Discipline umanistiche

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Le discipline umanistiche sono discipline accademiche che studiano l'uomo e la condizione umana, utilizzando principalmente strumenti analitici, critici oppure speculativi a differenza dell'empirismo proprio della scienza (umana e naturale).[1]

Nel loro complesso, includono: la letteratura, la filosofia[2], la storia, la religione, le lingue, la storia dell'arte, la filologia, la semiotica[3], le arti visive e le arti performative.[3]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo antico occidentale lo studio dell'umanistica trova le sue radici nell'antica Grecia. In epoca romana[4] si arrivò ad elaborare il concetto delle sette Arti liberali: le tre discipline filosofico-letterarie del Trivio (artes sermocinales: grammatica, retorica e dialettica) che venivano completate dalle quattro discipline del Quadrivio, attribuite alla sfera matematica (artes reales: aritmetica, geometria, astronomia e musica[5]) concetto poi espresso nel medioevo.

Importante fu il movimento culturale dell'umanesimo, che cambiò notevolmente il rapporto con le scienze umane in generale, considerandole maggiormente come soggetti da studiare.

Dibattito epistemologico[modifica | modifica wikitesto]

"Le discipline umanistiche e sociali sono costitutivamente animate da pluralismo epistemologico e metodologico, e quindi differiscono al loro interno per opzioni fondamentali, metodi di indagine, criteri di qualità e di rilevanza. Piuttosto, è interessante osservare come, nello sviluppo storico delle discipline, si sono affrontati problemi come la cumulatività del sapere, l’orientamento alla ricerca di regolarità (nomotetico) o allo studio dettagliato di casi singoli (idiografico), l’adozione di metodologie qualitative o quantitative"[6].

Sbocchi professionali[modifica | modifica wikitesto]

La facoltà di lettere per un lungo periodo di tempo era orientata prevalentemente a creare i futuri professori di scuole medie superiori, inferiori ed università. Negli ultimi tempi, si è aperta anche a creare figure professionali che riescono a trovare sbocchi occupazionali anche nel mondo delle aziende, del giornalismo e dell'editoria.

"Un’indagine condotta in Italia sulla condizione del lavoro accademico [Moscati 1997] fornisce alcuni dati empirici per cercare di capire i comportamenti nei diversi ambiti disciplinari. Dall’indagine emerge che, in generale, le attività di mercato o di quasi-mercato (prestazioni in conto terzi, contratti e convenzioni) interne all’università coinvolgono un numero limitato di accademici (meno del 30%). Com’era prevedibile sono soprattutto le hard applied sciences a giocare il ruolo preminente di coinvolgimento con percentuali maggiori a medicina (quasi il 60%) e in misura via via minore a ingegneria (oltre 37%), agraria e veterinaria e architettura. All’estremo opposto si collocano le discipline soft, sia quelle del tipo pure come lettere che quelle applied come giurisprudenza e magistero (oggi trasformata in scienza dell’educazione)"[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ umanistico, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
    «Quelle discipline che hanno per oggetto la conoscenza dell’uomo, del suo pensiero, della sua attività spirituale e del suo comportamento attraverso i tempi. [...] Le discipline e le facoltà letterarie, storiche, filosofiche, giuridiche, in quanto tradizionalmente distinte per oggetto e metodi dal gruppo delle scienze o facoltà matematiche, fisiche, naturali».
  2. ^ Storia - Treccani, su treccani.it.
  3. ^ a b Arte, Lingua e Letteratura - Treccani, su treccani.it.
  4. ^ Ilsetraut Hadot, Arts libéraux et philosophie dans la pensée antique : Contribution à l'histoire de l'éducation et de la culture dans l'Antiquité, Parigi, Vrin, 2006.
  5. ^ Albert W.Levi The Humanities Today, 1970, Bloomington, Indiana University Press.
  6. ^ A. Bonaccorsi, La valutazione possibile. Teoria e pratica nel mondo della ricerca, Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 96-97.
  7. ^ A. Paletta, Il governo dell'università. Tra competizione e accountability, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 356-357.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rens Bod, A New History of Humanities, Mew York, Oxford University Press, 2013.

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