Claudio Lotito

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Claudio Lotito

Claudio Lotito (Roma, 9 maggio 1957) è un imprenditore italiano.

Dal 19 luglio del 2004 è il presidente della Lazio[1] e dal 26 luglio 2011 è anche proprietario, in società con Marco Mezzaroma, della Salernitana[2]. Eletto consigliere federale nel 2009, il 17 settembre 2010 è stato nominato componente del Comitato di Presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Viene sospeso a titolo in via cautelare dalle cariche di Consigliere Federale della FIGC e di componente del Comitato di Presidenza nel febbraio 2012. Il 7 dicembre la procura federale archivia il procedimento nei suoi confronti per violazione della clausola compromissoria, in relazione alla sospensione dalla carica di consigliere federale. Nel 2013 viene rieletto consigliere federale[3] Nel maggio 2018 ottiene un terzo mandato come consigliere federale[4] Nel novembre 2018 è stato inoltre eletto nel comitato di presidenza della FIGC[5].

A livello individuale, nel 2015 si è aggiudicato il premio Financial Fair Play (organizzato dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dall'associazione no profit DGS Sport&Cultura) per la rigorosa e meticolosa gestione del bilancio economico della Società Sportiva Lazio[6].

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma da una famiglia originaria di San Lorenzo a Pinaco, frazione di Amatrice in provincia di Rieti, da ragazzo gioca come portiere nella ASD Amatrice Calcio.[7] Diplomatosi presso il Liceo Classico Statale "Ugo Foscolo" di Albano Laziale e residente a Ciampino, ha conseguito una laurea in pedagogia alla Sapienza con il massimo dei voti; vive nella Villa San Sebastiano (Appia Antica, Roma), quartier generale dell'imprenditore capitolino. È proprietario di due imprese di pulizia, un'agenzia di vigilanza privata e un'altra di catering, che sul finire della Prima Repubblica si procuravano gran parte del fatturato aziendale grazie agli appalti degli enti locali e delle società a controllo pubblico: regione, provincia, comune, le unità sanitarie locali, gli ospedali[8].

Nel mondo del calcio[modifica | modifica wikitesto]

La presidenza della Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Il problema degli eccessivi debiti della Società Sportiva Lazio finisce quando la Lazio Events di Claudio Lotito alle ore 15:09 del giorno 19 luglio del 2004 partecipa all'aumento di capitale, deciso mesi prima, acquistando 18.268.506 nuove azioni della Lazio (che corrispondevano al 26,969% di tutte le azioni), spendendo circa 18,268 milioni di Euro. Contemporaneamente la cooperativa di lavoro Team Service Scarl di Innocenzi (considerato vicino a Lotito) arriverà al 2,667% delle azioni.

Celebre una delle prime dichiarazioni del neo presidente laziale:

«Ho preso questa squadra al suo funerale e l'ho portata in condizione di coma irreversibile. Spero presto di renderlo reversibile[9]»

Per risollevare la difficile situazione economica in cui versava la società, Lotito decise di avvalersi della legge 21 febbraio 2003 n. 27 (meglio nota come Decreto salva-calcio) approvata dal governo Berlusconi, per mezzo della quale ottenne la rateizzazione del debito pregresso con l'Agenzia delle Entrate (quantificato in 140 milioni di euro) su un arco di 23 anni[10], oltre a rilevanti sconti sulle penali[senza fonte]. Tale accordo, giudicato troppo favorevole alla Lazio, non venne accettato dal primo funzionario statale delegato a trattare, che si dimise e fu sostituito da un altro[senza fonte]. Gli sconti, come anche tutti quelli ottenuti da altre società calcistiche, erano stati originariamente considerati dalla UE aiuti di stato[11]; la legge fu quindi modificata ricevendo l'imprimatur della Commissione europea per la concorrenza[12][13]. Negli anni successivi Lotito ha proseguito un lungo percorso di risanamento del debito pregresso che ha riportato la Lazio in equilibrio economico-finanziario[14].

Da presidente della Lazio ha finora vinto tre Coppe Italia nelle stagioni 2008-2009, 2012-2013 e 2018-2019, due Supercoppe italiane nel 2009 e nel 2017, un Campionato Primavera nel 2012-2013, due Coppe Italia Primavera nel 2013-2014 e nel 2014-2015, una Supercoppa Primavera nel 2014.

L'esperienza a Salerno[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Lotito insieme all'ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca durante una intervista nel 2015 dopo la promozione matematica in Serie B

Il 21 luglio 2011 Lotito, affiancato dal cognato Marco Mezzaroma, fonda e diventa comproprietario dell'allora Salerno Calcio, società iscritta al campionato di Serie D[2].

Il 7 luglio 2012, dopo appena un anno dalla ricostruzione e con la risalita della squadra campana in Lega Pro Seconda Divisione, il duo Lotito-Mezzaroma acquista il logo ed i colori sociali dello storico sodalizio, ricostituendo di fatto la Salernitana che in data 14 aprile 2013, vincendo la gara esterna col Fondi per 5 a 1, ottiene la matematica promozione in Lega Pro Prima Divisione nonché la seconda consecutiva in soli due anni di gestione societaria.

Da comproprietario della Salernitana ha finora vinto il campionato di Serie D 2011-2012, girone G, il campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2012-2013, girone B, la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione 2013, la Coppa Italia Lega Pro nel 2014 ed il campionato di Lega Pro 2014-2015 nel girone C, che sancisce il ritorno in Serie B dei granata. Al primo anno in B si salva vincendo i play-out contro la Virtus Lanciano; seguono poi un decimo, un dodicesimo posto e un quindicesimo posto.

L'interesse per il Bari[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 luglio 2018 viene reso noto che il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha convinto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, superando con la sua SSC Bari le altre dieci proposte, tra cui quella di Lotito con la SS La Bari 1908 Srl, per la rinascita del Bari dopo il fallimento.[15]

L'ingresso in politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2018 viene candidato da Forza Italia (partito di centro-destra dell'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi) al Senato nel listino del collegio proporzionale, risultando non eletto.[16]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Arresto per appalti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 viene coinvolto in un'inchiesta della magistratura sugli appalti della regione Lazio ed in seguito arrestato in compagnia di un funzionario della Regione Lazio che, secondo i magistrati, rivelava all'imprenditore i coefficienti di massimo ribasso necessari ad aggiudicarsi la gara da 27 miliardi di lire per le pulizie nel triennio 1992-1995. I magistrati ritenevano anche che fosse socio occulto delle imprese vincitrici per favorire le società vicine ai partiti[8].

Coinvolgimento in Calciopoli[modifica | modifica wikitesto]

Processo sportivo: 4 mesi di squalifica[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire della stagione 2005/2006 viene coinvolto nello scandalo Calciopoli per illeciti commessi nel campionato precedente, cioè il primo della sua gestione. Il 14 luglio 2006 viene condannato dalla Commissione d'Appello Federale all'inibizione per 3 anni e 6 mesi e al pagamento di un'ammenda di 10.000 euro, mentre la Lazio è condannata alla retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005/2006, alla penalizzazione di 7 punti da scontare nel successivo campionato di serie B e ad un'ammenda di 40.000 euro[17].

Il 27 ottobre la Camera di Conciliazione ed Arbitrato del CONI comunica le sentenze definitive, condannando Lotito a quattro mesi di inibizione (pena ulteriormente ridotta rispetto alla sentenza d'appello della Corte Federale che lo condannava a due anni e sei mesi[18]). Per la Lazio viene confermata la sentenza d'appello che revocava la retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005-2006 condannando la società biancoceleste a 30 punti di penalizzazione, mentre i punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie A 2006/2007 passano, dagli 11 previsti dalla Corte Federale, a 3.

Processo penale: prescrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre 2011, nell'ambito del processo penale relativo allo scandalo di Calciopoli, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli 1 anno e 3 mesi e 25.000 euro di multa[19].

Nel marzo del 2012 la condanna passa a 18 mesi di reclusione e a 40.000 euro di multa[20].

Il 17 dicembre 2013 la Corte ha preso atto per Lotito e Della Valle della intervenuta prescrizione, come richiesto anche dalla Procura[21].

Aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2009 Claudio Lotito è stato condannato in 1º grado a due anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza sui titoli del club biancoceleste[22]. Nel gennaio 2014 il reato di aggiotaggio è prescritto, mentre la pena per l'omessa alienazione di partecipazioni dovrà essere rideterminata dalla corte di appello di Milano per decisione della Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione, la decisione vale per entrambi gli imputati Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma[23].

Il caso Iodice[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi giorni del febbraio 2015 Giuseppe Iodice, dirigente della squadra di calcio dell'Ischia Isolaverde, militante nello stesso girone della Salernitana, divulga una discussione telefonica tra lui e Lotito, in cui l'imprenditore capitolino afferma che la presenza di piccoli club in Serie A e B come il Carpi o il Frosinone è economicamente deleteria ed inoltre spara a zero su alcune autorità dello sport italiano[24]. Iodice il 20 febbraio consegna alla procura di Napoli un'altra registrazione di una telefonata con Lotito che lo denuncia alla procura di Roma per calunnia e diffamazione. Sulla vicenda apre un'inchiesta anche la procura federale della Figc e il procuratore Stefano Palazzi chiede ed ottiene dal superprocuratore Coni, il generale Cataldi, altri quaranta giorni di proroga alle indagini per appurare se le parole di Lotito con Iodice avessero avuto poi un seguito.

Il 10 giugno dello stesso anno Lotito viene indagato dalla procura di Napoli per tentata estorsione e vengono perquisite la sua abitazione,[25] quelle di Carlo Tavecchio (presidente FIGC) e Mario Macalli (presidente Lega Pro) e la sede della FIGC. Lotito avrebbe fatto avere ad alcune società della Lega Pro dei contributi in cambio dell'appoggio alla elezione di Mario Macalli a presidente[26].

Nel luglio 2015 si è avuta l'archiviazione del fascicolo sportivo riguardante il presidente della Lazio sul caso della telefonata al dg dell’Ischia Pino Iodice, su decisione del procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi[27].

Nel febbraio del 2017 la Procura della Repubblica di Napoli ha chiesto e ottenuto l'archiviazione anche del procedimento penale aperto nel 2015 a carico di Claudio Lotito concernente l'ipotesi di tentata estorsione collegata al medesimo episodio[28].

Il caso Infront e l'ostacolo alla Covisoc[modifica | modifica wikitesto]

Un'intercettazione telefonica nell'ambito di un'inchiesta su corruzione e infiltrazioni mafiose nella Lega Pro rivelerebbe che Claudio Lotito, oltre a ricattare i vertici della Lega Calcio, sarebbe - insieme ad Adriano Galliani - coinvolto nella Infront, società che gestisce i diritti televisivi della Lega Calcio e più o meno direttamente controllore di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia[29].

Il 13 ottobre 2015, nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge proprio Infront e altri dirigenti di club italiani, la procura di Milano lo accusa di aver ostacolato l'attività di vigilanza della Covisoc che ha il compito per la Figc di dare l'autorizzazione (dopo aver visionato i bilanci) all'iscrizione dei club ai campionati.[30]

Con decreto 19 aprile 2018, il Gip di Milano ha disposto l'archiviazione del procedimento con riferimento a tutte le ipotesi di reato (a carico tra gli altri di Adriano Galliani, Marco Bogarelli, Riccardo Silva, Claudio Lotito, Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta), non sussistendo elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio.[31][32]

Evasione fiscale e false fatturazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 26 gennaio 2016 Lotito è indagato, insieme ad altri dirigenti e procuratori, per evasione fiscale e false fatturazioni riguardo alla compravendita di giocatori: gli agenti avrebbero fatturato in maniera fittizia alle società le loro prestazioni esclusive mentre i club avrebbero completamente dedotto dal reddito imponibile queste spese beneficiando anche della detrazione sull'IVA relativa alla pseudo prestazione ricevuta.[33][34]

Multe cancellate[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2019 viene indagato dalla Procura di Roma per concorso in falso e truffa insieme ad altre 196 persone e viene sottoposto a un sequestro preventivo del valore di 26.000 euro poiché tra il 2012 e il 2014 avrebbe fatto figurare come veicoli di scorta usati da forze dell'ordine alcune auto private che erano state multate.[35]

Presenza nei media[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal suo insediamento da presidente della Lazio, Claudio Lotito è stato al centro dell'attenzione dei media soprattutto in virtù del suo modo particolare di esprimersi, che non disdegna le citazioni in latino, retaggio del passato di studente di liceo classico del patron laziale.

Lotito ha preso parte a una puntata della terza serie de I Cesaroni, girata all'interno del Centro sportivo di Formello, e al film L'allenatore nel pallone 2 nel 2008. Oltre a tali apparizioni cinematografiche ha anche partecipato come ospite a vari talk-show quali Porta a Porta di Raiuno, AnnoZero di Rai 2, Robinson e Ballarò di Rai 3, oltre a Tetris e Piazzapulita di LA7.

Claudio Lotito talvolta è oggetto di satira televisiva, e venne imitato dal comico Max Giusti per la prima volta su Raidue durante la trasmissione Quelli che il calcio.

Il patron biancoceleste e granata dal 2012 al 2013 ha tenuto una rubrica dal sapore ironico in cui discuteva di alcune frasi in lingua latina di puntata in puntata, nel programma televisivo calcistico Undici in onda sulle reti Mediaset[36].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S.S. Lazio S.p.a. - Bilancio al 30 giugno 2004, p. 6.
  2. ^ a b Lotito pensa in grande: «Salerno Calcio in 5 anni ai vertici» | la Città Archiviato il 19 agosto 2011 in Internet Archive.
  3. ^ LEGA CALCIO: Beretta presidente, Pulvirenti e Lotito consiglieri
  4. ^ Lega Serie A, Marotta e Lotito consiglieri federali
  5. ^ Costituito il Comitato di Presidenza e approvate le linee guida delle Licenze Nazionali
  6. ^ Lazio, a Lotito il premio “Financial fair play”: «Un onore, i dati parlano per noi»
  7. ^ Lotito sul sisma: «È una ferita mortale nel mio cuore. Ad Amatrice ho i ricordi più belli. Aiutiamo i terremotati», in Il Messaggero, 25 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  8. ^ a b Gianfrancesco Turano, Fuori gioco: Calcio e potere. Da Della Valle a Berlusconi, da Preziosi a Moratti. La vera storia dei presidenti di Serie A, Chiarelettere, 2012, ISBN.
  9. ^ Valdiserri Luca, La Lazio si salva con una corsa in scooter, in Corriere della Sera, 30 marzo 05, p. 42 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2009).
  10. ^ Lazio, siglato l'accordo col Fisco. Lotito: "140 milioni in 23 anni"
  11. ^ Ue, bocciato il decreto salva calcio. Molte società a rischio fallimento
  12. ^ Decreto salvacalcio, ok definitivo dall'Antitrust di Bruxelles
  13. ^ 2006/898/CE: Decisione della Commissione, del 22 giugno 2005, relativa alle misure previste dall’Italia a favore delle società sportive professionistiche — (Decreto salva calcio)
  14. ^ Breve storia finanziaria della gestione Lotito
  15. ^ Il Bari è di De Laurentiis! Riparte con lui dalla Serie D, su gazzetta.it, 31 luglio 2018.
  16. ^ Elezioni 2018, Lotito beffato: fuori dal Senato. Eletti Galliani e Sibilia. URL consultato il 5 marzo 2018.
  17. ^ Sentenza
  18. ^ Appello: Juve in B a meno 17. Milan, Fiorentina e Lazio in A, Gazzetta.it, 25 luglio 2006. URL consultato il 28 maggio 2012.
  19. ^ Calciopoli, tutti colpevoli"
  20. ^ Aggiotaggio, Lotito condannato in appello a 18 mesi di reclusione e a 40 mila euro di multa - Il Fatto Quotidiano
  21. ^ Calciopoli, appello: Moggi: 2 anni e 4 mesi, prescrizione per Lotito e Della Valle, Gazzetta dello Sport
  22. ^ Aggiotaggio, Lotito condannato, Corriere.it, 3 marzo 2009. URL consultato il 3 marzo 2009.
  23. ^ Lotito prosciolto dall'accusa di aggiotaggio - Calcio - iltempo Archiviato il 19 marzo 2014 in Internet Archive.
  24. ^ E ora spuntano Lotito, Galliani, Infront: "Mani su Bari, Brescia, Salernitana e..." Gazzetta dello Sport
  25. ^ Perquisizioni alla Figc: indagato Lotito, ascoltato Tavecchio
  26. ^ Lotito indagato per tentata estorsione, perquisita sede Figc
  27. ^ Procura Figc, Palazzi archivia caso su telefonata Lotito-Iodice
  28. ^ Non fu estorsione: procura archivia procedimento su Lotito per la telefonata sul Frosinone e il Carpi
  29. ^ Quando la Curva Carpi disse a Lotito, tuo pallone fa 'Skyfo' ansa.it
  30. ^ Doping finanziario nel calcio, anche Preziosi tra gli indagati
  31. ^ Caso Infront e diritti tv: il tribunale “disintegra” le accuse dei Pm
  32. ^ Diritti Tv, il gip archivia il caso Infront: la Lega e i club sono enti privati
  33. ^ Calcio e Fisco, 64 indagati. E la Guardia di Finanza va nella sede del Milan
  34. ^ Evasione fiscale nel calcio, 64 indagati in inchiesta Napoli: anche Galliani, Lotito, De Laurentiis, Lavezzi e Paletta
  35. ^ Multe cancellate, 197 indagati: c’è anche Lotito, patron della Lazio
  36. ^ Lotito spiega il latino in tv: il video della “lezione” del patron[collegamento interrotto], SoloSalerno.it. URL consultato il 24 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianfrancesco Turano, Fuori gioco: Calcio e potere. Da Della Valle a Berlusconi, da Preziosi a Moratti. La vera storia dei presidenti di Serie A, Chiarelettere, 2012, ISBN 88-6190-223-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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