Óscar Tabárez

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Óscar Tabárez
Óscar Wáshington Tabárez.jpg
Nome Óscar Washington Tabárez Silva
Nazionalità Uruguay Uruguay
Altezza 172 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex calciatore)
Squadra Uruguay Uruguay
Ritirato 1979 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1967-1971 Sud América ? (?)
1972-1973 Deportivo Italiano ? (?)
1975 Mont. Wanderers ? (?)
1976 Fénix ? (?)
1976-1977 Puebla ? (?)
1977-1979 Bella Vista ? (?)
Carriera da allenatore
1980-1983 Bella Vista Giovanili
1983 Uruguay Uruguay U-20
1984 Danubio
1985-1986 Mont. Wanderers
1986-1987 Uruguay Uruguay U-20
1987 Peñarol
1988 Deportivo Cali
1988-1990 Uruguay Uruguay
1991-1993 Boca Juniors
1993-1994 Peñarol
1994-1995 Cagliari
1996 Milan DT[1]
1997-1998 Real Oviedo
1999 Cagliari
2000-2001 Vélez Sarsfield
2001-2002 Boca Juniors
2006- Uruguay Uruguay
Palmarès
Flag of PASO.svg Giochi panamericani
Oro Venezuela 1983
Coppa America calcio.svg Copa América
Argento Brasile 1989
Oro Argentina 2011
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 24 luglio 2011

Óscar Washington Tabárez Silva (Montevideo, 3 marzo 1947) è un allenatore di calcio ed ex calciatore uruguaiano, attuale commissario tecnico della Nazionale uruguaiana. In patria è soprannominato El Maestro, anche in riferimento alla sua passata carriera di insegnante[2].

Il 2 gennaio 2011 gli viene conferito il premio di Commissario tecnico dell'anno IFFHS con 200 punti. Dietro di lui Vicente del Bosque con 186 punti e Joachim Löw con 169 punti[3].

Il 25 marzo 2016 Tabárez supera Francisco Maturana, diventando il commissario tecnico con più panchine nelle qualificazioni della zona CONMEBOL al campionato del mondo, 47, tutte con una sola nazionale.

Tabárez è il quinto allenatore per numero di presenze in Copa América (26 partite), torneo di cui ha partecipato a 5 edizioni (1989, 2007, 2011, 2015 e 2016). È attualmente, insieme al tedesco Joachim Löw, il commissario tecnico in carica da più tempo, entrambi alla guida delle loro nazionali dal 2006.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Sudamerica[modifica | modifica wikitesto]

La sua esperienza come allenatore inizia in Sudamerica nei primi anni ottanta con i giovani del Bella Vista e prosegue con la nazionale uruguaiana Under-20. Sarà poi anche l'allenatore di diverse squadre di alto livello nel campionato uruguaiano (Danubio, Montevideo Wanderers e Peñarol, con il quale vince la Coppa Libertadores 1987) e, per un biennio, della Nazionale maggiore, con la quale Tabárez prende parte ai Mondiali di Italia '90, uscendo agli ottavi di finale contro l'Italia.

Nell'autunno del 1991 varca i confini nazionali e per due anni allena il Boca Juniors in Argentina, centrando la vittoria del torneo di Apertura nella stagione 1992-1993, dopo un ottimo secondo posto l'anno precedente.

Italia e Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1994 arriva in Italia, diventando l'allenatore del Cagliari, condotto ad un discreto 9º posto in classifica.

Nell'estate 1996 assume la guida tecnica del Milan. Il debutto è nella sconfitta a San Siro contro la Fiorentina per la finale della Supercoppa italiana. All'undicesima giornata, il 1º dicembre, l'allenatore uruguaiano è esonerato dopo la sconfitta esterna contro il Piacenza (3-2), sostituito da Arrigo Sacchi.

Nel 1997-1998 è l'allenatore dell'Oviedo, in Primera División spagnola. Non riesce ad evitare la retrocessione del club, piazzatosi 18º.

Nel campionato di Serie A 1999-2000 è di nuovo alla guida del Cagliari, ma viene esonerato dopo 3 sconfitte ed un pareggio.

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 al 2002 è in Argentina, dove allena prima il Vélez Sarsfield e poi il Boca Juniors.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 ricopre l'incarico di commissario tecnico della Nazionale uruguaiana dopo l'esperienza del biennio 1988-1990.

Partecipando al campionato del mondo 2010, Tabarez diviene il secondo CT uruguaiano ad aver guidato la propria Nazionale in due diverse edizioni delle fasi finali dei Mondiali, eguagliando Juan López Fontana (1950 e 1954)[4]. Ai mondiali africani la sua squadra si comporta molto bene, qualificandosi al primo posto del girone A con 7 punti davanti a Messico, Sudafrica (4 punti a testa) e ad una più che deludente Francia (1 solo punto). Dopo aver superato la Corea del Sud agli ottavi ed il Ghana ai quarti dopo i calci di rigore, la sua squadra arriva in semifinale dove affronta l'Paesi Bassi, la quale, dopo aver battuto ai quarti lo strafavorito Brasile di Dunga, ha ragione anche dei sudamericani per 3-2, grazie ad un gol decisivo di Wesley Sneijder. L'Uruguay deve così accontentarsi della finale per il terzo posto con la Germania, dove però perderà per 3-2, centrando comunque un quarto posto mondiale che mancava dall'edizione 1970.

Il 24 luglio 2011 l'Uruguay batte il Paraguay per 3-0 nella finale della Copa América 2011 e vince così questo torneo dopo 16 anni dall'ultima volta; in merito a tale vittoria Tabárez viene unanimemente considerato dagli addetti ai lavori come il deus ex machina che ha plasmato questa squadra ad un successo non da tutti previsto alla vigilia della competizione[5][6].

Con la Celeste ottiene nuovamente - terza volta nella carriera di Tabárez - la qualificazione alla fase finale dei Mondiali. A Brasile 2014, nonostante la sconfitta inaspettata contro la Costa Rica (1-3), l'Uruguay raggiunge la fase a eliminazione diretta in virtù dei successi contro Inghilterra (2-1) e Italia (1-0)[7]. Il percorso della squadra si arresta negli ottavi al cospetto della nazionale colombiana, vittoriosa per 2-0.

Nella Copa América 2015 l'Uruguay di Tabárez supera la prima fase in qualità di migliore terza con una vittoria, un pari e una sconfitta, ma viene eliminato dai padroni di casa del Cile ai quarti di finale. Dopo la rissa nata tra le panchine alla fine del match Edinson Cavani e lo stesso CT rimediano una squalifica. Nella Copa América Centenario, disputata negli Stati Uniti l'anno seguente, l'Uruguay di Tabárez, nonostante l'assenza di Luis Suárez per infortunio, è tra le favorite per la vittoria finale, ma delude, rimediando una clamorosa eliminazione già nella prima fase. La stampa accusa il CT di non aver schierato, nell'ultimo decisivo match perso contro il Venezuela, la stella Suárez, presente in panchina seppur infortunato e visibilmente contrariato per la scelta del suo allenatore, che rivendica la scelta di non impiegare giocatori infortunati[8].

Nel luglio 2016 gli viene diagnosticata la sindrome di Guillain-Barré[9]. Il CT, la cui carriera è a rischio, riceve nelle immediate ore successive alla diffusione della notizia attestati di affetto da tutto il mondo del calcio.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Peñarol: 1987
Boca Juniors: Apertura 1992
Boca Juniors: 1992

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Uruguay U-20: 1983
Uruguay: Argentina 2011

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2010, 2011
2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come direttore tecnico insieme all'allenatore Giorgio Morini.
  2. ^ Coppa America: il trionfo di Tabarez, Blitz Quotidiano, 25 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011.
  3. ^ Oscar Tabarez è il miglior allenatore del 2011, quotidiano.net, 2 gennaio 2012.
  4. ^ L'Uruguay sogna di tornare grande, La Stampa, 24 maggio 2010. URL consultato il 4 giugno 2010.
  5. ^ Il maestro Tabarez chiede all' Uruguay l' impresa più grande, Corriere della Sera, 24 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ Ha vinto l'Uruguay: il calcio ogni tanto ha un senso, Yahoo Eurosport, 26 luglio 2011. URL consultato il 26 luglio 2011.
  7. ^ Mondiali addio: Italia-Uruguay 0-1, gol decisivo di Godin, espulso Marchisio, gazzetta.it. URL consultato il 25 giugno 2014.
  8. ^ Coppa America, Uruguay, Tabarez: "Eliminazione che fa male", La Gazzetta dello Sport, 10 giugno 2016.
  9. ^ Uruguay, Tabarez shock: ha la sindrome di Guillain-Barrè, La Gazzetta dello Sport, 13 luglio 2016.

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