Linguistica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La linguistica è la disciplina scientifica[1] che studia il linguaggio umano (inteso come la capacità dell'uomo di comunicare) e le sue manifestazioni (le lingue parlate nel mondo).[2]

Discipline e metodi[modifica | modifica wikitesto]

La linguistica è un campo di ricerca ampio che include varie discipline, alcune delle quali collegate alle varie parti che compongono il sistema lingua. Le principali sottodiscipline della linguistica sono:

A seconda dei punti di vista dai quali il linguaggio viene studiato, è possibile inoltre distinguere altre sottodiscipline:

Teorie linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Molte teorie linguistiche sono state proposte negli ultimi due secoli. Tuttavia, se si osservano le teorie oggi più diffuse, è possibile distinguere principalmente due approcci ai quali tali teorie fanno riferimento: si possono avere teorie generative che si oppongono a teorie funzionali.[5] Purtroppo è difficile delineare dei confini precisi e delle caratteristiche esclusive dell'uno o dell'altro approccio; inoltre, non è possibile individuare facilmente dei principi che siano davvero condivisi rispettivamente nelle due cornici teoriche. Nonostante ciò, si può generalizzare dicendo che:

  • le teorie generative si basano sul presupposto che 1) la facoltà umana del linguaggio sia innata, ossia che alla nascita si sia già equipaggiati con delle entità linguistiche di base che permettono all'infante di apprendere la lingua in poco tempo, 2) che la competenza di un parlante sia un insieme di regole e unità astratte, prive di dettagli che possono essere derivati da altri fattori, e 3) che le unità innate di base (le quali complessivamente formano quella che viene chiamata Grammatica Universale) siano le stesse per tutti i membri della specie umana. Le teorie generative sono interessate alla competenza del parlante, non alla performance effettiva dello stesso, al reale atto comunicativo.
  • le teorie funzionali, invece, concepiscono il linguaggio come uno strumento funzionale alla comunicazione ed è questa sua funzione che modella e trasforma il linguaggio. Le regolarità del linguaggio non sono quindi spiegate da caratteristiche innate nell'uomo, ma dal fatto che le lingue sono usate per comunicare. Le teorie funzionali sono quindi più interessate alla performance e per spiegare i pattern osservati nelle lingue del mondo ricorrono a fattori esterni al linguaggio stesso.

Una seconda tipologia di classificazione, parallela e intersecante a quella esposta sopra, è stata proposta secondo la quale le teorie linguistiche sono divisibili in teorie descrittive e teorie esplicative.[6] Le teorie descrittive sono teorie che riguardano la descrizione delle lingue, cioè come sono strutturate le lingue. Diversamente, le teorie esplicative sono teorie che spiegano perché le lingue sono in un modo piuttosto che un altro. Descrizione e spiegazione sono quindi intese come due concetti separati, al contrario di quanto generalmente affermato dalle teorie generative: secondo queste infatti, una teoria può e deve essere descrittiva e al contempo permettere di spiegare i fenomeni considerati.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita della linguistica sincronica[modifica | modifica wikitesto]

La linguistica sincronica nasce con i corsi di linguistica generale tenuti da Ferdinand de Saussure a Ginevra. In particolare, nel secondo corso (1908-1909) vengono delineati i fondamenti della disciplina almeno fino alla svolta di Noam Chomsky. Ferdinand de Saussure considera come obiettivo della linguistica costruire teoremi sulla lingua e dimostrarli, evitando affermazioni flottantes della linguistica diacronica dell'Ottocento. Per Saussure, la lingua è un sistema serré, e quindi la teoria - ovvero la linguistica generale - deve esserlo altrettanto. Il suo modello di scienza è la geometria.

Per raggiungere questo modello scientifico Saussure intende definire precisamente che cos'è una lingua. A differenza delle altre scienze, la linguistica usa come strumento di analisi il suo oggetto. Pertanto, per evitare le trappole delle corrispondenze, si suddivide la lingua in due versanti: la langue, ovvero la potenza, la facoltà, l'organizzazione pronta per parlare della lingua considerata nell'individuo, e la parole, l'atto dell'individuo che realizza la sua facoltà per mezzo della convenzione sociale che è la lingua (linguistica).

A partire dall'analisi della scienza dei segni (semiotica) della scrittura, Saussure enuclea le proprietà che distinguono le lingue dagli altri sistemi di segni.

  1. carattere arbitrario del segno: non c'è rapporto tra il segno e la cosa da designare. Per esempio il segno 'P' per un parlante francese indica il suono /p/, per un russo indica il suono /r/. Il rapporto tra il designatum e il segno dipende dal sistema di riferimento.
  2. valore puramente negativo e differenziale del segno: posso scrivere infinite varianti del segno 'P' (carattere differenziale) finché non diventerà un segno diverso, per esempio 'D' (carattere negativo).
  3. indifferenza totale del mezzo di produzione: è indifferente se scrivo 'P' in bianco su nero alla lavagna, in graffito, in rilievo, etc. Analogamente la lingua può essere sempre trasposta dal mezzo orale al mezzo scritto, comunque convenzionale.

La linguistica pertanto si occupa principalmente della langue, che è un'astrazione riducibile a un sistema di segni, in cui ciascun segno è solidale all'altro: se si introduce nel sistema un segno nuovo, lo spazio di denotazione del sistema verrà completamente alterato; al limite, una langue di due segni denoterà una metà dei denotata con un segno e l'altra metà con l'altro.

Nella lingua l'iniziativa è ridotta al minimo: il momento in cui ci si accorda sui segni (contratto primitivo), anche esplicito come nel caso dell'esperanto, viene ricevuto passivamente dalle generazioni successive: la lingua entra nella sua "vita semiologica" e non si può più tornare indietro. Non è dunque interessante discutere sull'origine delle lingue più di quanto lo sia discutere sull'origine del Rodano (Saussure).

La novità di Saussure riguarda il merito e il metodo della linguistica: da qui la distinzione tra linguistica sincronica e linguistica diacronica e la nascita della linguistica come scienza moderna.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la linguistica ebbe un notevole impulso come disciplina con la scuola linguistica romana grazie prima a Luigi Ceci che nel 1898 iniziò linsegnamento alla "Sapienza" di Roma di Grammatica Indo-greco-italica, e poi dal suo successore nel 1929, Antonino Pagliaro con la cattedra di Storia della lingue classiche, poi divenuto Glottologia.[8]. Grande centro di studi linguistico-glottologici è anche l'Università degli Studi di Padova, uno dei primi grandi centri di diffusione del sapere della glottologia, della fonologia e della glottodidattica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Genetti 2014, p. 18
  2. ^ Simone 2008,  p. 3–4.
  3. ^ Genetti 2004,  p. 21–22.
  4. ^ Ibid.
  5. ^ Haspelmath e Sims 2010, p. 11
  6. ^ Dryer 2008.
  7. ^ Dryer 2008,  p. 207–208.
  8. ^ http://rmcisadu.let.uniroma1.it/glotto/archivio/testi/DeMauroGrandiScuole.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferdinand de Saussure, Cours de linguistique générale, Lausanne-Paris, Payot, 1916 (Corso di linguistica generale, Laterza, Bari, 1970, traduzione e commento a cura di Tullio de Mauro)
  • Ferdinand de Saussure, Introduzione al 2º corso di linguistica generale (1908-1909), testo a cura di Robert Godel, edizione italiana a cura di Raffaele Simone, Ubaldini, Roma, 1970
  • Gaetano Berruto, Massimo Cerruti, La linguistica. Un corso introduttivo, UTET-DeAgostini, Novara, 2011
  • Dryer, Matthew, Descriptive theories, explanatory theories, and basic linguistic theory in Ameka, Felix K., Dench, Alan Charles e Evans, Nicholas (a cura di), Catching language: The standing challenge of grammar writing, Amsterdam, Mouton de Gruyter, 2008.
  • Carol Genetti, How Languages Work: An Introduction to Language and Linguistics, Cambridge, Cambridge University Press, 2014.
  • Haspelmath, Martin e Sims, D. Andrea, Understanding Morphology, Londra, Hodder Education, 2010.
  • Giulio Lepschy, La linguistica strutturale, Einaudi, 1990, ISBN 88-06-11796-3
  • John Lyons, Lezioni di linguistica, Laterza, Bari, 1982
  • Raffaele Simone, Fondamenti di linguistica, Roma-Bari, Laterza, 2008.
  • Tullio De Mauro, Minisemantica, Bari, Laterza, 1982.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Discipline umanistiche
Arte · Diritto · Filosofia · Letteratura · Linguistica · Politica · Religione · Storia
Controllo di autorità GND: (DE4074250-7
linguistica Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica