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L'allenatore nel pallone 2

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L'allenatore nel pallone 2
Oronzo Canà (Lino Banfi) in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2008
Durata101 min
Generecommedia, sportivo
RegiaSergio Martino
SoggettoLuca Biglione, Romolo Guerrieri, Sergio Martino, Luciano Martino e Franco Verucci
SceneggiaturaLino Banfi, Luca Biglione, Riccardo Cassini, Romolo Guerrieri, Sergio Martino e Franco Verucci
ProduttoreMino Loy, Luciano Martino, Marco Poccioni e Marco Valsania
Casa di produzioneDania Film, Rodeo Drive
Distribuzione in italianoMedusa Film
MontaggioAlberto Moriani, Eugenio Alabiso e Alessandro Cerquetti
Effetti specialiPasquale Di Viccaro, Stefano Marinoni, Federica Nisi e Paola Trisoglio
MusicheAmedeo Minghi
ScenografiaFabio Vitale
CostumiValentina Di Palma
Interpreti e personaggi

L'allenatore nel pallone 2 è un film italiano del 2008 diretto da Sergio Martino.

Il film è il sequel de L'allenatore nel pallone (1984).[1]

Nel 2007 Oronzo Canà, ormai da tempo ritiratosi dal mondo calcistico, gestisce un'azienda olearia assieme alla moglie Mara e alla figlia Michelina, la quale, contrariamente a quanto si poteva pensare dal primo film, non si è sposata con Aristoteles, giocatore brasiliano allenato dal padre all'epoca, ma con Fedele (il quale, a dispetto del nome, la tradisce continuamente), con il quale ha avuto il figlio Oronzino, piccolo genio dell'informatica.

Al termine della stagione 2006-2007, la Longobarda, l'ex squadra di Canà del primo film, ottiene il ritorno in Serie A dopo una lunga assenza. Per l’occasione, il tecnico pugliese viene invitato a una trasmissione sportiva in onda su Sky Calcio: tramite i filmati di repertorio della salvezza conquistata all'epoca, l'allenatore rivela al pubblico che all'epoca fu esonerato per la mancata retrocessione ordita dal presidente Borlotti, svelando anche l'infedeltà coniugale della moglie di quest'ultimo. Le dichiarazioni mettono in cattiva luce Willy Borlotti, figlio del commendatore e nuovo massimo dirigente della società, presente in studio, che tenta di ripulire l'immagine sociale assumendo nuovamente Canà come allenatore per il campionato 2007-2008: Oronzo fa così rientro nel mondo del calcio professionistico dopo oltre vent'anni, presenziando inoltre al funerale dell'ex calciatore Fulgenzio Crisantemi, la notizia della cui morte era giunta in diretta televisiva.

Spalleggiato dall'ambiguo socio russo Ivan Ramenko, il presidente, nonostante abbia annunciato una promettente campagna di rinforzo della squadra, riesce ad acquistare solamente il centravanti giapponese Ken Kiku, il cui cognome significa in lingua nipponica «portatore di crisantemi», causando una perdita di valore nelle azioni societarie. Atteso da un ostico calendario in avvio, che propone quali avversarie la Roma, Inter, Milan e Juventus nelle prime 4 giornate, Canà rimedia sonore disfatte, con Kiku che manifesta problemi di comprensione linguistica e si rivela molto imbranato, realizzando ben 3 autogol a fronte di una sola rete: ferito al capo da una bottiglia che i tifosi scagliano dopo la quarta sconfitta consecutiva, l'allenatore è rimpiazzato dal suo secondo nell'incontro successivo, che porta i primi punti in classifica.

Consigliato dal nipote Oronzino su quali schemi e tattiche adottare, Oronzo imposta un «modulo a farfalla» che porta la Longobarda ad una striscia positiva, comprensiva di quattro vittorie di fila. Una sera, ospite a Controcampo, Canà risponde allo scherno di Giampiero Mughini dicendo addirittura di puntare — con la Longobarda in undicesima posizione a 18 punti — alla Champions League; proprio durante il programma giunge la notizia delle positività al doping dei calciatori Burrai e Luisini, i quali ricevono una lunga squalifica. Durante la pausa natalizia — a cui la compagine giunge reduce da un pareggio senza gol contro la Lazio — Borlotti e Ramenko si recano in Russia col pretesto di accedere a nuovi capitali, utili per acquistare calciatori nel mercato di gennaio: dalla sessione invernale, invece, l'organico esce non solo non rinforzato ma anche impoverito, con le partenze di numerosi elementi che non avevano ricevuto stipendi arretrati.

Le ricerche di Oronzino spingono il nonno all'ingaggio di due giocatori ormai attempati ma ancora in forma, Pagnotta e Brambilla, mentre il tentativo di accordo con l'attaccante Luca Toni (trasferitosi in Germania) mediato da un amico del genero Fedele si rivela un clamoroso fraintendimento scambiando l'attaccante per il cantante Little Tony. A risultati migliori conduce la segnalazione di Andrea Bergonzoni, vecchio amico di Canà e osservatore del club quando Canà lo allenava anni prima, il quale scova sui campi di provincia il giovane talento brasiliano Caninho: l'ingresso in squadra di questi tre elementi porta maggiori fortune agonistiche alla Longobarda, che può così tornare a sperare nella salvezza.

Oronzo viene poi informato da Bergonzoni che Caninho è giunto in Italia con la madre per cercare il padre, che sa essere un allenatore sportivo italiano. Canà, che aveva effettivamente passato una notte d'amore con la madre del ragazzo, una ballerina brasiliana, si convince quindi di esserne il padre; parlando di ciò con Bergonzoni, viene sfortunatamente sentito dalla giornalista Gioia Desideri, che stava origliando e, vedendo la possibilità di un clamoroso scoop, invita Canà a casa sua per un'intervista privata. La giornalista tende quindi una trappola ad Oronzo, poiché piazza una telecamera nascosta nel suo salotto per registrare e, facendo ubriacare l'allenatore con qualche tequila ed esibendo una scollatura vertiginosa, riesce a fargli confessare il segreto sul brasiliano. Il giorno dopo i giornali pubblicano la notizia e per tale motivo tra Caninho e Canà si guastano i rapporti, con conseguenti difficoltà sportive per la squadra. In seguito Oronzo scopre di non essere il padre di Caninho, che si rivela essere un allenatore di pallacanestro, quindi i rapporti tra i due si riallacciano parzialmente.

La Longobarda intanto è rimasta senza presidente, in quanto Borlotti e Ramenko hanno compiuto delle frodi e poi hanno fatto perdere le proprie tracce, e Canà, ignaro di tutto ciò, ne viene informato dalla Polizia. Arriva l'ultima partita di campionato, decisiva per la salvezza, nella quale la squadra di Canà deve sfidare la Marchigiana, che compete per lo stesso obiettivo e tra le cui file è presente Kiku, ceduto nel mercato invernale e che si è reso protagonista di un notevole miglioramento di rendimento. Il giapponese, nel primo tempo, realizza un gol e si procura un rigore, contribuendo al parziale di 2-0: durante l'intervallo Canà caccia dallo spogliatoio i propri giocatori stranieri Elliot e Renda, scoprendo che questi si sono accordati col tecnico della Marchigiana per una combine, e li sostituisce con Brambilla e Caninho, la cui tripletta porta la Longobarda ad ottenere vittoria e salvezza. Mentre le forze dell'ordine arrestano Borlotti e Ramenko, scoperti mentre cercavano di fuggire dall'Italia, l'allenatore viene portato in trionfo dall'intero stadio, come già avvenuto anni prima.

Nel film Lino Banfi torna al cinema dopo sedici anni di assenza, nel ruolo dell'allenatore di calcio Oronzo Canà, interpretato 24 anni prima. Partecipano inoltre numerosi personaggi del calcio italiano che interpretano sé stessi, tra i quali: Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon, Luca Toni, Marco Amelia, Fabio Galante, Giancarlo Antognoni, Roberto Pruzzo e Ciccio Graziani (questi ultimi due già apparsi nel primo film assieme all'allora compagno di squadra alla Roma Carlo Ancelotti). Il massaggiatore della Longobarda è lo stesso attore (Dino Cassio) che nel film originale del 1984 interpretava la parte del capostazione. La pellicola è stata l'ultima apparizione cinematografica di Giuliana Calandra, morta nel 2018.[2]

Luoghi di ripresa

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Lo Stadio della Longobarda è lo Stadio Renato Fioravanti (ex Stadio dell’Olivo) di Tuscania, mentre il campo sportivo nel quale Oronzo Canà vede per la prima volta giocare Caninho è lo Stadio Comunale di Montefiascone. Il convento nel quale viene accolto Caninho fa ancora parte dell'Hotel Domus La Quercia di Viterbo, un tempo monastero adiacente al santuario di Santa Maria della Quercia.[3]

Squadre immaginarie

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Tra le squadre immaginarie del film, oltre alla Longobarda, è presente la Marchigiana, già squadra protagonista del film di Sergio Martino del 1985 Mezzo destro mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone. Viene inoltre citata la Juliana, protagonista della fiction Rai del 2006 L'ultimo rigore 2 anch'essa diretta da Sergio Martino.

Distribuzione

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Girato per la maggior parte nella zona di Viterbo nell'estate del 2007,[4][5] il film è uscito nelle sale l'11 gennaio 2008 e ha incassato in tutto 7 648 000 euro.[6][7]

Il film si è classificato al 16º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 2007-2008.[8]

Colonna sonora

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Lo stesso argomento in dettaglio: L'allenatore nel pallone 2 (colonna sonora).

La colonna sonora del film è stata composta da Amedeo Minghi. Minghi e Lino Banfi hanno inciso insieme la canzone La marcia di Oronzo, che accompagna i titoli di testa.

  1. ^ Pedro Armocida, Torna Banfi-Canà: "Un bel film anche se il calcio è peggiorato", su ilgiornale.it, 9 gennaio 2008.
  2. ^ Addio a Giuliana Calandra, storica moglie di Oronzo Caná in "L'allenatore nel pallone", su itasportpress.it, 26 novembre 2018.
  3. ^ Location verificate di L'allenatore nel Pallone 2, su davinotti.com.
  4. ^ Torna Oronzo Canà, in ritiro con Roma e Milan, su gazzetta.it, 31 maggio 2007.
  5. ^ Tony Damascelli, Banfi: «Per Natale torno in campo con Oronzo Canà», su ilgiornale.it, 17 giugno 2007.
  6. ^ Scheda su MyMovies.it, su mymovies.it.
  7. ^ Alessandro Catapano, Lo schema a farfalla di Oronzo Canà, in La Gazzetta dello Sport, 9 gennaio 2008.
  8. ^ Stagione 2007-08: i 100 film di maggior incasso, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 21 agosto 2025.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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