Polo museale Sapienza

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I musei della Sapienza o polo museale Sapienza sono un gruppo di strutture museali facenti riferimento alla Sapienza Università di Roma. La maggior parte di essi è situata all'interno della città universitaria di Roma, escluso l'orto botanico sito a Largo Cristina di Svezia, il museo di anatomia patologica sito nel Policlinico Umberto I, una parte del museo di zoologia sito nel Giardino zoologico romano ed altre sedi minori sparse nella capitale ed a Latina.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune di queste strutture sono recenti e sono una continuità di quelli siti a Corso Rinascimento nel palazzo della Sapienza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Anatomia Comparata[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Anatomia Comparata
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Facoltà di Scienze Fisiche e Naturali, Città universitaria di Roma, via Alfonso Borelli 30
Caratteristiche
Tipo Medico
Sito web

Ospita uno scheletro di una balenottera di 20 metri e di un capodoglio sito a mezz'aria sulla volta d'ingresso. Completano l'esposizione, tra gli altri oggetti da citare, degli strumenti per la ricerca anatomica, dei composti istologici e dei cimeli dello zoologo Battista Grassi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del museo trae ispirazione dal "museo di mineralogia et historia naturalis" che nel 1805 fu allestito presso l'archiginnasio della Sapienza. Il catalogo manoscritto risale al 1850 circa è conservato all'Archivio di Stato. Tuttavia alcuni oggetti sono più antichi e derivano dalla collezione di Atanasio Kircher.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La sala cetacei[modifica | modifica wikitesto]

Vi è uno scheletro di una balenottera lunga circa 22 metri circa di lunghezza arenato nel 1866 nel litorale romano presso Santa Marinella. Anticamente fu esposto nell'orto botanico. Inoltre vi sono un cranio di un'altra balenottera di cui si ipotizza una lunghezza di 26 metri; il rostro di un narvalo e, tra l'altro, viene fatto il confronto tra lo scheletro di una giraffa e quello di un tursiope.[2]

La sala didattica[modifica | modifica wikitesto]

In questa sala vi sono dei preparati anatomici riservati agli studenti per la realizzazione dei loro esami all'università.[2]

La sala Grassi[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono esposti dei cimeli legati al zoologo Grassi nonché dei manoscritti delle sue opere e vari strumenti antichi tra cui microtomi, microscopi e degli apparecchi microfotografici che spaziano dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento.[2]

La sala multimediale[modifica | modifica wikitesto]

In questa sala sono collezionate alcune videocassette che fanno comprendere la struttura dei vertebrati.[2]

Museo di Anatomia Patologica[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Anatomia Patologica
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Policlinico Umberto I, viale Regina Elena
Caratteristiche
Tipo Medico
Fondatori Ettore Macchiafava
Apertura Fine XIX secolo
Sito web

Questo museo è sito nel Policlinico Umberto I e comprende circa 2200 reperti tra reperti autoptici ed organi prelevati da operazioni chirurgiche. Questi reperti sono conservati sotto vetro ed un cartellino ne espone la patologia del reperto esposto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente la collezione iniziata da Ettore Macchiafava alla fine dell'800 si trovava all'interno dell'Ospedale di Santo Spirito e successivamente portata all'attuale sede del Policlinico Umberto I. Successivamente fu distrutta quasi completamente durante il bombardamento di San Lorenzo nel marzo 1944. La ricostruzione fu iniziata nel 1950 mediante richiesta di Antonio Ascenzi. In seguito la collezione fu arricchita da documenti che strada facendo si modificavano o che fecero un'improvvisa comparsa come l'AIDS.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo consta di campioni anatomopatologia tuttavia la branca più completa è quella di patologia cardiovascolare che consta di circa 900 campioni.[4]

Museo delle Antichità Etrusche e Italiche[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Antichità Etrusche e Italiche
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Facoltà di lettere, Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche, Antropologiche dell'antichità
Caratteristiche
Tipo Arte
Fondatori Massimo Pallottino
Apertura 1955
Sito web

Questo museo ricostruisce le antiche popolazioni italiche attraverso calchi, plastici e grafici.

Storia

Il museo fu progettato nel 1955 da Massimo Pallottino come complemento di due musei già esistenti all'interno dell'università La Sapienza, quello dei Gessi e quello delle origini. Tuttavia l'attuale collezione del museo è frutto di molte acquisizioni fatte a partire dal 1962. Nel 2004 il museo delle origini dona al museo delle antichità etrusche e italiche dei reperti rinvenuto durante degli scavi archeologici in cavernette falisce realizzati tra la fine dell'800 ed il primo trentennio del 900 da Angelo Pasqui, Raniero Mengarelli e Ugo Rellini nella zona di Corchiano Falerii. Del 2005 è l'acquisizione della collezione Gorga dal museo Pigorini[5].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si divide in due sezioni[5]:

  • La collezione Gorga con ceramiche etrusche ed italiche risalenti ad un periodo tra l'età arcaica e tardo ellenica, e bronzi etrusco-italici e romani.
  • La collezione Rellini con materiali falisci, capenati e relativi al versante adriatico

Il museo occupa due piani ed occupa una superficie complessiva di 570 m² compresi tra il pianterreno ed il seminterrato nel palazzo di lettere e filosofia, facoltà di scienze umanistiche[6].

Museo di Antropologia "Giuseppe Sergi"[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Antropologia Giuseppe Sergi
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo
Caratteristiche
Tipo Archeologia-antropologia
Fondatori Giuseppe Sergi
Apertura 1884
Sito web

In questo museo sono esposti vari reperti che rappresentano la storia evolutiva dell'uomo tra cui dei crani di uomini di Neanderthal risalenti a 120000 anni fa e ritrovati presso Porta Pia a Roma casualmente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del museo ebbe inizio nel 1884 quando la cattedra di scienze della Sapienza fu affidata a Giuseppe Sergi. Nel 1887 sia l'istituto che il museo furono collocati nel palazzo del Collegio Romano presso Piazza Venezia a Roma. Vi si accedeva da una porticina al primo piano che immetteva in un lungo corridoio con, ai lati, dei mobili e degli scaffali che ospitavano le collezioni antropologiche e naturalistiche tra le più disparate. Tra il 1929 ed il 1935 il museo si arricchì dei crani dell'uomo di Saccopastore. Nel 1938 sia l'istituto che il museo vennero trasferiti alla città universitaria e collocato al secondo piano dell'edificio di psicologia-antropologia, mentre, dal 1982 è stata collocata un'ala espositiva permanente che ospita la divulgazione dell'antropologia.[7] Nel 1984 il museo fu intitolato a Giuseppe Sergi.[8]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai già citati crani dell'uomo di Saccopastore vi sono conservati:[9]

  • il cranio ed altri scarni resti dell'uomo della Maiella
  • scheletri di vari periodi preistorici di varie parti del mondo
  • una collezione di primati
  • degli strumenti antropologici e psicofisiologici risalenti alla fine dell'Ottocento.

Museo di Arte Classica[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Arte Classica
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Facoltà di Lettere. Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche, Antropologiche dell'Antichità
Caratteristiche
Tipo Arte
Fondatori Emanuel Löwy
Apertura 1892
Sito web

Detto comunemente Museo dei Gessi o Gipsoteca. Il museo è suddiviso in 56 sale che espongono oltre 1000 copie in gesso di opere che spaziano dall'età classica al tardo ellenismo. È situato nell'edificio che ospita la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo fu fondato da Emanuel Löwy nel 1892. L'idea di Löwy era quella di creare dei calchi in gesso di sculture ellenistiche originali e da copie romane a scopo didattico per le sue attività di professore. Tuttavia la prima sede fu al pianterreno di un palazzo al rione Testaccio al centro storico di Roma. In seguito, nel 1925 il museo fu spostato all'Istituto di San Michele e nel 1935 fu spostato nella sua attuale sede alla città universitaria.[10]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In taluni casi il museo mette a confronto i calchi di più repliche di uno stesso originale andato smarrito. Oltre ai calchi di statue, il museo conserva una raccolta di impronte gemmarie. Nell'Odeion del museo si svolgono le lezioni universitarie, convegni e conferenze; l'atrio ospita mostre temporanee.[10]

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC)[modifica | modifica wikitesto]

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC)
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Palazzo del Rettorato
Caratteristiche
Tipo Arte
Fondatori Simonetta Lux
Apertura 1985, ma ristrutturato e rinnovato nel 2003
Sito web

Nato come osservatorio e centro di ricerche sull'arte figurativa e l'arte contemporanea, attualmente è diretto da Giuseppe Di Giacomo, ordinario di Estetica presso la Sapienza Università di Roma. Il Museo ha come obiettivo la promozione, la tutela, lo studio e la valorizzazione dell'arte contemporanea nella molteplicità delle sue forme. Il Museo si rivolge non soltanto agli studenti, agli studiosi e agli specialisti, ma anche agli stessi artisti, come pure a un pubblico più vasto, in un'ottica di apertura sempre più produttiva e strutturata verso l'esterno (come in particolare mostrano le diverse forme di collaborazione che il Museo sta definendo con alcune tra le principali istituzioni culturali a livello sia nazionale che internazionale con sede a Roma), in conformità con il progetto culturale del Polo Museale Sapienza. Di qui il carattere innanzitutto laboratoriale del Museo, che si offre come spazio interdisciplinare aperto destinato al confronto, alla sperimentazione e al dibattito.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo museo è stato realizzato da Simonetta Lux nel 2003, sulle orme del museo preesistente, mantenenendo lo stesso nome dal 1985 e con lo scopo, oltre che di promuovere la ricerca e la didattica, di creare un rapporto produttivo con l'artista e l'opera d'arte. Il centro di ricerca svolge[11]:

  • ricerca scientifica storico-critica
  • esposizioni ed attività creative
  • attività produttiva.

Il museo, inoltre, ospita corsi di formazione per laureati e master con specializzazione in cura critica, installazione museale, curatore d'arte contemporanea (I e II livello).[11] Il museo consta anche di un archivio di musica.[12]

Museo di Arte e Giacimenti Minerari (Rocce Ornamentali)[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Arte e Giacimenti Minerari
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Facoltà di Ingegneria, via Eudossiana 18
Caratteristiche
Tipo Arte e mineralogia
Apertura 1984
Sito web

Si è formato tramite una donazione dell'Associazione Assomarmi. In seguito si arricchì con lastre, pannelli illustrativi e foto. Aanticamente era sito in un corridoio della sezione materie prime della Facoltà di Ingegneria prima di avere una sede fissa. La collezione è suddivisa per regioni e illustra la produzione di rocce ornamentali dell'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si forma nel 1984 tramite la donazione dell'associazione Assomarmi composta di cento lastre di rocce ornamentali. Originariamente si trovava nel dipartimento di ingegneria chimica, dei materiali delle materie prime e metallurgia a Via Eudossiana 18 a Roma, in seguito, ad ottobre 2000, il museo fu trasferito nel polo decentrato di Latina nella facoltà di ingegneria, qui il museo consta di una sede propria. La collezione, nel corso degli anni, si è arricchita fino ad arrivare alle attuali 150 lastre provenienti da molte regioni italiane. Completano la visita foto, cartografie e illustrazioni. La nomenclatura tiene conto del nome commerciale, il più conosciuto. Recentemente il museo si è arricchito di 90 campioni circa di minerali provenienti non solo dall'Italia ma anche da altre parti del mondo classificati in base all'aspetto e della genesi in base alla letteratura geologica, inoltre il museo si è arricchito di altre 120 rocce.[13]

Museo di Chimica[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Chimica
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Dipartimento di Chimica
Caratteristiche
Tipo Chimica
Apertura 1992
Sito web

Fu inaugurato nel 1992. Conserva vari strumenti di laboratorio, dei coloranti sintetici conservati in bottigliette antiche e il materiale pionieristico dell'istituto universitario di via Panisperna.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è sito al pianoterra del dipartimento di chimica vicino all'edificio Cannizzaro. Il museo ha una superficie di 250 m² suddivisa su due sale, la prima espone materiale storico, mentre la seconda ad esperienze innovative. Tra l'altro vi sono dei documenti di Stanislao Cannizzaro del 1872. Tra le opere minori sono da citare dei crioscopi, degli ebullioscopi e alcune attrezzature per la misurazione della radioattività oltre a dei termometri e ad attrezzi più recenti.[14]

Museo dell'Erbario di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Museo dell'Erbario di Roma
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Facoltà di Scienze Matematiche, fisiche e naturali, Dipartimento di Biologia Vegetale
Caratteristiche
Tipo Naturalistico
Fondatori Giuseppe de Notaris
Apertura 1872
Sito web

Vi sono conservati oltre un milione di esemplari vegetali. Il museo è suddiviso in cinque sezioni. Esemplari vegetali vivi sono invece esposti all'Orto botanico di Largo Cristina di Svezia 24 sempre a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1872 il ministro Antonio Scialoja chiamò Giuseppe De Notaris come professore di botanica all'università La Sapienza di Roma, così egli si dedico alla raccolta di collezioni essiccate tra cui quella dell'erbario Ettore Rolli. A De Notaris succedette Nicola Antonio Pedicino che continuò l'ampliamento della fitoteca con l'acquisizione con l'acquisizione di raccolte tra le quali, degne di nota sono quelle di Pietro Sanguinetti e di Elisabetta Fiorini-Mazzanti e curando la collezione del predecessore. A Pedicino successe Pietro Romualdo Pirotta già professore di botanica a Modena. Suoi collaboratori furono Achille Terracciano, Emilio Chiovena e Fabrizio Cortesi. Il Pirotta continuò l'ampliamento della collezione con l'aggiunta di vari erbari, tra i quali quello di Vincenzo Cesati e di vari materiali vegetali dell'Eritrea e della Somalia. L'erbario, come lo vediamo oggi, è il frutto della sistemazione del 1938 quando viene spostato dall'istituto botanico alla nuova sede e dell'ampliamento e ammodernamento del 2006/7: in questo biennio vennero aggiunti un impianto di climatizzazione adatto allo scopo di mantenere le sale, e quindi le collezioni, ad una temperatura adatta alla conservazione, gli arredi furono sostituiti con altri più moderni e fu aggiunta una sala con computer.[15]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si suddivide in due sale con una superficie complessiva di 70 m². Il museo si trova al 2º piano del palazzo del dipartimento di biologia vegetale.[16] La collezione comprende 1.005.000 piante.[17] Il museo si suddivide nelle seguenti sezioni: erbario romano[18], erbario generale[19], collezione Cesati[20], collezione Montelucci[21], collezione Anzelone[22] e varie collezioni del XVII-XX secolo[23].

Museo di Fisica[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Fisica
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Dipartimento di Fisica
Caratteristiche
Tipo Fisica
Apertura 1857
Sito web

Il museo è stato istituito nel 1857, tuttavia del museo originale rimane ben poco. I reperti esposti risalgono alla fine dell'Ottocento ed agli inizi del Novecento. Tra i materiali esposti vi sono dei materiali di Enrico Fermi e dei ragazzi di via Panisperna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario del museo corrisponde al Teatro fisico della Sapienza istituito con un documento chirografo del 14 ottobre 1748 delle cui attività le notizie sono scarse. Tuttavia il catalogo del 1828 attesta sulla consistenza delle collezioni. Al nucleo originale di circa 200 strumenti si aggiunsero vari altri su interesse di Saverio Berlocci, inoltre lo stesso catalogo cita di vari acquisti nel 1843. In seguito si aggiunsero le collezioni del marchese Origo e di Scarpellini. Nel 1747 il Gabinetto di fisica ottenne varie macchine dal papa. Nel 1857, per volontà di Pio IX il museo fu posto nei locali all'ultimo piano del palazzo La Sapienza. Nel 1978 in occasione del settantesimo compleanno di Edoardo Amaldi furono portati delle strumentazioni del 1927 ed esposte in due sale del nuovo edificio di fisica ove è la nuova sede del museo. Della collezione originaria del Teatro fisico o del Gabinetto di Fisica della Sapienza rimane ben poco.[24]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo è suddiviso nelle seguenti sezioni[25]:

  • Acustica
  • Ottica
  • Spettroscopia
  • Collezione Fermi
  • Meccanica
  • Pompe pneumatiche
  • Elettricità e magnetismo

Museo di Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Geologia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Dipartimento di Scienze della Terra
Caratteristiche
Tipo Geologia
Fondatori Giuseppe Ponzi
Apertura 1873
Sito web

Sono esposte delle rocce che provano le trasformazioni ed i movimenti della crosta terrestre e le formazioni create da agenti esterni. Altri reperti sono classificate in regioni geologiche, inoltre vi sono due collezioni di marmi antichi alcuni dei quali provengono da monumenti romani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato nel 1873 da Giuseppe Ponzi mediante delle sue collezioni personali e dei materiali provenienti dal museo kircheriano, poi diretto da Romolo Meli. Nel 1935 il museo fu trasferito dalla sede di Sant'Ivo alla Sapienza alla sede attuale. L'edificio è stato realizzato da Giovanni Michelucci. Il museo è stato riaperto nel 2000.[26]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo conserva delle pietre raccolte da Tommaso Belli composto da 550 pezzi circa, nonché la "collezione Dodwell" di circa 1000 pezzi. La sala espositiva tratta anche l'evoluzione della terra con i rischi geologici e le risorse che derivano da essa, la genesi ed il metamorfismo delle rocce.[26]

Museo di Storia della Medicina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo di Storia della Medicina.
Museo di Medicina
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo viale dell'Università 34/a, Dipartimento Medicina Sperimentale
Caratteristiche
Tipo Medico
Apertura 1938
Sito web

Consta di circa 10000 reperti tra copie ed autentici che spaziano dalla medicina e dal pensiero medico a partire dall'Età della pietra al XIX secolo. Tra i reperti da citare vi sono: dei vasi da farmacia ed esempi di farmacia portatile. Attualmente è visitabile in parte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo fu fondato nel 1938 da Adalberto Pazzini con una collezione di àmbito storico-medico, tra cui molti pezzi originali, che spaziano dal sapere medico della preistoria alla medicina dei geni.[27]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il piano seminterraneo vi sono delle ricostruzioni di ambienti: la spezieria e la bottega dell'alchimista. Il primo piano espone delle illustrazioni mediche delle civiltà mediterranee dalla preistoria al XVII secolo. Il secondo piano mostra il passaggio dalla medicina sperimentale alla biomedicina più recenti, della medicina dei geni e delle sue applicazioni tecniche.[27]

Museo Merceologico[modifica | modifica wikitesto]

Museo Merceologico
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo via del Castro Laurenziano 9 - Facoltà di economia e commercio
Caratteristiche
Tipo Merceologia
Fondatori Vittorio Villavecchia
Apertura 1º novembre 1906
Sito web

Il museo è sito nella facoltà di economia e commercio. Tra i materiali esposti vi sono legni, carte, metalli, fibre, pelli, bracciali, cappelli, sigarette, tazzine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato il 1º novembre 1906 da Vittorio Villavecchia ed ha seguito le vicende dell'Istituto di merceologia e della Facoltà di Economia e Commercio. Da Piazza Borghese, nel centro di Roma, nel 1972 è stato spostato nella sede attuale.[28]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo consta di un'unica sala di 300 m².[28] La sala è suddivisa nelle seguenti sezioni[29]:

  • Minerali (tra cui spiccano la bauxite, la blenda, la calcite, il cinabro, l'ematite, il gesso, la pirite, il quarzo, la vesuvianite e la grafite)
  • Metalli e leghe (metalli dal rame all'antimonio, metalli speciali dal cromo al tungsteno, metalli preziosi dall'argento all'oro, metalli radioattivi dall'uranio al torio, metalli e leghe ferrose)
  • Prodotti chimici (dagli alcali allo zolfo e derivati, dal fosforo ai concimi derivati, alcool)
  • materiali edili: Decorazione e scultura (dal granito al marmo); materiali argiciciali tra cui laterizi ai materiali cementizi)
  • Ceramiche: porose (terracotta, terraglie, maiolica) a pasta non porosa (gres e porcellana)
  • Vetro (dai vetri e colorati con vari componenti chimici
  • Conceria (cuoio e pellame)
  • Tessuti: naturali (dal cotone alla canapa ed alla seta), artificiali e sintetiche
  • Carta
  • Plastica
  • Strumenti scientifici
  • Alimenti e derivati (cereali e derivati delle loro macinazioni, amidi, fecole, zucchero, eccitanti, cacao, piante medicinali, spezie ed oli)
  • Cera animale e vegetale
  • Tabacco
  • Gomme (tra cui gomma arabica, gommalacca, gommagutta e caucciù
  • Aromi (per la cosmetica e per i dolci)
  • Coloranti (naturali ed artificiali)
  • Prodotti del mare (spugne, coralli e colla di pesce).

Museo di Mineralogia[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Mineralogia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo piazza Aldo Moro 5 - edificio di Mineralogia
Caratteristiche
Tipo Mineralogia, Gemmologia
Apertura 1804
Sito web

Fu fondato nel 1804. Comprende circa 30000 pezzi suddivisa in varie collezioni di mineralogia tra cui quella laziale. Tra i minerali esposti vi sono topazi, smeraldi, meteoriti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima sede del museo fu il palazzo del museo ove oggi vi è la sede degli Archivi di Stato. Il primo direttore fu Carlo Giuseppe Gismondi che curò la prima raccolta. Come successore fu nominato Pietro Carpi. In seguito Giovanni Strüver curò l'acquisizione di altri 10000 esemplari. Papa Leone XII durante una sua visita al museo donò la Dactyliotheca (collezione di 365 fra anelli e pietre dure, anche preziose).[30] Nel 1935 Federico Millosevich trasferì il museo attuale nel sito odierno. I direttori successivi hanno ampliato le collezioni precedenti e continuato la ricerca sistematica con tanto di pubblicazioni sui materiali studiati e conservati nel museo.[31]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo ospita circa 30000 campioni di minerali suddivisi in 2500 specie oltre a minerali e gemme.[31]

I minerali sono suddivisi per tipologia. Delle teche espongono le meteoriti ed una ospita la dactylotheca.[32]

Inoltre vi è una collezione di marmi. Oltre ai marmi di vari colori vi sono: alabastro egiziano, granito bianco e nero, Porfido rosso ed un serpentino.[33] La dactyliotheca ospita 388 pietre preziose di vario taglio tra cui taglio ottagonale e a cabochon, poste su 13 plateaux.[34]

Museo delle Origini[modifica | modifica wikitesto]

Museo delle Origini
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo piazza Aldo Moro 5 - Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell'Antichità
Caratteristiche
Tipo Antropologico - Archeologia
Fondatori Ugo Rellini
Apertura 1942
Sito web

Questo museo ospita reperti archeologici sia originali che copie sperimentali realizzati mediante calchi o ricostruzioni di scavi archeologici che spaziano dal Paleolitico all'Età del Ferro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo fu fondato nel 1942 da Ugo Rellini con ufficializzazione il 23 febbraio dello stesso anno. L'allestimento fu curato da Salvatore Marco Puglisi e dai suoi collaboratori. Il 1992 il museo fu ristrutturato e il percorso museale fu modificato.[35]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni reperti provengono dal fondatore del museo (Collezione Rellini), altri reperti, invece, provengono da alcuni prestiti forniti da alcune Soprintendenze italiane. Questi reperti provengono da vari scavi condotti prevalentemente dall'Italia centro-meridionale ed insulare. Alcuni oggetti sono stati copiati come attestano alcuni calchi, i cui originali sono tuttavia in musei esteri tipo alcuni crani di australopitechi e di vari altri ominidi del genere homo, delle statuette raffiguranti delle "veneri" paleolitiche ed alcuni oggetti in osso. tra l'altro vi sono dei plastici che raffigurano una capanna ascrivibile ad un abitato dell'eneolitico di Maccarese (zona nei pressi di Roma), delle palafitte risalenti al bronzo antico e medio ed un nuraghe del bronzo finale-inizi dell'età del Ferro. Tra le altre opere esposte sono da citare: dei corredi funebri delle necropoli protovillanoviane del Sasso di Furbara (Roma) dei bronzi dell'inizio dell'età del ferro di Piediluco e dei resti lignei. Nei locali adiacenti al museo vi è un laboratorio che ospita dei materiali consultabili a richiesta e vi si effettuano degli studi archeometrici ed ospita vari microscopi adatti allo scopo.[36]

Museo di Paleontologia[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Paleontologia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Dipartimento Scienze della Terra
Caratteristiche
Tipo Paleontologia
Apertura 1864
Sito web

Il museo è suddiviso in due sezioni di cui la prima è dedicata agli invertebrati e la seconda ai vertebrati tra cui elefanti e cervi nani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo venne costituito nel 1864. Originariamente i locali erano posti presso Sant'Ivo alla Sapienza ove ora vi è l'Archivio di Stato. Nel 1870 subì l'inondazione del Tevere e, durante la seconda guerra mondiale subì lo scoppio di una bomba nel lato est in cui le collezioni subirono numerosi danni. Nel 1928 il museo si stacca in due sedi: il museo di paleontologia vero e proprio e il museo di geologia mentre nel 1935 il museo venne trasferito nella sede attuale nella città universitaria.[37]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si suddivide in due sale per una superficie complessiva di 600 m² che ospitano oltre i fossili di vertebrati ed invertebrati i fossili della campagna romana.[37]

Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo del Vicino Oriente.
Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo piazzale Aldo Moro 5 - Dipartimento di Scienze Storiche Archeologiche Antropologiche dell'Antichità
Caratteristiche
Tipo Archeologia-Etnografico
Apertura 1962
Sito web

Il museo è suddiviso in due sezioni di cui la prima è dedicata ad Egitto e Sudan mentre la seconda è dedicata alla Palestina, alla Siria, alla Tunisia, alla Sardegna, alla Sicilia, a Malta ed a Pantelleria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è stato fondato nel 1962 quando furono schedati i primi materiali. Il museo ospita dei reperti archeologici che provengono dal vicino oriente, in seguito arricchitosi di doni ed acquisti.[38]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Sezione Egitto[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo consta di materiali risalenti al 1964 e inerenti a scavi condotti in Egitto e Sudan. I materiali constano di corredi funebri dal periodo protodinastico all'età cristiana provenienti dal sito di Tamit e ceramiche e pitture murali provenienti dal sito di Sonqi Tino, reperti spazianti dall'età protodinastica al periodo copto provenienti dal sito di Antinoe, reperti funebri provenienti da Tebe, ceramiche meroitiche provenienti da Gebel Barckal. Altri reperti sono stati acquistati al mercato antiquario egiziano (statue e stele in gesso), mentre altri reperti ancora sono stati donati da privati come frammenti lignei di sarcofagi, frammenti di statue in pietra e ushabti.[38]

Sezione orientale[modifica | modifica wikitesto]

Consta di un settore dedicato all'Asia comprendente degli scavi in Siria ed in Israele ed uno mediterraneo comprendente scavi a Malta, Sicilia e Sardegna.[38]

Settore Asia[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi siriani hanno riportato frammenti di ceramica databili al III millennio a.C. al 600 a.C. e calchi di tavolette cuneiformi e vari arredi provenienti da Ebla-Tell Mardikh e delle ceramiche dell'età del ferro proveniente da Hazrek-Tell Afis (in prestito).

I reperti siriani vi sono dei frammenti architettonici, tra cui capitelli, inoltre vi sono ceramiche e delle monete che spaziano dall'età israelitica al periodo romano di Ramat Rahel e delle statue fittili del tipo fenicio e cipriota proveniente da Akhziv.[38]

Settore Mediterraneo[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi del Mediterraneo riguardano la cultura fenicia e databili dal VII secolo a.C. al periodo ellenistico.[38]

Da Malta provengono una testa di una statua e dei frammenti ceramici.[38]

Dalla Sicilia provengono dei calchi di steli votive da Mozia.[38]

Invece dalla Sardegna provengono stele in pietra, corredi funebri e dei oggetti di culto provenienti dal Monte Sirai[38].

Museo di Zoologia[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Zoologia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Il museo è suddiviso in tre sedi: una al Bioparco-Giardino Zoologico; una all'università in via Aldo Moro 5 Dipartimento di Zoologia; una in via Catone
Caratteristiche
Tipo Zoologia
Apertura inizi del XIX secolo
Sito web

Il museo è suddiviso in tre sedi, secondo una convenzione fatta tra il comune di Roma e l'università. La prima è al museo civico di zoologia al Giardino zoologico di Roma, la seconda, cioè il nucleo centrale, è all'università che comprende esemplari dei vari gruppi zoologici, per la maggiore invertebrati, tra i vertebrati vi sono pesci, anfibi, rettili e micro-mammiferi, nella terza sezione di Via Catone si trovano delle collezioni entomologiche costituite da vari insetti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua fondazione risale agli inizi del XIX secolo. Il museo si forma con le collezioni dell'archiginnasio pontificio. Nel 1824 Gregorio XVI istituisce il museo del gabinetto di zoologia e di zootomia. Nel 1853 Pio IX fu reso autonomo come museo di zoologia nel palazzo della sapienza ed ebbe un direttore (Luigi Metaxà). Era suddiviso in tre saloni con delle vetrine che catalogavano i campioni in modo più che altro artistico anziché scientifico. Antonio Carruccio cercò di realizzare un museo con intenti culturali cercando di aumentare le collezioni, oltre la ricerca e la didattica. Nel 1914 fu nominato come direttore Federico Raffaele che istituì l'istituto di zoologia a Palazzo Carpegna. Nel 1920 il museo e l'istituto furono spostati in alcune palazzine del giardino zoologico, mentre nel 1927 furono spostati al policlinico, al palazzo di palotogia e di anatomia patologica ove vi rimasero fino al 1971 quando furono spostati nell'università.[39]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Tra le varie collezioni del museo degne di menzione sono[40]:

Collezione generale[modifica | modifica wikitesto]

La collezione deriva da varie raccolte effettuate da Federico Hartig in varie zone d'Italia, dal CNR, da lasciti e da vari acquisti.

Collezione Federico Hartig[modifica | modifica wikitesto]

Trattasi di collezione di Lepidotteri sistemati in 750 scatole.

Collezione Mario Salfi[modifica | modifica wikitesto]

La collezione ospita degli Ortotteri di piccolo taglio sistemati in 250 scatole.

Collezione Marcello Cerruti[modifica | modifica wikitesto]

La collezione raccoglie dei Coleotteri di piccolo taglio sistemati in 150 scatole precedentemente sistemati nella collezione generale.

Museo di Idraulica[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Idraulica
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo piazza Aldo Moro 5 - Dipartimento di Ingegneria idraulica
Caratteristiche
Tipo Tecnologico
Apertura Anni trenta del XX secolo
Sito web

Il laboratorio fu costruito negli anni trenta ed è stato influenzato dalla scuola romana e consta di attrezzature all'avanguardia. Tra gli strumenti conservati nel museo vi sono: strumenti atti a misurare il livello e la pressione; attrezzi da falegname ed officina meccanica atti a realizzare dei modelli idraulici; strumenti elettrici ed elettronici atti ad essere collegati con gli strumenti idraulici; cineprese e macchine fotografiche usate per fare delle riprese dei flussi.[41]

Orto botanico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Orto botanico di Roma.
Orto botanico
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo largo Cristina di Svezia 24
Caratteristiche
Tipo Naturalistico
Fondatori Papa Alessandro VII
Apertura 1660
Sito web

Fu voluto da papa Alessandro VII nel 1660 e fu istituito presso la Fontana Paolina al Gianicolo. Nel 1820 fu spostato al giardino di Palazzo Salviati alla Lungara per via delle possibilità che esso aveva per coltivare le piante. L'attuale conformazione risale al 1883 quando fu spostato nell'attuale sede del giardino di Palazzo Corsini.[42]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalla stazione Policlinico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Museo di Anatomia "Battista Grassi" La storia
  2. ^ a b c d Museo di Anatomia "Battista Grassi" Sala cetacei
  3. ^ Museo di anatomia patologica La storia
  4. ^ Museo di anatomia patologica Le collezioni
  5. ^ a b Il patrimonio del museo delle antichità etrusche e italiche
  6. ^ Il museo delle antichità etrusche e italiche
  7. ^ Museo di antropologia La storia
  8. ^ Museo di antropologia
  9. ^ Museo di antropologia
  10. ^ a b Polo Museale La Sapienza Museo di Arte Classica
  11. ^ a b La storia del museo laboratorio di Arte Contemporanea
  12. ^ L'archivio musicale del Museo laboratorio di arte contemporanea
  13. ^ Storia del museo di arte e giacimenti minerari
  14. ^ Museo di chimica
  15. ^ Erbario-Museo di Botanica La Storia
  16. ^ Erbario-Museo di Botanica La sede
  17. ^ Erbatio-Museo di Botanica Il patrimonio
  18. ^ Erbario-Museo di Botanica Erbario romano
  19. ^ Erbario-Museo di Botanica Erbario generale
  20. ^ Erbario-Museo di Botanica Erbario Cesati
  21. ^ Erbario-Museo di Botanica Erbario Montelucci
  22. ^ Erbario-Museo di Botanica Erbario Anzalone
  23. ^ Erbario-Museo di Botanica Altre collezioni
  24. ^ L'istituto fisico ed il suo museo
  25. ^ Museo di fisica Sezioni del museo
  26. ^ a b Polo museale Sapienza Museo di Geologia
  27. ^ a b Museo della storia della medicina
  28. ^ a b Museo di Merceologia Storia del Museo
  29. ^ Museo di Merceologia Collezioni
  30. ^ Annibale Mottana, Le gemme del Papa, in Scienza e Dossier, vol. 1, nº 1, Giunti, marzo 1986, pp. 10.
  31. ^ a b Museo di mineralogia La storia
  32. ^ Mappa dalla sala generale
  33. ^ Collezione marmi
  34. ^ La Dactyliotheca
  35. ^ La storia del museo delle origini
  36. ^ museo delle origini
  37. ^ a b Mueo di paleontologia Il museo
  38. ^ a b c d e f g h Museo del Vicino Oriente
  39. ^ Museo di zoologia La storia
  40. ^ Museo di Zoologia Il patrimonio
  41. ^ Polo museale Sapienza Il museo di Idraulica
  42. ^ Polo Museale La Sapienza Orto Botanico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità ISNI: (EN0000 0001 2170 3985