Luciano Spalletti

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Luciano Spalletti
Luciano Spalletti Inter.jpg
Spalletti nel 2018
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1993 - giocatore
Carriera
Giovanili
1983-1984Fiorentina? (?)
Squadre di club1
1984-1985 Castelfiorentino ? (?)
1985-1986 Entella Bacezza 27 (2)
1986-1990 Spezia 120 (7)
1990-1991 Viareggio 29 (1)
1991-1993 Empoli 53 (3)
Carriera da allenatore
1993-1994 Empoli Giovanili
1994 Empoli
1994-1995 Empoli Giovanili
1995-1998 Empoli
1998 Sampdoria
1999 Sampdoria
1999 Venezia
1999-2000 Venezia
2001 Udinese
2001-2002 Ancona
2002-2005 Udinese
2005-2009 Roma
2009-2014 Zenit San Pietroburgo
2016-2017 Roma
2017-2019 Inter
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 maggio 2019

Luciano Spalletti (Certaldo, 7 marzo 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Nel corso della sua carriera da allenatore ha conquistato due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, due campionati russi, una Coppa e una Supercoppa di Russia. A livello individuale ha vinto una Panchina d'oro (2005) ed è stato nominato per due volte migliore allenatore AIC (2006 e 2007).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Spalletti all'Entella Bacezza nella stagione 1985-1986

Debutta nella stagione 1984-1985 tra le file del Castelfiorentino come centrocampista, per poi trasferirsi all'Entella Bacezza l'anno successivo; a Chiavari, sotto la guida di Ventura[1], raggiunge il 5º posto nel campionato di Serie C2.

Nel 1986 va a giocare nello Spezia, neopromosso in C1: nella stagione 1986-1987 contribuisce al raggiungimento della salvezza,[2][3] mentre in quella 1987-1988 e 1988-1989 arrivano rispettivamente un 7º e un 3º posto.[2]

Spalletti (in piedi, al centro) nella seconda metà degli anni 1980 allo Spezia, club a cui ha legato i maggiori trascorsi da calciatore.

Dopo una parentesi al Viareggio, si trasferisce all'Empoli, dove chiude la carriera a 34 anni, disputando il suo ultimo campionato nella stagione 1992-1993.[3]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordio a Empoli e la promozione[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la carriera come allenatore nelle giovanili dell'Empoli nel 1993-1994. A stagione avanzata, a 6 giornate dalla fine, subentra ad Adriano Lombardi come tecnico della prima squadra, che annaspa in zona retrocessione in Serie C1. Gli azzurri terminano al penultimo posto, salvandosi ai play-out dove superano l'Alessandria.

Nella stagione successiva Spalletti ricomincia dalla squadra giovanile empolese, tornando poi l'allenatore della prima squadra nella Serie C1 1995-1996. Fu una stagione ricca di successi, con l'Empoli che vinse Coppa Italia di Serie C battendo in finale il Monza, e ottenne la promozione in Serie B grazie alla vittoria in finale play-off col Como giocata a Modena.

Spalletti (a destra) all'Empoli, mentre saluta il collega Malesani della Fiorentina in occasione del derby toscano del 28 settembre 1997.

Nella stagione 1996-97 gli azzurri di Spalletti, neopromossi in cadetteria, conquistarono l'immediato salto in Serie A, a un decennio dalla precedente esperienza empolese in massima categoria. Confermato sulla panchina dei toscani, al suo debutto in Serie A nel campionato 1997-98 il tecnico guidò la squadra alla salvezza, ottenuta con una giornata di anticipo.

Altre esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver condotto i toscani alla permanenza in massima serie, fu chiamato alla guida della Sampdoria.[4] Esonerato a dicembre[5], venne richiamato neanche due mesi più tardi in seguito alle dimissioni di Platt.[6] Nelle restanti 15 giornate di campionato ottenne 21 punti, ma i genovesi non riuscirono ad evitare la retrocessione.[7]

Per la stagione seguente si accordò con il Venezia[8], ottenendo soltanto una vittoria nei primi due mesi del torneo.[9] La negativa partenza ne causò il sollevamento dall'incarico[10], ma anche questa volta risultò temporaneo.[11] L'esonero definitivo giunse però nel febbraio 2000.[12][13]

Trascorso un anno senza allenare, nel marzo 2001 fu chiamato sulla panchina dell'Udinese.[14][15] Condusse i friulani alla salvezza[16], centrando l'obiettivo con un turno di anticipo.[17] A metà della stagione 2001-02 firmò per l'Ancona[18], portando anche i marchigiani alla salvezza nel torneo cadetto.[19]

Udinese[modifica | modifica wikitesto]

L'allenatore fece quindi ritorno in Friuli[20], conquistando due qualificazioni consecutive in Coppa UEFA.[21] Nel campionato 2004-05 raggiunse invece il quarto posto, che significò una storica partecipazione alla Champions League per i bianconeri.[22]

Il piazzamento europeo rimase l'ultimo atto del tecnico sulla panchina della squadra, poiché nel giugno 2005 annunciò il proprio addio.[19][23]

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Spalletti nel 2006, assieme al presidente della Roma Franco Sensi, assiste alla finale della Wojtyła Cup.

Fu così ingaggiato dalla Roma[24], che in campionato partì facendo registrare prestazioni altalenanti. Da dicembre, dopo la partenza di Antonio Cassano al Real Madrid, col mercato bloccato nella sessione invernale per la querelle Mexès[25], la squadra diede il via a una serie di undici vittorie consecutive, tra cui vittoria nel derby con la Lazio (0-2), stabilendo un record per il campionato di Serie A[26] (battuto dall'Inter nella stagione successiva).[27] A fine stagione, la formazione chiuse al quinto posto; le penalizzazioni di Juventus, Milan, Fiorentina per il caso Calciopoli proiettarono la Roma al secondo posto, e valsero a Spalletti la seconda qualificazione consecutiva da allenatore alla Champions League.

La stagione successiva comincia con una buona prestazione contro l'Inter nella Supercoppa italiana che però si conclude 3-4 dopo i tempi supplementari.[28] Nelle fasi iniziali del campionato Spalletti ripresenta lo schema di gioco che l'aveva portato a battere il record di vittorie consecutive l'anno prima. La Roma supera agevolmente il girone eliminatorio di Champions League e successivamente elimina il Lione di Gérard Houllier (ex CT della nazionale francese ed ex tecnico del Liverpool) vincendo addirittura 2-0 in Francia. Nei quarti di finale batte il Manchester United di Alex Ferguson per 2-1, ma viene sconfitta e quindi eliminata nella gara di ritorno con il punteggio di 7-1.[29] La Roma termina il campionato al secondo posto in classifica, distaccata di 22 punti dall'Inter primatista. Vince la Coppa Italia contro l'Inter (andata a Roma vinta 6-2, ritorno a Milano perso 2-1) dopo aver eliminato Triestina, Parma e Milan. È il primo trofeo per l'allenatore di Certaldo nella sua esperienza romana.

Spalletti alla Roma nella seconda metà degli anni 2000

Il 19 agosto 2007 Spalletti conquista con la Roma la sua prima Supercoppa italiana, la seconda della storia del club capitolino con la vittoria a San Siro per 1-0. In campionato guida la Roma a due record personali: 24 vittorie in campionato e 82 punti in 38 partite che permettono di ottenere nuovamente il secondo posto in classifica, a 3 punti dall'Inter. Il 18 maggio è la vincitrice virtuale dello scudetto per 54 minuti. Poi quando mancano 28 giri della lancetta dei minuti alla fine del campionato il gol di Ibrahimovic a Parma disillude i tifosi giallorossi. Il 24 maggio 2008 vince per la seconda volta la Coppa Italia, battendo nuovamente l'Inter campione d'Italia.

In UEFA Champions League ottiene agevolmente la qualificazione nel girone eliminatorio ma poi il sorteggio affianca alla Roma il blasonato Real Madrid di Raúl, Van Nistelrooij, Cannavaro, Robben e Casillas. La Roma di Spalletti però riesce a superare il turno vincendo 2-1 prima nella capitale italiana e poi in quella spagnola. Il sorteggio abbina nuovamente il Manchester United ai giallorossi. La Roma perde la gara di andata per 2 a 0 ma in Inghilterra aggredisce i Red Devils procurandosi un calcio di rigore sullo 0-0. Le speranze di rimonta si spengono sulla conclusione imprecisa di De Rossi alta sopra la traversa.

Nella stagione successiva, se il campionato comincia con qualche difficoltà (solo 11 punti nelle prime 11 gare), in UEFA Champions League arrivano buoni risultati tra cui spicca la vittoria contro il Chelsea per 3-1. In serie A i risultati migliorano tra ottobre e novembre con 5 vittorie consecutive, tanto che arriverà anche il successo nel derby (1-0). Nel girone di ritorno, la squadra sfiora l'accesso alla Champions e termina la stagione al 6º posto (determinanti le sconfitte in trasferta contro le dirette concorrente Fiorentina e Genoa), qualificandosi per l'Europa League. In Coppa Italia la Roma si ferma ai quarti di finale, sconfitta 2-1 sul campo dell'Inter. Quell'edizione della UEFA Champions League si conclude con l'eliminazione ai calci di rigore contro l'Arsenal di Arsène Wenger, dopo un match di ritorno giocato e vinto nonostante l'emergenza infortuni.[30]

Il 1º settembre 2009, con decisione dovuta ai disaccordi intercorrenti da alcuni mesi con la società,[31] ma anche a seguito di due sconfitte nelle prime due partite di campionato, rassegna le dimissioni; le parti lo rescindono consensualmente, interrompendo un rapporto durato quattro anni.[32]

Zenit S. Pietroburgo[modifica | modifica wikitesto]

Spalletti sulla panchina dello Zenit S. Pietroburgo nel 2012

L'11 dicembre 2009 è ufficializzato il suo ingaggio da parte della squadra russa dello Zenit San Pietroburgo.[33] Il 16 maggio 2010 vince con la squadra la Coppa di Russia.[34] Il 14 novembre 2010 vince il campionato russo con due giornate d'anticipo.[35] Il 6 marzo 2011 vince la Supercoppa di Russia.[36]

Il 9 febbraio 2012 rinnova l'accordo con lo Zenit, andando contestualmente ad assumere un vero e proprio ruolo da manager a tutto campo all'interno del club russo.[37] Il 28 aprile seguente vince il suo secondo campionato russo con tre giornate d'anticipo.

Nel 2012-2013 si piazza secondo in campionato a 2 punti dal CSKA Mosca. Al termine della stagione allo Zenit mancheranno i punti della partita persa 0-3 a tavolino contro la Dinamo a causa degli incidenti provocati dai propri tifosi. Il tecnico toscano è esonerato il 10 marzo 2014, dopo aver vinto solo 2 delle ultime 12 partite ufficiali[38].

Nel suo periodo in Russia alla guida dello Zenit, Spalletti si qualifica per due volte agli ottavi di Champions League, venendo eliminato una volta dal Benfica e una dal Borussia Dortmund.

Ritorno alla Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 2016 la Roma annuncia il ritorno di Spalletti sulla panchina giallorossa,[39] in sostituzione dell'esonerato Rudi Garcia.[40] Nel girone di ritorno il tecnico toscano guida i giallorossi al conseguimento di 46 punti (frutto di 14 vittorie, 4 pareggi e una sconfitta); al termine della stagione sarà la migliore media punti/partita tra tutti gli allenatori di Serie A: 2,42 contro i 2,39 di Allegri. La squadra capitolina giunge al terzo posto finale in campionato,[41] accedendo così ai play-off di Champions League, grazie agli 80 punti finali totalizzati; proprio in Champions League la Roma viene eliminata agli ottavi di finale dai futuri campioni d'Europa del Real Madrid.[42]

La stagione successiva comincia per la Roma di Spalletti con la mancata qualificazione alla fase a gironi di Champions League, eliminata dal Porto nei play-off in virtù dell'1-1 dell'andata e della sconfitta per 0-3 al ritorno.[43] In Europa League esce agli ottavi di finale per mano del Lione, mentre in Coppa Italia è eliminata dalla Lazio in semifinale. In campionato ottiene il secondo posto dopo un duello spettacolare con il Napoli e conquista i record di punti (87) e di reti segnate in una singola stagione (90), superando grandi tecnici del passato della squadra giallorossa come Nils Liedholm e Fabio Capello.[44][45] Il 30 maggio 2017 lascia la squadra capitolina.[46]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 2017 viene annunciato ufficialmente come nuovo allenatore dell'Inter.[47][48] In campionato la squadra nerazzurra fa registrare un'ottima partenza,[49] tant'è che a inizio dicembre si ritrova da sola in testa alla classifica e ancora imbattuta.[50][51] Tuttavia, in coincidenza con l'arrivo della stagione invernale, il rendimento della formazione subisce un brusco calo che la fa scivolare rispetto alle posizioni di vertice.[52] La ripresa manifestata in primavera tiene comunque vivo l'obiettivo della qualificazione in Champions League[53][54]. Il quarto posto, ultimo piazzamento utile e obiettivo minimo stagionale, viene conquistato all'ultima giornata, battendo la Lazio in trasferta e scavalcandola in virtù del miglior rendimento negli esito scontri diretti:[55] per i nerazzurri si tratta del ritorno nella massima competizione continentale dopo 6 anni.[56] In Coppa Italia, invece, il cammino si arresta ai quarti di finale nel derby contro il Milan.[57]

Nella stagione 2018-2019 la squadra si rende protagonista di una falsa partenza,[58] prima di inanellare un filotto di vittorie consecutive che la riporta nelle zone nobili della classifica;[59] al giro di boa, l'Inter è terza.[60] Tuttavia, i nerazzurri accusano nuovamente una flessione nei mesi invernali, anche a causa del caso legato al rinnovo del capitano Icardi[61] (poi degradato).[62] La squadra resta comunque pienamente in corsa per la qualificazione alla massima competizione continentale,[63] ma anche stavolta è necessario arrivare all'ultima giornata per la matematica:[64] la vittoria casalinga con l'Empoli permette all'Inter di confermare il quarto posto dell'annata precedente e tornare in Champions League.[65] La stagione europea vede la squadra eliminata nella fase a gironi di Champions League[66] e, una volta retrocessa in Europa League, uscire da questa competizione per mano dell'Eintracht Francoforte agli ottavi di finale.[67] In Coppa Italia il cammino si interrompe contro la Lazio ai quarti di finale.[68] Il 30 maggio 2019, nonostante il raggiungimento dell'obiettivo minimo della qualificazione in Champions League, l'Inter comunica l'esonero di Spalletti.[69]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1984-1985 Italia Castelfiorentino D ? ? - - - - - - - - - ?+ ?+
1985-1986 Italia Entella Bacezza C2 27 2 CI-C ? ? - - - - - - 27+ 2+
1986-1987 Italia Spezia C1 31 2 CI-C 8 2 - - - - - - 39 4
1987-1988 C1 32 1 CI-C 7 1 - - - - - - 39 2
1988-1989 C1 33 3 CI+CI-C 5+2 0+0 - - - - - - 40 3
1989-1990 C1 24 1 CI+CI-C 1+3 0+1 - - - - - - 28 2
Totale Spezia 120 7 26 4 - - - - 146 11
1990-1991 Italia Viareggio C2 29 1 CI-C ? ? - - - - - - 29+ 1+
1991-1992 Italia Empoli C1 31 1 CI+CI-C 2+3 0+0 - - - - - - 36 1
1992-1993 C1 22 2 CI+CI-C 1+1 0+0 - - - - - - 24 2
Totale Empoli 53 3 7 0 - - - - 60 3
Totale carriera 229+ 13+ 33+ 4+ - - - - 262+ 17+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 30 maggio 2019. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazz.
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
apr.-giu. 1994 Italia Empoli C1 6+2[70] 1+1 2+1 3 CI+CI-C 0 0 0 0 - - - - - - - - - - 8 2 3 3 25,00 Suben., 17º
1995-1996 C1 34 17 11 6 CI-C 14 9 4 1 - - - - - - - - - - 48 26 15 7 54,17 (prom.)
1996-1997 B 38 17 13 8 CI 3 1 1 1 - - - - - - - - - - 41 18 14 9 43,90 (prom.)
1997-1998 A 34 10 7 17 CI 2 0 1 1 - - - - - - - - - - 36 10 8 18 27,78 12º
Totale Empoli 114 46 34 34 19 10 6 3 - - - - - - - - 133 56 40 37 42,11
1998-1999 Italia Sampdoria A 28 9 7 12 CI 4 1 1 2 Int. 6 4 0 2 - - - - - 38 14 8 16 36,84 Eson.
1999-2000 Italia Venezia A 17 4 3 10 CI 6 2 3 1 - - - - - - - - - - 23 6 6 11 26,09 Eson.
mar.-giu. 2001 Italia Udinese A 11 2 4 5 CI 0 0 0 0 Int.+CU 0 0 0 0 - - - - - 11 2 4 5 18,18 Suben., 12º
gen.-giu. 2002 Italia Ancona B 20 8 5 7 CI 0 0 0 0 - - - - - - - - - - 20 8 5 7 40,00 Suben., 8º
2002-2003 Italia Udinese A 34 16 8 10 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - - 36 17 8 11 47,22
2003-2004 A 34 13 11 10 CI 4 2 1 1 CU 2 1 0 1 - - - - - 40 16 12 12 40,00
2004-2005 A 38 17 11 10 CI 6 2 1 3 CU 2 1 0 1 - - - - - 46 20 12 14 43,48
Totale Udinese 117 48 34 35 12 5 2 5 4 2 0 2 - - - - 133 55 36 42 41,35
2005-2006 Italia Roma A 38 19 12 7 CI 8 4 1 3 CU 10 6 2 2 - - - - - 56 29 15 12 51,79
2006-2007 A 38 22 9 7 CI 8 5 2 1 UCL 10 5 2 3 SI 1 0 0 1 57 32 13 12 56,14
2007-2008 A 38 24 10 4 CI 7 4 2 1 UCL 10 5 2 3 SI 1 1 0 0 56 34 14 8 60,71
2008-2009 A 38 18 9 11 CI 2 1 0 1 UCL 8 4 1 3 SI 1 0 1 0 49 23 11 15 46,94
lug.-ago. 2009 A 2 0 0 2 CI 0 0 0 0 UEL 4 3 1 0 - - - - - 6 3 1 2 50,00 Dimiss.
2010 Russia Zenit San Pietroburgo PL 30 20 8 2 KR 3 2 1 0 - - - - - - - - - - 33 22 9 2 66,67
2011 PL 30 17 10 3 KR 4 3 0 1 UCL[71]+UEL 4+10 2+8 1+0 1+2 SR 1 1 0 0 49 31 11 7 63,27
2011-2012 14 7 6 1 KR 3 2 0 1 UCL 8 3 3 2 - - - - - 25 12 9 4 48,00
2012-2013 PL 30 18 8 4 KR 4 2 1 1 UCL+UEL 6+4 2+2 1+0 3+2 SR 1 0 0 1 45 24 10 11 53,33
2013-2014 PL 20 12 5 3 KR 1 0 0 1 UCL 11 5 3 3 SR 1 0 0 1 33 17 8 8 51,52
Totale Zenit 124 74 37 13 15 9 2 4 43 22 8 13 3 1 0 2 185 106 47 32 57,30
gen.-mag. 2016 Italia Roma A 19 14 4 1 CI 0 0 0 0 UCL 2 0 0 2 - - - - - 21 14 4 3 66,67 Suben., 3º
2016-2017 A 38 28 3 7 CI 4 3 0 1 UCL[71]+UEL 2+10 0+5 1+3 1+2 - - - - - 54 36 7 11 66,67
Totale Roma 211 125 47 37 29 17 5 7 56 28 12 16 3 1 1 1 299 171 65 63 57,19
2017-2018 Italia Inter A 38 20 12 6 CI 2 0 1 1 - - - - - - - - - - 40 20 13 7 50,00
2018-2019 A 38 20 9 9 CI 2 1 1 0 UCL+UEL 6+4 2+2 2+1 2+1 - - - - - 50 25 13 12 50,00
Totale Inter 76 40 21 15 4 1 2 1 10 4 3 3 - - - - 90 45 26 19 50,00
Totale carriera 705+2 353+1 187+1 165 89 45 21 23 119 60 23 36 6 2 1 3 921 461 233 227 50,05

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Empoli: 1995-1996
Roma: 2006-2007, 2007-2008
Roma: 2007
Zenit: 2009-2010
Zenit: 2010, 2011-2012
Zenit: 2011

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2004-2005
Migliore allenatore: 2006, 2007

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come invecchia il calciatore (e anche il mister), su corriere.it. URL consultato il 20 luglio 2016.
  2. ^ a b Il calciatore - Luciano Spalletti, su spallettiluciano.it (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2016).
  3. ^ a b Luciano Spalletti - Profilo giocatore - Transfermarkt, su transfermarkt.it.
  4. ^ Incredibile ma vero: già finito il ritiro blucerchiato, in La Gazzetta dello Sport, 10 luglio 1998.
  5. ^ Corrado Sannucci, Mihajlovic scatenato fa esonerare Spalletti, in la Repubblica, 14 dicembre 1998, p. 40.
  6. ^ Platt si è dimesso, su www2.raisport.rai.it, 2 febbraio 1999. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2018).
  7. ^ Enrico Valente, Mannini ora accusa Spalletti "Colpa sua se la Samp è in B", in La Gazzetta dello Sport, 22 maggio 1999.
  8. ^ Da Spalletti a Glerean e Stringara, ecco i tecnici con la nuova "patente", in La Gazzetta dello Sport, 13 luglio 1999.
  9. ^ Il Milan soffre col Cagliari L'Inter finisce ko a Venezia, su repubblica.it, 18 ottobre 1999.
  10. ^ Via Spalletti, ecco Materazzi, su www2.raisport.rai.it, 2 novembre 1999. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2018).
  11. ^ Lo stile Venezia, su www2.raisport.rai.it, 29 novembre 1999. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2018).
  12. ^ Spalletti esonerato, su www2.raisport.rai.it, 7 febbraio 2000. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2004).
  13. ^ Michele Contessa e Carlo Laudisa, Zamparini s'inventa l'esonero bis, in La Gazzetta dello Sport, 8 febbraio 2000.
  14. ^ Spalletti all'Udinese, su www2.raisport.rai.it, 20 marzo 2001. URL consultato il 1º dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2004).
  15. ^ Udinese, a Spalletti la panchina di De Canio, su repubblica.it, 20 marzo 2001.
  16. ^ Lampo di Fiore in avvio e per l'Udinese è tutto facile, su repubblica.it, 8 aprile 2001.
  17. ^ L'Udinese batte l'Atalanta finisce l'incubo retrocessione, su repubblica.it, 10 giugno 2001.
  18. ^ Vito Maggio e Mimmo Cugini, Ancona-Spalletti: parte l'operazione salvezza, in La Gazzetta dello Sport, 7 gennaio 2002.
  19. ^ a b L'allenatore - Luciano Spalletti, su spallettiluciano.it (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2016).
  20. ^ Spalletti firma, Agostinelli si presenta, in La Gazzetta dello Sport, 11 giugno 2002.
  21. ^ L'Udinese scopre Fava [collegamento interrotto], su it.eurosport.com, 24 settembre 2003.
  22. ^ L'Udinese pareggia con il Milan e conquista la zona Champions, su repubblica.it, 29 maggio 2005.
  23. ^ Marco Pasotto, Spalletti: "Udine, me ne vado", su gazzetta.it, 6 giugno 2005.
  24. ^ Spalletti si presenta alla Roma "Ripartiamo dalla normalità", su repubblica.it, 21 giugno 2005.
  25. ^ Caso Mexes, il Tas ha deciso. Roma esclusa dal mercato, su repubblica.it, 5 dicembre 2005. URL consultato il 9 giugno 2017.
  26. ^ Che Roma, anche senza Totti. Col derby, la vittoria numero 11, su repubblica.it, 26 febbraio 2006.
  27. ^ Pari Juventus, sorride l'Inter: il record di vittorie resta nerazzurro, su goal.com, 19 febbraio 2016.
  28. ^ Supercoppa all'Inter, che rimonta Roma a due facce, ha meno ricambi, su repubblica.it, 26 agosto 2006.
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