Angelo Peruzzi

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Angelo Peruzzi
Angelo Peruzzi - Juventus FC 1996-97.jpg
Peruzzi alla Juventus nel 1996
Nazionalità Italia Italia
Altezza 181[1] cm
Peso 88[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 20 maggio 2007 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-19?? Roma
Squadre di club1
1987-1989 Roma 13 (-16)
1989-1990 Verona 29 (-38)
1990-1991 Roma 3 (-3)
1991-1999 Juventus 208 (-192)
1999-2000 Inter 33 (-31)
2000-2007 Lazio 192 (-196)
Nazionale
1989-1992 Italia Italia U-21 10 (-?)
1992 Italia Italia olimpica 2 (-?)
1995-2006 Italia Italia 31 (-17)
Carriera da allenatore
2008-2010 Italia Italia Coll. tecnico
2010-2012 Italia Italia U-21 Vice
2012 Sampdoria Vice
Palmarès
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Oro 1992
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Germania 2006
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 17 dicembre 2012

Angelo Peruzzi (Blera, 16 febbraio 1970) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere, club manager della Lazio. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006.

Nel novero dei migliori portieri italiani di sempre,[2][3][4] è stato uno dei massimi esponenti del ruolo negli anni 1990 e 2000.[5][6][7][8] A livello di club ha ottenuto i maggiori successi con la maglia della Juventus, conquistando tre campionati di Serie A, due Supercoppe di Lega, una Coppa Italia, una UEFA Champions League, una Supercoppa UEFA, una Coppa Intercontinentale e una Coppa UEFA. Al suo attivo ha altre due coppe nazionali, vinte rispettivamente con le maglie di Roma e Lazio, e una terza Supercoppa di Lega, vinta sempre con la Lazio.

In nazionale ha totalizzato 31 presenze, disputando il campionato d'Europa 1996 da titolare, il campionato d'Europa 2004 da terzo portiere e il vittorioso Mondiale 2006 da secondo; ha saltato per infortunio il campionato del mondo 1998, per il quale era stato convocato come titolare. Prima di approdare nella nazionale maggiore, ha preso parte agli Europei Under-21 del 1990 e del 1992, vincendo, da riserva, quest'ultima edizione; nello stesso anno ha partecipato ai Giochi olimpici di Barcellona.

A livello individuale si è aggiudicato per tre volte l'Oscar del calcio AIC come miglior portiere della Serie A;[9] nel 1997 è stato inserito nella lista dei 50 candidati al Pallone d'oro, classificandosi 29º,[10][11] ed è risultato 2º (primo tra gli europei) nella classifica IFFHS di miglior portiere dell'anno.[12] La stessa IFFHS lo ha annoverato tra i più forti portieri europei del XX secolo[13] e tra i migliori in assoluto del periodo 1987-2011,[7] collocandolo al 30º posto in entrambe le graduatorie.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

« Sembra la smentita in carne (pardon, muscoli) e ossa di quel vecchio detto secondo cui per fare i portieri bisogna essere un po' svitati, se non proprio matti. Angelo Peruzzi è l'esatto contrario di tutto questo. »

(Salvatore Lo Presti, La Gazzetta dello Sport, 18 ottobre 1997)
Peruzzi in maglia juventina nel 1997, mentre si oppone al romanista Totti pochi secondi dopo avergli respinto il precedente tiro: un doppio intervento annoverato tra i più belli nella storia del calcio.[14]

Soprannominato Tyson[15][16] o più amichevolmente Cinghialone[8][17] in virtù della notevole potenza muscolare,[18][19] Peruzzi era un portiere dal repertorio completo,[10][20][21] dotato di buona presa,[22] riflessi pronti[22] e ottimo senso del piazzamento.[23] Talento precoce,[24] valido tecnicamente[25] e dal carattere forte,[6][21][26] dava il meglio di sé nelle uscite basse[21] — gesto tecnico in cui aveva pochi eguali al mondo[8][27] — e infondeva sicurezza nella retroguardia;[28] ciò grazie anche alla sua capacità di agire da sweeper-keeper,[29][30][31] producendosi in tempestivi scatti fuori dall'area di rigore per fermare l'avversario lanciato a rete.[22][32]

A dispetto di eccellenti doti acrobatiche,[25] aveva uno stile essenziale[20][33] e preferiva ridurre al minimo i tuffi, muovendosi molto sulla linea di porta: era infatti dell'avviso che ciò facesse apparire più semplici le sue parate, costituendo un vantaggio psicologico nei confronti degli attaccanti.[34] Adatto al gioco a zona[31][35] e abile nell'opporsi ai rigori,[36][37] si rivelava spesso decisivo con pochi, importanti interventi anche quando restava a lungo inoperoso.[30][38] Per via della sua affidabilità, sul finire degli anni 1990 era ritenuto da molti il miglior portiere in circolazione;[5][28][39][40] il suo rendimento è rimasto costantemente elevato anche negli anni 2000.[41][42]

Pur non essendo particolarmente avvezzo al gioco coi piedi,[25][34] riuscì ugualmente ad adeguarsi alle innovazioni regolamentari dei primi anni 1990,[43] che tra le altre cose impedirono agli estremi difensori di toccare il pallone con le mani su retropassaggio volontario di un compagno.[44] Tra i suoi punti deboli vi erano la tendenza agli infortuni muscolari[8][10] e la statura relativamente ridotta, che ne limitava l'efficacia nelle uscite alte,[45][46][47] spesso finalizzate alla respinta piuttosto che alla presa.[21] Sebbene non gli facessero difetto carisma e personalità,[6][26][48] in qualche occasione è stato definito fin troppo misurato per dirigere efficacemente la difesa;[18][22][49] era comunque opinione diffusa che la sua compostezza fosse uno dei suoi punti di forza,[28][33] unitamente alle qualità caratteriali e umane, per le quali era molto stimato dai compagni di squadra.[41][50][51][52]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Roma e Verona[modifica | modifica wikitesto]
Un giovane Peruzzi alla Roma tra gli anni 1980 e 1990

Cresciuto nelle giovanili della Roma, esordisce in Serie A a 17 anni, il 13 dicembre 1987, sostituendo il portiere titolare Franco Tancredi, colpito da un petardo lanciato dagli spalti.[53] La stagione successiva si propone come alternativa allo stesso Tancredi, collezionando 12 presenze in campionato, 7 in Coppa Italia e una in Coppa UEFA.

Nella stagione 1989-1990 a 19 anni passa in prestito al Verona, dove gioca come titolare, collezionando 29 presenze. A fine stagione il Verona retrocede in Serie B.

Peruzzi torna in forza alla Roma per il campionato 1990-1991, iniziato da titolare. Tuttavia dopo tre giornate risulta protagonista insieme ad Andrea Carnevale di un episodio di doping[54] risultando positivo alla fentermina e viene pertanto squalificato per dodici mesi.[55]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]
1991-1995[modifica | modifica wikitesto]
Peruzzi all'inizio della stagione 1992-1993, la sua seconda alla Juventus, in cui divenne titolare della porta bianconera.

Scontata la squalifica, nella stagione 1991-1992 passa per 4,5 miliardi di lire[56] alla Juventus, in cui si affermerà — dopo un periodo di assestamento[18][57] — come uno dei migliori portieri della sua generazione.[5][28][39][40]

Nella prima stagione fa da riserva a Stefano Tacconi, il capitano della squadra alla sua ultima annata nel club. Fa il suo esordio in maglia bianconera nella gara d'andata dei quarti di finale di Coppa Italia contro l'Inter,[58] e da lì in poi disputerà il resto del torneo da titolare, con ottimo rendimento:[59] spiccano, fra gli altri episodi, la sua prestazione nel retour match coi nerazzurri, in cui resta in campo per tutta la gara malgrado la frattura del naso («bisogna concludere che la sua soglia del dolore è altissima», ha poi sentenziato il medico sociale),[60] e il rigore parato al milanista Franco Baresi durante la semifinale di ritorno.[58] Giunta in finale, la Juventus viene superata dal Parma con un complessivo 2-1 nonostante la vittoria nella partita di andata. Oltre che in Coppa Italia, Peruzzi colleziona 6 presenze anche in campionato, rimpiazzando stabilmente Tacconi a partire dalla 29ª giornata.[61]

Dalla stagione successiva diventa titolare fisso e, pur non disputando una grande annata sul piano personale,[18] ottiene il primo successo internazionale, con la vittoria in Coppa UEFA. L'anno seguente, nonostante un avvio di stagione incerto — che comunque non scalfisce la fiducia che il tecnico Trapattoni nutre nei suoi confronti[62] — e il rischio di vedersi affibbiata l'etichetta di «eterna promessa»,[57] migliora il proprio rendimento a tal punto da candidarsi al ruolo di terzo portiere della nazionale italiana al campionato del mondo 1994;[35][63] non sarà infine convocato per la competizione iridata, ma si rifarà l'anno successivo.

La stagione 1994-1995, infatti, gli vale la definitiva affermazione e l'esordio in nazionale,[29] di cui diverrà titolare scalzando Gianluca Pagliuca. Vince inoltre il suo primo scudetto, cui fa seguito la vittoria della Coppa Italia: nuovamente opposta al Parma, questa volta la Juventus si impone con un complessivo 3-0.

1995-1999[modifica | modifica wikitesto]
Peruzzi viene festeggiato da Del Piero al termine della finale di Champions League del 1996, in cui il portiere si rivelò decisivo nel vittorioso epilogo ai rigori: «L'unica cosa che stonava era quella maglia gialla con le stelle blu. Non mi piaceva. Sono sempre stato un tradizionalista: grigio o nero, come Zoff».[15]

Nella stagione 1995-1996 vince la Supercoppa italiana, battendo ancora il Parma, e soprattutto la Champions League; nella finale di Roma contro l'Ajax non appare immune da colpe in occasione del gol di Jari Litmanen, ma dopo che i tempi regolamentari e supplementari si chiudono sull'1-1, Peruzzi si riscatta ai tiri di rigore neutralizzando le conclusioni di Edgar Davids e Sonny Silooy, e risultando così decisivo per la conquista della coppa.[64]

Nella stagione seguente diviene vicecapitano della squadra;[65] in questa veste, complice il lungo infortunio che tiene lontano dai campi Antonio Conte,[66] solleva con la fascia al braccio la Coppa Intercontinentale[67] e la Supercoppa UEFA,[68] rispettivamente contro River Plate e Paris Saint-Germain. Oltre a ciò, conquista il suo secondo scudetto e giunge nuovamente in finale di Champions League, in cui la Juventus è sconfitta dal Borussia Dortmund: autore di parate decisive nei turni precedenti[30] — in particolar modo nella semifinale di ritorno contro l'Ajax, in cui aveva compiuto, a suo giudizio, l'intervento più difficile della sua carriera su un colpo di testa di Winston Bogarde[69] —, nell'ultimo atto del torneo Peruzzi incappa in una prestazione poco brillante,[70][71] subendo peraltro uno dei più bei gol nella storia delle finali europee, un pallonetto con cui Lars Ricken fissa il risultato sul 3-1 per i tedeschi.[72][73] Reduce comunque da un'annata di alto profilo,[30] l'estremo difensore juventino consegue diversi riconoscimenti individuali, tra cui il premio di migliore portiere AIC, il Guerin d'oro[74] e l'inserimento nella squadra ideale di France Football;[75] ottiene inoltre il secondo posto nella corsa al titolo di portiere dell'anno IFFHS[12] e la candidatura al Pallone d'oro (29ª posizione).[10]

Peruzzi nel 1997, nell'occasione capitano dei bianconeri,[68] mentre solleva il trofeo della Supercoppa UEFA.

Nella stagione 1997-1998, iniziata con la conquista della Supercoppa italiana, è campione d'Italia e finalista di Champions League per l'ultima volta in carriera: nell'atto conclusivo del torneo continentale, la Juventus si arrende al Real Madrid (0-1). Per il secondo anno consecutivo, Peruzzi viene eletto miglior portiere della Serie A[76] e classificato fra i primi dieci al mondo.[77]

Ormai annoverato tra i più forti numeri 1 nella storia del club torinese,[31][78] nel 1998-1999 gioca il suo ultimo campionato a difesa della porta bianconera: nel corso della stagione, rivelatasi deludente sul piano dei risultati,[79] matura infatti l'intenzione di chiudere la sua esperienza juventina, sia per ragioni economiche sia per la ricerca di nuovi stimoli.[78][80] Lascia Torino dopo 301 presenze complessive tra campionato e coppe, sostituito da Edwin van der Sar tra i pali bianconeri.[81]

Inter e Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 1999-2000 si trasferisce all'Inter, che lo acquista dalla Juventus per 28 miliardi di lire,[82] seguendo il suo allenatore Marcello Lippi e rimpiazzando Pagliuca quale nuovo numero 1 del club lombardo.[81] Nonostante l'ottimo rendimento sul piano personale[20][83][84] — finanche «straordinario» nella prima parte di campionato[85] —, in controtendenza rispetto alla scialba annata della squadra, la sua militanza in nerazzurro dura un solo anno, in cui il portiere totalizza 38 presenze.

Infatti nell'estate 2000, da una parte il ritorno a Milano dell'emergente Sébastien Frey reduce da una positivo prestito al Verona, e sui cui l'Inter sceglie di puntare per motivi anagrafici ed economici,[86] e dall'altra la volontà di Peruzzi di riavvicinarsi a casa per ragioni familiari,[87] determinano la sua cessione alla Lazio in cambio di 33 miliardi più il cartellino di Marco Ballotta.[88]

In maglia biancoceleste prende il posto del più anziano Luca Marchegiani, il quale diviene la sua riserva,[89] e nell'arco di sette anni colleziona 226 presenze, vincendo due trofei: la Supercoppa italiana 2000 contro l'Inter (4-3) e la Coppa Italia 2003-2004 contro la Juventus (2-0 e 2-2 nella doppia finale); il miglior risultato ottenuto in campionato è invece il terzo posto delle stagioni 2000-2001 e 2006-2007.

Autore di prestazioni di grande spessore,[42] in qualche occasione indossa anche la fascia da capitano. Il 20 maggio 2007, un mese dopo aver annunciato il suo imminente ritiro,[90] disputa l'ultima presenza della carriera, a 37 anni, subentrando nei minuti finali di Lazio-Parma (0-0). Si ritira dopo 620 incontri da professionista con i club (478 in Serie A). Il rendimento offerto nella sua ultima stagione da calciatore verrà premiato con la conquista del terzo Oscar del calcio AIC come miglior portiere.[91]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

« È un peccato che non abbia potuto giocare un Mondiale da titolare e credo lo meritasse. Ogni tanto pensavo che avere in panchina un portiere con le qualità, umane e tecniche, di Peruzzi fosse uno spreco. »

(Gianluigi Buffon[52])
Peruzzi (in piedi, primo da destra) agli esordi con la nazionale maggiore nel 1995

Ha preso parte a due Europei Under-21, nel 1990 e nel 1992, vincendo quest'ultima edizione. Ha anche partecipato al torneo olimpico di Barcellona 1992.

Escluso in extremis dall'elenco dei convocati per il campionato del mondo 1994 (gli viene preferito, come terzo portiere, Luca Bucci),[92][93] esordisce in nazionale il 25 marzo 1995, a 25 anni, in sostituzione dell'infortunato Gianluca Pagliuca:[94][95] la partita è Italia-Estonia (4-1), valida per le qualificazioni all'Europeo 1996. A partire dal settembre dello stesso anno, Peruzzi viene promosso titolare dal commissario tecnico Arrigo Sacchi,[94][96] e difende la porta azzurra durante il campionato d'Europa 1996, in cui l'Italia viene eliminata al primo turno.

Peruzzi in azzurro nel 1997, in azione durante le qualificazioni al campionato del mondo 1998.

Come nelle squadre di club, anche in nazionale la sua carriera è stata condizionata dagli infortuni, che hanno limitato le sue presenze.[8] Ha dovuto infatti saltare il campionato del mondo 1998, per il quale era stato convocato come titolare da Cesare Maldini, a causa di uno «stiramento al gemello interno della gamba sinistra», infortunio subìto a pochi giorni dall'inizio della competizione; al suo posto giocherà Pagliuca.[97]

Al termine del suddetto Mondiale, una volta ripresosi dall'infortunio, Peruzzi viene inizialmente confermato titolare dal nuovo CT Dino Zoff,[98] ma è presto scavalcato dall'emergente Gianluigi Buffon[51] e da Francesco Toldo.[99] Destinato, sulla carta, al ruolo di terza scelta e amareggiato per le scarse possibilità di impiego, rifiuta la convocazione al campionato d'Europa 2000:[100] decisione che, a posteriori, gli impedirà di contendere a Toldo la difesa della porta azzurra, poiché — come rivelatogli tempo dopo da Zoff — l'infortunio che costrinse il titolare designato Buffon a dare forfait a pochi giorni dall'inizio del torneo avrebbe potuto spingere il CT a ridefinire le gerarchie.[16]

Nel 2004, dopo cinque anni di assenza, rientra in nazionale sotto la gestione di Giovanni Trapattoni, accettando stavolta il ruolo di terzo portiere per il campionato d'Europa 2004. Infine, a 36 anni, conquista il campionato del mondo 2006 come secondo portiere dietro a Buffon, sotto la guida di Marcello Lippi;[101] pur senza scendere in campo, nell'occasione si distingue come figura di spicco dello spogliatoio azzurro, guadagnandosi l'apprezzamento dei più giovani compagni di nazionale.[41][52]

Conclude la carriera in nazionale con 31 presenze e 17 reti subite.

Allenatore e dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Peruzzi nel 2010

Dal 2008 al 2010 fa parte dello staff della nazionale, come collaboratore tecnico del CT Marcello Lippi. Il 22 ottobre 2010 è stato nominato vice allenatore della nazionale Under-21, all'interno dello staff guidato da Ciro Ferrara. Il 2 luglio 2012 segue il tecnico napoletano alla Sampdoria, dove diventa il vice della squadra blucerchiata; tuttavia, complici alcuni risultati negativi inanellati, il successivo 17 dicembre Ferrara viene esonerato con lo stesso Peruzzi.

Nel luglio 2016 torna alla Lazio in veste dirigenziale, andando a ricoprire il ruolo di club manager della squadra romana.[102]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 è stato eletto consigliere comunale del Comune di Blera, paese in cui è nato e dove è tornato a risiedere al termine della propria carriera di calciatore.[103]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nelle squadre di club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1987-1988 Italia Roma A 1 -0 CI 0 -0 - - - - - - 1 -0
1988-1989 A 12 -16 CI 7 -11 CU 1 -2 - - - 20 -29
1989-1990 Italia Verona A 29 -38 CI 1 -1 - - - - - - 30 -39
1990-1991 Italia Roma A 3 -3 CI 0 -0 CU 2 -1 - - - 5 -4
Totale Roma 16 -19 7 -11 3 -3 - - 26 -33
1991-1992 Italia Juventus A 6 -5 CI 6 -3 - - - - - - 12 -8
1992-1993 A 29 -44 CI 6 -8 CU 10 -5 - - - 45 -57
1993-1994 A 32 -23 CI 1 -1 CU 6 -4 - - - 39 -28
1994-1995 A 26 -22 CI 8 -7 CU 9 -6 - - - 43 -35
1995-1996 A 30 -26 CI 0 -0 UCL 10 -9 SI 1 -0 41 -35
1996-1997 A 29 -19 CI 2 -1 UCL 9 -6 SU+CInt 2+1 -2 + -0 43 -28
1997-1998 A 31 -25 CI 1 -1 UCL 11 -15 SI 1 -0 44 -41
1998-1999 A 25 -28 CI 0 -0 UCL 8 -6 SI 1 -2 34 -36
Totale Juventus 208 -192 24 -21 63 -51 6 -4 301 -268
1999-2000 Italia Inter A 33+1[104] -31 + -1[104] CI 4 -5 - - - - - - 38 -37
2000-2001 Italia Lazio A 29 -24 CI 0 -0 UCL 7 -9 SI 1 -3 37 -36
2001-2002 A 27 -30 CI 2 -4 UCL 8[105] -10[106] - - - 37 -44
2002-2003 A 30 -28 CI 0 -0 CU 6 -6 - - - 36 -34
2003-2004 A 27 -26 CI 0 -0 UCL 7[105] -7[107] - - - 34 -33
2004-2005 A 21 -26 CI 1 -2 CU 1 -2 SI 1 -3 24 -33
2005-2006 A 30 -38 CI 0 -0 Int 0 -0 - - - 30 -38
2006-2007 A 28 -24 CI 0 -0 - - - - - - 28 -24
Totale Lazio 192 -196 3 -6 29 -34 2 -6 226 -242
Totale carriera 478+1 -476 + -1 39 -44 95 -88 8 -10 621 -619

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
25-3-1995 Salerno Italia Italia 4 – 1 Estonia Estonia Qual. Euro 1996 -1
29-3-1995 Kiev Ucraina Ucraina 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
6-9-1995 Udine Italia Italia 1 – 0 Slovenia Slovenia Qual. Euro 1996 -
11-11-1995 Bari Italia Italia 3 – 1 Ucraina Ucraina Qual. Euro 1996 -1
15-11-1995 Reggio Emilia Italia Italia 4 – 0 Lituania Lituania Qual. Euro 1996 -
24-1-1996 Terni Italia Italia 3 – 0 Galles Galles Amichevole - Uscita al 46’ 46’
29-5-1996 Cremona Italia Italia 2 – 2 Belgio Belgio Amichevole -2
1-6-1996 Budapest Ungheria Ungheria 0 – 2 Italia Italia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
11-6-1996 Liverpool Russia Russia 1 – 2 Italia Italia Euro 1996 - 1º turno -1
14-6-1996 Liverpool Rep. Ceca Rep. Ceca 2 – 1 Italia Italia Euro 1996 - 1º turno -2
19-6-1996 Manchester Germania Germania 0 – 0 Italia Italia Euro 1996 - 1º turno -
22-1-1997 Palermo Italia Italia 2 – 0 Irlanda del Nord Irlanda del Nord Amichevole -
12-2-1997 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
29-3-1997 Trieste Italia Italia 3 – 0 Moldavia Moldavia Qual. Mondiali 1998 -
2-4-1997 Chorzów Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
30-4-1997 Napoli Italia Italia 3 – 0 Polonia Polonia Qual. Mondiali 1998 -
4-6-1997 Nantes Italia Italia 0 – 2 Inghilterra Inghilterra Torneo di Francia -2
10-9-1997 Tbilisi Georgia Georgia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
11-10-1997 Roma Italia Italia 0 – 0 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1998 -
15-11-1997 Napoli Italia Italia 1 – 0 Russia Russia Qual. Mondiali 1998 -
28-1-1998 Catania Italia Italia 3 – 0 Slovacchia Slovacchia Amichevole -
22-4-1998 Parma Italia Italia 3 – 1 Paraguay Paraguay Amichevole - Uscita al 46’ 46’
5-9-1998 Liverpool Galles Galles 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 2000 -
18-11-1998 Salerno Italia Italia 2 – 2 Spagna Spagna Amichevole -2
16-12-1998 Roma Italia Italia 6 – 2 World Stars World Stars Amichevole -2 Uscita al 46’ 46’
10-2-1999 Pisa Italia Italia 0 – 0 Norvegia Norvegia Amichevole -
28-4-2004 Genova Italia Italia 1 – 1 Spagna Spagna Amichevole -1 Ingresso al 46’ 46’
8-6-2005 Toronto Italia Italia 1 – 1 Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro Amichevole -1
3-9-2005 Glasgow Scozia Scozia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 2006 -1
7-9-2005 Minsk Bielorussia Bielorussia 1 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 2006 -1
8-10-2005 Palermo Italia Italia 1 – 0 Slovenia Slovenia Qual. Mondiali 2006 -
Totale Presenze (78º posto) 31 Reti -17

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Orlando, Roberto Baggio e Peruzzi festeggiano il successo della Juventus nella Coppa Italia 1994-1995 (in alto), e Ravanelli, Peruzzi, Rampulla e Sousa con la Champions League 1995-1996 vinta dal club bianconero (in basso).

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Roma: 1990-1991
Juventus: 1994-1995
Lazio: 2003-2004
Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998
Juventus: 1995, 1997
Lazio: 2000
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1992-1993
Juventus: 1995-1996
Juventus: 1996
Juventus: 1996

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Spagna 1992
Germania 2006

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Migliore portiere: 1997, 1998, 2007
1997
1996-1997, 1997-1998

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Collare d'oro al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al Merito Sportivo
— Roma, 23 ottobre 2006.[108]
Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[109]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Panini, 2001, p. 86.
  2. ^ (EN) Karel Stokkermans, Europe - Keeper of the Century, su IFFHS' Century Elections, rsssf.com, 30 gennaio 2000.
  3. ^ Pietro Pinelli, Peruzzi lascia dopo il Mondiale, in Corriere della Sera, 17 febbraio 2006, p. 11.
  4. ^ Rossano Donnini, La top 100 dei portieri, in Guerin Sportivo, novembre 2013.
  5. ^ a b c Maurizio Crosetti, Peruzzi e Konsel, vita da dimenticati, in la Repubblica, 16 settembre 1997.
  6. ^ a b c Enrico Currò, Nazionale, rebus Peruzzi. Forse il portiere torna a casa, su repubblica.it, 2 giugno 2004.
  7. ^ a b Buffon miglior portiere degli ultimi 25 anni, su repubblica.it, 25 gennaio 2012.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Nicola Calzaretta, I colori della vittoria, Pisa, Goalbook Edizioni, 2014, ISBN 978-88-908115-9-3.
  • Vito Galasso, L'Inter dalla A alla Z, Roma, Newton Compton, 2015, ISBN 978-88-541-8224-0.

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gol Parade: episodio 13, Le parate più belle di sempre, La Gazzetta dello Sport, Logos TV, RCS Quotidiani, 2002.

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