juniors
2006- Uruguay Uruguay
Palmarès
Flag of PASO.svg Giochi panamericani
Oro Venezuela 1983
Coppa America calcio.svg Copa América
Argento Brasile 1989
Oro Argentina 2011
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 24 luglio 2011

Óscar Washington Tabárez Silva (Montevideo, 3 marzo 1947) è un allenatore di calcio ed ex calciatore uruguaiano, di ruolo difensore, commissario tecnico della nazionale uruguaiana.

In patria è soprannominato El Maestro, anche in riferimento alla sua passata carriera di insegnante[2]. Il 2 gennaio 2011 gli viene conferito il premio di Commissario tecnico dell'anno IFFHS con 200 punti. Dietro di lui Vicente del Bosque con 186 punti e Joachim Löw con 169 punti[3].

Il 25 marzo 2016 Tabárez supera Francisco Maturana, diventando il commissario tecnico con più panchine nelle qualificazioni della zona CONMEBOL al campionato del mondo, 47, tutte con una sola nazionale.

Tabárez è il quinto allenatore per numero di presenze in Copa América (26 partite), torneo in cui ha partecipato a 5 edizioni (1989, 2007, 2011, 2015 e 2016). È attualmente, insieme al tedesco Joachim Löw, il commissario tecnico in carica da più tempo, entrambi alla guida delle loro nazionali dal 2006 (precede il tedesco di alcuni mesi, dato che è in carica dal marzo di quell'anno). È il commissario tecnico che a livello mondiale ha guidato una nazionale per il maggior numero di partite, record precedentemente appartenuto al tedesco Sepp Herberger[4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi in Uruguay[modifica | modifica wikitesto]

La sua esperienza come allenatore inizia in Uruguay nei primi anni 1980 con le giovanili del Bella Vista e prosegue con la nazionale uruguaiana Under-20. In seguito, guida diverse squadre uruguaiane di alto livello, il Danubio, il Montevideo Wanderers e il Peñarol, con il quale vince la Coppa Libertadores 1987. L'anno successivo siede sulla panchina dei colombiani del Deportivo Cali.

Nazionale uruguaiana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 assume la guida della nazionale uruguaiana, con la quale Tabárez prende parte ai Mondiali di Italia '90, uscendo agli ottavi di finale contro l'Italia.

Boca Juniors e Peñarol[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno 1991 varca i confini nazionali e per due anni allena il Boca Juniors in Argentina, centrando la vittoria del torneo di Apertura nella stagione 1992-1993, dopo un ottimo secondo posto l'anno precedente. Nel 1993 torna in Patria, al Peñarol, dove però rimane una sola stagione.

Le esperienze in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Tabárez (a sinistra) nell'estate 1996 durante la sua breve esperienza al Milan, insieme a Pagotto, Reiziger, Davids, Dugarry e Baresi.

Nell'estate 1994 arriva in Italia, diventando l'allenatore del Cagliari, condotto a un discreto 9º posto in classifica. Nell'estate 1996 assume la guida tecnica del Milan. Il debutto è nella sconfitta a San Siro contro la Fiorentina per la finale della Supercoppa italiana. All'undicesima giornata, il 1º dicembre, l'allenatore uruguaiano si dimette dopo la sconfitta esterna contro il Piacenza (3-2) ed è sostituito da Arrigo Sacchi[5].

Nel 1997-1998 è l'allenatore dell'Oviedo, in Primera División spagnola. Non riesce a evitare la retrocessione del club, piazzatosi 18º.

Nel campionato di Serie A 1999-2000 è di nuovo alla guida del Cagliari, ma viene esonerato dopo 3 sconfitte e 1 pareggio.

Vélez Sarsfield e Boca Juniors[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 al 2002 è in Argentina, dove allena prima il Vélez Sarsfield e poi il Boca Juniors.

Nazionale uruguaiana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 assume nuovamente l'incarico di commissario tecnico della nazionale uruguaiana, a 16 anni di distanza dalla precedente esperienza.

Sotto la sua guida, la squadra centra la qualificazione alla fase finale del campionato del mondo 2010; Tabarez diventa il secondo CT uruguaiano a guidare la propria nazionale in due diverse edizioni delle fasi finali dei Mondiali, eguagliando Juan López Fontana (1950 e 1954).[6] Ai mondiali africani l'Uruguay si comporta molto bene, qualificandosi al primo posto del girone A con 7 punti davanti a Messico, Sudafrica (4 punti a testa) e a una più che deludente Francia (1 solo punto). Dopo aver superato la Corea del Sud agli ottavi e il Ghana ai quarti dopo i calci di rigore, la sua squadra arriva in semifinale dove affronta i Paesi Bassi, i quali, dopo aver battuto ai quarti il favorito Brasile di Dunga, ha ragione anche dei sudamericani per 3-2, grazie a un gol decisivo di Wesley Sneijder. L'Uruguay deve così accontentarsi della finale per il terzo posto con la Germania, dove però perderà per 3-2, centrando comunque un quarto posto mondiale che mancava dall'edizione 1970.

Il 24 luglio 2011 l'Uruguay batte il Paraguay per 3-0 nella finale della Copa América 2011 e vince così questo torneo dopo 16 anni dall'ultima volta; in merito a tale vittoria Tabárez viene unanimemente considerato dagli addetti ai lavori come il deus ex machina che ha plasmato questa squadra a un successo non da tutti previsto alla vigilia della competizione[7][8].

Con la Celeste ottiene nuovamente la qualificazione alla fase finale dei Mondiali. A Brasile 2014, nonostante la sconfitta inaspettata contro la Costa Rica (1-3), l'Uruguay raggiunge la fase a eliminazione diretta in virtù dei successi contro Inghilterra (2-1) e Italia (1-0)[9]. Il percorso della squadra si arresta negli ottavi al cospetto della Colombia, vittoriosa per 2-0.

Nella Copa América 2015 l'Uruguay di Tabárez supera la prima fase in qualità di migliore terza con una vittoria, un pari e una sconfitta, ma viene eliminato dai padroni di casa del Cile ai quarti di finale. Dopo la rissa nata tra le panchine alla fine del match Edinson Cavani e lo stesso CT rimediano una squalifica. Nella Copa América Centenario, disputata negli Stati Uniti l'anno seguente, l'Uruguay di Tabárez, nonostante l'assenza di Luis Suárez per infortunio, è tra le favorite per la vittoria finale, ma delude, rimediando una clamorosa eliminazione già nella prima fase. La stampa accusa il CT di non aver schierato, nell'ultimo decisivo match perso contro il Venezuela, la stella Suárez, presente in panchina seppur infortunato e visibilmente contrariato per la scelta del suo allenatore, che rivendica la scelta di non impiegare giocatori infortunati[10].

Nel luglio 2016 rivela di soffrire di una neuropatia cronica che attacca il sistema motorio; esprime tuttavia l'intenzione di continuare il suo incarico di selezionatore[11], guidando l'Uruguay al campionato del mondo 2018, rimediando un discreto successo venendo eliminati solo ai quarti dalla Francia.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale uruguaiana nel dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie GF GS DR
1989 Uruguay Uruguay Qual. Mondiale 1º nel gruppo A, qualificato 4 3 0 1 75,00 7 2 +5
giu. 1989 Copa América 7 4 0 3 57,14 11 3 +8
1990 Mondiale Ottavi di finale 4 1 1 2 25,00 2 5 -3
giu. 2007 Copa América 6 2 2 2 33,33 8 9 -1
2007 Qual. Mondiale 5º, qualificato dopo i play-off 4 1 1 2 25,00 8 5 +3
2008 6 2 3 1 33,33 11 5 +6
2009 10 4 3 3 40,00 11 11 +0
2010 Mondiale 7 3 2 2 42,86 11 8 +3
giu. 2011 Copa América 2011 Vincitore 6 3 3 0 50,00 9 3 +6
2011 Qual. Mondiale 4º, qualificato dopo i play-off 3 2 1 0 66,67 9 3 +6
2012 6 1 2 3 16,67 7 15 -8
2013 9 5 2 2 55,56 15 7 +8
2013 Confederations Cup 5 2 1 2 40,00 14 6 +8
2014 Mondiale Ottavi di finale 4 2 0 2 50,00 4 6 -2
giu. 2015 Copa América Quarti di finale 4 1 1 2 25,00 2 3 -1
2015 Qual. Mondiale 2º, qualificato 4 3 0 1 75,00 9 2 +7
2016 8 4 2 2 50,00 15 9 +6
2017 6 2 2 2 33,33 8 9 -1
giu. 2016 Copa América Centenario 3º nel gruppo C 3 1 0 2 33,33 4 4 0
2018 Mondiale Quarti di finale 5 4 0 1 80,00 7 3 +4
Dal 2006 Amichevoli 15 11 3 1 73,33 29 12 +17
Totale Uruguay 126 61 29 36 48,41 201 130 +71

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Peñarol: 1987
Boca Juniors: Apertura 1992
Boca Juniors: 1992

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Uruguay U-20: 1983
Uruguay: Argentina 2011

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2010, 2011
2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come direttore tecnico insieme all'allenatore Giorgio Morini.
  2. ^ Coppa America: il trionfo di Tabarez, Blitz Quotidiano, 25 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011.
  3. ^ Oscar Tabarez è il miglior allenatore del 2011, quotidiano.net, 2 gennaio 2012.
  4. ^ Russia 2018, l’Uruguay piega l’Ecuador. Poker del Perù. Vinotinto, che Martinez!, su gazzetta.it. URL consultato il 28 marzo 2017.
  5. ^ LA RESA DI TABAREZ 'ERRORI NON SOLO MIEI', La Repubblica, 3 dicembre 1996.
  6. ^ L'Uruguay sogna di tornare grande, La Stampa, 24 maggio 2010. URL consultato il 4 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2010).
  7. ^ Il maestro Tabarez chiede all'Uruguay l'impresa più grande, Corriere della Sera, 24 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011 (archiviato dall'url originale).
  8. ^ Ha vinto l'Uruguay: il calcio ogni tanto ha un senso, Yahoo Eurosport, 26 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011.
  9. ^ Mondiali addio: Italia-Uruguay 0-1, gol decisivo di Godin, espulso Marchisio, su gazzetta.it. URL consultato il 25 giugno 2014.
  10. ^ Coppa America, Uruguay, Tabarez: "Eliminazione che fa male", La Gazzetta dello Sport, 10 giugno 2016.
  11. ^ Uruguay, Tabarez: "Soffro di neuropatia cronica, ma non mollo", su gazzetta.it, 19 luglio 2016. URL consultato il 27 giugno 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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