Sapienza - Università di Roma

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Coordinate: 41°54′12″N 12°30′57″E / 41.903333°N 12.515833°E41.903333; 12.515833

Sapienza
Università di Roma
Uniroma1.png
Sede Sapienza.jpeg
Ingresso principale della sede centrale di Roma, Piazzale Aldo Moro.
Stato Italia Italia
Città Roma
Altre sedi Civitavecchia, Latina, Cisterna di Latina, Terracina, Pomezia, Rieti, Bracciano, Buenos Aires, Malindi
Nome latino Studium Urbis
Motto Il futuro è passato qui
Fondazione 1303
Tipo Statale
Facoltà 11
Dipartimenti 63
Rettore Eugenio Gaudio
Direttore Generale Carlo Musto D'Amore
Studenti 100 125 (2016) [1]
Dipendenti 19 631
Colori 600px Oro e Rosso.png Oro e rosso
Affiliazioni UNICA, UNIMED
Sport CUS Roma
Sito web www.uniroma1.it
Francobollo commemorativo del 1989
Francobollo celebrativo del VII centenario della fondazione

Sapienza - Università di Roma (anche detta Università degli Studi di Roma La Sapienza, colloquialmente la Sapienza)[2] è una università statale italiana fondata nel 1303, fra le più antiche d'Italia e del mondo.

Nacque per volontà di papa Bonifacio VIII, che il 20 aprile 1303, con la bolla pontificia In Supremae praeminentia Dignitatis, istituì a Roma lo Studium Urbis. Con circa 100 000 studenti complessivi, nel 2016 è la più grande università d'Europa.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione dello Studium Urbis[modifica | modifica wikitesto]

1934: il cortile del Palazzo della Sapienza, opera di Giacomo della Porta, con la cappella di Sant'Ivo del Borromini, che sarà sede dell'Università di Roma fino al 1935

Nel XIV secolo operavano a Roma diverse istituzioni scolastiche, ma senza un ente ufficialmente riconosciuto ed esterno alla corte papale. Con la bolla di Bonifacio VIII In Supremae praeminentia Dignitatis del 20 aprile 1303, viene istituita la prima università di Roma, lo Studium Urbis. I finanziamenti iniziali giungevano dalla tassazione del vino forestiero, oltre alla munificenza di alcuni nobili romani. Quando la sede pontificia fu spostata ad Avignone, la gestione dell'Università fu affidata al Comune di Roma.

Durante tutto il periodo rinascimentale diversi papi richiesero al Comune l'incremento del corpo docente, con l'inserimento prosecutivo di nuove cattedre. Inoltre vennero acquistati diversi edifici del rione Sant'Eustachio, dove durante il Seicento venne costruita la nuova sede, voluta da Alessandro VII, fondatore tra l'altro della stessa Biblioteca Alessandrina, ancora oggi in piena attività; la sede fu istituita presso il Palazzo della Sapienza. Infatti, da appena dieci anni, il nome "Sapienza" era divenuto quello ufficiale. Dopo alcuni anni, Francesco Borromini costruì la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, la quale, sul portone principale, reca scritto Initium sapientiae timor Domini ("L'inizio della sapienza è il timor di Dio").

Riforme napoleoniche[modifica | modifica wikitesto]

Diverse furono le riforme successive, fra cui le più note quelle di Benedetto XIV (1748) e della Repubblica Romana (1798), ma di fondamentale importanza fu quella introdotta dai francesi stanziatisi a Roma dopo la conquista: l'università viene infatti uniformata alla legislazione imperiale francese, e la sede viene spostata al Palazzo del Collegio Romano, per volontà del rettore Giovanni Ferri de Saint-Constant (1811-1815).

Avvento del Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la fase di passaggio fra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia, garante dell'istituzione fu Terenzio Mamiani, che riuscì a laicizzare l'Ateneo. Con lettera del consigliere per la Giunta provvisoria del Governo del 3 ottobre 1870, venne nominato primo rettore Clito Carlucci, che rimase in carica fino al 1872 quando la Camera dei deputati estese alcuni articoli della legge Casati all'Ateneo romano: con il decreto del 27 agosto 1872 l'Università venne inquadrata nella legislazione nazionale. Carlucci attuò profonde riforme, prima fra tutte l'introduzione di un Istituto di Fisiopatologia, nel quale vennero aperti gli insegnamenti di Fisiologia Sperimentale, Istologia e Anatomia Patologica.

Fu creato un laboratorio per le esercitazioni chimiche e farmaceutiche e si dotarono il più possibile i gabinetti scientifici già esistenti, soprattutto quelli di Mineralogia, Geologia e Paleontologia. Furono poi istituite molte altre cattedre sia nell'area giuridica che economica e perfino un insegnamento di Storia Moderna. La Sapienza subì poi un periodo di crisi in concomitanza con il primo conflitto mondiale, a causa degli scontri fra interventisti e neutralisti.

La Città Universitaria di Roma, realizzata su progetto urbanistico di Marcello Piacentini ed inaugurata nel 1935, in una foto del 1938

Durante il ventennio fascista, nell'ottobre 1931, è imposto l'obbligo di giurare fedeltà al Duce per tutti i docenti universitari. Quattro di questi si rifiutarono e persero la cattedra: Ernesto Buonaiuti, professore di Storia del Cristianesimo; Giorgio Levi Della Vida, professore di Studi Orientali; Gaetano De Sanctis, professore di Storia Antica; Vito Volterra, professore di matematica e fisica.[4]

Nel 1935, al completamento dei lavori pianificati dall'architetto monumentalista Marcello Piacentini, la nuova Città Universitaria venne inaugurata alla presenza del Re e della Regina.

Il delitto di Marta Russo

La lapide in ricordo di Marta Russo.

Il 9 maggio 1997 un fatto di sangue segna la storia della Sapienza: la giovane studentessa Marta Russo, da poco uscita dall'aula in cui si teneva la lezione di diritto costituzionale, viene uccisa nel vialetto situato tra le Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Statistiche. Il fatto scuote a lungo l'opinione pubblica italiana e da vita a un controverso caso giudiziario.

Nel 2003 due assistenti dell'Istituto di Filosofia del Diritto, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, vengono condannati con sentenza definitiva, il primo a cinque anni e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo e il secondo a quattro anni e due mesi per favoreggiamento.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Omicidio di Marta Russo.

Dal dopoguerra al '68[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il secondo conflitto mondiale, l'università riprese rapidamente la sua attività.

Il 27 aprile 1966, in occasione del rinnovo dell'organismo rappresentativo degli studenti, attivisti neofascisti della sezione FUAN "Caravella" provocarono violenti incidenti all'interno della facoltà di Lettere e Filosofia[senza fonte]; in tali incidenti rimase ucciso Paolo Rossi, studente di architettura iscritto al PSI, precipitato dal muretto di destra alla sommità della scalinata della facoltà di Lettere. Dopo alcuni giorni, il 2 maggio 1966, a seguito delle richieste di dimissioni, cui si unirono i gruppi del PCI, PSI, PSIUP, PSDI e PRI della Camera dei Deputati,[5] per la prima volta nella storia dell'Università il rettore Ugo Papi si trovò costretto a dimettersi.[6][7] Due anni più tardi una sede della facoltà di Architettura fu teatro di quella che passò alla cronaca, e successivamente alla storia, come battaglia di Valle Giulia, scontro tra studenti e polizia.

Il 1977[modifica | modifica wikitesto]

La Sapienza diviene un punto di riferimento nazionale del movimento studentesco del '68 e rimane un luogo di fermento politico per tutti gli anni settanta. In particolare la Sapienza fu luogo di grande agitazione durante il 1977, in occasione dello sviluppo del movimento che prese il nome da quell'anno. L'Ateneo infatti è teatro di scontri il 17 febbraio durante il comizio del segretario della CGIL Luciano Lama, quando gli studenti della sinistra extraparlamentare contestarono violentemente l'iniziativa del sindacato di irrompere nella città universitaria occupata dal movimento.

Dal 2006 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal novembre 2006 la Sapienza adotta un nuovo sistema di identità visiva: nel logo la Minerva è stata sostituita da un cherubino, che rimanda all'originaria sede del Palazzo della Sapienza. Vi è stata anche l'eliminazione dell'articolo "La". La nuova denominazione dell'università è "Sapienza - Università di Roma".

Nel novembre 2009 il Senato accademico ha approvato un piano di riorganizzazione, superando la precedente divisione in Atenei federati, i quali comprendevano facoltà simili per argomenti di studio ed autonome nella gestione delle risorse.[8] Dopo la riorganizzazione strutturale del 2010, la Sapienza conta undici facoltà,[9] oltre 60 dipartimenti, ventuno musei e cinquanta biblioteche.

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle numerose sedi periferiche a Roma, l'Università dispone di un polo succursale a Latina. Gli immobili di proprietà o concessi in uso perpetuo dal demanio sono oltre cento, di cui trentotto dentro la Città Universitaria, e il resto distribuiti all'interno di Roma. La Sapienza è inoltre collegata con due policlinici universitari, il Policlinico Umberto I e l'Ospedale Sant'Andrea, per le attività didattiche e di ricerca relative alla medicina. La Città universitaria occupa circa 439 000 metri quadrati di superficie.

Città universitaria[modifica | modifica wikitesto]

L'Aula Magna del Rettorato, realizzata tra il 1933 e il 1935 su progetto di Marcello Piacentini. Sullo sfondo l'affresco di Mario Sironi del 1935 L'Italia tra le Arti e le Scienze.

La città universitaria è stata realizzata da una serie di architetti razionalisti durante gli anni trenta, nel pieno del ventennio fascista. L'opera, fortemente voluta da Mussolini affinché anche la capitale d'Italia avesse il suo centro universitario, s'inquadrava nell'opera di restauro che coinvolse la città fino a tutto il secondo dopoguerra. La città venne inaugurata il 31 marzo 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

L'entrata principale è situata in piazzale Aldo Moro (al civico 5), dove ha sede anche il limitrofo Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un grande portale permette di accedere all'interno della città, costituita da una serie di palazzi ed edifici idealizzati per la fruizioni di studenti e professori. Le altre entrate sono poste su tutti i lati del muro che divide l'interno della sede universitaria dal resto della città. Verso nord si trova l'ospedale policlinico "Umberto I", parte integrante delle strutture universitarie e gestito direttamente dall'Ateneo; vi hanno sede le facoltà mediche e chirurgiche principali. Dall'ingresso principale, la prospettiva è sviluppata in modo tale da far emergere la figura della statua della Minerva, uno dei simboli della Sapienza ed opera di Arturo Martini, realizzata in bronzo e posta in cima a un piedistallo che si trova all'interno di una vasca d'acqua. La statua è posta di fronte al Palazzo del Rettorato, opera di Marcello Piacentini.

Un viale porta dall'ingresso principale al piazzale della Minerva, sul quale si affacciano i palazzi di Ortopedia e Chimica, sulla destra, e i palazzi di Igiene e Fisica, a sinistra. Nell'edificio principale hanno sede gli uffici del Rettorato, la Biblioteca Alessandrina e l'Aula Magna. Alla destra del Rettorato si trova il Palazzo di Lettere, sede principale della Facoltà di Lettere e Filosofia, mentre a sinistra il Palazzo di Giurisprudenza, dove hanno sede le Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Statistiche. All'estrema destra del Rettorato, sempre su piazzale della Minerva, l'edificio di Matematica realizzato da Giò Ponti nel 1934. All'interno della città si trovano anche un asilo nido, diversi bar, uffici bancari e postali, moltissime biblioteche e musei aperti al pubblico. Notevole è la grande Cappella Universitaria dedicata alla Divina Sapienza, affidata ai padri gesuiti.

Sedi a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Facolta di Ingegneria, Via Eudossiana
  • Facoltà di Architettura:
  • Facoltà di Ingegneria - Via Eudossiana, 18. Storica sede della facoltà, adiacente la Basilica di San Pietro in Vincoli, si articola attorno ad un chiostro attribuito a Giuliano da Sangallo. Nacque come moderna Scuola di Ingegneria, sull'esempio di Parigi e Vienna, per volere di Pio VII, nel 1817.
    • È presente anche una sede secondaria in via A. Scarpa, 14, adiacente la Facoltà di Economia di Via del Castro Laurenziano.
  • Facoltà di Sociologia e di Scienze della Comunicazione - Via Salaria, 113 e alcune aule della ex caserma Sani di via Principe Amedeo, 184.
  • Facoltà di Lettere e Filosofia:
    • Ex Caserma Sani - Via Principe Amedeo, 184
    • Ex Vetrerie Sciarra - Via dei Volsci, 122
    • Villa Mirafiori - Via Carlo Fea, 2
  • Facoltà di Psicologia - Via dei Marsi, 78

Sedi distaccate ed estere[modifica | modifica wikitesto]

Logo precedente dell'Università.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della riorganizzazione del 2010, oggi si contano le seguenti undici Facoltà e una Scuola a statuto speciale:

  • Architettura
  • Economia
  • Farmacia e Medicina
  • Giurisprudenza
  • Ingegneria civile e industriale
  • Ingegneria dell'informazione, informatica e statistica
  • Lettere e Filosofia
  • Medicina e Odontoiatria
  • Medicina e Psicologia
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione
  • Scuola di Ingegneria aerospaziale

Facoltà di Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Facoltà di Architettura, piazza Borghese
Facoltà di Architettura, via Gramsci

Fondata nel 1920, è la prima facoltà di Architettura istituita in Italia. Nel 2000 fu divisa in due diverse facoltà: la Prima facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni", con presidenza nei pressi di piazzale Flaminio e la Facoltà di Architettura Valle Giulia. Nell'ambito della riorganizzazione della Sapienza, dal 1º novembre 2010 è tornata a essere un'unica facoltà. Ha quattro sedi: Piazza Borghese, Via Flaminia, Via Gianturco e Via Gramsci (Valle Giulia). A Valle Giulia si trova la Biblioteca Centrale di Architettura, la maggiore biblioteca italiana in materia di architettura.[10]

Attuale Preside è la Professoressa Anna Maria Giovenale, docente di Tecnologia dell'Architettura. È succeduta nel dicembre del 2014 al Professor Renato Masiani, primo Preside della facoltà riunificata.

Nella facoltà hanno insegnato tra gli altri Marcello Piacentini, Giorgio Calza Bini, Bruno Zevi, Saverio Muratori, Vincenzo Fasolo, Carlo Aymonino, Plinio Marconi, Carlo Cestelli Guidi, Leonardo Benevolo, Franco Minissi, Italo Insolera, Alessandro Anselmi, Arnaldo Bruschi e Ludovico Quaroni e attualmente insegnano Franco Purini, Paolo Portoghesi, Achille Bonito Oliva, Manfredi Nicoletti, Giovanni Carbonara, Piero Ostilio Rossi e Guendalina Salimei. Presso la facoltà hanno studiato Lina Bo Bardi e Massimiliano Fuksas.

È celebre per gli scontri avvenuti nel 1968 - passati alla storia come "battaglia di Valle Giulia" - tra gli studenti che manifestavano, che si diedero il nome Gli Uccelli, e la polizia, cui presero parte, tra gli altri, Massimiliano Fuksas e Franco Russo, all'epoca giovani studenti, e Renato Guttuso, che in quella occasione realizzò i celebri murales sulla facciata dell'edificio di Via Gramsci tuttora presenti.[11]

Facoltà di Economia[modifica | modifica wikitesto]

Facoltà di Economia, Via del Castro Laurenziano

La Facoltà fu fondata nel 1906 per la formazione di funzionari pubblici con il nome di "Istituto Superiore di Studi Commerciali, Coloniali e Attuariali di Roma". Oggi ha sede all'esterno della Città Universitaria, in via del Castro Laurenziano 9, ed il preside è Giuseppe Ciccarone. Molti i nomi del mondo istituzionale, economico e finanziario laureati presso la facoltà, soprattutto alla scuola di Federico Caffè; fra i tanti: Cesare Romiti, Ignazio Visco, Mario Draghi e Fulvio Conti. Nel cortile della facoltà le brigate rosse uccisero il professore Ezio Tarantelli.

Lista dei Rettori e Presidi[modifica | modifica wikitesto]

  • Rettori del Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali, Coloniali ed Attuariali furono: Tullio Martello (1906-1907), Anselmo Ciappi (1907-1908), Enrico De Marinis (1908-1910), Gennaro Mondaini (1910), Filippo Mariotti (1910-1911).
  • Rettori del Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali e Amministrativi furono: Anselmo Ciappi (1911), Giuseppe Chiovenda (1911-1913), Luigi Fontana Russo (1913-1919).
  • Rettori del Regio Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali furono: Umberto Navarrini (1919-1922), Enrico Barone (1922-1924), Vittorio Alfieri ( 1924), Arrigo Cavaglieri (1924-1925), Umberto Navarrini (1925-1928), Giacomo Acerbo (1928-1935).
  • Presidi della Facoltà di Economia e Commercio furono: Giacomo Acerbo (1935-1943), Luigi Ferrara (1943-1944), Vittorio Angeloni (1944-1946), Nicola Garrone (1946-1952), Giuseppe Chiarelli (1952-1961), Livio Livi (1961-1966), Raffaele Resta (1966-1969), Mario Bandini (1969-1971), Remo Cacciafesta (1971-1981), Ernesto Chiacchierini (1981-1996).
  • Presidi della Facoltà di Economia: Raimondo Cagiano de Azevedo (1996-2002), Attilio Celant (2002-2011), Giuseppe Ciccarone (2011-oggi).

Facoltà di Farmacia e Medicina[modifica | modifica wikitesto]

La Facoltà è composta da nove dipartimenti, che organizzano i vari corsi di studio.

Facoltà di Medicina[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVI secolo, con papa Leone X, l'insegnamento di Medicina si articolava in medicina teorica, medicina pratica e lettura dei semplici. Giulio III assegnò al collegio Medico la facoltà di conferire lauree in Medicina, mentre Gregorio XIII iniziò a sottoporre ad esame tutti i laureati in medicina. Nel secolo successivo, Clemente X introdusse l'obbligo per i laureati di effettuare un tirocinio pratico ospedaliero al fine di ottenere la matricola o l'abilitazione all'esercizio professionale.

Nel 1824, la bolla di Leone XII introdusse la riforma medica universitaria per cui le lezioni venivano tenute principalmente in latino e le università di Roma e Bologna erano le sole autorizzate a conferire lauree in medicina (quattro anni) e chirurgia (tre anni). Nel 1870, durante il Regno d'Italia, le facoltà di Medicina e di Chirurgia si riunirono in una sola facoltà, con un solo corso di studi della durata di cinque anni, che divennero sei nel 1876. La facoltà opera all'interno del Policlinico Umberto I fin dalla sua apertura nel 1904.[12]

Facoltà di Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1808, gli studi di Farmacia furono inseriti tra le discipline insegnate presso l'Archiginnasio Romano, una delle più antiche università italiane nata per volontà di papa Bonifacio VIII. Gli studi di Farmacia divennero regolari corsi universitari nel 1872 con la nascita della Regia Università di Roma. La facoltà di Farmacia fu istituita ufficialmente nel 1932.[12]

Facoltà di Lettere e Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Villa Mirafiori, una delle sedi della Facoltà di lettere e filosofia.

La Facoltà sostituisce le ex facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali, dovuta alla riorganizzazione strutturale dell'Università sul finire del 2010. Le sedi della facoltà sono:

  • Città Universitaria, nell'edificio di Lettere e Filosofia.
  • Villa Mirafiori, una villa urbana poco distante da Piazza Bologna che ospita una biblioteca del settore filosofico, l'ILIESI (Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee) del CNR e la Fondazione Gentile, che comprende la libreria e l'archivio privato di Giovanni Gentile.
  • Ex Vetrerie Sciarra, nel quartiere San Lorenzo.
  • Ex Caserma "Sani", nelle vicinanze di Piazza Vittorio Emanuele dove ha sede anche l'Istituto Confucio.

In seguito alla fusione delle quattro facoltà preesistenti, l'attuale Facoltà di Lettere e Filosofia è diventata la più grande dell'Ateneo, raggiungendo gli oltre 12 000 iscritti complessivi nell'a.a. 2015/16.[13]

Facoltà di Giurisprudenza[modifica | modifica wikitesto]

La Facoltà di Giurisprudenza è la più antica fondazione[14], essendo stata istituita contemporaneamente alla nascita dell'Ateneo, nel 1303. Intenzione di Bonifacio VIII era dotare la città di Roma di una scuola di Diritto che esprimesse l'autorità della Chiesa anche nel campo degli studi giuridici.

La facoltà si distinse, nei secoli successivi, per gli insegnamenti di Diritto canonico e Diritto civile (di fatto, Diritto romano), nonché per la fedele adesione alla tradizione del mos italicus come metodo d'insegnamento: ciò comporto una scarsa sensibilità verso gli sviluppi scientifici dell'umanesimo giuridico prima e dell'illuminismo giuridico poi. L'ordinamento dei corsi rimase a lungo fermo su tale impostazione tradizionale e non conobbe una forte evoluzione; fece eccezione solamente l'insegnamento di Diritto penale.

Tuttavia, l'attività didattica è sempre stata connotata da forte vivacità culturale nonché da un corpo docente di alto livello, la cui ricostruzione esatta è resa possibile dai Rotuli istituiti nel 1514.

Nel 1552 papa Giulio III, riorganizzò l'Ateneo dopo i tragici eventi del Sacco di Roma del 1527, assegnando al Collegio degli avvocati concistoriali l'autorità di conferire il dottorato in diritto civile e in diritto canonico. Tale riforma venne confermata alla fine del secolo da Sisto V, il quale aggiunse alle prerogative del Collegio la scelta del rettore dello Studium romano.

Nel 1811-1812, i francesi, nel tentativo di riformare l'Università romana in base alle indicazione di Giovanni Ferri de Saint-Costant, previdero l'eliminazione dell'insegnamento di Diritto canonico e l'introduzione di quelli di Diritto civile, commerciale, processuale civile e processuale penale. La riforma non fu mai attuata, in quanto il dominio francese su Roma si interruppe bruscamente nel 1814, e il papa Leone XII, con la riorganizzazione degli studi universitari che operata nel 1824, si limitò a mantenere il precedente ordine degli studi, salvo innovarne la metodologia di insegnamento. Tale innovazione riscosse il consenso dei grandi giuristi tedeschi Friedrich Carl von Savigny e K.J.A. Mittermaier, i quali ebbero occasione di visitare la facoltà.

Con l'annessione di Roma al Regno d'Italia (1870), l'ordine degli studi fu radicalmente rinnovato, venendo conformato alle previsioni della legge Casati, che si ispirava agli ordinamenti delle grandi università europee. Il corpo docente fu arricchito da giuristi chiamati da tutta Italia. La Facoltà di Giurisprudenza ebbe così un periodo di fortissima innovazione e attività. La sua autorità fu confermata dalle frequenti richieste di pareri da parte del Parlamento e del Comune di Roma, nonché dalla previsione, con l'istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura (1921), che i membri laici fossero designati dalla stessa.

La Facoltà oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio in cui ha sede la Facoltà di Giurisprudenza - inaugurato nel 1935 - si trova all'interno della Città Universitaria, accanto al Rettorato. Il Preside in carica è il prof. Paolo Ridola, ordinario di diritto pubblico comparato.

La Facoltà rimasta a lungo l'unica in Italia a non aver applicato la riforma Berlinguer, legge 30/2000, con cui è stato introdotto l'ordinamento semestrale. Il tradizionale ordinamento annuale è stato mantenuto fino all'a.a. 2012/13.[15]

Presidi dall'Unità d'Italia ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti Professori sono stati Presidi della Facoltà:[14]

Professori emeriti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i docenti della Facoltà di Giurisprudenza si ricordano:[14][17]

Facoltà di Ingegneria civile e industriale[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Ingegneria, sede della facoltà.

La prima Scuola d'Ingegneria nasce con un motu proprio di papa Pio VII del 23 ottobre 1817; la scuola fu creata seguendo il modello delle due scuole ingegneristiche più rinomate in Europa, quella viennese e quella parigina. La necessità di aprire una scuola locale veniva soprattutto dai costi eccessivi causati dall'assunzione di ingegneri stranieri per lo Stato Pontificio. Contemporaneamente, venne fondata anche una sede distaccata a Ferrara, che ebbe però vita breve. Venne nominato come primo Direttore l'ingegnere idraulico Giuseppe Venturoli.

La sede principale è in via Eudossiana 18, nella ex sede del convento annesso alla Basilica di San Pietro in Vincoli al colle Oppio. Alcuni corsi di laurea sono stati attivati presso le sedi distaccate di Latina e di Rieti, mentre vari insegnamenti (specialmente relativi ai primi anni di alcuni corsi di laurea) si svolgono presso la sede di via Scarpa, situata vicino alla facoltà di Economia. Il Preside è Fabrizio Vestroni, succeduto nel 2007 a Tullio Bucciarelli, già a capo della facoltà dal 1996.

Le due biblioteche del Dipartimento di idraulica, trasporti e strade sono dedicate rispettivamente al Prof. Ing. Franco Giannini, Direttore dell'Istituto dei Trasporti, e al suo successore Prof. Ing. Vincenzo Leuzzi, progettista della metro B.

Facoltà di Ingegneria dell'informazione, informatica e statistica[modifica | modifica wikitesto]

È nata il 1º novembre 2010 a seguito dei distaccamenti dalla facoltà di Ingegneria e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dei settori dell'Informatica e Ingegneria dell'informazione, accorpati alla preesistente Facoltà di Scienze Statistiche. Il 27 novembre 2009 si era tenuta la cerimonia di inaugurazione della Facoltà di Ingegneria dell'Informazione, che è successivamente confluita nella facoltà attuale. La presidenza è nella nuova sede di via Ariosto (vicino alla sede della Facoltà di Ingegneria, nel centro storico).

Ne fanno parte quattro dipartimenti:

  • Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale
  • Dipartimento di Ingegneria dell'informazione, elettronica e telecomunicazioni
  • Dipartimento di Scienze statistiche
  • Dipartimento di Informatica

Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Nata dalla fusione delle preesistenti Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Scienze della Comunicazione, ha tre sedi: all'interno della Città Universitaria; presso la sede distaccata di via Salaria 113; presso la sede distaccata dell'ex caserma Sani in via Principe Amedeo 184. La Facoltà è attualmente guidata dal Prof. Giuseppe Venanzoni.

Alla Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione fanno capo i seguenti dipartimenti:

  • Comunicazione e Ricerca Sociale - CoRiS (direttore Mario Morcellini);
  • Scienze Politiche (direttore Luca Scuccimarra);
  • Scienze Sociali ed Economiche (direttore Sandro Bernardini).

Alla Facoltà fanno capo diversi osservatori permanenti come l'Osservatorio Europeo (coordinato dal Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche), l'Osservatorio Mediamonitor Politica, l'Osservatorio Mediamonitor Minori e il Cinemonitor (questi ultimi coordinati dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale). Al Dipartimento di CoRiS è anche affidata la gestione e il coordinamento di Radio Sapienza (web radio d'Ateneo) e del ComunicLab (magazine online sui media italiani).

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Scuola di Ingegneria Aerospaziale[modifica | modifica wikitesto]

La sede coincideva originariamente con quella della Facoltà di Ingegneria, presso il monastero di San Pietro in Vincoli, di fronte al Colosseo, ma è stata in seguito spostata in via Salaria 851, vicino all'aeroporto dell'Urbe.

Dal punto di vista didattico la Scuola ha inizialmente offerto un corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale, destinato ad allievi già in possesso di una laurea in Ingegneria. In ossequio alla mutata organizzazione degli studi universitari, la Scuola ha quindi gestito un corso di laurea specialistica - poi magistrale - in Ingegneria Astronautica. A partire dall'anno accademico 2015/16 la Scuola impartisce a studenti italiani e stranieri, già in possesso di titolo universitario, la laurea speciale in Ingegneria Aerospaziale, titolo di elevata specializzazione unico nel panorama accademico italiano.

Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola speciale ha sede in viale Regina Elena. Attualmente il Preside è Attilio De Luca.

Sapienza School for Advanced Studies[modifica | modifica wikitesto]

La Sapienza School for Advanced Studies di Roma (o SSAS) è la scuola superiore universitaria dell'ateneo, fondata nel 2011.

Gli studenti, parallelamente al corso di studi universitario, seguono ulteriori corsi e seminari interni alla SSAS. L'attività della scuola è organizzata in quattro classi accademiche: la "Classe Accademica delle Scienze della Vita" e la "Classe Accademica delle Scienze e Tecnologie", dedicate agli studenti che frequentano facoltà tecniche e scientifiche, la "Classe Accademica degli Studi Umanistici", di cui fanno parte gli studenti che frequentano facoltà umanistiche, e la "Classe Accademica delle Scienze giuridiche, politiche, economiche e sociali", dedicata alle discipline sociologiche, economiche, sociali.

L'ammissione avviene per concorso nell'anno di prima iscrizione all'università, avendo conseguito nel precedente anno scolastico la maturità o altro titolo equivalente con voto di minimo di 90/100. È prevista anche l'ammissione al secondo anno per corsi di laurea a ciclo unico e al primo anno dei corsi di laurea magistrale.

La permanenza è subordinata al mantenimento di una media superiore ai 28/30, con voto minimo di 27/30, e al superamento di tutti gli esami previsti entro l'anno accademico.

Polo museale Sapienza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Polo museale Sapienza.

Il Polo museale Sapienza è un gruppo di strutture museali facenti riferimento all'Università. La maggior parte di esse è situata all'interno della Città Universitaria, escluso l'Orto botanico sito a Largo Cristina di Svezia, il Museo di Anatomia Patologica sito nel Policlinico Umberto I, una parte del Museo di Zoologia sito nel Bioparco ed altre sedi minori sparse nella Capitale e a Latina.

Orto botanico[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Orto botanico di Roma.

L'Orto Botanico nasce come Giardino dei Semplici già nell'XI secolo, anche se in realtà il primo giardino connesso con l'Università venne fondato da papa Niccolò V nel 1477, poi trasferito nei pressi della Fontana dell'Acqua Paola. Alla fine del secolo, più esattamente nel 1492, l'orto fu allestito all'interno di Palazzo Salviati. Oggi si trova dietro l'Accademia dei Lincei, nella zona di Trastevere, anche se una buona parte della vegetazione è custodita nell'Orto Botanico della Città Universitaria.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Con le sue numerose biblioteche, l'Università è sede del Polo SBN, che coordina e gestisce. La Biblioteca Universitaria Alessandrina, sempre all'interno dell'Università, è invece biblioteca responsabile del mantenimento del polo SBN delle biblioteche pubbliche statali di Roma.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'attività sportiva è ampiamente integrata dal CUS Roma, il centro polisportivo collegato all'Università. Fra le squadre, spicca nel rugby il CUS Roma Rugby, fra le più importanti nel settore.

È inoltre attivo un team dedito alle competizioni automobilistiche di Formula SAE, conosciuto come "Sapienza Corse".

Persone legate alla Sapienza[modifica | modifica wikitesto]

Professori emeriti[modifica | modifica wikitesto]

Laureati honoris causa[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Città Universitaria
Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalle stazioni Castro Pretorio e Policlinico.
È raggiungibile dalla fermata Università La Sapienza del tram 3
È raggiungibile dalla fermata Università La Sapienza del tram 19
È raggiungibile dalla fermata Verano del tram 3
È raggiungibile dalla fermata Verano del tram 19
  • Facoltà di Architettura (Piazza Borghese)
Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Spagna.
  • Facoltà di Architettura (Via Gianturco e Via Flaminia)
Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Flaminio.
  • Facoltà di Architettura (Via Gramsci)
È raggiungibile dalla fermata Galleria Nazionale Arte Moderna del tram 3
È raggiungibile dalla fermata Galleria Nazionale Arte Moderna del tram 19
  • Facoltà di Lettere e Filosofia (ex Caserma Sani)
Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Vittorio Emanuele.
È raggiungibile dalla fermata P.za Vittorio Emanuele (MA) del tram 5
È raggiungibile dalla fermata P.za Vittorio Emanuele (MA) del tram 14
  • Facoltà di Lettere e Filosofia (ex Vetrerie Sciarra)
È raggiungibile dalla fermata Reti del tram 3
È raggiungibile dalla fermata Reti del tram 19
  • Facoltà di Lettere e Filosofia (Villa Mirafiori)
Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalle stazioni Bologna e Sant'Agnese/Annibaliano.
  • Facoltà di Psicologia
È raggiungibile dalla fermata Scalo San Lorenzo (Via degli Ausoni) del tram 3
È raggiungibile dalla fermata Scalo San Lorenzo (Via degli Ausoni) del tram 19
  • Facoltà di Ingegneria (Via Eudossiana/San Pietro in Vincoli)
Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalle stazioni Cavour e Colosseo.
  • Facoltà di Scienze Politiche, Sociali, della Comunicazione (Via Salaria, 113)

È raggiungibile dalla fermata Fiume delle linee 92 (Marliana) e 360 (Muse) dell'autobus.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • Scandalo Esamopoli: negli anni ottanta e novanta un grande scandalo investì l'Ateneo. L'inchiesta riguardava la compravendita di esami, accertata poi dall'autorità giudiziaria, da parte di decine di studenti delle facoltà di Economia e Commercio e di Giurisprudenza. La magistratura appurò che si era costituito un sistema colluso: alcuni studenti, invece di sostenere gli esami, pagavano una cifra minima di 500 000 lire ad un bidello, che faceva in modo che venisse registrato che li avevano superati. L'inchiesta coinvolse nomi illustri, come quello di Antonio Mastrapasqua.[19]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Servizio di Ateneo per l'Energia: è attivo un organismo che si occupa della distribuzione e dell'equipaggiamento dell'energia in tutte le sedi accademiche, compresa la Città Universitaria. Fra i progetti in corso si ricordano la Microturbina, un impianto di trigenerazione (presso l'edificio di Farmacologia), la Cogenerazione, un progetto per il Policlinico Umberto I e la Città Universitaria, ed infine una demo di indagini termografiche all'interno della stessa Città universitaria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anagrafe Nazionale Studenti, anagrafe.miur.it. URL consultato il 12 giugno 2016.
  2. ^ Il nome la Sapienza – Sapienza – Università di Roma, uniroma1.it. URL consultato il 3 luglio 2011.
  3. ^ Chi siamo, uniroma1.it. URL consultato il 12 giugno 2016.
  4. ^ La storia | Sapienza - Università di Roma, su www.uniroma1.it. URL consultato il 26 maggio 2016.
  5. ^ IV Legislatura / Cronologia / Camera dei deputati - Portale storico, su storia.camera.it. URL consultato il 25 agosto 2015.
  6. ^ La storia | Sapienza - Università di Roma, su www.uniroma1.it. URL consultato il 25 agosto 2015.
  7. ^ Un crisantemo sul letamaio, temi.repubblica.it. URL consultato il 25 agosto 2015.
  8. ^ Unimagazine. it
  9. ^ Facoltà, uniroma1.it.
  10. ^ Manuela Corbosiero, "La Biblioteca Centrale delle Facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni" e Valle Giulia (Roma)", in Culture del testo e del documento, a. 11, n. 33, settembre-dicembre 2010, p. 65.
  11. ^ Europaconcorsi: Notizie: Roma – Il '68 di Guttuso torna a Valle Giulia
  12. ^ a b Breve sintesi della storia della facoltà, farmaciamedicina.uniroma1.it. URL consultato il 10 settembre 2014.
  13. ^ Iscrizioni anno accademico 2015/16, www2.uniroma1.it. URL consultato il 12 giugno 2016.
  14. ^ a b c Conoscere la Facoltà di Giurisprudenza (PDF), ius-sapienza.org, 2009. URL consultato il 12 giugno 2016.
  15. ^ Ordine degli Studi 2012/2013 (PDF), ius-sapienza.org, 2012. URL consultato il 12 giugno 2016.
  16. ^ In realtà, Filippo Vassalli ricopriva l'ufficio di preside, in qualità di facente funzione, già dalle prime settimane del giugno 1944. Durante l'occupazione nazista di Roma era decaduto dalla carica Pier Silverio Leicht. Il 6 maggio 1944 il consiglio di facoltà aveva eletto preside Salvatore Di Marzo, docente di diritto romano, senatore del regno ed ex podestà di Palermo. Successivamente alla liberazione di Roma da parte degli angloamericani, intervenuta il 4 giugno 1944, Di Marzo fu rimosso dall'ufficio. (Mario Stella Richter jr: Filippo Vassalli preside e la chiamata di Tullio Ascarelli alla facoltà giuridica romana).
  17. ^ Sapienza – Facoltà di Giurisprudenza, ius-sapienza.it.
  18. ^ http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Laurea-ad-honorem-a-Rania-Al-Abdullah-Regina-di-Giordania-uniti-contro-isis-af2df259-c3b4-4951-98b5-c7139ea34828.html
  19. ^ La Armellini barò sugli esami proprio come Mastrapasqua, ilgiornale.it, 2014. URL consultato il 12 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Spano, "L'Università di Roma" (Ristampa anastatica), Casa editrice La Sapienza, Roma 2008
  • Ida Mitrano, La Sapienza 1932-1935, Casa Editrice La Sapienza, Roma 2008 Indice e abstract
  • Vincenzo Di Gioia, Dalla scuola d'ingegneria alla Facoltà d'ingegneria di Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1985
  • R. Cagiano De Azevedo, La Facoltà di Economia. Cento anni di storia, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2006, ISBN 978-88-498-1172-8.
  • Attilio Celant (a cura di), 100 anni … e la storia continua. Gli eventi della Facoltà con parole e immagini, Marchesi Grafiche, Roma, 2011, ISBN 978-88-86248-16-7.
  • Candida Carella, L'insegnamento della filosofia alla Sapienza di Roma nel Seicento, Olschki, Firenze 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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