Luciano Spalletti

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Luciano Spalletti
Luciano Spalletti Inter.jpg
Spalletti alla guida dell'Inter nel 2018
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Napoli
Termine carriera 1993 - giocatore
Carriera
Giovanili
1973-1975Fiorentina
1975-1978non conosciuta Alabastri Volterra
1978-1981Cuoiopelli
Squadre di club1
1982-1985Castelfiorentino50 (0)
1985-1986Entella Bacezza27 (2)
1986-1990Spezia120 (7)
1990-1991Viareggio29 (1)
1991-1993Empoli53 (3)
Carriera da allenatore
1993-1995EmpoliGiovanili
1995-1998Empoli
1998Sampdoria
1999Sampdoria
1999Venezia
1999-2000Venezia
2001Udinese
2002Ancona
2002-2005Udinese
2005-2009Roma
2009-2014Zenit San Pietroburgo
2016-2017Roma
2017-2019Inter
2021-Napoli
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2021

Luciano Spalletti (Certaldo, 7 marzo 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico del Napoli.

Nel corso della sua carriera da allenatore ha conquistato due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, due campionati russi, una Coppa e una Supercoppa di Russia. A livello individuale ha vinto una Panchina d'oro (2005) ed è stato nominato per due volte migliore allenatore AIC (2006 e 2007).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Tamara, da cui ha avuto tre figli: Samuele (1992), Federico (1995) e Matilde (2011).[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Spalletti all'Entella Bacezza nella stagione 1985-1986

Cresciuto tra le giovanili della Fiorentina e del Cuoiopelli, debutta tra i dilettanti tra le file del Castelfiorentino. L'anno successivo si trasferisce all'Entella Bacezza, sotto la guida di Gian Piero Ventura,[2] dove raggiunge il 5º posto nel campionato di Serie C2.

Nel 1986 va a giocare nello Spezia, neopromosso in C1: nella stagione 1986-1987 contribuisce al raggiungimento della salvezza,[3][4] mentre in quella 1987-1988 e 1988-1989 arrivano rispettivamente un 7º e un 3º posto.[3]

Dopo una parentesi al Viareggio, si trasferisce all'Empoli, dove chiude la carriera a 34 anni, disputando il suo ultimo campionato nella stagione 1992-1993.[4]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Empoli e Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Nell'annata 1993-1994, inizia la carriera come allenatore delle giovanili dell'Empoli. A 6 giornate dalla fine del Campionato di Serie C1, subentra ad Adriano Lombardi come tecnico della prima squadra, che annaspa in zona retrocessione. Gli azzurri terminano al penultimo posto, salvandosi ai play-out dove superano l'Alessandria.

Nella stagione successiva Spalletti ricomincia dalla squadra giovanile empolese, tornando poi tecnico della prima squadra nella Serie C1 1995-1996. La stagione, ricca di successi, vede l'Empoli vincere la Coppa Italia di Serie C e ottenere la promozione in Serie B grazie alla vittoria in finale play-off contro il Como.

Da destra: Spalletti, tecnico dell'Empoli, saluta il collega Malesani della Fiorentina nel derby toscano del 28 settembre 1997

Nella stagione 1996-97 gli azzurri di Spalletti, neopromossi in cadetteria, conquistano l'immediato salto in Serie A, a un decennio dalla precedente esperienza empolese in massima categoria. Confermato sulla panchina dei toscani, al suo debutto in Serie A nel campionato 1997-98, il tecnico guida la squadra alla salvezza, ottenuta con una giornata di anticipo.

Dopo aver condotto i toscani alla permanenza in massima serie, viene chiamato alla guida della Sampdoria.[5] Esonerato a dicembre,[6] viene richiamato neanche due mesi più tardi in seguito alle dimissioni di David Platt.[7] Nelle restanti 15 giornate di campionato ottiene 21 punti, non riuscendo però ad evitare la retrocessione per il club ligure.[8]

Venezia, Udinese e Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione seguente passa al Venezia,[9] ottenendo soltanto una vittoria nei primi due mesi di Serie A.[10] La negativa partenza ne causa il sollevamento dall'incarico,[11] ma anche questa volta temporaneo.[12] L'esonero definitivo giunge però nel febbraio 2000.[13][14]

Dopo una stagione d'inattività, nel marzo 2001 viene chiamato sulla panchina dell'Udinese per rimpiazzare Luigi De Canio:[15][16] con 9 punti ottenuti in 11 giornate, i friulani si classificano dodicesimi.[17] Sostituito da Roy Hodgson per l'anno successivo,[18] nel dicembre 2001 viene ingaggiato dall'Ancona:[19] con l'obiettivo di condurre i dorici alla salvezza nel torneo cadetto,[20][21] raggiunse addirittura l'ottavo posto.[22]

Ritorno all'Udinese[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2002 fa ritorno all'Udinese,[23] centrando la sesta posizione in campionato e l'ingresso in Coppa UEFA.[24] Replica la qualificazione europea anche nel 2003-04, posizionandosi settimo.[25] Il miglior risultato conseguito sulla panchina friulana, tuttavia, è stata la quarta piazza nel campionato 2004-05,[21] circostanza che frutta all'Udinese la prima storica partecipazione alla Champions League.[26]

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Spalletti alla Roma nella seconda metà degli anni 2000

A conclusione del triennio con i friulani,[21] diviene l'allenatore della Roma.[27] Durante la prima stagione riporta 11 vittorie consecutive in campionato,[28] con la squadra che giunge in quinta posizione, venendo successivamente promossa al secondo posto per le sentenze relative a Calciopoli;[29] in Coppa Italia i giallorossi raggiungono la finale, arrendendosi però all'Inter.[30] Ammessa a disputare la Supercoppa italiana per la vittoria a tavolino del campionato da parte dei nerazzurri, la squadra capitolina viene battuta per 4-3 nei supplementari dopo un temporaneo vantaggio di 3 gol.[31]

Nella stagione 2006-07 conduce i capitolini alla prima qualificazione della loro storia per la knock-out phase di Champions League,[32] eliminando poi l'Olympique Lione negli ottavi di finale con un pari casalingo e una vittoria esterna.[33][34] La Roma viene estromessa dal Manchester Utd nel match di ritorno una sconfitta per 7-1 che vanifica il successo di misura colto all'andata.[35] In campionato la formazione raggiunge il secondo posto, con 22 punti di ritardo dall'Inter:[36] gli uomini di Spalletti risultano comunque l'unica avversaria in grado di affermarsi sui nerazzurri, battuti 3-1 a San Siro.[37] La rivalsa nei confronti dei milanesi si consuma poi in Coppa Italia, dove il tecnico consegue il primo trofeo della propria carriera:[38] un trionfo per 6-2 nella gara d'andata ipoteca di fatto il successo finale, con la Beneamata impostasi solamente per 2-1 nel ritorno.[39]

L'allenatore toscano rimpingua ulteriormente il palmarès all'inizio della stagione successiva, vincendo contro gli stessi lombardi la Supercoppa italiana.[40] I capitolini superano la fase a gironi di Champions League piazzandosi alle spalle dei mancuniani,[41][42] sconfiggendo quindi il Real Madrid negli ottavi con una duplice affermazione per 2-1:[43][44] l'eliminazione giunge ancora nei quarti di finale, per mano degli stessi mancuniani.[45][46] Sul fronte del campionato, dopo un iniziale primato, i giallorossi vengono sorpassati dall'Inter, concludendo il campionato al secondo posto.[47] Distanziata di 3 punti in classifica,[48] la compagine capitolina si aggiudica nuovamente la Coppa Italia ai danni degli stessi nerazzurri.[49]

Ben più deludente è invece la stagione 2008-09, inaugurata peraltro dalla sconfitta ai rigori contro i meneghini in Supercoppa:[50] tagliato fuori dalla corsa-scudetto già in autunno per una crisi di risultati,[51][52] l'undici capitolino riesce a risollevarsi da una stentata partenza in Champions League approdando agli ottavi.[53] Eliminati in tale turno dall'Arsenal,[54][55] i giallorossi terminano il campionato in sesta posizione accedendo ai preliminari di Europa League.[56]

Nel settembre 2009, dopo aver condotto la squadra alla qualificazione per la fase a gruppi della suddetta competizione,[57][58][59][60] il tecnico rassegna le dimissioni a causa di attriti con la società e delle sconfitte rimediate nei primi turni di campionato.[61]

Zenit[modifica | modifica wikitesto]

Spalletti allo Zenit nel 2012

L'11 dicembre 2009 è ufficializzato il suo ingaggio da parte della squadra russa dello Zenit San Pietroburgo.[62] Il 16 maggio 2010 vince con la squadra la Coppa di Russia[63] mentre, il 14 novembre, conquista il campionato russo con due giornate d'anticipo.[64] Il 6 marzo 2011 vince anche la Supercoppa di Russia, completando i trofei nazionali.[65]

In seguito ai risultati ottenuti rinnova l'accordo con lo Zenit, andando contestualmente ad assumere un vero e proprio ruolo da manager all'interno del club.[66] Il 28 aprile 2012 vince il suo secondo campionato con tre giornate d'anticipo. In Coppa di Russia esce, invece, ai quarti di finale contro la Dinamo Mosca.

Nell'annata 2012-2013 si piazza secondo in campionato, a 2 punti dal CSKA Mosca; allo Zenit mancheranno però i punti della partita persa a tavolino contro la Dinamo Mosca, a causa degli incidenti provocati dai propri tifosi.

Il 10 marzo 2014, dopo un avvio di stagione deludente, viene esonerato.[67]

Ritorno alla Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 2016 la Roma annuncia il ritorno di Spalletti sulla panchina giallorossa,[68] in sostituzione dell'esonerato Rudi Garcia.[69] Nel girone di ritorno il tecnico toscano guida i giallorossi al conseguimento di 46 punti (frutto di 14 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta); al termine della stagione sarà la migliore media punti/partita tra tutti gli allenatori di Serie A: 2,42 contro i 2,39 di Massimiliano Allegri. La squadra capitolina giunge al terzo posto finale in campionato,[70] accedendo così ai play-off di Champions League, grazie agli 80 punti finali totalizzati; proprio in Champions League la Roma viene eliminata agli ottavi di finale dai futuri campioni d'Europa del Real Madrid.[71]

La stagione successiva comincia per la Roma di Spalletti con la mancata qualificazione alla fase a gironi di Champions League, eliminata dal Porto nei play-off in virtù dell'1-1 dell'andata e della sconfitta per 0-3 al ritorno.[72] In Europa League esce agli ottavi di finale per mano dell'Olympique Lione, mentre in Coppa Italia è eliminata dalla Lazio in semifinale. In campionato ottiene il secondo posto dopo un duello spettacolare con il Napoli e conquista i record di punti (87) e di reti segnate in una singola stagione (90), superando grandi tecnici del passato della squadra giallorossa come Nils Liedholm e Fabio Capello.[73][74] Il 30 maggio 2017 lascia la squadra capitolina.[75]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 2017 viene annunciato ufficialmente come nuovo allenatore dell'Inter con un accordo biennale.[76][77] In campionato la squadra nerazzurra fa registrare un'ottima partenza,[78] tant'è che a inizio dicembre si ritrova da sola in testa alla classifica e ancora imbattuta.[79][80] Tuttavia, in coincidenza con l'arrivo della stagione invernale, il rendimento della formazione subisce un brusco calo che la fa scivolare rispetto alle posizioni di vertice.[81] Il quarto posto, ultimo piazzamento utile e obiettivo minimo stagionale, viene conquistato all'ultima giornata, battendo la Lazio in trasferta e scavalcandola in virtù del miglior rendimento negli scontri diretti:[82] per i nerazzurri si tratta del ritorno nella massima competizione continentale dopo 7 anni.[83] In Coppa Italia, invece, il cammino si arresta ai quarti di finale nel derby contro il Milan.[84]

Nella stagione 2018-2019 la squadra si rende protagonista di una falsa partenza,[85] prima di inanellare un filotto di vittorie consecutive che la riporta nelle zone nobili della classifica;[86] al termine del girone d'andata, l'Inter è terza.[87] Tuttavia, i nerazzurri accusano nuovamente una flessione nei mesi invernali, restando comunque pienamente in corsa per la qualificazione alla massima competizione continentale.[88] Anche stavolta, è necessario arrivare all'ultima giornata per la matematica: la vittoria casalinga con l'Empoli permette all'Inter di confermare il quarto posto dell'annata precedente e tornare in Champions League.[89] La stagione europea vede la squadra eliminata nella fase a gironi di Champions League[90] e, una volta retrocessa in Europa League, uscire da questa competizione per mano dell'Eintracht Francoforte agli ottavi di finale.[91] In Coppa Italia il cammino si interrompe contro la Lazio ai quarti di finale.[92] Il 30 maggio 2019, nonostante il raggiungimento dell'obiettivo minimo di stagione, l'Inter comunica l'esonero di Spalletti.[93]

Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un biennio sabbatico, il 29 maggio 2021 viene nominato nuovo tecnico del Napoli con decorrenza dal 1º luglio seguente.[94] Debutta sulla panchina partenopea il 22 agosto, vincendo per 2-0 la prima giornata di Serie A contro il Venezia.[95] Il 16 settembre debutta nelle coppe europee, pareggiando 2-2 la sfida esterna contro il Leicester City in UEFA Europa League.[96] Il 23 settembre, battendo la Sampdoria per 4-0 in trasferta, diventa il primo allenatore a vincere le prime cinque partite di campionato al suo esordio sulla panchina dei partenopei, primato che apparteneva precedentemente a Rafael Benítez, che nella stagione 2013-2014 si era fermato a quattro.[97] Il 17 ottobre invece, sconfiggendo in casa il Torino per 1-0, eguaglia la miglior partenza nella storia degli azzurri (otto vittorie consecutive), avvenuta nella stagione 2017-2018, quando all'epoca in panchina c'era Maurizio Sarri.[98] Per buona parte del girone d'andata, il Napoli occupa la vetta della classifica, da solo o in coabitazione con il Milan, ma nelle ultime sette giornate non riesce a tenere il passo del Milan stesso e dell'Inter, chiudendo terzo con la miglior difesa a pari merito col Milan e facendo ritorno in Champions League. In Coppa Italia il cammino degli azzurri si interrompe agli ottavi di finale contro la Fiorentina, mentre in Europa League il Napoli esce per mano del Barcellona nel turno di spareggio della fase a eliminazione diretta.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1982-1983 Italia Castelfiorentino D ? ? - - - - - - - - - ? ?
1983-1984 D ? ? - - - - - - - - - ? ?
1984-1985 D ? ? - - - - - - - - - ? ?
Totale Castelfiorentino ? ? - - - - - - ? ?
1985-1986 Italia Entella Bacezza C2 27 2 CI-C ? ? - - - - - - 27+ 2+
1986-1987 Italia Spezia C1 31 2 CI-C 8 2 - - - - - - 39 4
1987-1988 C1 32 1 CI-C 7 1 - - - - - - 39 2
1988-1989 C1 33 3 CI+CI-C 5+2 0 - - - - - - 40 3
1989-1990 C1 24 1 CI+CI-C 1+3 0+1 - - - - - - 28 2
Totale Spezia 120 7 26 4 - - - - 146 11
1990-1991 Italia Viareggio C2 29 1 CI-C ? ? - - - - - - 29+ 1+
1991-1992 Italia Empoli C1 31 1 CI+CI-C 2+3 0 - - - - - - 36 1
1992-1993 C1 22 2 CI+CI-C 1+1 0 - - - - - - 24 2
Totale Empoli 53 3 7 0 - - - - 60 3
Totale carriera 229+ 13+ 33+ 4+ - - - - 262+ 17+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 1º luglio 2022. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
apr.-giu. 1994 Italia Empoli C1 6+2[99] 1+1 2+1 3 CI+CI-C 0 0 0 0 - - - - - - - - - - 8 2 3 3 25,00 Sub., 17º
1995-1996 C1 34+3[100] 17+3 11 6 CI-C 14 9 4 1 - - - - - - - - - - 51 29 15 7 56,86 (prom.)
1996-1997 B 38 17 13 8 CI 3 1 1 1 - - - - - - - - - - 41 18 14 9 43,90 (prom.)
1997-1998 A 34 10 7 17 CI 2 0 1 1 - - - - - - - - - - 36 10 8 18 27,78 12º
Totale Empoli 117 49 34 34 19 10 6 3 - - - - - - - - 136 59 40 37 43,38
1998-1999 Italia Sampdoria A 28 9 7 12 CI 4 1 1 2 Int. 6 4 0 2 - - - - - 38 14 8 16 36,84 Eson., Sub., 16º (Retr.)
1999-2000 Italia Venezia A 17 4 3 10 CI 6 2 3 1 - - - - - - - - - - 23 6 6 11 26,09 Eson., Sub., Eson.
mar.-giu. 2001 Italia Udinese A 11 2 4 5 CI 0 0 0 0 Int.+CU 0 0 0 0 - - - - - 11 2 4 5 18,18 Sub., 12º
gen.-giu. 2002 Italia Ancona B 20 8 5 7 CI 0 0 0 0 - - - - - - - - - - 20 8 5 7 40,00 Sub., 8º
2002-2003 Italia Udinese A 34 16 8 10 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - - 36 17 8 11 47,22
2003-2004 A 34 13 11 10 CI 4 2 1 1 CU 2 1 0 1 - - - - - 40 16 12 12 40,00
2004-2005 A 38 17 11 10 CI 6 2 1 3 CU 2 1 0 1 - - - - - 46 20 12 14 43,48
Totale Udinese 117 48 34 35 12 5 2 5 4 2 0 2 - - - - 133 55 36 42 41,35
2005-2006 Italia Roma A 38 19 12 7 CI 8 4 1 3 CU 10 6 2 2 - - - - - 56 29 15 12 51,79
2006-2007 A 38 22 9 7 CI 8 5 2 1 UCL 10 5 2 3 SI 1 0 0 1 57 32 13 12 56,14
2007-2008 A 38 24 10 4 CI 7 4 2 1 UCL 10 5 2 3 SI 1 1 0 0 56 34 14 8 60,71
2008-2009 A 38 18 9 11 CI 2 1 0 1 UCL 8 4 1 3 SI 1 0 1 0 49 23 11 15 46,94
lug.-ago. 2009 A 2 0 0 2 CI 0 0 0 0 UEL 4 3 1 0 - - - - - 6 3 1 2 50,00 Dimiss.
2010 Russia
Zenit San Pietroburgo
PL 30 20 8 2 KR 3 2 1 0 - - - - - - - - - - 33 22 9 2 66,67
2011 PL 30 17 10 3 KR 4 3 0 1 UCL[100]+UEL 4+10 2+8 1+0 1+2 SR 1 1 0 0 49 31 11 7 63,27
2011-2012 14 7 6 1 KR 3 2 0 1 UCL 8 3 3 2 - - - - - 25 12 9 4 48,00
2012-2013 PL 30 18 8 4 KR 4 2 1 1 UCL+UEL 6+4 2+2 1+0 3+2 SR 1 0 0 1 45 24 10 11 53,33
2013-mar. 2014 PL 20 12 5 3 KR 1 0 0 1 UCL 11 5 3 3 SR 1 0 0 1 33 17 8 8 51,52 Eson.
Totale Zenit San Pietroburgo 124 74 37 13 15 9 2 4 43 22 8 13 3 1 0 2 185 106 47 32 57,30
gen.-mag. 2016 Italia Roma A 19 14 4 1 CI 0 0 0 0 UCL 2 0 0 2 - - - - - 21 14 4 3 66,67 Sub., 3º
2016-2017 A 38 28 3 7 CI 4 3 0 1 UCL[100]+UEL 2+10 0+5 1+3 1+2 - - - - - 54 36 7 11 66,67
Totale Roma 211 125 47 39 29 17 5 7 56 28 12 16 3 1 1 1 299 171 65 63 57,19
2017-2018 Italia Inter A 38 20 12 6 CI 2 0 1 1 - - - - - - - - - - 40 20 13 7 50,00
2018-2019 A 38 20 9 9 CI 2 1 1 0 UCL+UEL 6+4 2+2 2+1 2+1 - - - - - 50 25 13 12 50,00
Totale Inter 76 40 21 15 4 1 2 1 10 4 3 3 - - - - 90 45 26 19 50,00
2021-2022 Italia Napoli A 38 24 7 7 CI 1 0 0 1 UEL 8 3 2 3 - - - - - 47 27 9 11 57,45
2022-2023 A 0 0 0 0 CI 0 0 0 0 UCL 0 0 0 0 - - - - - 0 0 0 0 ! da disputare
Totale Napoli 38 24 7 7 1 0 0 1 8 3 2 3 - - - - 47 27 9 11 57,45
Totale carriera 748 381 195 172 90 45 21 24 127 63 25 39 6 2 1 3 971 491 242 238 50,57

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spalletti moglie, la storia di come si sono conosciuti Luciano e Tamara, su spazionapoli.it, 4 ottobre 2021.
  2. ^ Come invecchia il calciatore (e anche il mister), su corriere.it. URL consultato il 20 luglio 2016.
  3. ^ a b Il calciatore - Luciano Spalletti, su spallettiluciano.it (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2016).
  4. ^ a b Luciano Spalletti - Profilo giocatore - Transfermarkt, su transfermarkt.it.
  5. ^ Incredibile ma vero: già finito il ritiro blucerchiato, in La Gazzetta dello Sport, 10 luglio 1998.
  6. ^ Corrado Sannucci, Mihajlovic scatenato fa esonerare Spalletti, in la Repubblica, 14 dicembre 1998, p. 40.
  7. ^ Platt si è dimesso, su www2.raisport.rai.it, 2 febbraio 1999. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2018).
  8. ^ Enrico Valente, Mannini ora accusa Spalletti "Colpa sua se la Samp è in B", in La Gazzetta dello Sport, 22 maggio 1999.
  9. ^ Da Spalletti a Glerean e Stringara, ecco i tecnici con la nuova "patente", in La Gazzetta dello Sport, 13 luglio 1999.
  10. ^ Il Milan soffre col Cagliari L'Inter finisce ko a Venezia, su repubblica.it, 18 ottobre 1999.
  11. ^ Via Spalletti, ecco Materazzi, su www2.raisport.rai.it, 2 novembre 1999. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2018).
  12. ^ Lo stile Venezia, su www2.raisport.rai.it, 29 novembre 1999. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2018).
  13. ^ Spalletti esonerato, su www2.raisport.rai.it, 7 febbraio 2000. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2004).
  14. ^ Michele Contessa e Carlo Laudisa, Zamparini s'inventa l'esonero bis, in La Gazzetta dello Sport, 8 febbraio 2000.
  15. ^ Luca Calamai, Sebastiano Vernazza e Massimo Meroi, L'Udinese ha scelto Spalletti, in La Gazzetta dello Sport, 20 marzo 2001.
  16. ^ Udinese, a Spalletti la panchina di De Canio, su repubblica.it, 20 marzo 2001.
  17. ^ Andrea Iolme, Il Vicenza vince e retrocede, in La Stampa, 18 giugno 2001, p. 33.
  18. ^ (NL) Tim Vandevelde, Roy Hodgson nieuwe trainer van Udinese, su m.hbvl.be, 22 giugno 2001.
  19. ^ Massimo Norrito, La doppia sfida dell'ex Favo, in la Repubblica, 5 gennaio 2002, p. 13.
  20. ^ Vito Maggio e Mimmo Cugini, Ancona-Spalletti: parte l'operazione salvezza, in La Gazzetta dello Sport, 7 gennaio 2002.
  21. ^ a b c L'allenatore - Luciano Spalletti, su spallettiluciano.it (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2016).
  22. ^ ATTACCHI SCATENATI: 36 RETI NELL'ULTIMA GIORNATA, in La Stampa, 3 giugno 2002, p. 41.
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