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Albano Laziale

Coordinate: 41°44′N 12°40′E
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Albano Laziale
comune
Albano Laziale – Stemma
Albano Laziale – Bandiera
Albano Laziale – Veduta
Albano Laziale – Veduta
Panorama, 2009
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Città metropolitana Roma
Amministrazione
SindacoMassimo Ferrarini (FdI) dal 25-5-2026
Data di istituzione6 luglio 1816
Territorio
Coordinate41°44′N 12°40′E
Altitudine400[1] m s.l.m.
Superficie24,37 km²
Abitanti39 676[2] (28-2-2026)
Densità1 628,07 ab./km²
FrazioniCecchina (in parte), Pavona (in parte)
Comuni confinantiArdea, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Roma
Altre informazioni
Cod. postale00041
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058003
Cod. catastaleA132
TargaRoma o RM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona D, 1 922 GG[4]
Nome abitantialbanensi
Patronosan Pancrazio martire
Giorno festivo12 maggio
Motto(LA) Mater Urbis
(IT) Madre di Roma
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albano Laziale
Albano Laziale
Albano Laziale – Mappa
Albano Laziale – Mappa
Posizione del comune di Albano Laziale nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Albano Laziale (IPA: /alˈbano latˈtsjale/[5][6], usualmente Albano; Arbano in dialetto albanense) è un comune italiano di 39 676 abitanti[2] della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Geografia fisica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Colli Albani.
La campagna attorno alla frazione di Cecchina. Sullo sfondo il mar Tirreno.

Il territorio di Albano Laziale è con la sua estensione di 23,80 km² uno dei più grandi dei Colli Albani, il sesto dopo Velletri (112,21 km²), Lanuvio (43,91 km²), Rocca di Papa (40,18 km²), Rocca Priora (28,07 km²) e Marino (26,10 km²). L’area comunale comprende il centro principale e le frazioni di Cecchina e Pavona, con un paesaggio alternato tra aree urbanizzate, zone agricole e porzioni comprese nel sistema naturalistico dei Castelli Romani, con una morfologia collinare di origine vulcanica, e quote e pendenze molto variabili[7].

Il Lago Albano.

La principale risorsa idrografica del territorio albanense è il Lago Albano. La maggior parte delle coste lacustri sono di pertinenza del comune di Castel Gandolfo, mentre le restanti sono in territorio albanense: il bacino lacustre è invece gestito dalla Città metropolitana di Roma Capitale.

Un piccolo bacino lacustre, prosciugato nel corso dei secoli in parte per mano dell'uomo in parte per circostanze naturali, era il laghetto di Giuturna, situato in località Valle Pozzo sotto Castel Savello in prossimità di un altro lago vulcanico prosciugato, il laghetto di Turno a Pavona, in comune di Castel Gandolfo.

Il livello dell'acqua del lago si è progressivamente abbassato rispetto al passato di circa sette metri a causa del depauperamento della falda acquifera. Tale abbassamento ha consentito l'emergere di nuove ampie spiagge utilizzate come stabilimenti balneari.

Nel territorio comunale scorrono alcuni piccoli corsi d'acqua, spesso in secca, denominati fossi. Sono almeno quattro, esattamente partendo da nord[8]:

  • Fosso di Santa Palomba; si origina da vene d'acqua provenienti dalle alture dei Colli Albani nell'area del centro storico, e scorre in direzione ovest verso la località Santa Palomba, in comune di Roma e Pomezia.
  • Fosso di Cancelliera; si origina da vene d'acqua provenienti dalla località Cancelliera, in comune di Ariccia, a 118 m s.l.m., e continua a scorrere in direzione sud-sud-ovest verso il mar Tirreno.
  • Fosso di Valle Caia; si origina dalla località Quarto Negroni, ai limiti con il comune di Ariccia, presso il chilometro 7 della Strada statale 207 Nettunense, e continua il suo percorso verso il mar Tirreno in direzione ovest.
  • Fosso di Montagnano; si origina da tre canali di scolo di acque che vengono raccolte nella località Montagnano, tra i comuni di Albano, Ariccia e Ardea, e continua in un braccio in direzione ovest per il mar Tirreno.
Un paesaggio della campagna collinare presso Poggio ameno Cecchina.

La cima più elevata del comune di Albano è il Colle dei Cappuccini, posto a 615 m s.l.m. Dal colle, che ospita una pineta pubblica adiacente al Convento dei Cappuccini, si ha una notevole panoramica sul Lago Albano, l'Agro Romano e Monte Cavo.[8]

Il centro storico di Albano è uno degli abitati dei Castelli Romani con la maggiore pendenza: l'11%, cioè 47 metri su 435, prendendo in considerazione la distanza in linea d'aria tra la cattedrale di San Pancrazio (384 m s.l.m.) e la chiesa di San Paolo (431 m s.l.m.).[9] Altre altitudini disponibili per il centro storico sono quella di Villa Altieri, al chilometro 25 della Strada statale 7 Via Appia (363 m s.l.m.), e della chiesa della Stella (391 m s.l.m.).

L'altura della località Castel Savello è invece di 280 m s.l.m., mentre la sottostante frazione di Pavona è edificata a 110 m s.l.m.. La frazione di Cecchina all'altezza della stazione ferroviaria è posta a 212 m s.l.m.[8]

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[10] la maggior parte del territorio albanense è composta, similmente alle altre zone dei Colli Albani, da terreni classificati come v2.[11]

L'area di Castel Savello invece è divisa geologicamente in due parti: le pendici del colle sono zona v7, ovvero prodotto di un antico centro d'emissione di lava del Vulcano Laziale, la sommità invece è zona sc, scorie caotiche in grossi banchi. Il bacino di Valle Pozzo o del laghetto di Giuturna, sotto Castel Savello, risulta zona av.[12]

Sia nella zona della moderna espansione edilizia di Albano, tra Villa Doria, Cecchina e Vallericcia, che nell'altura del Colle dei Cappuccini è presente un terreno di tipo scp.[13] La zona della località Roncigliano si differenzia dal contesto circostante in quanto zona sp[14]: a Cecchina sono riconosciuti invece i peperini di Cecchina, che compongono un particolare tipo di suolo classificato come v'1. Una vasta fascia adiacente al cratere di Vallericcia, in località Perlatura, è nella zona v1. Ancora presso Cecchina sono classificate le lave di Cecchina, di composizione s.[15]

Veduta di Monte Cavo e Castel Savello dalla zona di Cancelliera (frazione di Cecchina).

Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche ad Albano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Albano, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, risulta discretamente piovosa con 900–1000 mm annui di precipitazioni.[16] I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est.

Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, vento caratteristico della zona di Roma. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano.

L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperatura eccessivamente basse. Ad Albano nevica piuttosto raramente e solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C in casi rari. La temperatura non ha mai raggiunto i 40 °C.

Nel periodo 2009-2012, la temperatura minima registrata è stata di −4,9 °C e la massima di 38,5 °C[17].

Ecco i dati climatici dell'anno 2007 rilevati nelle vicinanze di Albano, benché già in territorio di Ariccia[18]:

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 11,812,414,319,521,425,429,128,323,720,113,810,811,718,427,619,219,2
T. media (°C) 4,65,15,58,410,813,715,616,212,49,95,42,84,28,215,29,29,2
T. min. media (°C) 8,08,49,413,515,719,222,121,817,113,99,06,37,612,921,013,313,7
Precipitazioni (mm) 60,5177,8111,553,366,820,11,021,642,461,578,261,5299,8231,642,7182,1756,2
Vento (direzione-m/s) SE
4,7
SE
5,5
E
5,0
ESE
3,6
WNW
4,1
SE
3,9
WNW
4,4
SE
4,6
SE
4,2
SE
3,3
SE
4,2
N
5,3
5,24,24,33,94,4

Origini del nome

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L'origine del nome Albano è ancora fonte di discussioni. In epoca romana il territorio dell'attuale Albano Laziale era chiamato Albanum: Albanum (Pompeiani, Domitiani, ecc.) erano chiamate infatti le tenute dei ricchi romani sui Colli Albani (Ager Albanus), e Castra Albana era il nome dell'accampamento fatto costruire da Settimio Severo, entro i confini del fondo Albanum posseduto in precedenza da Domiziano, per alloggiare la II legione Partica. L'ipotesi ritenuta più attendibile riallaccia questi toponimi alla radice indoeuropea *alb/*alp indicante una località elevata, il Mons Albanus (oggi monte Cavo) in questo caso, che nel contempo fosse centro di culto e di pascolo comune (compascuo). Altre ipotesi, ritenute tuttavia meno valide, riallacciano il toponimo all'aggettivo latino albus ("bianco") o al greco αλαβα ("cenere"). L'origine etimologica proposta per Albanum/Castra Albana è la stessa che viene proposta per Alba Longa, l'antica capitale latina, la cui localizzazione non è nota con certezza, ma che una tradizione medievale collocava nei luoghi del nucleo urbano della moderna Albano Laziale. La seconda denominazione di Laziale è stata assunta nel 1873 per distinguere la città da Albano Sant'Alessandro (provincia di Bergamo), Albano Vercellese (provincia di Vercelli) e Albano di Lucania (provincia di Potenza).

L’appellativo di “Laziale” venne aggiunto alla denominazione “Albano” nel 1872 per distinguere il Comune da altri Comuni del Regno, (regio decreto n. 1607 del 17 settembre 1872). Dal 9 settembre al 10 ottobre 1936 il Comune di Albano Laziale si chiamò, per volontà dei propri cittadini espressa dal podestà, “Albano Cesareo”. La delibera, per diventare esecutiva, doveva essere approvata dal ministro dell’Interno, ma l’autorizzazione non venne rilasciata – si diceva per intervento diretto di Mussolini.[19]

Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio dell'attuale Albano Laziale risalgono al periodo laziale, tra la fine del II e gli inizi del I millennio a.C. Le indagini archeologiche hanno individuato importanti nuclei abitativi nelle località di Tor Paluzzi, Castel Savello e Colle dei Cappuccini, attribuibili al Periodo Laziale I A (XI secolo a.C.), con una continuità di frequentazione documentata anche nelle fasi successive.[20]

Tra l'VIII e il VII secolo a.C. il territorio fu interessato dallo sviluppo della civiltà latina. La tradizione letteraria identificò quest'area con il territorio di Alba Longa, la leggendaria metropoli della Lega Latina e patria di Romolo e Remo. Sebbene l'ubicazione della città non sia stata individuata con certezza, la maggior parte degli studiosi contemporanei tende a collocarla sul versante orientale del Lago Albano, tra gli attuali comuni di Marino, Rocca di Papa e Ariccia.[21][22]

Dopo la dissoluzione della Lega Latina e l'integrazione del territorio nello Stato romano, l'ager Albanus divenne una delle aree residenziali più prestigiose del Latium Vetus. Qui sorsero numerose ville appartenenti a membri dell'aristocrazia senatoriale e imperiale. Tra esse sono ricordate dalle fonti l'Albanum Pompeii, proprietà di Gneo Pompeo Magno, identificata nell'area dell'attuale Villa Doria, e la villa attribuita a Lucio Anneo Seneca, situata lungo il margine meridionale del lago Albano.[23]

Alla fine del I secolo d.C. l'imperatore Domiziano incorporò numerose proprietà fondiarie nella vasta tenuta imperiale dell'Albanum Caesaris, realizzandovi una monumentale residenza suburbana, oggi identificata con il complesso di Villa Barberini a Castel Gandolfo.[24]

Una svolta decisiva nella storia del territorio si ebbe nel 202 d.C., quando l'imperatore Settimio Severo dispose l'insediamento della Legio II Parthica, unica legione stanziata stabilmente nei pressi di Roma. Per ospitare il corpo militare furono costruiti i monumentali Castra Albana, dai quali ebbe origine il nucleo urbano dell'attuale Albano Laziale.[25]

I castra conservarono la loro funzione strategica fino alla fine del III secolo, favorendo lo sviluppo di un importante centro abitato dotato di anfiteatro, terme, acquedotti, cisterne, edifici di culto e infrastrutture militari, gran parte delle quali sono ancora oggi conservate nel tessuto urbano cittadino.

Nel IV secolo Albano assunse un ruolo di rilievo anche nella geografia ecclesiastica del Lazio. Secondo il Liber pontificalis, l'imperatore Costantino I promosse la fondazione della basilica dedicata a Giovanni Battista e dotò la nuova chiesa di vaste proprietà fondiarie nell'ager Albanus, contribuendo alla nascita della futura Diocesi suburbicaria di Albano.[26]

La guerra greco-gotica determinò una profonda crisi del centro romano, che da prospero municipium venne progressivamente ridotto a un piccolo nucleo fortificato (oppidulum). La contrazione demografica e il riutilizzo delle strutture romane caratterizzarono l'intero alto Medioevo.[24]

Nel X secolo Albano rientrò stabilmente nell'orbita del potere pontificio e imperiale. Nel 964 l'imperatore Ottone I investì Virginio Savelli del controllo su Albano e altri castelli dell'area romana.[27]

Tra XI e XIII secolo la città consolidò il proprio ruolo quale sede della diocesi suburbicaria. Tra i cardinali vescovi di Albano figurano personalità di primo piano della Chiesa medievale, quali papa Sergio IV e Bonaventura da Bagnoregio, proclamato Dottore della Chiesa.[28]

Durante lo Scisma del 1130 Albano sostenne papa Innocenzo II, mentre nel 1142 subì un'incursione saracena. Più grave risultò la distruzione del 1168, quando le milizie comunali romane, dopo la battaglia di Prata Porci, rasero quasi completamente al suolo il centro abitato, schieratosi a favore dell'imperatore Federico Barbarossa.[29]

La ricostruzione fu lenta e favorita soprattutto dall'intervento dei pontefici. Nel 1217 papa Onorio III confermò definitivamente il possesso temporale della città ai cardinali vescovi di Albano, privilegio successivamente ribadito da papa Niccolò III.[30]

Nel 1436, durante la campagna militare contro le signorie baronali del Lazio, il cardinale Giovanni Maria Vitelleschi, per ordine di papa Eugenio IV, espugnò e distrusse Albano e il vicino Castel Savello, ponendo fine al predominio delle famiglie feudali locali.[31]

Tra XVII e XVIII secolo Albano conobbe una progressiva ripresa economica e urbanistica. Nel 1697 il centro passò definitivamente sotto l'amministrazione diretta della Santa Sede, cessando ogni residua dipendenza feudale.

Nel primo Settecento i cardinali vescovi Francesco d'Adda e Fabrizio Paolucci promossero un vasto programma di rinnovamento monumentale della cattedrale, affidando a Carlo Buratti la realizzazione dell'attuale facciata in peperino e travertino (1719-1722).[32]

Un'importanza fondamentale ebbe la sistemazione della via Appia, avviata da papa Pio VI nel 1780 nell'ambito del progetto di bonifica dell'Agro Pontino. L'apertura del nuovo tracciato favorì notevolmente lo sviluppo economico di Albano, destinata a divenire una delle principali stazioni lungo l'asse viario tra Roma e Napoli.[33]

Nel corso della prima Repubblica Romana Albano aderì inizialmente al nuovo ordinamento repubblicano, ma già il 28 febbraio 1798 venne occupata e saccheggiata dalle truppe francesi comandate da Gioacchino Murat, in seguito ai moti controrivoluzionari scoppiati nei Castelli Romani.[34]

Con il motu proprio Quando per ammirabile disposizione del 6 luglio 1816, emanato da papa Pio VII dopo la Restaurazione, Albano fu elevata a sede di Governo dello Stato Pontificio, rafforzando il proprio ruolo amministrativo nell'area dei Castelli Romani.[35]

Età contemporanea

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Dopo la presa di Roma del 1870 Albano fu annessa al Regno d'Italia e divenne sede della pretura mandamentale, estendendo progressivamente la propria funzione amministrativa sull'area circostante.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu duramente colpita dai bombardamenti alleati del 1º e del 10 febbraio 1944, collegati alle operazioni dello sbarco di Anzio. Vennero distrutti numerosi edifici civili e religiosi, tra cui il monastero delle Clarisse, mentre centinaia di civili persero la vita anche nel vicino complesso di Propaganda Fide a Castel Gandolfo, trasformato in rifugio per gli sfollati.[36]

Nel secondo dopoguerra Albano conobbe una rapida espansione urbanistica, accompagnata dalla crescita del commercio, dei servizi e delle funzioni amministrative. Le Olimpiadi di Roma del 1960, che videro svolgersi sul Lago Albano le gare olimpiche di canoa e canottaggio, favorirono ulteriori interventi infrastrutturali e di riqualificazione urbana.

Il 18 gennaio 1967 il ponte di Ariccia fu interessato dal crollo della campata centrale, provocando due vittime e interrompendo temporaneamente il principale collegamento viario lungo la via Appia; il ponte venne ricostruito e riaperto al traffico l'anno successivo.

Gonfalone cittadino

Lo stemma e il gonfalone della Città di Albano Laziale sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 24 novembre 2008.[37]

Stemma

La blasonatura ufficiale dello stemma è la seguente:

«Troncato di azzurro e di verde, alla scrofa d'argento, attraversante, accompagnata da cinque lattonzoli dello stesso, due in atto di attaccarsi ai capezzoli, uno posto a destra, due nei cantoni della punta; il tutto alla bordatura in filetto partita d'oro e di porpora. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, il motto, in lettere maiuscole di nero, «MATER URBIS». Ornamenti esteriori da Città.»

L'emblema riprende uno dei più antichi miti fondativi del Lazio. La scrofa bianca con i lattonzoli richiama infatti il prodigio narrato da Virgilio nell'Eneide e da Dionigi di Alicarnasso, secondo cui Enea avrebbe ricevuto come segno divino l'apparizione di una scrofa candida nell'atto di allattare i propri piccoli, presagio della futura fondazione di Alba Longa.[38][39]

La tradizione locale identifica la scrofa come allegoria della stessa Alba Longa, considerata la città madre del popolo latino e capostipite delle comunità della Lega Latina, simbolicamente rappresentate dai lattonzoli. Da Alba Longa, secondo la tradizione romana, discesero infatti Romolo e Remo attraverso la dinastia dei re albani, facendo di essa la progenitrice della stessa Roma.[40]

Il motto Mater Urbis, letteralmente «Madre della Città», viene tradizionalmente interpretato come «Madre di Roma» e richiama proprio il ruolo attribuito ad Alba Longa quale città d'origine della stirpe romana e dell'identità latina.[23]

Gonfalone

Il gonfalone civico consiste in un drappo partito di porpora e d'oro, riccamente ornato con ricami d'argento e recante lo stemma della città.[41]

Bandiera

La bandiera civica è un drappo rettangolare partito di porpora e di giallo.

Colori

I colori tradizionali della città sono il giallo e il rosso. Essi richiamano da un lato la storica appartenenza di Albano all'orbita di Roma e la comune tradizione latina, dall'altro la lunga signoria della famiglia Savelli, che governò il feudo tra il XIII e la fine del XVII secolo. Gli stessi colori ricorrono inoltre nell'araldica della Sede suburbicaria di Albano.

Commemorazioni

Il 1º febbraio la città ricorda le vittime del bombardamento alleato del 1º febbraio 1944, uno degli episodi più tragici della storia contemporanea di Albano Laziale. L'attacco colpì duramente il centro storico, provocando centinaia di vittime civili e ingenti distruzioni, tra cui il monastero delle Clarisse di piazza Pia e numerosi edifici storici sorti nell'area degli antichi Castra Albana.[42][43]

Il 10 febbraio viene commemorato il bombardamento del Collegio di Propaganda Fide, situato all'interno della zona extraterritoriale del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati provenienti dai Castelli Romani. Il bombardamento causò numerose vittime e rappresenta uno degli eventi simbolo della campagna d'Italia nel territorio albanense.[36]

Festa patronale

Il 12 maggio si celebra la festa di San Pancrazio, patrono della città e della Diocesi suburbicaria di Albano. Le celebrazioni comprendono il solenne pontificale nella cattedrale, la tradizionale processione con il simulacro del santo per le vie del centro storico e le manifestazioni civili promosse dall'amministrazione comunale e dalle associazioni cittadine.[44]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria
«Centro strategicamente importante, situato nelle vicinanze di Roma, fu sottoposto a violentissimi e devastanti bombardamenti e ad efferate azioni di guerra da parte degli opposti schieramenti che provocarono centinaia di vittime e di feriti, in particolare tra gli sfollati ospitati nel Collegio di Propaganda Fide, nonché ingenti danni al patrimonio edilizio. La popolazione offrì un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi nel recupero dei morti e nel soccorso dei feriti. Splendido esempio dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e di elette virtù civiche. 1944 - Albano Laziale (RM).[45]»
 11 dicembre 2009

Monumenti e luoghi d'interesse

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Lo stesso argomento in dettaglio: Centro di Albano Laziale.

Architetture religiose

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La chiesa di San Paolo, che accoglie le spoglie di san Gaspare del Bufalo.

Architetture civili

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Il sepolcro romano detto degli Orazi e dei Curiazi.
Palazzo Lercaro, oggi[quando?] sede del Palazzo Vescovile.
Il portale principale del Palazzo Vescovile.
La facciata principale di palazzo Savelli.
  • Palazzo Savelli; edificato nel XIII secolo dalla famiglia Savelli, l'edificio nacque come fortificazione. Di questa originaria funzione sono testimonianza le torri quadrangolari visibili su corso Giacomo Matteotti. Il palazzo, dopo l'acquisizione di Albano da parte della Camera Apostolica nel 1697, divenne residenza del Governatore pontificio, e ospitò varie personalità importanti. Venne realizzato il portico sul fronte principale e venne collegato tramite un cavalcavia al Palazzo Camerale, oggi[quando?] sede di alcuni uffici comunali, su via Cavour. Divenuto nel 1870 sede del Municipio, furono eseguiti restauri negli anni trenta e nel primo decennio del XXI secolo. (Vedi Palazzo Savelli (Albano))
  • Palazzo Lercari o Palazzo Vescovile; edificato nel 1727 dal cardinal Nicolò Maria Lercaro per ospitare papa Benedetto XIII, fu concesso in seguito Ecclesiae ac Episcopis Albanensibus, "alla Chiesa e ai vescovi di Albano". Notevole il portale d'ingresso nell'atrio e la cappella interna. Dal 1759 ospita il Vescovado e gli uffici curiali.
  • Palazzo Campano; edificato nel 1465 dal vescovo e letterato Giannantonio Campano (1429-1477) sull'attuale via del Collegio Nazareno, è stato uno dei primi palazzi patrizi costruito in Albano.
  • Palazzo Rospigliosi; edificato nel 1667 dalla famiglia Rospigliosi, ospita dagli anni trenta i PP. Giuseppini dell'Istituto Leonardo Murialdo. Vi è annesso un giardino.
  • Palazzo Pamphilj o Palazzo del Collegio Nazareno; edificato nel 1655 dal cardinal Vincenzo Maculani, fu acquistato in seguito da Camillo Francesco Maria Pamphilj, a cui si devono i restauri e l'aspetto attuale. Nel 1764 venne acquisito dal Collegio Nazareno di Roma, retto dai PP. Scolopi.
  • Palazzo Paolucci; edificato nel XVII secolo dal cardinale Fabrizio Paolucci, prospetta su via Cairoli, presso piazza Pia.
  • Palazzo Poniatowskj; edificato nel XIX secolo dal principe Amedeo Poniatowskj, grande proprietario terriero nonché proprietario all'epoca del Lago Albano, su corso Matteotti.
  • Villa Doria-Pamphilj; edificata nel XVIII secolo dal cardinale Fabrizio Paolucci, fu in seguito acquisita dalla famiglia Doria. La palazzina della villa, prospettante sulla via Appia, venne rasa al suolo nel 1951 a causa dei danni subiti nei bombardamenti anglo-americani e al suo posto venne aperta l'attuale piazza Mazzini. La villa è oggi[quando?] un parco pubblico, conosciuto come 'a Villa, una delle aree verdi più importanti del territorio. Al centro dell'area verde ci sono i ruderi di una villa romana attribuita a Gneo Pompeo Magno.
  • Villa Corsini; edificata alla metà del XVIII secolo lungo la via Appia verso Ariccia dalla famiglia Corsini, venne anche chiamata locanda reale[46] per via dei molti ospiti illustri che ha ospitato: tra gli altri Maria Luisa di Borbone-Spagna[non chiaro], Carlo IV di Spagna, Carlo Emanuele IV di Savoia e Giuseppe Garibaldi. Oggi[quando?] è sede della direzione generale della ASL RMH.
  • Villa Altieri; edificata nel XVIII secolo dal cardinal Lorenzo Altieri su un antico casale, posta proprio all'ingresso di Albano provenendo da Roma, lungo la via Appia. Ospitò papa Pio VI, fatto ricordato da una lapide latina appostavi dal principe Emilio Altieri, dove per prosopopea viene fatta parlare la villa stessa.[47]
  • Villa Ferrajoli; edificata a partire dal 1845 dalla famiglia Ferrajoli su un preesistente casino appartenente alla famiglia Benucci, è composta da tre palazzine, di cui quella centrale, neoclassica, ospita il Museo Civico di Albano. Dal 1948 la villa è pubblica, mentre la palazzina ha assunto l'attuale funzione dopo essere stata sede dell'Istituto Professionale di Stato Nicola Garrone.
  • Villa Venosa-Boncompagni; edificata nel 1857 dalla famiglia Boncompagni, prospetta anch'essa su via Appia e accoglie un grande parco monumentale. Nella villa soggiornò spesso Margherita di Savoia.

Architetture militari

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Monte Savello e i ruderi di Castel Savello.
La Torraccia di Cancelliera.
  • Mura e porte di Albano. La fortificazione del centro storico di Albano è stata oggi[quando?] quasi integralmente smantellata, a partire dalla fine del XVIII secolo con l'allargamento della via Appia. All'epoca della guerra gotica (535-553) Albano era un oppidulum, dunque un piccolo abitato fortificato. Presumibilmente, le fortificazioni subirono le alterne vicende delle varie distruzioni e delle successive ricostruzioni della città. Il complesso originariamente fortificato di palazzo Savelli risalirebbe al XIII secolo. Nella cerchia muraria si aprivano alcune porte di cui ci è stata tramandata memoria:
    • Porta Romana o Porta di San Rocco; situata su via Appia in direzione di Roma, affiancata dalla palazzina Doria e dalla chiesa di San Rocco, l'aspetto definitivo le venne dato nel XVIII secolo. Tutti gli ornamenti, gli stemmi e la lapide posti sulla porta sono ora[quando?] nell'atrio di Palazzo Savelli. La porta infatti è stata rasa al suolo nel 1908 insieme alla vicina chiesa per allargare la via Appia e far passare la linea tramviaria Roma-Genzano delle Tramvie dei Castelli Romani.
    • Porta San Paolo; situata in piazza San Paolo, vicino alla Chiesa di San Paolo, è l'unica porta sopravvissuta della vecchia cerchia.
    • Porta dei Cappuccini; situata sull'attuale via San Francesco d'Assisi, era un arco sovrastante la strada per il Convento dei Padri Cappuccini. Venne rasa al suolo nel XIX secolo con l'allargamento della strada, che prese nome di via dell'Anfiteatro.
  • Castel Savello; fortificazione situata su un'altura nella campagna verso Pavona, fu uno dei primi castelli della famiglia Savelli, edificato nell'Alto Medioevo. Raso al suolo dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi nel 1436, il castello si iniziò a spopolare vista la scarsità d'acqua e fu del tutto abbandonato nel XVIII secolo. Il complesso fortificato era dotato anche di una chiesa, Santa Maria in Porta Coeli.

Numerose sono poi le torrette o i casali fortificati dislocati su alture della campagna fra Pavona e Cecchina:

  • Tor Paluzzi; possedimento dei monaci della Chiesa di San Paolo in Albano, fu concessa a un certo "Paluzzo" da papa Clemente X. Oggi[quando?] denomina una zona urbanistica di Cecchina.
  • Torraccia o Torre di Cancelliera; edificata su ruderi romani al settimo chilometro della via Nettunense, appartenne alla famiglia Cancelliera, ai Savelli e ai Chigi. È oggi[quando?] in parte inclusa nel territorio di Ariccia.
  • Tor di Sbarra o Tor di Montagnano; chiamata anticamente anche turris Gandulphorum ed edificata nel Medioevo come punto difensivo verso le incursioni provenienti dal mar Tirreno, appartenne a diverse famiglie nobiliari romane fra cui gli Altieri e i Boncompagni.

Fontane e monumenti

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  • Fontana delle Tartarughe
  • Fontana del Mascherone
  • Fontanella del Re
  • Fontana di PIazza Pia
  • Monumento ai Caduti di Parco della Rimembranza

Siti archeologici

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Particolare dei ruderi della villa romana di Gneo Pompeo Magno dentro Villa Doria-Pamphilj.
L'anfiteatro severiano.
Fornice centrale della Porta Pretoria dei Castra Albana, davanti a Palazzo Savelli.

Il "circuito archeologico dei Castra Albana" contiene una delle più imponenti concentrazioni di ruderi romani fuori Roma nell'area dei Castelli Romani, e ha suscitato in ogni epoca l'interesse di molti studiosi. È composto fondamentalmente da alcuni monumenti principali, risalenti in genere all'epoca severiana:

  • Santuario di Santa Maria della Rotonda; eretto probabilmente come ninfeo della Villa di Domiziano a Castel Gandolfo, venne inglobato in seguito nel complesso dei Castra Albana da Settimio Severo e divenne infine, attorno al VII secolo, un santuario cristiano. Simile al Pantheon di Roma ridotto in scala, è oggi[quando?] perfettamente conservato dopo i restauri degli anni trenta che hanno cancellato le modificazioni barocche.
  • Porta Pretoria; ingresso principale ai Castra Albana, rivolta verso la via Appia, oggi[quando?] prospiciente Palazzo Savelli e il Corso di Sopra. È una monumentale costruzione in peperino, fino al 1944 inglobata nei palazzi civili adiacenti e liberata dal bombardamento statunitense.
  • Terme di Cellomaio; attribuite all'imperatore Caracalla, che le avrebbe erette subito dopo aver fatto uccidere il fratello Geta come donativo per placare gli animi dei soldati[47]. Al loro interno è sorto un pittoresco e suggestivo borgo medioevale, con la Chiesa di San Pietro. Durante il Medioevo, fino all'età moderna, si credette fossero i resti di un favoloso Palazzo di Ascanio, appartenente al complesso degli edifici di Alba Longa. L'antico edificio, trasformato nel periodo medievale in roccaforte e successivamente occupato da civili abitazioni, oggi[quando?] si può ammirare quasi nella sua totalità.
  • Anfiteatro; l'anfiteatro di Albano è l'unico rinvenuto nei Castelli Romani: appartenente o addirittura preesistente ai Castra Albana, forse vi si effettuarono anche dei martirii di cristiani, come si potrebbe evincere da due piccole cappelline cristiane dipinte ricavate nei loculi dei vomitoria. In età medioevale divenne, forse, una fortezza.
  • Catacombe di San Senatore; originariamente cave di pozzolana sulla via Appia, divennero nel II secolo luogo di sepoltura dei cristiani, e dell'albanense san Senatore martire. Nel XVII secolo vi sorse sopra la Chiesa di Santa Maria della Stella con attiguo convento di carmelitani. Sono in parte ancora inesplorate.
  • Cisternoni; è uno dei simboli di Albano, un'enorme cisterna di cinque navate grande 20x30 m circa. Sottostante il complesso del Seminario annesso alla Chiesa di San Paolo, raccoglievano le acque di tre acquedotti provenienti da Malafitto e da Palazzolo. Sono stati in funzione (e sarebbero oggi[quando?] ancora perfettamente funzionanti), dopo l'età romana, dal XVII secolo al 1880 per rifornire le civili abitazioni, e in seguito per l'irrigazione.
  • Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi; attribuito agli Orazi e ai Curiazi, protagonisti della leggendaria battaglia tra Roma e Alba Longa, oppure ad Arunte figlio di Porsenna, morto nella battaglia di Aricia (509 a.C.), da altri addirittura a Gneo Pompeo Magno, è un complesso misterioso, copia in miniatura del sepolcro di Porsenna a Chiusi, posto sull'antico tracciato della via Appia verso Ariccia[48].
  • Sepolcro di Gneo Pompeo Magno; è un alto sepolcro comunemente identificato con un plausibile sepolcro di Gneo Pompeo Magno[senza fonte].
  • Villa di Gneo Pompeo Magno; costruita tra il 61 e il 58 a.C. con i proventi della guerra mitridatica e passata nel tempo a Sesto Pompeo, Dolabella e infine agli imperatori romani, si estende su una superficie di 9 ettari e conserva i segni di quattro successive ristrutturazioni[49].

Aree naturali

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  • Parco Regionale dei Castelli Romani: una piccola parte del territorio comunale di Albano Laziale è inclusa nel perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani. In origine, l'intero territorio comunale era situato all'interno del parco (legge regionale nº 2 del 13 gennaio 1984[50]), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte[51], per motivi legati all'espansione edilizia futura dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco, stabiliti nel 1998, sono più vasti dei confini precedenti, e includono anche il centro storico e le sue propaggini occidentali[senza fonte].
Il Parco Comunale della Villa del Vescovo nella frazione di Cecchina.

Evoluzione demografica

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Evoluzione storica della popolazione
1951 14 406[52]
1982 28 125[53]
1986 28 705[53]
1991 31 107[54]
1996 32 280[55]
2001 33 473[56]
2002 33 822[57]
2003 34 332[58]
2004 34 806[59]
2005 36 022[60]
2006 37 508[61]
2007 38 215[62]

Abitanti censiti[63]

Albano Laziale è oggi[quando?] il dodicesimo comune più popoloso della provincia di Roma[64], e il secondo dei Castelli Romani dopo Velletri. Inoltre è, dopo Roma e Ciampino e prima di Marino, il terzo comune più densamente popolato della provincia di Roma.[64]

Nel 2021 lo stato civile della popolazione era il seguente: celibe o nubile 17.828, coniugato/a 18.444, unito civilmente 24, divorziato/a 1.441, vedovo/a 2.742 (di cui 489 maschi e 2.253 femmine), non conosciuto 168. Totale 40.647.[65] La distribuzione della popolazione per numero di componenti delle famiglie era: 5.907 famiglie con 1 componente, 4.666 con 2 componenti, 3.375 con 3 componenti, 2.502 con 4 componenti, 662 con 5 componenti, 172 con 6 componenti, 51 con 7 componenti, 24 con oltre 7 componenti. Totale 17.359 famiglie.

Nel 2017 sono stati celebrati 130 matrimoni di cui 43 con rito religioso e 87 con rito civile. Nel 2018 i matrimoni sono stati 117 di cui 40 con rito religioso e 77 con rito civile.

Etnie e minoranze straniere

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Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune sono 3.593, ovvero il 9,16% della popolazione.[66] Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

  1. Romania, 2.182
  2. Albania, 227
  3. Ucraina, 147
  4. Egitto, 141
  5. Polonia, 106
  6. India, 144
  7. Moldavia, 970
  8. Cina, 95
  9. Bangladesh, 135

La presenza straniera ad Albano è piuttosto massiccia, ma giustificata dalle dimensioni e dall'importanza del comune. Il dato è comunque inferiore a quello provinciale (10,6%) e regionale (9,5%) e di poco superiore a quello nazionale (7,5%).

Titolo di studio

Popolazione di Albano Laziale per titolo di studio, anno 2023: laurea 7,3%, diploma di scuola secondaria superiore 30,4%, licenza scuola media inferiore 30,6%, licenza scuola elementare 21,1%, privi di titolo di studio 9,7%, analfabeti 0,9%.[67]

Lingue e dialetti

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«Quanno Monte Cavo se mette 'o cappello, và a casa a pijà 'o 'mbrello!»

L'idioma ufficiale più parlato è la lingua italiana. Esiste però come dialetto locale il dialetto albanense, che si distingue dai vicini dialetti di Ariccia (dialetto ariccino), Castel Gandolfo e Marino (dialetto marinese) anche per la predominanza della vocale "o", contro la "u" che caratterizza la maggior parte dei dialetti parlati nelle cittadine circostanti. Nel luglio 2006 è stato pubblicato un Vocabolario del dialetto albanense[68] curato da Nino Dori, Aldo Onorati, Giorgio Sirilli e Piero Torregiani.

Nelle aree di urbanizzazione più moderna, come le frazioni di Cecchina e Pavona ma anche buona parte del centro storico di Albano, il dialetto locale sta tuttavia per essere soppiantato dal dialetto romanesco, la cui penetrazione in provincia si fa sempre più massiccia.

«Sono grato a tutti voi, popolo dell'antica Chiesa suburbicaria di Albano, che siete giunti così numerosi a questo appuntamento con il Successore di Pietro.»

Albano Laziale dal V secolo è una delle sedi vescovili suburbicarie della Chiesa cattolica, diocesi suffraganea a quella di Roma. (Vedi Sede suburbicaria di Albano)

La facciata della chiesa di Santa Maria della Stella.
Il portale principale della cattedrale di San Pancrazio, con gli stemmi di Papa Francesco, del cardinale vescovo Angelo Sodano e del vescovo titolare Vincenzo Viva (settembre 2021).

Ad Albano e nelle frazioni di Cecchina e Pavona hanno sede numerosi istituti religiosi:

Ad Albano hanno sede poi tutti gli uffici della Curia Vescovile, ubicata presso Palazzo Lercari. Inoltre vi è la casa provinciale delle Suore di Gesù Buon Pastore.

È inoltre presente ad Albano Laziale il priorato italiano della Fraternità Sacerdotale San Pio X[70].

Dal 1998 ad Albano è presente una Comunità evangelica ecumenica, frutto della fusione tra il gruppo battista locale con il Gruppo ecumenico di Albano. La Chiesa evangelica battista di Albano è sorta con un Patto costitutivo nel 1993, mentre il Gruppo ecumenico ha avuto origine nel 1995. La Comunità evangelica ecumenica albanense aderisce alla Rete ecumenica dei Castelli Romani e all'UCEBI (Unione cristiana evangelica battista d'Italia). Oltre al culto domenicale, la comunità consuma una volta al mese dopo le funzioni religiose l'agape, cioè un pasto conviviale tra i fedeli.

Significativa anche la presenza di cristiani ortodossi, soprattutto di origine romena, che fanno riferimento in particolare alla Diocesi ortodossa romena d'Italia con una propria parrocchia nella frazione di Pavona.[71]

Ad Albano è presente anche un centro culturale islamico.[72]

Tradizioni e folclore

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  • Festa patronale di san Pancrazio: ricorre il 12 maggio, ed è solennemente ricordata con una processione per le strade cittadine ed una fiera.
  • Festa della Madonna del Rosario: papa Pio V, per solennizzare la vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), istituì come festa nazionale dello Stato della Chiesa la festa della Madonna del Rosario, che ancor oggi[quando?] continua a essere solennizzata ad Albano il 7 ottobre di ogni anno.
  • Festa della Madonna della Rotonda: la prima domenica di agosto la comunità albanense solennizza la festa di Santa Maria della Rotonda ricordando il salvataggio della città dall'epidemia di colera del 1867, avvenuto -dice il popolo- per intercessione proprio della Madonna della Ritonna -in dialetto albanense-
  • Festa di San Francesco d'Assisi: tradizionale festa albanense, in passato era attesa soprattutto per la fiera di animali che si teneva presso il "Campo Boario", vicino all'attuale stazione ferroviaria.[73]
  • Festa della Madonna del Carmelo: storica festa introdotta presumibilmente dai padri Carmelitani che si installarono nel Seicento presso la Chiesa di Santa Maria della Stella.
  • Arrivo delle Minenti: ovvero l'arrivo delle popolane di Trastevere, che terminavano ad Albano un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore il primo lunedì dopo la Pentecoste, abbigliate in costumi tradizionali. La ricorrenza, viva fino ai primi anni sessanta, ormai si svolge solo di rado.

Istituzioni, enti e associazioni

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Sanità

Albano è parte della ASL RM6, che ha proprio in città la sua sede, presso Palazzo Corsini, e rispetto ai servizi sanitari territoriali è parte del distretto H2 della stessa ASL. Sul territorio operato diverse strutture sanitarie private, alcune delle quali accreditate al S.S.R.[74]

Nel comune si trovano tre biblioteche comunali, che compongono il sistema bibliotecario di Albano, aggregato al sistema bibliotecario dei Castelli Romani con sede proprio ad Albano[senza fonte]. Le tre biblioteche, che hanno globalmente circa 8 000 iscritti[senza fonte], sono:

  • Biblioteca comunale di Albano - sede centrale; la biblioteca civica si trova in un'ala di un complesso neoclassico dei primi dell'Ottocento, già proprietà del marchese Ferrajoli, e conserva una ricca raccolta libraria, che include una sezione per ragazzi, audiovisivi, testi di storia locale legati al patrimonio archeologico e naturalistico del territorio, e una biblioteca scientifica del Museo con volumi di archeologia e storia dell'arte, con una particolare vocazione musicale[75].
  • Biblioteca comunale - sede di Cecchina, che si caratterizza per una serie di attività ricreative per i bambini, e laboratori per gli adulti[76].
  • Biblioteca comunale di Pavona,si trova nella nuova sede di Villa Contarini, circondata da un ampio giardino di circa 10.000 metri quadri[77].

Nel 1728 santa Rosa Venerini, fondatrice delle Maestre Pie Venerini, inaugurò una casa del proprio ordine ad Albano e nel 1764 i padri scolopi del Collegio Nazareno di Roma, entrarono in possesso di palazzo Pamphilj ad Albano, che da allora prese nome di "palazzo del Collegio Nazareno", dove venne fondato il primo istituto scolastico di Albano, le "Scuole Pie".

Uno scorcio di piazza Giuseppe Mazzini.
La sede della Biblioteca comunale di Cecchina, presso i locali della Villa del Vescovo.

La città ospita molti istituti di istruzione secondaria superiore, fondati a partire dagli anni trenta del XX secolo.

  • Istituto San Leonardo Murialdo; fondato nei primi anni quaranta del XX secolo nei locali di palazzo Rospigliosi dai padri giuseppini, iniziò a funzionare come scuola media paritaria e liceo scientifico paritario, il primo dei Castelli Romani. Nell'anno scolastico 2006-2007 è stato aperto anche il corso di liceo classico paritario.
  • Liceo Classico Statale "Ugo Foscolo", in precedenza succursale del Liceo Augusto di Roma, fu fondato nel 1961. Aveva sede in via dei Travoni, oggi via San filippo Neri, e successivamente venne trasferito nell'edificio progettato in via San Francesco d'Assisi dall'architetto Sandro Benedetti e costruito nell'area del campo di calcio cittadino (denominato Campo di Masini, dal nome di Ambrogio Masini, insegnante di educazione fisica e custode della struttura). È stato il secondo liceo classico statale dei Castelli Romani. Frequentato da circa un migliaio di alunni provenienti da un vasto bacino d'utenza, annovera tra i suoi ex-studenti numerosi personaggi pubblici. Il "Foscolo" ha dato origine, in particolare grazie all'impegno del preside Ignazio Vitelli, alla sezione staccata successivamente diventata Liceo Statale James Joyce di Ariccia.
  • Istituto professionale di Stato Nicola Garrone; fondato nel 1961 come succursale dell'istituto "Pietro Metastasio" di Roma. Nel 1962 acquisì l'autonomia e venne collocata presso l'attuale sede del commissariato di polizia presso Villa Ferrajoli. Nel 1970 la sede fu trasferita nell'edificio di Villa Ferrajoli che oggi[quando?] ospita il Museo civico, e infine nel 1974 il comune di Albano e il Ministero della pubblica istruzione acquistarono la villa del deposto re d'Egitto in esilio, dove dal 1977 ha sede l'istituto. Successivamente l'istituto è diventato parte dell'IISS Sandro Pertini di Genzano di Roma.
  • Istituto tecnico commerciale geometri paritario "Antonio Gramsci".
  • Centro di formazione professionale "San Girolamo Emiliani" (padri somaschi).
  • Centro di formazione professionale "Albafor".
  • Unitre Albano Laziale. Nell’Anno Accademico 2022-2023 l’Unitre contava 250 iscritti frequentanti e 550 associati. Nell’Anno accademico 2023-2024 prevede un’offerta didattica di 31 corsi svolti in presenza e in remoto.

Il seminario vescovile di Albano venne creato nel 1628 dal cardinale vescovo Carlo Emanuele Pio di Savoia e rimase aperto tra alterne vicende fino al 1921. Fu riaperto nel 1949 nel vasto complesso situato presso la chiesa di San Paolo, come "Pontificio seminario interdiocesano Pio XII" per poi essere chiuso a causa della crisi delle vocazioni.

  • Museo civico. Il museo civico è collocato nei locali dell'ottocentesca Villa Ferrajoli. Ospita vari reperti sull'antichità albana, tra cui la celebre armatura bronzea di Albano. Nel 2020 è stato visitato da 3.050 persone.
  • Museo della seconda legione Partica. Ha sede nel piano terra dei ruderi delle terme di Cellomaio, e racconta la storia della legio II Parthica., istituita da Settimio Severo e stanziata ad Albano dal 202 d.C. come guardia personale dell'imperatore, attraverso ricostruzioni di equipaggiamenti militari, reperti archeologici, oggetti della vita quotidiana dei legionari, testimonianze funerarie e una sala didattica dove i visitatori possono indossare le armature e assistere a un documentario di archeologia sperimentale[78].
  • l Museo Diocesano di Albano Laziale. È ospitato nel Palazzo Vescovile denominato anche Palazzo Lercari, costruito nel 1727 dal cardinale Nicolò Maria Lercari. Il Museo si caratterizza, nell’ambito del contesto storico e artistico dell’area di appartenenza, per la sua peculiare identità ecclesiale.

Il 30 ottobre 2007 il Consiglio comunale di Albano ha varato il Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche Territoriali (PRAEET), che regolamenta la presenza di antenne sul territorio comunale per evitare danni ambientali. Nel settembre 2007 infatti c'erano state polemiche per un'antenna "ignota" "spuntata" in località Cecchina a ridosso della ferrovia Roma-Velletri.[senza fonte]

Piazza San Paolo, posta alla sommita del Tridente seicentesco.
Via Gioacchino Rossini, nel moderno quartiere Miramare.
Piazza Enrico Berlinguer nella frazione di Pavona.

Molti organi di stampa si interessano dei fatti di Albano, già a partire dal XIX secolo. Tra il 1881 ed il 1888 nell'area di Albano, Velletri e Frascati uscì il quotidiano L'Avvenire del Lazio. Attualmente[quando?], oltre ai quotidiani nazionali, ad Albano sono disponibili alcuni quotidiani locali come Nuovo Oggi Castelli, e il quotidiano gratuito Cinque Giorni. Altri giornali locali gratuiti reperibili in città sono Controluce, La Voce, Il Caffè.

Ad Albano è operativa la tipografia Arti Grafiche di Torregiani A. & C.

Ad Albano ha sede radio Alba,[79] ricevibile in tutta l'area dei Castelli Romani.

Nel territorio di Albano hanno sede due emittenti televisive locali:

Ad Albano sono state girate scene di alcune fiction per la televisione:

L'attività teatrale ad Albano è stata storicamente molto vivace, e ruota attorno al Teatro Comunale Alba Radians, attualmente non in esercizio.

In città sono state girate riprese di vari lungometraggi:

Albano è dotata di un complesso filarmonico, il Complesso Bandistico Comunale Cesare Durante, che ha conseguito brillanti risultati in concorsi nazionali come il terzo posto alla Bacchetta d'Oro , il primo posto al 13º concorso nazionale per bande Città di Cascina e il primo posto al concorso nazionale bandistico a Riva del Garda " Flicorno d'oro"[senza fonte].

Ad Albano opera inoltre l'Associazione Amici della Musica Cesare De Sanctis, che tiene numerosi e apprezzati concerti in tutta Italia.[senza fonte]

Villa Doria-Pamphilj.
  • Bajocco Festival.: a partire dall'anno 2011, nel mese di settembre, si organizza il Bajocco, un Festival degli Artisti di Strada. Le esibizioni degli artisti occupano vie, vicoli e piazze del centro storico, e la città si trasforma in un animato e colorato teatro a cielo aperto dove si incontrano acrobati, giocolieri, musicisti, clown, e altri personaggi dell’arte di strada. Il Festival ha riscosso sin dalla prima edizione un notevole successo di pubblico[80], organizzato dall'Associazione Culturale XV Miglio.
  • Notte bianca: l'ultima domenica di settembre, il Comune di Albano ripropone con successo l'iniziativa di far tenere aperti i negozi la sera e di animare il centro storico con spettacoli e concerti. La prima edizione della notte bianca di Albano si è tenuta nel 2006.
  • Mercatino dell'antiquariato: la seconda domenica di ogni mese, è ormai tradizione consolidata dagli anni novanta che venga organizzato un mercatino dell'antiquariato con esposizione per le strade del centro storico.
  • Festival musicale "Franz Liszt": tra ottobre e novembre a Palazzo Savelli si svolgono delle settimane internazionali di musica classica dedicate al compositore che visse per un periodo ad Albano.

Albano ha fatto da sfondo o è stata soggetto di diverse opere letterarie:

  • Stendhal, La badessa di Castro, 1839; considerato "la prova generale della Certosa di Parma", il libro nel suo inizio è ambientato tra una romantica Albano del 1540 e le selve della Faiola, piene di briganti romantizzati. Con questo sfondo, si svolge la storia d'amore tra Elena Campireali, di nobile famiglia, e Giulio Branciforti, brigante gentiluomo, che si concluderà con il monacamento forzato di Elena, la quale tuttavia avrà tra le mura conventuali una relazione, e un figlio, con il vescovo della distrutta città di Castro, nella Maremma Laziale. Dal libro è stato tratto un film omonimo, del 1974, per la regia di Armando Crispino con Barbara Bouchet, Pier Paolo Capponi, Antonio Cantafora, Mara Venier.
  • Aldo Onorati, La leggendaria rivolta contro i Savelli, in Casualmente..., 1978; il poeta e scrittore albanense ha voluto in questo racconto immaginare la leggendaria rivolta degli albanensi contro la prepotenza dei Savelli, e l'assalto a Castel Savello.

Geografia antropica

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È uno dei comuni più importanti dei Castelli Romani, e il centro più animato commercialmente. Sede vescovile suburbicaria fin dal V secolo, storico principato della famiglia Savelli e dal 1699 al 1798 possesso inalienabile della Santa Sede, ospita anche la sezione distaccata del tribunale circondariale di Velletri. Il territorio di Albano è in parte incluso nel parco regionale dei Castelli Romani. Il comune comprende due popolose frazioni: Cecchina e Pavona.

Lo stesso argomento in dettaglio: Tridente (Albano Laziale).
Una pianta monumentale della città.
Una parte del Catasto Gregoriano (1816-1870) raffigurante buona parte del centro storico di Albano: da notare il Tridente seicentesco.
Via Aurelio Saffi, una delle tre strade del Tridente.

La moderna città di Albano nasce sulle rovine dei Castra Albana: in buona parte del tessuto urbanistico del centro storico si riscontra ancora oggi[quando?] l'ortogonalità tra strade caratteristica della topografia dei castra romani. In molti casi, le moderne costruzioni sono state edificate sopra i ruderi romani, inglobandoli: un esempio è quello dato dalla Porta Pretoria, rinvenuta solo dopo il crollo nel bombardamento del 1º febbraio 1944 dell'abitazione che la inglobava totalmente. Nel sottosuolo albanense, esplorando le cantine e le grotte, gli archeologi continuano a effettuare sorprendenti ritrovamenti: l'archeologo albanense Giuseppe Lugli attesta decine di questi casi[81], tra cui il ritrovamento di locali sotterranei al Santuario di Santa Maria della Rotonda, mentre in età più recente sono stati effettuati ritrovamenti di scheletri nei sotterranei di Palazzo Pamphilj a Borgo San Paolo.

Nel corso del XVII secolo la famiglia Savelli mise in opera importanti lavori urbanistici che cambiarono il volto di Albano: in pieno Borgo San Rocco venne aperto il grande spazio allora erboso di piazza Pia, mentre il Borgo San Paolo venne percorso dalle tre strade convergenti del Tridente: vennero costruite inoltre le chiese suburbane di Santa Maria della Stella con il convento dei Carmelitani e San Bonaventura con il convento dei Cappuccini.[82]

Infine, nel 1780, papa Pio VI ordinò di portare a termine la rettifica della via Appia nel tratto tra Roma e Terracina, portando così Albano al centro dell'intenso traffico che si svolgeva tra Roma, l'Agro Pontino e Napoli. Per rendere il percorso più degno, venne sventrata e rettificata l'antica sede della via Appia in mezzo all'abitato storico.[83] Durante i pontificati di papa Gregorio XVI e papa Pio IX venne costruito poi il ponte di Ariccia, sul quale venne tracciato l'attuale tragitto della Strada statale 7 Via Appia. Per migliorare la viabilità su questa importantissima arteria, furono realizzati numerosi interventi: nel 1908 venne rasa al suolo la settecentesca Porta Romana con l'adiacente Chiesa di San Rocco, per consentire il passaggio della linea delle Tramvie dei Castelli Romani; dopo la seconda guerra mondiale venne invece aperta piazza Giuseppe Mazzini sui resti della bombardata palazzina di Villa Doria-Pamphilj.[84]

A cavallo tra gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi decenni del XX, sorsero alla periferia dell'abitato storico diverse residenza di villeggiatura patrizie, come Villa Ferrajoli, Villa Venosa, Villa Ada, e numerosi villini borghesi soprattutto ai confini con Ariccia.

L'espansione novecentesca di Albano si è diretta da una parte verso la Selvotta e verso i margini del Parco Chigi di Ariccia, creando in quella zona un tempo boscosa il popoloso quartiere di Villa Ferrajoli; dall'altra invece l'espansione edilizia si è diretta lungo le strade che conducono a Pavona, Cecchina, Vallericcia e Castel Savello, in zone un tempo adibite a orti e vigneti, creando i popolosi quartieri di Miramare e Olivella. Più recente è l'urbanizzazione, peraltro ancora in corso, degli ex-vigneti posti in località Villetta, ai confini con il comune di Castel Gandolfo.[85]

Suddivisioni storiche

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Storicamente, il centro storico di Albano e le sue più moderne addizioni sono suddivisi in vari quartieri:

  • Cellomaio;
  • Borgo San Rocco;
  • Borgo San Paolo;
  • Borgo Garibaldi;
  • Quartiere Villa Ferrajoli;
  • Quartiere Miramare.

Suddivisioni amministrative

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Albano Laziale e Ariccia in una veduta panoramica da Vallericcia.

Il territorio del comune di Albano è amministrativamente suddiviso in tre circoscrizioni.

I dati sulla popolazione sono relativi al 31 dicembre 2020:

  • Prima circoscrizione: Albano Centro, 19.338 abitanti.
  • Seconda circoscrizione: Cecchina, 12.110 abitanti.
  • Terza circoscrizione: Pavona, 9.258 abitanti.
La chiesa di San Filippo Neri nella frazione di Cecchina.
La stazione ferroviaria della frazione di Pavona, sulla ferrovia Roma-Velletri.

Cecchina è capoluogo della seconda circoscrizione di Albano. La sua popolazione è di 12.110 abitanti; è disposta lungo la Strada Regionale 207 Nettunense in prossimità del chilometro 9, e lungo la ferrovia Roma-Velletri, a circa 237 m s.l.m. Le origini di Cecchina sono collegate a un casale edificato alla metà del XVII secolo nella zona da monsignor Sebastiano Cecchini. L'abitato ha avuto a partire dagli anni sessanta un imponente sviluppo demografico anche grazie ai buoni collegamenti ferroviari e stradali. Per una distanza di circa 400 m di competenza dei comuni di Ariccia e Ardea lungo la via Ardeatina in localita Montagnano, il territorio comunale di Albano laziale facente parte della seconda circoscrizione di Cecchina non confina con la provincia di Latina. Il santo patrono è San Filippo Neri, festeggiato il 26 maggio.[86]

Pavona è capoluogo della terza circoscrizione di Albano, con una popolazione di 9.258 abitanti; è disposta lungo la Strada statale 207 Nettunense in prossimità del chilometro 4, e lungo la ferrovia Roma-Velletri, a circa 180 m s.l.m. Le origini di Pavona sono collegate a un'osteria e alla villa del cardinale Flavio Chigi. L'abitato si è sviluppato a partire dagli anni sessanta. Il santo patrono è San Giuseppe festeggiato il 1º maggio.[87]

Altre località del territorio

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  • Cancelliera; divisa in parte con il comune di Ariccia, la sua popolazione è calcolata da circa 900[88] a 2 000 abitanti; la principale risorsa è l'attività industriale, che si concentra attorno alla Strada statale 207 Nettunense al chilometro 7 e alla stazione di Cancelliera (Ariccia) sulla ferrovia Roma-Velletri.
Corso Giacomo Matteotti, comunemente denominato Corso di sotto.
L'Agenzia delle Entrate del Comune di Albano nel quartiere La Stella.
Resti archeologici romani presso la sede dell'Agenzia delle entrate.
La struttura produttiva

Nel 2018 operavano nella città di Albano Laziale 2.863 unità locali delle imprese (di cui 718 artigiane) che impiegavano 8.516 addetti. La struttura produttiva risulta centrata sulla produzione di servizi.

La struttura produttiva di Albano Laziale nel 2018.[89]

Attività economica Addetti Unità locali
Manifatturiero 1.296 204
Energia elettrica, gas 59 9
Acqua rifiuti 55 9
Costruzioni 994 330
Servizi 6.112 2.311
di cui Commercio 1.458 707
Ristorazione 1.503 179
Attività professionali 667 478
Totale 8.516 2.863

L'economia di Albano è storicamente legata alla vitivinicoltura, attiva primaria di importanza capitale in un'area come quella dei Colli Albani nota per i suoi ottimi vini fin dall'età romana: poeti e scrittori dell'Antica Roma apprezzavano infatti i vini dei Castelli con il nome di Albanum.

Nell'anno 1995 presso il mercato ortofrutticolo all'ingrosso di Albano sono stati venduti 12706000 kg di ortaggi (cavoli, broccoli, cavolfiori, patate, cipolle, pomodori e insalate) di provenienza nazionale e 193 200 kg di provenienza estera; inoltre i carciofi venduti sono stati 32 695 700 kg di provenienza nazionale, mentre sono stati venduti 8 474 700 kg di frutta fresca (mele, pere, pesche, uva) di provenienza nazionale e 1 483 100 kg di provenienza estera; infine gli agrumi venduti sono stati 4 307 300, tutti di provenienza nazionale.[90]

È terra di produzione del vini bianchi dei Colli Albani DOC[91].

Nell'anno 1995 le unità locali dell'industria nel comune di Albano erano in numero di 475, una delle dieci concentrazioni di attività industriali più massicce del quadrante meridionale della provincia di Roma.[92]

Non sono presenti attività estrattive di minerali nel territorio albanense: tuttavia in età romana il peperino era conosciuto come lapis albanus, poiché questo particolare tipo di pietra si trovava soprattutto sulle sponde del Lago Albano. Nonostante il centro storico di Albano sorga su una colata di peperino, l'estrazione di questa pietra non è mai stata fiorente, a differenza di quanto avveniva nella vicina Ariccia e a Marino, considerata una "patria" del peperino, fino agli anni sessanta del XX secolo.

Le attività manifatturiere nel territorio comunale sono in numero di 264, mentre le aziende che si occupano del settore energetico -gas ed elettricità- e dell'approvvigionamento idrico erano nel 1995 in numero di due.[92]

Infine, le aziende che operano nel settore delle costruzioni erano in numero di 209: questo settore, vista la grande espansione urbanistica di Albano negli ultimi decenni, è in costante crescita, come dimostrano anche i dati relativi alle licenze artigiane di muratori riportati nella precedente sezione.[92]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la lavorazione e l'arte del ferro e quella orafa.[93]

Albano e i Colli Albani

Nel 1994, nel territorio comunale di Albano sorgeva un solo grande magazzino[94] dotato di una superficie di 620  e 9 addetti.[95]

Nello stesso anno i supermercati alimentari sul territorio comunale erano in numero di due, con una superficie complessiva di 1183  e 31 addetti.[96] Oggi[quando?] il numero di supermercati è aumentato, grazie anche all'espansione e allo sviluppo delle frazioni di Cecchina e Pavona.

Ancora, nell'anno 1994 le autorizzazioni commerciali di vendita al minuto erano 633, di cui 195 a negozi alimentari e 438 a negozi non alimentari. Il numero di esercizi commerciali di Albano è inferiore, fra i comuni del quadrante meridionale della provincia di Roma, solamente ai numeri del comune di Roma.[97] Nel 2003, gli esercizi commerciali nel territorio comunale di Albano erano aumentate a 663, conservando il loro primato numerico sui comuni vicini.

Le licenze per il commercio ambulante nel comune di Albano, al 1994, erano in numero di 74, di cui 28 alimentari e 46 non alimentari. Il numero è in linea con i dati della maggior parte degli altri comuni.[97]

I ristoranti, trattorie e fraschette ammontavano nel 1994 al numero di 57, le latterie e i bar a 99, e le rivenditorie di tabacchi e valori bollati erano 24.[98] Alla stessa data, i negozi di barbiere e parrucchiere erano 71, le tintorie 23, e le agenzie di mediazione 11.[99]

Questi dati confermano la straordinaria vivacità dell'attività commerciale albanense, che conta esempi eccellenti di esercizi commerciali operativi fin dagli ultimi decenni del XIX secolo.

L'Esedra della Pace in via Alcide De Gasperi (novembre 2020).

Fin da quando nel 1780 la strada postale tra Roma e Napoli venne fatta passare nuovamente attraverso la via Appia, con transito per Albano[83], la città divenne un importante centro di servizi della propria zona. Ultimamente, con lo sviluppo economico, questo ruolo è stato in parte intaccato dalla diffusione dei servizi almeno di base anche nelle località e nei centri più periferici: tuttavia Albano mantiene una grande importanza nel settore dei servizi.

Al 1994 gli sportelli bancari presenti sul territorio comunale albanense erano 10, con depositi bancari per un totale di 508 209 000 lire.[100]

Costruzioni integrate nelle antiche terme di Cellomaio

La vicinanza della città di Albano con Roma rappresenta da una parte un'opportunità per l'affluenza turistica, ma d'altra parte può risultare penalizzante. Albano possiede notevoli potenzialità turistiche, che sono state incentivate negli ultimi anni, come il circuito archeologico dei Castra Albana e le bellezze naturalistiche del Colle dei Cappuccini e delle sponde del Lago Albano.

Nell'anno 1995 la capacità di accoglienza turistica delle strutture ricettive del territorio comunali era di 132 camere con 219 letti, 50 bagni e 92 docce.[101]

Segue una tabella che riporta le presenza turistiche nel territorio di Albano negli anni 1993 - 1995, secondo i dati raccolti dall'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo "Laghi e Castelli Romani"[101]:

Presenza di turisti ad Albano Laziale 1993 - 1995
Anno Italiani Stranieri Giornate di permanenza totali
1993 8 712 3 699 28 875
1994 9 681 3 212 30 998
1995 5 755 606 14 090

Nel 2015 operavano 4 esercizi alberghieri e 19 esercizi complementari e bed and breakfast che hanno accolto complessivamente 40.345 ospiti.[102]

Infrastrutture e trasporti

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Via Pratolungo, ai confini comunali: carreggiata destra Albano Laziale, carreggiata sinistra Ariccia.
Cippo miliare della Strada statale 207 Nettunense presso la frazione di Cecchina.

L'unica strada statale che attraversa il territorio albanense è la Strada statale 7 Via Appia, che ricalca sostanzialmente l'antico tracciato romano della via Appia Antica, l'unica ex-strada statale regionalizzata presente sul territorio comunale, e in tutto quello dei Castelli Romani, è la Strada Regionale 207 Nettunense, che nel tratto interno al comune attraversa gli abitati di Pavona e Cecchina, mentre la strada provinciale di competenza della provincia di Roma l'ex-strada statale via Maremmana III, attraversa i comuni di Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Frascati, Grottaferrata, Marino, Castel Gandolfo e Albano Laziale, dove finisce collegandosi con la via Appia.

Nel 2000 sono iniziati i lavori per la costruzione della Tangenziale, una nuova strada che dalla località Villetta salta il centro storico servendo come alternativa per il traffico non locale che transita sulla trafficatissima Strada statale 7 Via Appia in direzione Ariccia e Velletri. Terminato il primo tratto nel 2010, i lavori si sono conclusi fino alla località Somaschi nel 2016.

Altre strade di competenza provinciale che attraversano il territorio sono:

Ferrovie e tranvie

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Albano è servita da due linee: la ferrovia Roma-Albano, su cui sono presenti la stazione di Villetta, situata in parte nel territorio di Castel Gandolfo e la Stazione di Albano Laziale, e la ferrovia Roma-Velletri, con le stazioni e fermate di Pavona, la Cecchina e Cancelliera.

Nell'aprile 1906 venne aperto il tronco Grottaferrata-Marino-Castel Gandolfo-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma della rete delle tranvie dei Castelli Romani. Albano fu servita fino al 4 agosto 1954 dalla tratta Marino-Albano Laziale, al 15 dicembre 1963 dalla Marino-Grottaferrata; infine, il 3 gennaio 1965, venne effettuata l'ultima corsa della Roma-Albano Laziale.

Mobilità urbana

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I collegamenti interurbani con Roma sono svolti con autocorse gestite dalla società COTRAL.

Servizi idrici

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Il comune di Albano Laziale è storicamente soggetto a una difficile situazione dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico: la mancanza di importanti sorgenti d'acqua sul territorio comunale ha costretto fin dal XVII secolo a utilizzare acque provenienti dai vicini territori di Ariccia e Nemi. Il 20 ottobre 1607 i principi Paolo e Federico Savelli concessero alla Comunità di Albano l'utilizzo e la captazione verso la città delle acque provenienti dalla sorgente "nuncupatarum di Malafitto existentium in territorio Ariciae", onde ovviare al grave problema idrico che affliggeva la città "a multis anni citra, defectu belli, et aliorum similium carens, et deficiens sit tam pulcro, et necessario elemento, et ornamento aquarum".[104] Il mulino pubblico per la macinatura del grano era situato presso la località Mole, ai confini con il comune di Castel Gandolfo, ed era alimentato dalle acque dell'emissario del Lago Albano che sbuca proprio in quel punto: quello era l'unico mulino al quale potevano accedere le popolazioni di Albano in forza degli Statuti del 1605.[105] In tempi più recenti, la gestione dell'approvvigionamento idrico è stata di competenza del Comune di Albano Laziale, che nell'anno 1994 rendeva noto che su un consumo globale di 137 litri di acqua al secondo, 102 provenivano da pozzi artesiani situati nel territorio comunali, 6 dalla sorgente di Nemi e 29 dall'acquedotto del Consorzio del Simbrivio[106]; l'anno seguente, il consumo d'acqua era salito a 146 litri al secondo e l'estrazione dai pozzi artesiani era passata a 116 litri. Dal 2008 il servizio idrico è gestito dalla compagnia municipalizzata del Comune di Roma Acea tramite l'ambito territorio ottimale Acea ATO 2.

Impianti di trattamento rifiuti

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Negli anni settanta venne aperta la discarica in località Roncigliano, con una capacità massima prevista di sei fosse. Oggi[quando?] si sta esaurendo la settima fossa e la chiusura dell'impianto sembra assai lontana: anzi, per ovviare all'incombente crisi dei rifiuti della regione Lazio è partita una proposta per costruire a Roncigliano un gassificatore.[107][108] I cittadini hanno costituito subito un comitato di opposizione.[109]

Nel territorio del Comune di Albano Laziale è collocata la discarica di rifiuti di Roncigliano, tradizionale fonte di inquinamento. Il Comune di Roma Capitale ha in progetto di costruire a Santa Palomba, a breve distanza dalla discarica di Roncigliano, un inceneritore destinato a bruciare 600 mila tonnellate all'anno di rifiuti indifferenziati della capitale. Tale progetto trova una fiera opposizione da parte di tutti i Comuni dei Castelli Romani e di molteplici associazioni di cittadini.

Amministrazione

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Palazzo Savelli, sede del Comune di Albano Laziale.

Nel 1872 il comune cambia denominazione, passando da Albano ad Albano Laziale.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1993 17 gennaio 1994 Leonardo Buono PDS Sindaco
17 gennaio 1994 27 giugno 1994 Enrico Piceno Commissario
27 giugno 1994 11 dicembre 1997 Vincenzo Rovere PSI Sindaco
11 dicembre 1997 8 giugno 1998 Enrico Piceno Commissario
8 giugno 1998 10 dicembre 1999 Maurizio Chiovelli DS Sindaco
10 dicembre 1999 1º maggio 2000 Fernando Guida Commissario
1º maggio 2000 30 marzo 2010 Marco Mattei CCD / UDC Sindaco
30 marzo 2010 21 settembre 2020 Nicola Marini PD Sindaco
21 settembre 2020 15 ottobre 2025 Massimiliano Borelli PD Sindaco
15 ottobre 2025 25 maggio 2026 Filippo Santarelli Commissario
25 maggio 2026 in carica Massimo Ferrarini FdI Sindaco

Albano Laziale è gemellata con:[senza fonte]

Il viale inferiore del parco pubblico di Villa Doria (agosto 2020).
Calcio

La maggiore squadra calcistica cittadina è storicamente l'Albalonga, che dopo la fusione con altre squadre nella Polisportiva Albalonga è riuscita ad approdare in Serie D fino alla retrocessione avvenuta sul campo nel campionato 2007/2008, che ha riportato la squadra in Eccellenza Lazio. Nella stagione 2014-2015 vince il girone B dell'Eccellenza e approda di nuovo in Serie D. Dal 2001 l'Albalonga ha come colore sociale l'azzurro.

Calcio a 5

Esiste anche una rappresentativa cittadina nel calcio a 5, l'Albano Calcio a 5, storica società del panorama laziale, attiva dal 1996. Dopo 7 stagioni in Serie B, nel nazionale, e una Coppa Lazio vinta nella stagione 2000/01, attualmente[quando?] la squadra milita in C1, massimo campionato regionale.

Pallacanestro
  • Albano Basket Club che, nel campionato 2019-2020, milita nel campionato maschile di Serie C Gold.[113]
Pallavolo
  • Albalonga Volleyball Club, attiva dal 1997, che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di Serie C.[114]
  • Pallavolo Albano fondata nel 1968 e militante nel campionato di serie C femminile e nel campionato di due divisione maschile
Scherma

Anche nella scherma il comune di Albano ha una sua rappresentanza. Oltre alla scuola di scherma dell'Istituto Paritario Leonardo Murialdo, presso la frazione di Cecchina è attiva la scuola di scherma di locale, ed è attualmente[quando?] in fase di progettazione la costituzione della Società Sportiva Cecchina Scherma.

  1. Comune di Albano Laziale (RM) - CAP e Informazioni utili, su Tuttitalia. URL consultato il 13 ottobre 2018.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Albano"[collegamento interrotto], in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  6. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "laziale"[collegamento interrotto], in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  7. Comune, su www.comune.albanolaziale.rm.it. URL consultato il 19 giugno 2026.
  8. 1 2 3 Istituto Geografico Militare, Foglio nº 151 della Carta d'Italia - Albano Laziale (ricognizioni generali 1931, ricognizioni parziali 1946).
  9. Giuseppe Lugli, I Castra Albana – Un accampamento militare al XIV miglio della via Appia, in Studi e ricerche su Albano archeologica 1914-1967, Roma, Comune di Albano Laziale, 1969, p. 212.
  10. Carta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967.
  11. "Manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (laghetti di Pavona e di Giuturna, v7)". Carta Geologica d'Italia, foglio 150.
  12. Tufiti alluvio-lacustri prodotti del dilavamento entro valli radiali, a margine della formazione del Vulcano Laziale, in Carta Geologica d'Italia, foglio 150.
  13. Coni di scorie e lapilli del recinto esterno sepolti sotto "peperini", in Carta Geologica d'Italia, foglio 150.
  14. Brandelli lavici, scorie grossolane e bombe, talvolta saldati; passaggio laterale sulle pendici generalmente in facies pedogenizzate, in Carta Geologica d'Italia, foglio 150.
  15. Paleosuoli sottostanti a lave in grandi colate (β5), in Carta Geologica d'Italia, foglio 150.
  16. S. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G. B. La Monica e E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche, in Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, Vincenzo Carunchio, 1987, pp. 17–45.
  17. Rilevazioni Annue, su Albano Meteo. URL consultato il 20 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  18. Stazione meteorologica di Ariccia (TXT) (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2009)., Ariccia, località Catena, 470 m s.l.m.. Sul sito sono disponibili i valori aggiornati all'ultimo anno concluso.
  19. Giorgio Sirilli, Albano Laziale nella memoria degli anziani, Albano Laziale, Arti Grafiche Torregiani A & C, Aprile 2018.
  20. Pino Chiarucci, La Civiltà Laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Il Lazio Antico. Corso di Archeologia, 1983, pp. 35-41.
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  25. Lawrence Keppie, The Making of the Roman Army, Routledge, 1998.
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  63. Dati tratti da:
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  71. Mappa delle parrocchie, su Diocesi ortodossa romena d'Italia. URL consultato l'11 novembre 2025.
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  73. Pino Chiarucci, Albano Laziale, pp. 86-87.
  74. Strutture sanitarie private accreditate, su aslroma6.it. URL consultato il 3 maggio 2026.
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  79. "Radio Alba".
  80. l Bajocco Festival Artisti di Strada ha ottenuto il Premio "Meraviglia Italiana", riconoscimento assegnato a “manifestazioni e ai siti di particolare, straordinario e alto valore culturale”.
  81. Giuseppe Lugli, Castra Albana - Un accampamento fortificato al XV miglio della via Appia Antica, in Studi e ricerche su Albano archeologica 1914-1967, pp. 124-178.
  82. Pino Chiarucci, Albano Laziale, pp. 76-77.
  83. 1 2 Nicola Ratti, Storia di Genzano, con note e documenti, cap. VI p. 54.
  84. Pino Chiarucci, Albano Laziale, pp. 79-81.
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  89. Giorgio Sirilli, Albano Laziale e i Castelli Romani attraverso la statistica - 2022, Edizioni Controluce, Monte Compatri, 2022..
  90. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT.
  91. Disciplinare di produzione dei vini Colli Albani Doc - Disciplinare.it, su www.disciplinare.it. URL consultato il 3 maggio 2026.
  92. 1 2 3 Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 120.
  93. Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
  94. La definizione di grande magazzino è così data dall'Annuario Statistico 1996 del Comune di Albano Laziale: "Il Grande magazzino è un esercizio al dettaglio nel campo non alimentare che dispone di una superficie di vendita superiore a 400  e di almeno 5 distinti reparti (oltre l'eventuale reparto alimentare) ciascuno dei quali destinato alla vendita di articoli appartenenti a settori merceologici diversi e in massima parte di largo consumo." Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, Appendice p. 166.
  95. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 121.
  96. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 122.
  97. 1 2 Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 123.
  98. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 124.
  99. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 125.
  100. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 13 p. 130.
  101. 1 2 Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 5 p. 43.
  102. Giorgio Sirilli, Albano Laziale e i Castelli Romani attraverso la statistica - 2022, Edizioni Controluce, Monte Compatri, marzo 2022..
  103. In realtà il toponimo corretto sarebbe Prelatura, tuttavia un errore dell'ANAS ha modificato il toponimo della zona in maniera pressoché irrimediabile.
  104. Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia e delle sue colonie di Genzano e Nemi, parte I cap. XXXI, pp. 303-304.
  105. Giuseppe Del Pinto, Albano nel 1798, p. 9.
  106. Annuario Statistico 1996, Comune di Albano Laziale - ISTAT, cap. 6 p. 61.
  107. Legambiente - Comunicato stampa 28-12-2007.
  108. Osservazioni WWF sul gassificatore di Albano-Cecchina (PDF) (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2011).
  109. Comitato "No inceneritore" (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2008).
  110. (PL) Miasta partnerskie, su bialogard.info. URL consultato il 30 ottobre 2021 (archiviato il 30 ottobre 2021).
  111. 1 2 3 Comune di Albano Laziale, su comune-italia.it. URL consultato il 30 ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2020).
  112. (DE) Neue Partnerschaft besiegelt - Homburger Delegation war in Albano Laziale / Urkunde unterschrieben, su homburg.de, 2018. URL consultato il 30 ottobre 2021 (archiviato il 18 dicembre 2018).
  113. Il campionato regionale sul sito della FIP.
  114. Il campionato sul sito Federvolley Comitato regionale Lazio.
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  • Alberto Crielesi, Albano dimenticata: dimore storiche, personaggi e fatti, ITL, Palestrina, 2009
  • Giorgio Sirilli, Albano Laziale nella memoria degli anziani, Arti Grafiche Torregiani A & C, Albano Laziale, aprile 2018
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  • Francesco Gandolfo, Albano: medioevo e arte in una realtà suburbicaria, Tored Edizioni, Tivoli, 2020
  • Giorgio Sirilli, Albano Laziale e i Castelli Romani attraverso la statistica - 2022, Edizioni Controluce, Monte Compatri, marzo 2022
  • Giorgio Sirilli, Prediche inutili. Analisi e proposte inascoltate dai politici, Edizioni Controluce, Monte Compatri, maggio 2022.
  • Sara Fabrizi, La storia di Albano Laziale: dalla preistoria ai giorni nostri, Typimedia editore, 2023

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