Giuseppe Tesauro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giuseppe Tesauro
Tesauro - Ciampi 2003.jpg
Tesauro con Carlo Azeglio Ciampi (2003)

Presidente della Corte costituzionale
Durata mandato 30 luglio 2014 –
9 novembre 2014
Predecessore Gaetano Silvestri
Successore Alessandro Criscuolo

Giudice costituzionale della Repubblica Italiana
Durata mandato 9 novembre 2005 –
9 novembre 2014

Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato
Durata mandato 1998 –
2005
Predecessore Giuliano Amato
Successore Antonio Catricalà

Giuseppe Tesauro (Napoli, 15 novembre 1942) è un giurista e accademico italiano, giudice della corte costituzionale dal 2005 al 9 novembre 2014 e presidente della stessa dal 30 luglio 2014 al 9 novembre 2014. Dal 31 marzo 2016 al 25 giugno 2018 è stato presidente di Banca Carige.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Napoli nel 1964, Tesauro fu assistente di diritto internazionale nell'ateneo partenopeo e poi incaricato di organizzazione internazionale alle università di Catania e di Messina tra il 1969 ed il 1972. Dal 1982, Tesauro fu direttore dell'Istituto di diritto internazionale della facoltà di economia e commercio dell'Università "La Sapienza" di Roma; quivi svolse anche la funzione di direttore della scuola di specializzazione sulle Comunità europee dal 1984.

Dal 2006 è altresì docente di diritto internazionale presso l'Università telematica Pegaso di Napoli.[1]

Attività pubblica ed istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Avvocato cassazionista, esercitò la sua attività presso lo studio legale Carnelutti, uno dei più noti della capitale italiana. Dal 1987 Tesauro fu membro del Consiglio del contenzioso diplomatico della Farnesina. Nel settembre 1988, fu nominato avvocato generale presso la Corte di giustizia delle Comunità europee, subentrando nella sede lussemburghese ad un altro italiano, Federico Mancini, nominato in quell'occasione giudice.

Il 16 dicembre 1997 fu scelto dai presidenti di Camera e Senato, Luciano Violante e Nicola Mancino, come Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per sette anni a decorrere dal primo gennaio 1998. Durante la sua gestione, l'Autorità di controllo sulla concorrenza ha conquistato una sempre maggiore autorevolezza sfidando monopoli e oligopoli consolidati e sollecitando liberalizzazioni nei settori protetti. In quella veste si segnala, tra l'altro, la lotta ai cartelli assicurativi, quella alle industrie del tabacco e la critica della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo per gli aspetti della concorrenza.

Attività giurisdizionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre 2005 è stato nominato alla Corte costituzionale dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ha giurato il 9 novembre 2005. Il 30 luglio 2014 è stato eletto presidente della Corte costituzionale con 7 voti su 13 votanti. È cessato dalla carica il 9 novembre 2014.

Attività manageriale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 31 marzo 2016 al 25 giugno 2018 è stato presidente di Banca Carige[2], quando si dimette anche da consigliere di amministrazione ritenendo eccessive le spese sulle consulenze della banca.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 24 aprile 2001[3]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Diritto comunitario, Cedam, 2003
  • Sovranità degli stati e integrazione comunitaria, Edizioni scientifica, 2006
  • Diritto dell'Unione Europea, Cedam, 2010
  • Codice dell'Unione europea, Dike giuridica editore, 2011
  • La Ragionevolezza nella giurisprudenza comunitaria, Cedam, 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN90361961 · ISNI (EN0000 0000 6241 295X · SBN IT\ICCU\TO0V\052350 · GND (DE130370517