Commissione parlamentare per le questioni regionali

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La Commissione parlamentare per le questioni regionali è una commissione parlamentare direttamente prevista dalla Costituzione italiana. L'organismo ha natura bicamerale e, per espressa previsione costituzionale, deve essere consultato allorché debbano essere disposti lo scioglimento del Consiglio regionale o la rimozione del presidente della Giunta regionale nel caso in cui abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. La legge ordinaria e i regolamenti parlamentari hanno attribuito alla Commissione parlamentare per le questioni regionali numerose competenze di carattere consultivo, nei confronti di Governo e Parlamento, nell'esercizio del potere, rispettivamente, esecutivo e legislativo nelle materie di rilevanza regionale. Tre sono le funzioni della Commissione: consultiva, di controllo e di informazione.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione parlamentare per le questioni regionali fu costituita nel 1953, inizialmente era composta da quindici deputati e quindici senatori. Nel 1970, in seguito all'istituzione delle regioni a statuto ordinario, il numero dei componenti venne innalzato a quaranta, mantenendo inalterata la proporzione tra deputati e senatori.

I venti deputati e i venti senatori sono designati dalle rispettive Camere con criteri di proporzionalità. Una volta nominati, i componenti della commissione mantengono la carica sino al termine della legislatura.

In seguito alla costituzione, la Commissione elegge, scegliendo tra i propri membri, un presidente, due vicepresidenti e due segretari.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Ai membri della Commissione è fatto divieto di partecipare alle sedute in cui siano discusse questioni della Regione nei cui collegi siano stati eletti.

La ratio di questa incompatibilità è individuabile nell'intenzione del legislatore di evitare il più possibile i conflitti di interesse. La legge vuole evitare che il parlamentare possa essere indotto ad avvantaggiare la propria regione o, comunque, a tenere in considerazione interessi particolaristici. Ciò in ragione del fatto che il parlamentare potrebbe orientare il proprio convincimento in vista di un futuro esito elettorale.

Nel caso in cui si verifichi tale incompatibilità, il componente della Commissione viene di volta in volta sostituito da un altro parlamentare all'uopo designato dai presidenti delle rispettive Camere.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella che segue vengono elencati i presidenti della commissione, con l'indicazione della camera di appartenenza ed il gruppo parlamentare di riferimento.

Legislatura N. Commissione Presidente Carica Partito
IV 1 nessuno N.D. N.D.
V 1 Giorgio Oliva senatore Democrazia Cristiana
VI 1
VII 1 Guido Fanti deputato Partito Comunista Italiano
VIII 1 Enzo Modica senatore Partito Comunista Italiano
IX 1 Armando Cossutta senatore Partito Comunista Italiano
X 1 Augusto Antonio Barbera deputato Partito Comunista Italiano
XI 1 Luciano Guerzoni senatore Partito Democratico della Sinistra
XII 1 Pietro Fontanini senatore Lega Nord
XIII 1 Mario Pepe deputato Popolari Democratici - L'Ulivo
XIV 1 Maria Elisabetta Alberti Casellati[1] senatore Forza Italia
Carlo Vizzini[2] senatore Forza Italia
XV 1 Leoluca Orlando deputato Italia dei Valori
XVI 1 Davide Caparini deputato Lega Nord
XVII 1 Renato Balduzzi deputato Scelta Civica
Gianpiero D'Alia deputato Area Popolare (NCD-UDC)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ fino al 10/7/2002
  2. ^ dal 23/7/2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]