Augusto Barbera

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Augusto Barbera
Augusto Antonio Barbera.jpg

Giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana
In carica
Inizio mandato 21 dicembre 2015
Tipo nomina Elezione da parte del Parlamento in seduta comune

Ministro per i rapporti con il Parlamento
Durata mandato 28 aprile 1993 –
4 maggio 1993
Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Egidio Sterpa
Successore Paolo Barile

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo
parlamentare
PCI, PDS
Circoscrizione Emilia-Romagna
Collegio Bologna

Dati generali
Partito politico PCI (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
PD (dal 2007)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Docente universitario

Augusto Antonio[1] Barbera (Aidone, 25 giugno 1938) è un giurista, accademico e politico italiano, professore emerito di diritto costituzionale nell'Università di Bologna. È stato Ministro per i rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi. Dal 21 dicembre 2015 è giudice della Corte costituzionale[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Augusto Barbera nella VII legislatura

Allievo di Vincenzo Zangara, ha insegnato diritto costituzionale a Catania (1969-1970) e a Ferrara (1970-1977) e istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche di Bologna (1977-1994) e dal 1977 a Bologna. Ha in precedenza lavorato come ricercatore in Germania Ovest, a Karlsruhe e Heidelberg, tra il 1967 e il 1969.

È stato direttore della Rivista “Quaderni costituzionali. Rivista italiana di diritto costituzionale”, edita da “Il Mulino”. È inoltre componente del comitato di direzione o del comitato scientifico di diverse altre riviste di settore.

È Accademico corrispondente per la sezione di Scienze giuridiche economiche e finanziarie dell'Accademia delle Scienze di Bologna. È altresì socio corrispondente della Società geografica italiana, nominato per «alti meriti nello studio della dimensione territoriale delle politiche istituzionali». È stato Vicepresidente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa per il quadriennio 2001-2005, organo di autogoverno dei magistrati amministrativi.

Ha fatto parte di diverse Commissioni presso Regioni e presso vari Ministeri, fra cui, nel 1999, come Presidente, della Commissione istituita presso il Ministero dell'Interno per l'elaborazione del Testo unico delle leggi sulle autonomie locali. È stato Presidente dell'ISLE (Istituto italiano di studi legislativi) nonché componente il consiglio scientifico della Scuola di scienza e tecnica della legislazione costituita presso il medesimo Istituto.

È stato - fra il 1976 e il 1994 - parlamentare, eletto alla Camera dei deputati nelle liste del PCI e del PDS (e dal 1980 al 1982 membro del Consiglio della Regione Emilia-Romagna). Dal 1987 al 1992 è stato Presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, nonché, dal 1992, Vicepresidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nell'aprile 1993 è nominato Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi, dal quale si dimette dopo l'uscita dal Governo dei Ministri della Sinistra, a causa della mancata concessione, da parte del Parlamento, dell'autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi. È stato fra i promotori dei referendum elettorali del 1991, del 1993 e del 1999. Attualmente aderisce al Partito Democratico.

Ha pubblicato 22 volumi (alcuni frutto di lavori collettivi) e più di 400 saggi, note a sentenze, relazioni o interventi a convegni in tema di fonti del diritto, libertà fondamentali, ordinamento regionale e locale, amministrazioni indipendenti, forme di governo e sistemi elettorali, storia costituzionale.

Ha scritto numerosissime pubblicazioni di settore, tra cui un celebre trattato di diritto pubblico insieme a Giuliano Amato.

È stato componente del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme della Repubblica di San Marino e dal novembre 2005 presidente dello stesso. In tale veste nel 2010 ha interrotto la procedura per la celebrazione del referendum d'indirizzo per l'adesione di San Marino all'Unione Europea, suscitando notevole dibattito a San Marino.

Il 16 dicembre 2015 viene eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune, con 581 voti su un quorum di 571, su indicazione del Partito Democratico, al trentaduesimo scrutinio complessivo insieme a Franco Modugno e Giulio Prosperetti, sostenuti rispettivamente dal Movimento 5 stelle e da Area Popolare, a seguito di un accordo politico fra i tre partiti.[3].

Augusto Barbera con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Augusto Barbera è stato incluso nell'elenco dei 44 indagati nell'inchiesta sui concorsi a cattedra di diritto costituzionale della tornata 2008-2010, con l'accusa di falso in atto pubblico per induzione. Secondo l'ipotesi investigativa avrebbe favorito taluni candidati , tra cui Federico Pizzetti, figlio di Francesco, già Garante della Privacy.[4][5] Il Pubblico Ministero in data 5 agosto 2016 ha chiesto la chiusura dell'indagine per intervenuta prescrizione.[6]Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma in data 11 aprile 2017 accogliendo la richiesta del PM ha emesso il Decreto di archiviazione evidenziando che non risulta alcun contatto o pressione di Augusto Antonio Barbera "avente ad oggetto la promessa reciproca e/o lo scambio di voti o di consensi".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Giudice di Corte. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 maggio 2017[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barbera Prof. Augusto Antonio, su quirinale.it. URL consultato il 31 maggio 2017.
  2. ^ www.repubblica.it
  3. ^ Il Parlamento ha eletto i giudici della Corte costituzionale
  4. ^ Corte Costituzionale, indagato il giudice Augusto Barbera per “concorsi truccati”, in Il Fatto Quotidiano, 1º giugno 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  5. ^ Corte Costituzionale, concorsi truccati: ecco come si muoveva il giudice Barbera, in Il Fatto Quotidiano, 2 giugno 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  6. ^ Archiviazione per Augusto Barbera, l’accusa era di corruzione, in L'Unità, 5 agosto 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN86123387 · ISNI (EN0000 0000 8345 0760 · SBN IT\ICCU\CFIV\020487 · LCCN (ENn78096020 · GND (DE137963157 · BNF (FRcb12176502k (data) · NLA (EN42200998 · BAV ADV10252779