Dino Cassio

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Dino Cassio
Dino Cassio.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Periodo di attività musicale1964 – 2002
EtichettaCAR Juke Box, Columbia, Zeus, Gulp!, RCA Italiana

Leonardo "Dino" Cassio (Bari, 2 aprile 1934Roma, 9 luglio 2012) è stato un attore e cantante italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I Brutos nel 1967; Dino Cassio è il secondo da destra (foto gentilmente fornita da Ettore Bruno)

Inizia l'attività di attore di varietà e di caratterista; si trasferisce a Roma e nel 1964 entra nel gruppo torinese de i Brutos in sostituzione di Giorgio Astore; con il gruppo intraprende l'attività discografica e continua quella di attore. A partire dal 1973 all'attività con il gruppo affiancherà quella di attore da solo, comparendo spesso in commedie all'italiana.

Notevole è la sua partecipazione al film Il pap'occhio di Renzo Arbore, in cui canta Non correre papà, parodia delle canzonette melodico-strappalacrime. Uno dei suoi ruoli più noti è quello del prete che incontra Lino Banfi nella surreale scena degli schiaffi di Vieni avanti cretino del 1982. L'anno successivo recita in "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?", sempre di Renzo Arbore, in cui in coppia con Gigi Proietti, nella parte di Curtatone, interpreta Montanara (dalla celebre Battaglia di Curtatone e Montanara).

Negli ultimi anni si ammala di Alzheimer; le sue condizioni si aggravano alla fine di giugno 2012, quando entra in coma. Muore il 9 luglio 2012 all'età di 78 anni.[1]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E' morto Dino Cassio, dei mitici "BRUTOS", su tg.la7.it, LA7, 10 luglio 2012. URL consultato il 23 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Brutos, I, di Fabrizio Zampa, pag. 225
  • Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, ed. Sperling & Kupfer, 1995

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]