Smetto quando voglio (film)

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Smetto quando voglio
Smetto quando voglio.png
Una scena del film
Titolo originale Smetto quando voglio
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2014
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Sydney Sibilia
Soggetto Valerio Attanasio, Sydney Sibilia
Sceneggiatura Valerio Attanasio, Andrea Garello, Sydney Sibilia
Produttore Domenico Procacci, Matteo Rovere
Casa di produzione Fandango, Ascent Film, Rai Cinema
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Vladan Radovic
Montaggio Gianni Vezzosi
Musiche Andrea Farri
Scenografia Alessandro Vannucci
Costumi Francesca Vecchi, Roberta Vecchi
Trucco Dalia Colli
Interpreti e personaggi

Smetto quando voglio è un film del 2014 diretto da Sydney Sibilia.

È la storia di un gruppo di brillanti ricercatori universitari che tentano di uscire dall'impasse lavorativa ed esistenziale della precarietà cronica, producendo e spacciando smart drugs. Il sequel del film, intitolato Smetto quando voglio - Masterclass, è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 2 febbraio 2017 sempre con la 01 Distribution.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Zinni, un ricercatore neurobiologo, ha sviluppato un rivoluzionario algoritmo per la modellizzazione teorica di molecole organiche ma i docenti della commissione finanziatrice, anche a causa dell'impreparazione e del pressappochismo mostrati dal professore che supervisiona il lavoro, non sembrano capirne l'importanza e decidono di non rinnovargli l'assegno di ricerca.

Tornato a casa, Pietro non ha il coraggio di dire la verità a Giulia, la compagna con cui convive. In compenso, però, ha un'idea per salvarsi dalla disoccupazione: utilizzare le sue conoscenze scientifiche per creare una nuova droga, sfruttando una molecola non ancora catalogata come stupefacente dal Ministero della salute. Decide così di rivolgersi ad ex ricercatori universitari come lui che, a causa dei tagli dei fondi e dei posti di lavoro, sono costretti a fare lavori inadeguati rispetto alle loro qualifiche.

L'équipe è infatti composta da Mattia e Giorgio, due latinisti che fanno i benzinai; Alberto, un chimico che fa il lavapiatti in un ristorante cinese; Bartolomeo, un economista che cerca di applicare al poker le sue abilità nel calcolo matematico; Arturo, un archeologo che lavora per l'università, sfruttato e malpagato; e infine Andrea, un antropologo in cerca di un impiego presso uno sfasciacarrozze.

Grazie alle competenze di ciascuno, la banda riesce a produrre una droga estremamente efficace e a venderla nelle discoteche. I soldi non tardano ad arrivare e la ricchezza inizia a dare alla testa un po' a tutti, soprattutto ad Alberto. Il successo della nuova incredibile smart drug ha attirato però anche l'attenzione di colui che gestisce il mercato delle droghe, il boss malavitoso "Er Murena", anche perché nel frattempo a Pietro e ai suoi è stata offerta l'occasione di entrare in un giro riservato di feste private di altissimo livello in cui girano i soldi veri.

Giulia intanto, sempre più sospettosa per il cambiamento di tenore di vita di Pietro, trova nascosta in casa una grande quantità di denaro: Pietro confessa che in realtà il contratto all'Università non gliel'hanno rinnovato e così è stato "costretto" a mettersi a spacciare. Giulia, disgustata, decide di cacciarlo di casa, non prima, però, di avergli detto di essere incinta. Nel disperato tentativo di ricucire con Giulia, Pietro la invita a cena prenotando addirittura tutto un ristorante, il night club di "Er Murena".

Ma alla cena si presenta "Er Murena" stesso, che ordina, anzi pretende, 10 kg. In cambio, lui libererà Giulia, che nel frattempo ha preso in ostaggio. Pietro, nel panico, riceve anche la telefonata di Alberto che gli dice di aver fatto un incidente con il suo nuovo coupé: il problema è che la polizia gli ha trovato nella macchina mezzo chilogrammo di droga.

Pietro convince la banda a rapinare una farmacia, unico modo per reperire gli ingredienti necessari alla preparazione di 10 kg di droga sintetica. Durante l'irruzione, il farmacista riconosce il "professor" Pietro Zinni (con cui aveva sostenuto un esame poco tempo prima): a Mattia, in preda al panico, parte un colpo di fucile che colpisce di striscio il giovane farmacista. Disperato, Pietro somministra al farmacista un intruglio di sostanze che dovrebbero stordirlo al punto da "cancellargli la memoria".

L'incontro con "Er Murena", per salvare Giulia, viene fissato al matrimonio di Bartolomeo con la sua fidanzata di etnia sinti: il luogo, una bidonville piena di gente armata fino ai denti, non è casuale, in quanto è l'unico posto in cui c'è gente più pericolosa del boss. Al momento dell'incontro con gli immigrati sinti armati e fedeli a Bartolomeo, "Er Murena", rivela di essere stato un ingegnere navale che, a causa della recessione, ha dovuto cambiare mestiere. Pietro gli consegna la droga promessa, solo che si tratta di pillole di zucchero, a causa della rapina fallita in farmacia. Per testarle, "Er Murena" chiede dello champagne in cui mettere una pillola di prova. Ma Pietro ha già preparato tutto: lo champagne che gli viene servito contiene già la droga (la prima pillola prodotta e conservata da lui mesi prima, l'unica rimastagli). Il boss, ingannato, crede così di aver ricevuto davvero la droga e gli riconsegna Giulia. Ma qui si scopre che Pietro, truffandolo, aveva fatto un accordo con la polizia: lui avrebbe consegnato "Er Murena" e in cambio i suoi amici universitari avrebbero avuto l'immunità per i reati, tranne lui, che si sarebbe costituito umilmente al carcere.

Non potendo fare in modo che il boss venga trovato con la droga, egli fa in modo che durante lo scambio gli altri della banda nascondano il farmacista, ferito e privo di sensi, nel bagagliaio della sua auto: in questo modo "Er Murena" viene arrestato per sequestro di persona, oltre che per tutti i suoi delitti di prima. Nel finale vediamo anche Pietro in galera che cerca di insegnare i primi rudimenti della chimica ai detenuti interessati a prendersi un diploma: quando la moglie va a trovarlo con il figlio, viene fuori che Pietro "rischia" di essere rimesso in libertà per buona condotta, perdendo così lo stipendio da insegnante del carcere. Pietro però tranquillizza Giulia e le rivela di avere un piano per allungare di un altro po' i tempi di carcerazione: una finta rissa in sala mensa.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito in Italia a partire dal 6 febbraio 2014 da 01 Distribution in 270 copie, per un incasso totale di 4,5 milioni di euro[1].

Il 6 agosto 2014 è uscito in Francia, distribuito da Bellissima Films[2].

Ha inoltre partecipato a numerosi festival internazionali ( con il titolo I Can Quit Whenever I Want [3] ) tra cui il London Film Festival e il Reykjavík International Film Festival, dove ha vinto il Golden Puffin come miglior scoperta dell'anno.[4] [5]

Il 27 gennaio 2017 il film è andato in onda su Rai Tre ed è stato visto da 1.553.852 spettatori, con uno share pari al 6,40 della fascia prime time [6].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto critiche molto positive da parte della stampa: "...finalmente un film con soggetto, cast di prim'ordine, sceneggiatura (scritta dal regista con Valerio Attanasio) che resiste fino all'ultima battuta.."[7], "...ipotizzando sul modello di I soliti ignoti una banda composta di ingenui dilettanti del crimine...[...] il film innesta nella storia la componente del discorso sociale, ma con freschezza e senza appesantimenti come in certe riuscite commedie britanniche [8]. Molti ne hanno lodato la sceneggiatura e il tono divertito seppure a tratti dolceamaro con cui viene affrontato il problema del precariato: "...il tema del vuoto d'identità e soprattutto d'impiego dei giovani italiani non tende, infatti, a intonare i consueti piagnistei sociologici e s'incarna nell'implausibile scalata alla criminalità di un gruppetto di laureati e assistenti universitari romani convinti di potere aggirare le persecuzioni della legge..." [9]. "...Di 'Smetto quando voglio' si apprezzano la semplicità di tono e i dialoghi, la scorrevolezza di ritmo, il fondo amaro di una comicità che scaturisce dal dramma reale della mancanza di lavoro..."[10]. Grazie a questa commistione tra un tema drammatico trattato però in chiave comica, gran parte della critica ha parlato di rinascita della commedia all'italiana, paragonando il film ad una sorta di I soliti ignoti in chiave contemporanea. [11][12] [13]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Smetto quando voglio - Masterclass.

Nel novembre del 2015, Fandango ha dato il via alla pre-produzione di due sequel del film: Smetto quando voglio - Masterclass, con una data di inizio riprese fissata per il marzo del 2016 [15] e Smetto quando voglio - Ad Honorem, così da formare una trilogia con il precedente primo capitolo.[15]

Nel febbraio del 2016, il regista ha anche annunciato le tagline dei due film: "La banda è tornata, e ora ha un nemico" ed "Ogni saga ha una fine".[16] Il primo sequel, Masterclass, è stato distribuito nei cinema il 2 febbraio 2017 in 500 copie, con un incasso di 1,2 milioni di euro al botteghino.[17][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Smetto quando voglio, su www.boxofficemojo.com. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  2. ^ (EN) Bellissima Films, su www.bellissima-films.com. URL consultato il 22 gennaio 2017.
  3. ^ (EN) I Can Quit Whenever I Want, in Wikipedia, 31 gennaio 2017. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  4. ^ (EN) Eygló Svala Arnarsdóttir, Golden Puffin Goes to Italian Director’s Debut, in Iceland Review, 6 ottobre 2014. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  5. ^ Andrea Francesco Berni, Londra 2014 - Sydney Sibilia sui sequel di Smetto quando voglio, su badtaste.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 5 gennaio 2016.
  6. ^ Ascolti Tv 27 gennaio, vince Music Quiz con il 14,25%, su TvZoom, 28 gennaio 2017. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  7. ^ Smetto quando voglio - Film - Cinema e Film - Il Sole 24 ORE, su cinema.ilsole24ore.com. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  8. ^ Smetto quando voglio - Cinematografo, in Cinematografo. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  9. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Smetto quando voglio (2013), su mymovies.it. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  10. ^ scheda film, su www.cinemacomunalepietrasanta.it. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  11. ^ Smetto quando voglio - Film - Cinema e Film - Il Sole 24 ORE, su cinema.ilsole24ore.com. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  12. ^ Smetto quando voglio, commedia d'esordio sui precari laureati dagli effetti irresistibili. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  13. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Smetto quando voglio (2013), su mymovies.it. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  14. ^ (EN) I Can Quit Whenever I Want, in Wikipedia, 31 gennaio 2017. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  15. ^ a b Smetto quando voglio 2: al via i casting e già si parla di una trilogia, su Comingsoon.it, 24 novembre 2015. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  16. ^ a b Andrea Francesco Berni, Smetto Quando Voglio: le riprese dei due sequel inizieranno a marzo!, su badtaste.it, 20 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  17. ^ Box Office Settimanale, su www.cinetel.it. URL consultato l'8 febbraio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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