Cesare Maldini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cesare Maldini
Cesare Maldini - AC Milan.jpg
Maldini al Milan nella stagione 1959-1960
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1967 - giocatore
2002 - allenatore
Carriera
Giovanili
1950-1952 Triestina
Squadre di club1
1952-1954 Triestina 32 (0)
1954-1966 Milan 347 (3)
1966-1967 Torino 33 (0)
Nazionale
1960-1963 Italia Italia 14 (0)
Carriera da allenatore
1967-1971 Milan Coll. Tecnico
1971-1972 Milan Vice
1972-1974 Milan [1]
1974-1976 Foggia
1976-1977 Ternana
1979-1980 Parma
1980-1986 Italia Italia Vice
1986-1996 Italia Italia U-21
1996-1998 Italia Italia
2001 Milan DT[2]
2001-2002 Paraguay Paraguay
Palmarès
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Oro Italia 1992
Oro Francia 1994
Oro Spagna 1996
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Cesare Maldini (Trieste, 5 febbraio 1932Milano, 3 aprile 2016) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.

Padre di Paolo Maldini, da giocatore fu una bandiera del Milan, vestendo la fascia di capitano sia dei rossoneri sia della Nazionale. Da allenatore guidò sia l'Under-21 italiana sia la Nazionale maggiore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cesare Maldini nacque nel rione Servola di Trieste da una famiglia di origine slovena,[3] il cui cognome «Mladić» venne italianizzato in «Maldini» durante il fascismo.[4]

Sposatosi il 26 giugno 1962 con Marisa (deceduta il 28 luglio 2016[5]), la coppia ebbe sei figli, dapprima tre femmine e poi tre maschi,[6] tra cui Paolo il quale seguirà con successo le orme paterne nel mondo del calcio.[7] Nell'ultima parte della vita, divenne noto alle nuove generazioni anche grazie all'imitazione che ne propose l'amico Teo Teocoli.[8]

Scomparve la notte tra il 2 e il 3 aprile 2016 nella sua casa di Milano, all'età di ottantaquattro anni;[9] il giorno stesso, in suo ricordo, venne osservato un minuto di silenzio su tutti i campi della Serie A, mentre il Milan giocò con il lutto al braccio la trasferta di Bergamo contro l'Atalanta.[10] Le esequie vennero celebrate il 5 aprile seguente nella basilica di Sant'Ambrogio.[11] Il 27 maggio 2016, un parco nei pressi dello stadio Giuseppe Meazza di Milano è stato intitolato congiuntamente alla memoria di Cesare Maldini e Giacinto Facchetti.[12][13]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Protagonista di una parabola che sarà del tutto simile a quella del figlio Paolo,[14] Cesare Maldini salì alla ribalta come terzino,[15] impiegato indifferentemente sia sulla fascia sinistra sia su quella destra,[16] per poi andare a ricoprire stabilmente negli anni conclusivi il ruolo di libero:[14] «e giocar da libero mi ha allungato la carriera».[16] Calciatore che aveva nella duttilità uno dei suoi punti di forza,[15] ben si disimpegnò anche quando impiegato da centromediano (in un sistema di gioco metodista)[6] o stopper,[15] occupando in tal caso una posizione che lo vedeva penultimo baluardo della squadra davanti al solo portiere.[6]

Considerato uno dei migliori difensori italiani della sua generazione,[15] i giornali dell'epoca lo descrissero come un atleta dall'ottimo fisico, abile di testa, con un buon tocco di palla – «la sua tecnica è sopraffina, preferisce il fioretto alla clava» seppur, per sua stessa ammissione, a volte «mi scappava la randellata» – nonché abile a leggere i tempi dell'azione:[6] «io m'inserivo, dialogavo anche stretto, non avevo paura di passare la metà campo».[16] Personalità molto carismatica, fin dalla giovane età emerse come leader dello spogliatoio[6]Nereo Rocco soleva uscirsene con un «parlé col mio capitano» quando voleva chiudere una discussione[17] –, tanto che tecnici e compagni di squadra fecero sovente affidamento a lui come allenatore in campo. Tra le sue pecche, talvolta eccedeva in sicurezza e leziosità, incappando in amnesie difensive che fecero nascere nel gergo calcistico del tempo il neologismo di maldinate.[6]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Tatticamente, allenando l'Italia, Maldini puntò sull'utilizzo della marcatura a uomo e del libero, anche se a volte provò la difesa a quattro in linea.[18]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizi e Triestina[modifica | modifica wikitesto]
Maldini e l'allenatore Nereo Rocco (in piedi, al centro) nella Triestina della stagione 1953-1954

Iniziò a giocare a calcio da bambino nel ricreatorio del rione Servola.[19] Qui, all'età di tredici anni, impressionò favorevolmente il massaggiatore della Triestina il quale lo fece provinare presso la società alabardata, dove all'interno della stessa compì poi tutta la trafila delle formazioni giovanili, superando in questi anni anche l'ostacolo fisico di una pleurite che rischiava di precludergli la futura carriera calcistica.[16]

Nei primi anni 1950, diciassettenne, ebbe modo di conoscere per la prima volta Nereo Rocco, destinato a diventare una figura ricorrente della carriera e ancor più della vita di Maldini. Proprio il paròn decise in questi anni di aggregarlo stabilmente alla prima squadra, seppur l'esordio da professionista avvenne poi agli ordini di Mario Perazzolo il 24 maggio 1953, all'età di ventuno anni, per la sfida di Serie A sul campo del Palermo.[19] La stagione dopo divenne titolare[6] e, nonostante la giovane età, eletto capitano della formazione giuliana tornata dopo tre anni nelle mani di Rocco.[20]

Milan e ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]
Maldini (in piedi, secondo da sinistra) nell'undici milanista vincitore della Coppa Latina 1956

Messosi definitivamente in luce nell'annata 1953-1954, nell'estate seguente l'allenatore Béla Guttmann ne avallò l'acquisto da parte del Milan – «questo ragazzo è da Milan e nel Milan giocherà» –,[6] club in cui Maldini militò per le successive dodici stagioni. Approdato in rossonero inizialmente come riserva di elementi quali Bergamaschi, Silvestri, Tognon e Zagatti, proprio approfittando di un doppio infortunio occorso a Tognon e Pedroni ebbe modo di esordire in una sfida interna all'Arena Civica contro il Venezia, rimanendo da allora stabilmente nell'undici titolare.[16]

Impiegato dal tecnico magiaro come centromediano, in seguito alla fine degli anni 1950, sotto la guida di Gipo Viani, sperimentò brevemente la difesa a zona giocando in linea con un giovane Salvadore[16] – con il quale ben presto emerse un dualismo al centro della difesa meneghina, dato che «i due si somigliavano parecchio, come stile e modo di giocare», e che alla fine vide il più esperto Maldini prevalere[21] –, mentre all'inizio del decennio seguente puntellò una retroguardia che lo vide stavolta giostrare da libero tra David e Trebbi.[14]

Maldini e Omar Sívori prima di uno Juventus-Milan del 1962

Il 1961 fu un anno importante dal punto di vista professionale e umano, in quanto da una parte ottenne la fascia di capitano del sodalizio rossonero, e dall'altra ritrovò come allenatore il suo «padre putativo»,[15] Nereo Rocco; proprio Maldini, divenuto nel frattempo una delle voci più autorevoli dello spogliatoio milanista, risultò decisivo nel convincere uno sfiduciato paròn a proseguire l'avventura meneghina dopo i difficili primi mesi, facendo così le fortune dei due triestini nonché della squadra lombarda.[6][19]

Negli anni a Milano il difensore mise in bacheca quattro scudetti, una Coppa Latina e, soprattutto, la Coppa dei Campioni alzata il 22 maggio 1963 a Wembley, dopo aver battuto in finale il Benfica di Eusébio:[14] si trattò di un successo storico, il primo dei rossoneri – nonché di un club italiano – nella manifestazione, che ruppe la fin lì egemonia iberica nell'albo d'oro della coppa.[22] Lasciò il Milan dopo aver disputato nelle sue file 347 partite e segnato 3 gol, sicché nella sua ultima stagione agonistica, 1966-1967, andò a difendere i colori del Torino, ancora agli ordini di Rocco.[20]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Maldini (secondo da sinistra) in Nazionale nel 1962, assieme al CT Fabbri e ai compagni Pascutti, Orlando, Fogli e Sormani.

Disputò 14 partite nella Nazionale italiana, con cui esordì il 6 gennaio 1960 nella sfida di Coppa Internazionale contro la Svizzera (3-0). Prese poi parte al campionato del mondo 1962 in Cile, scendendo in campo in due occasioni. Fu inoltre capitano della rappresentativa italiana nel biennio 1962-1963, non ottenendo tuttavia risultati di rilievo in maglia azzurra anche per via dello scadimento tecnico del calcio italiano che perdurò dal secondo dopoguerra fino ai primi anni 1960.[14]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi e Milan[modifica | modifica wikitesto]

Al termine dell'attività agonistica, inizialmente Maldini rimase in seno al Milan lavorando dal 1967[15] come assistente di Nereo Rocco[23] – il quale lo prese sotto la sua ala protettiva[15] assieme a Gigi Radice e Giovanni Trapattoni, gli «allievi» che più vedeva come suoi eredi in panchina[23] –, per poi intraprendere dal 1971 la carriera di allenatore. In tale anno divenne il vice del paròn in rossonero, subentrando poi l'anno dopo da tecnico in prima,[15] affiancando Rocco passato nel frattempo al ruolo di direttore tecnico.

Maldini sulla panchina del Parma a fine anni 1970

Nella stagione 1972-1973 conquistò un double continentale vincendo Coppa Italia e Coppa delle Coppe, superando in finale, rispettivamente, Juventus e Leeds Utd, ma incappò suo malgrado anche nella Fatal Verona, ovvero l'inaspettata sconfitta sul campo degli scaligeri che, all'ultimo turno, costò al Milan il possibile scudetto della stella: un passo falso rimasto nella storia del calcio italiano e che, a posteriori, finì per precludergli un prosieguo di carriera ad alti livelli sulle panchine delle squadre di club.[14][15] Dopo tre annate a Milano, nella seconda metà degli anni 1970 passò infatti con alterni risultati[15] alla guida di provinciali quali Foggia, Ternana e infine Parma; formazione, quest'ultima, che Maldini riportò nel 1979 in Serie B dopo un vittorioso spareggio-promozione contro la "sua" Triestina,[24] contribuendo inoltre in Emilia alla crescita di un giovane Carlo Ancelotti.

Nazionale e ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Intrapresa la carriera federale,[14] nel 1980 venne scelto dal presidente della Federcalcio Federico Sordillo come allenatore in seconda del commissario tecnico dell'Italia, Enzo Bearzot, prendendo il posto del concittadino Memo Trevisan;[23] mantenne tale incarico fino al 19 giugno 1986,[25] partecipando in questa veste alla vittoria azzurra nel campionato del mondo 1982 in Spagna.

Maldini nel 1992, CT dell'Italia Under-21.

Per il successivo decennio assunse quindi l'incarico di CT dell'Italia Under-21, con cui negli anni 1990 si laureò per tre edizioni consecutive campione europeo. Nel dicembre del 1996 venne promosso alla guida della rappresentativa maggiore in vista del campionato del mondo 1998,[16] ritrovandosi nella più unica che rara situazione di allenare una Nazionale capitanata dal figlio Paolo;[7] lasciò l'incarico dopo l'eliminazione subìta in tale manifestazione ai quarti di finale, ai tiri di rigore, a opera della Francia padrona di casa e futura campione del mondo.[26]

Il 2 febbraio 1999 assunse il ruolo di capo e coordinatore degli osservatori del Milan.[27][28] Il 14 marzo 2001 andò a sedere temporaneamente sulla panchina della prima squadra rossonera come direttore tecnico, affiancando l'allenatore Mauro Tassotti in sostituzione dell'esonerato Alberto Zaccheroni:[29] durante i soli tre mesi della loro gestione, di rilevanza fu la storica vittoria 6-0 nel derby di Milano dell'11 maggio.[30] Il 17 giugno, alla fine di un campionato concluso al sesto posto, ritornò inizialmente al suo ruolo dirigenziale, sostituito da Fatih Terim;[31] tuttavia il 19 giugno gli venne assegnato l'incarico di consigliere tecnico dell'allenatore turco.[32][33]

Il 27 dicembre diventò commissario tecnico del Paraguay in vista del campionato del mondo 2002 in Corea del Sud e Giappone.[34][35] Riuscì a qualificare la Nazionale sudamericana per la fase finale della rassegna iridata, divenendo il più vecchio allenatore del torneo all'età di settanta anni (record poi battuto di un anno, nel 2010, da Otto Rehhagel): si dimise il 15 giugno 2002, dopo l'eliminazione agli ottavi di finale contro i futuri finalisti della Germania.[36]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 ricoprì il ruolo di opinionista sportivo per BeIN Sports assieme ad Alessandro Altobelli.[20]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

[37][38]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1952-1953 Italia Triestina A 1 0 - - - - - - - - - 1 0
1953-1954 A 31 0 - - - - - - - - - 31 0
Totale Triestina 32 0 - - - - - - 32 0
1954-1955 Italia Milan A 27 1 - - - - - - CL 1 0 28 1
1955-1956 A 22 0 - - - CC 6 0 CL 2 0 30 0
1956-1957 A 21 1 - - - - - - CL 2 0 23 1
1957-1958 A 32 0 CI 3 0 CC 8 0 - - - 43 0
1958-1959 A 34 0 CI 1 0 - - - CA 1 0 36 0
1959-1960 A 29 0 CI - - CC 4 0 CA 1 0 34 0
1960-1961 A 30 0 CI 2 0 - - - CA 2 0 34 0
1961-1962 A 34 1 CI - - CdF 2 0 CA - - 36 1
1962-1963 A 31 0 CI 1 0 CC 9 0 CA 2 0 43 0
1963-1964 A 22 0 CI 1 0 CC 3 0 CInt 3 0 29 0
1964-1965 A 34 0 CI - - CdF 2 0 - - - 36 0
1965-1966 A 31 0 CI 1 0 CdF 8 0 - - - 40 0
Totale Milan 347 3 9 0 42 0 14 0 412 3
1966-1967 Italia Torino A 33 0 CI 3 0 - - - CdA 3 0 39 0
Totale carriera 412 3 12 0 42 0 17 0 451 3

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
06/01/1960 Napoli Italia Italia 3 – 0 Svizzera Svizzera Coppa Internazionale -
25/04/1961 Bologna Italia Italia 3 – 2 Irlanda del Nord Irlanda del Nord Amichevole -
15/10/1961 Tel Aviv Israele Israele 2 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1962 -
04/11/1961 Torino Italia Italia 6 – 0 Israele Israele Qual. Mondiali 1962 -
05/05/1962 Firenze Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Amichevole -
31/05/1962 Santiago del Cile Italia Italia 0 – 0 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1962 - 1º Turno -
07/06/1962 Santiago del Cile Italia Italia 3 – 0 Svizzera Svizzera Mondiali 1962 - 1º Turno -
11/11/1962 Vienna Austria Austria 1 – 2 Italia Italia Amichevole - cap.
02/12/1962 Bologna Italia Italia 6 – 0 Turchia Turchia Qual. Euro 1964 - cap.
27/03/1963 Istanbul Turchia Turchia 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1964 - cap.
12/05/1963 Milano Italia Italia 3 – 0 Brasile Brasile Amichevole - cap.
09/06/1963 Vienna Austria Austria 0 – 1 Italia Italia Amichevole - cap.
13/10/1963 Mosca URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1964 - cap.
Totale Presenze 14 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fino al febbraio del 1974 insieme al direttore tecnico Nereo Rocco.
  2. ^ Come direttore tecnico insieme all'allenatore Mauro Tassotti.
  3. ^ (SL) Cesare Maldini, sin slovenskih staršev iz Škednja, su primorski.it, 5 aprile 2016.
  4. ^ (EN) Gautam Ramachandran, Paolo Maldini - The greatest defender of all time, su sportskeeda.com, 26 giugno 2015.
  5. ^ Milano, nuovo lutto in casa Maldini: 4 mesi dopo la morte di Cesare si spegne la moglie Marisa, su milano.repubblica.it, 28 luglio 2016.
  6. ^ a b c d e f g h i Germano Bovolenta, Difensore, allenatore e papà. Gli 80 anni di Cesare Maldini, su gazzetta.it, 4 febbraio 2012.
  7. ^ a b Nicola Cecere, Maldini, dalla Coppa Campioni a c.t. del figlio: una carriera straordinaria, su gazzetta.it, 3 aprile 2016.
  8. ^ Francesco Saverio Intorcia, Teo Teocoli: “La nostra amicizia e i nostri aperitivi eppure mi sgridò”, su repubblica.it, 4 aprile 2016.
  9. ^ E' morto Cesare Maldini, su raisport.rai.it, 3 aprile 2016.
  10. ^ Morte Cesare Maldini, minuto di silenzio su tutti i campi. L'Inter: "Addio ad un grande avversario", su repubblica.it, 3 aprile 2016.
  11. ^ Cesare Maldini, i funerali a Sant'Ambrogio, su corriere.it, 5 aprile 2016.
  12. ^ Una targa per Maldini e Facchetti: il ricordo vicino a San Siro, su ilgiorno.it, 27 maggio 2016.
  13. ^ Milano, all'ombra di San Siro nasce il giardino Facchetti-Maldini: l'inaugurazione, su repubblica.it, 27 maggio 2016.
  14. ^ a b c d e f g Stefano Olivari, Cesare Maldini (1932-2016), su blog.guerinsportivo.it, 3 aprile 2016.
  15. ^ a b c d e f g h i j Costa
  16. ^ a b c d e f g Gianni Mura, "Io, mister buonsenso", in la Repubblica, 10 gennaio 1997.
  17. ^ Garanzini, Altafini nell'armadietto, p. 84
  18. ^ Giancarlo Padovan e Franco Melli, Per Baggio solo trequarti di posto, in Corriere della Sera, 8 settembre 1997, p. 40. (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2014).
  19. ^ a b c «Io, “mulo de Servola” che sognava l'alabarda», su ilpiccolo.gelocal.it, 4 aprile 2016.
  20. ^ a b c Roberto Degrassi, Cesare Maldini: 80 anni e vivo di calcio, su ilpiccolo.gelocal.it, 5 febbraio 2012.
  21. ^ Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Sandro SALVADORE, su tuttojuve.com, 29 novembre 2013.
  22. ^ Claudio Gregori, 22 maggio 1963: il Milan conquista la prima Coppa dei Campioni. La favola dell'Abatino e del Coniglio, su gazzetta.it, 20 maggio 2013.
  23. ^ a b c Garanzini, Quando Maldini gli parlò di Cruyff, p. 161
  24. ^ Ritorno in Serie B: lo spareggio di Vicenza con la Triestina, su storiadelparmacalcio.com.
  25. ^ Bearzot, il giorno dell'addio, in la Repubblica, 19 giugno 1986.
  26. ^ L'addio di Cesare Maldini, su repubblica.it, 22 luglio 1998.
  27. ^ Serie A, il giorno degli esoneri, su repubblica.it, 2 febbraio 1999.
  28. ^ Nuovo incarico al Milan per l'ex cittì Cesare Maldini «cerca talenti», in La Nuova Sardegna, 3 febbraio 1999.
  29. ^ Milan, si cambia. Berlusconi licenzia Zac, su repubblica.it, 14 marzo 2001.
  30. ^ L'Inter crolla nel derby, il Milan passa sei volte, su repubblica.it, 11 maggio 2001.
  31. ^ Enrico Curro e Gianni Piva, L'addio di Maldini e Tardelli, l'ex ct sta pensando all'Arabia, in la Repubblica, 17 giugno 2001.
  32. ^ Cesare Maldini farà l'osservatore, in la Repubblica, 19 giugno 2001.
  33. ^ Alberto Costa, Il Milan di Berlusconi vota la fiducia a Terim, in Corriere della Sera, 19 giugno 2001, p. 41. (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2015).
  34. ^ Maldini e Dossena, due italiani per la nazionale del Paraguay, su repubblica.it, 26 dicembre 2001.
  35. ^ Gaia Piccardi, Maldini prenota il suo quarto Mondiale, in Corriere della Sera, 27 dicembre 2001, p. 38. (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2015).
  36. ^ Mondiali: Cesare Maldini, torno a Milano, su adnkronos.com.
  37. ^ Cesare MALDINI, su magliarossonera.it.
  38. ^ Maldini Cesare, su archiviotoro.it. (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Costa, MALDINI, Cesare, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  • Gigi Garanzini, Nereo Rocco - La leggenda del paròn continua, nuova edizione, Milano, Mondadori, 2012, ISBN 978-88-04-62327-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]