Spaghetti a mezzanotte

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Spaghetti a mezzanotte
Spaghetti a mezzanotte Titles.jpg
titoli di testa del film
Titolo originaleSpaghetti a mezzanotte
Paese di produzioneItalia
Anno1981
Durata91 min
Rapporto1,85 : 1
Generecommedia
RegiaSergio Martino
SoggettoLaura Toscano e Franco Marotta
SceneggiaturaSergio Martino
ProduttoreLuigi Borghese
ScenografiaAdriana Bellone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Spaghetti a mezzanotte è un film di Sergio Martino uscito nelle sale italiane il 26 febbraio 1981.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Barbara Bouchet in una scena del film
Lino Banfi e Alida Chelli in una scena del film

Savino Lagrasta è un avvocato ossessionato da due cose: le severe ma vane diete che gli impone la bella moglie Celeste e il rapporto con l'amante Zelmira, con cui si apparta la mattina presto, poco prima del suo lavoro in tribunale. Anche sua moglie ha però un amante: Andrea Soldani, un architetto "post-moderno". Quando Savino lo scopre chiede aiuto a Don Vito Malisperi, noto boss mafioso della provincia di Asti nonché suo cliente, di aiutarlo a farli fuori entrambi.

Nel frattempo, per festeggiare il compleanno del marito, Celeste organizza un party nella villa ideata per loro dal suo amante Andrea. Poco prima dell'arrivo degli invitati, il sicario di Don Vito si intrufola in casa per far fuori i due amanti ma questi scambia erroneamente Savino per l'amante della moglie e mentre è deciso a farlo fuori a Savino parte un colpo di pistola e il killer muore.

L'avvocato per tutta la festa cercherà nei modi più strampalati di occultare il cadavere: prima lo appoggia sul bidet e Cesarino, amico di Savino e giornalista di cronaca giudiziaria che deve fare il bisognino, lo vede; poi lo nasconde nella vasca da bagno mentre lui è ammollo; poi lo nasconde nell'armadio facendo credere al giudice Ulderico di essere omosessuale; in seguito lo porta in bagno e infine, dopo mille peripezie, lo nasconde vicino alle statue.

Con l'aiuto di un ubriaco Cesarino che scambia il cadavere per una cassapanca, lo porta in cantina mentre a mezzanotte la moglie invita gli ospiti a mangiare spaghetti con panna e tartufi. Infine seppellisce il cadavere in una buca, dopo averci seppellito per sbaglio anche Cesarino ancora ubriaco. Tuttavia alla fine della festa l'enigma si risolve: arrivano le Forze dell'ordine che, già informati che è stato commesso un omicidio, trovano il cadavere.

Savino è convinto di essere arrestato come colpevole, ma gli viene spiegato che il killer è stato in realtà ucciso dai mafiosi. Tuttavia ciò non basta a Lagrasta salvarsi dalle corna: Celeste infatti fugge col suo amante, e Savino decide di suicidarsi mangiando a volontà tutti quei cibi gustosi e ipercalorici che la moglie gli aveva rigorosamente proibito. Al finale però Celeste ritorna, visto che è preoccupata per un vero suicidio di Savino, e decide cosi di "suicidarsi" assieme al marito, sedendosi a tavole pure lei mentre scocca la mezzanotte.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato e girato quasi interamente ad Asti in Piemonte.

  • In una scena si vede l'auto di Savino (Banfi) e Celeste (Bouchet) attraversare la centralissima Piazza San Secondo.
  • Il tribunale dove lavora Savino è l'attuale sede della provincia di Asti in Piazza Vittorio Alfieri; nella stessa piazza si trova anche la finestra dell'appartamento dell'amante di Savino (dove Banfi è costretto a fuggire salendo sul cornicione).
  • La casa in cui vivono Savino e Celeste ha una doppia natura: esternamente è situata in Via Rosselli ad Asti, mentre per gli interni sono quelli della Villa Olgiata 3 a Roma.
  • La villa di campagna della coppia, quella ristrutturata da Soldani (Teocoli) e dove avviene il disastroso party, è situata in Strada Sottoripa in località Valterza (Asti); l'ingresso della villa si trova però in un'altra zona, sulla Tangenziale di Asti verso il Castello di Belangero in località Mongardino: i platani dove Banfi sbatterà la testa oggi non esistono più (abbattuti da diversi anni).
  • Il cimitero dove Savino incontra il boss Vito Malisperi si trova in Viale Don Alfredo Bianco ad Asti.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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