Claudio Lotito

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Claudio Lotito

Claudio Lotito (Roma, 9 maggio 1957) è un imprenditore italiano. Dal 19 luglio del 2004 è il presidente della Lazio[1] e dal 26 luglio 2011 è anche proprietario, in società con Marco Mezzaroma, della Salernitana[2].

A livello individuale, nel 2015 si è aggiudicato il premio Financial Fair Play (organizzato dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dall'associazione no profit DGS Sport&Cultura) per la rigorosa e meticolosa gestione del bilancio economico della Lazio[3].

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma da una famiglia originaria di San Lorenzo, frazione di Amatrice in provincia di Rieti, da ragazzo gioca come portiere nella ASD Amatrice Calcio.[4] Diplomatosi presso il Liceo Classico Statale "Ugo Foscolo" di Albano Laziale e residente a Ciampino, ha conseguito una laurea in pedagogia con il massimo dei voti; vive nella Villa San Sebastiano (Appia Antica, Roma), quartier generale dell'imprenditore capitolino. È proprietario di due imprese di pulizia, un'agenzia di vigilantes e un'altra di catering, che sul finire della Prima Repubblica si procuravano gran parte del fatturato aziendale grazie agli appalti degli enti locali e delle società a controllo pubblico: regione, provincia, comune, le unità sanitarie locali, gli ospedali[5].

La presidenza della Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Il problema degli eccessivi debiti della Società Sportiva Lazio finisce quando la Lazio Events di Claudio Lotito alle ore 15.09 del giorno 19 luglio del 2004 partecipa all'aumento di capitale, deciso mesi prima, acquistando 18.268.506 nuove azioni della Lazio (che corrispondevano al 26,969% di tutte le azioni), spendendo circa 18,268 milioni di Euro. Contemporaneamente la cooperativa di lavoro Team Service Scarl di Innocenzi (considerato vicino a Lotito) arriverà al 2,667% delle azioni.

Celebre una delle prime dichiarazioni del neo presidente laziale:

« Ho preso questa squadra al suo funerale e l'ho portata in condizione di coma irreversibile. Spero presto di renderlo reversibile[6] »

Per risollevare la difficile situazione economica in cui versava la società, Lotito ottenne la spalmatura dell'ingente debito (140 milioni) verso il fisco su un arco di 23 anni, oltre a rilevanti sconti sulle penali, e poi ha proseguito un lungo percorso di risanamento del debito pregresso che ha riportato la Lazio in equilibrio economico-finanziario[7].

Da presidente della Lazio ha finora vinto due Coppe Italia nelle stagioni 2008-2009 e 2012-2013, una Supercoppa Italiana nel 2009, un Campionato Primavera nel 2012-2013, due Coppe Italia Primavera nel 2013-2014 e nel 2014-2015 e una Supercoppa Primavera nel 2014.

L'esperienza a Salerno[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Lotito insieme all'ex sindaco De Luca intervistato nel 2015 dopo la promozione matematica in Serie B

Il 21 luglio 2011 Lotito, affiancato dal cognato Marco Mezzaroma, fonda e diventa comproprietario dell'allora Salerno Calcio, società iscritta al campionato di Serie D[2].

Il 7 luglio 2012, dopo appena un anno dalla ricostruzione e con la risalita della squadra campana in Lega Pro Seconda Divisione, il duo Lotito-Mezzaroma acquista il logo ed i colori sociali dello storico sodalizio, ricostituendo di fatto la Salernitana che in data 14 aprile 2013, vincendo la gara esterna col Fondi per 5 a 1, ottiene la matematica promozione in 1ª Divisione Lega Pro nonché la seconda consecutiva in soli due anni di gestione societaria.

Da comproprietario della Salernitana ha finora vinto il campionato di Serie D 2011-2012 girone G, il campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2012-2013 girone B, la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione 2013, la Coppa Italia Lega Pro nel 2014 ed il campionato di Lega Pro 2014-2015 girone C, che sancisce il ritorno in Serie B dei granata.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Arresto per appalti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 viene coinvolto in un'inchiesta della magistratura sugli appalti della regione Lazio ed in seguito arrestato in compagnia di un funzionario della Regione Lazio che, secondo i magistrati, rivelava all'imprenditore i coefficienti di massimo ribasso necessari ad aggiudicarsi la gara da 27 miliardi di lire per le pulizie nel triennio 1992-1995. I magistrati ritenevano anche che fosse socio occulto delle imprese vincitrici per favorire le società vicine ai partiti[5].

Coinvolgimento in Calciopoli[modifica | modifica wikitesto]

Processo sportivo: 4 mesi di squalifica[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire della stagione 2005/2006 viene coinvolto nello scandalo Calciopoli per illeciti commessi nel campionato precedente, cioè il primo della sua gestione. Il 14 luglio 2006 viene condannato dalla Commissione d'Appello Federale all'inibizione per 3 anni e 6 mesi e al pagamento di un'ammenda di 10.000 euro, mentre la Lazio è condannata alla retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005/2006, alla penalizzazione di 7 punti da scontare nel successivo campionato di serie B e ad un'ammenda di 40.000 euro[8].
Il 27 ottobre la Camera di Conciliazione ed Arbitrato del CONI comunica le sentenze definitive, condannando Lotito a quattro mesi di inibizione (pena ulteriormente ridotta rispetto alla sentenza d'appello della Corte Federale che lo condannava a due anni e sei mesi[9]). Per la Lazio viene confermata la sentenza d'appello che revocava la retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005-2006 condannando la società biancoceleste a 30 punti di penalizzazione, mentre i punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie A 2006/2007 passano, dagli 11 previsti dalla Corte Federale, a 3.

Processo penale: prescrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre 2011, nell'ambito del processo penale relativo allo scandalo di Calciopoli, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli 1 anno e 3 mesi e 25.000 euro di multa[10].

Nel marzo del 2012 la condanna passa a 18 mesi di reclusione e a 40.000 euro di multa[11].

Il 17 dicembre 2013 la Corte ha preso atto per Lotito e Della Valle della intervenuta prescrizione, come richiesto anche dalla Procura[12].

Aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2009 Claudio Lotito è stato condannato in 1º grado a due anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza sui titoli del club biancoceleste[13]. Nel gennaio 2014 il reato di aggiotaggio è prescritto, mentre la pena per l'omessa alienazione di partecipazioni dovrà essere rideterminata dalla corte di appello di Milano per decisione della Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione, la decisione vale per entrambi gli imputati Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma[14].

Il caso Iodice[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi giorni del febbraio 2015 Giuseppe Iodice, dirigente della squadra di calcio dell'Ischia Isolaverde, militante nello stesso girone della Salernitana, divulga una discussione telefonica tra lui e Lotito, in cui l'imprenditore capitolino afferma che la presenza di piccoli club in Serie A e B come il Carpi o il Frosinone è economicamente deleteria ed inoltre spara a zero su alcune autorità dello sport italiano[15]. Iodice il 20 febbraio consegna alla procura di Napoli un'altra registrazione di una telefonata con Lotito che lo denuncia alla procura di Roma per calunnia e diffamazione. Sulla vicenda apre un'inchiesta anche la procura federale della Figc e il procuratore Stefano Palazzi chiede ed ottiene dal superprocuratore Coni, il generale Cataldi, altri quaranta giorni di proroga alle indagini per appurare se le parole di Lotito con Iodice avevano avuto poi un seguito.

Il 10 giugno dello stesso anno Lotito viene indagato dalla procura di Napoli per tentata estorsione e vengono perquisite la sua abitazione,[16] quelle di Carlo Tavecchio (presidente FIGC) e Mario Macalli (presidente Lega Pro) e la sede della FIGC. Lotito avrebbe fatto avere ad alcune società della Lega Pro dei contributi in cambio dell'appoggio alla elezione di Mario Macalli a presidente[17].

Il caso Infront e l'ostacolo alla Covisoc[modifica | modifica wikitesto]

Un'intercettazione telefonica nell'ambito di un'inchiesta su corruzione e infiltrazioni mafiose nella Lega Pro rivelerebbe che Claudio Lotito, oltre a ricattare i vertici della Lega Calcio, sarebbe - insieme ad Adriano Galliani - coinvolto nella Infront, società che gestisce i diritti televisivi della Lega Calcio e più o meno direttamente controllore di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia[18].

Il 13 ottobre 2015, nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge proprio Infront e altri dirigenti di club italiani, la procura di Milano lo accusa di aver ostacolato l'attività di vigilanza della Covisoc che ha il compito per la Figc di dare l'autorizzazione (dopo aver visionato i bilanci) all'iscrizione dei club ai campionati.[19]

Presenza nei media[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal suo insediamento da presidente della Lazio, Claudio Lotito è stato al centro dell'attenzione dei media soprattutto in virtù del suo modo particolare di esprimersi, che non disdegna le citazioni in latino, retaggio del passato di studente di liceo classico del patron laziale.

Lotito ha preso parte ad una puntata della terza serie de I Cesaroni, girata all'interno del Centro sportivo di Formello, e al film L'allenatore nel pallone 2 nel 2008. Oltre a tali apparizioni cinematografiche ha anche partecipato come ospite a vari talk-show quali Porta a Porta di Raiuno, AnnoZero di Rai 2, Robinson e Ballarò di Rai 3, oltre a Tetris e Piazzapulita di LA7.

Claudio Lotito talvolta è oggetto di satira televisiva, e venne imitato dal comico Max Giusti per la prima volta su Raidue durante la trasmissione Quelli che il calcio.

Il patron biancoceleste e granata dal 2012 al 2013 ha tenuto una rubrica dal sapore ironico in cui discuteva di alcune frasi in lingua latina di puntata in puntata, nel programma televisivo calcistico Undici in onda sulle reti Mediaset[20].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La gioia di Lotito: «Il più bel giorno della mia vita»
  2. ^ a b Lotito pensa in grande: «Salerno Calcio in 5 anni ai vertici» | la Città
  3. ^ Claudio Lotito vince il Financial Fair Play, SalernoNotizie.it. URL consultato il 30 aprile 2015.
  4. ^ Lotito sul sisma: «È una ferita mortale nel mio cuore. Ad Amatrice ho i ricordi più belli. Aiutiamo i terremotati», in Il Messaggero, 25 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  5. ^ a b 10righedailibri.it, http://www.10righedailibri.it/sites/default/files/primapagine_pdf/chiarelettereFuorigioco.pdf .
  6. ^ Valdiserri Luca, La Lazio si salva con una corsa in scooter, in Corriere della Sera, 30 marzo 05, p. 42. (archiviato dall'url originale il ).
  7. ^ FAIR PLAY FINANZIARIO SOLO 4 CLUB SU 20 DI SERIE A SAREBBE AMMESSI, SE IL FAIR PLAY FINANZIARIO FOSSE IN VIGORE 7 SQUADRE SU 20 SAREBBERO FUORI DALL'EUROPA | SS LAZIO NEWS
  8. ^ http://www.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2006/07/15/sentenza150706.pdf
  9. ^ Appello: Juve in B a meno 17. Milan, Fiorentina e Lazio in A, Gazzetta.it, 25 luglio 2006. URL consultato il 28 maggio 2012.
  10. ^ Calciopoli, tutti colpevoli"
  11. ^ Aggiotaggio, Lotito condannato in appello a 18 mesi di reclusione e a 40 mila euro di multa - Il Fatto Quotidiano
  12. ^ Calciopoli, appello: Moggi: 2 anni e 4 mesi, prescrizione per Lotito e Della Valle, Gazzetta dello Sport
  13. ^ Aggiotaggio, Lotito condannato, Corriere.it, 3 marzo 2009. URL consultato il 3 marzo 2009.
  14. ^ Lotito prosciolto dall'accusa di aggiotaggio - Calcio - iltempo
  15. ^ [1] Gazzetta dello Sport
  16. ^ Perquisizioni alla Figc: indagato Lotito, ascoltato Tavecchio
  17. ^ Lotito indagato per tentata estorsione, perquisita sede Figc
  18. ^ [2] ansa.it
  19. ^ Doping finanziario nel calcio, anche Preziosi tra gli indagati
  20. ^ Lotito spiega il latino in tv: il video della “lezione” del patron, SoloSalerno.it. URL consultato il 24 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]