Massimiliano Fuksas

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Non potete immaginarvi quanto fu importante la biennale diretta da Fuksas nel 2000. La ricerca e la sperimentazione erano state finalmente sdoganate anche nella tranquillissima e lentissima Italia. [...] Fuksas è il primo che attiva un irreversibile processo di europeizzazione del linguaggio architettonico in Italia. E la biennale del 2000 sancisce il salto di soglia, il punto di non ritorno. »
(Luigi Prestinenza Puglisi, Fuksas Saga, PreS/Tletter[1])
Massimiliano Fuksas nel 2006

Massimiliano Fuksas (Roma, 9 gennaio 1944) è un architetto italiano, tra i più noti sulla scena internazionale.

L'Aeroporto di Shenzhen-Bao'an a Shenzhen, progettato dallo Studio Fuksas e realizzato nel 2013

Dirige, insieme alla moglie Doriana O. Mandrelli, lo Studio Fuksas con sedi a Roma, Parigi e Shenzen.

È stato inoltre visiting professor presso l'École Spéciale d'Architecture di Parigi, l'Accademia di belle arti di Vienna, la Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda e la Columbia University di New York[2]. Nel 2006 riceve la Honorary Fellowship del Royal Institute of British Architects.

Vicino, già negli anni Ottanta, alle posizioni d'avanguardia (palestra di Paliano, 1976; Palazzo dello sport e complesso scolastico di San Giorgetto ad Anagni, 1979-86), il suo stile si è orientato nel corso degli anni Novanta verso i linguaggi più sperimentali dell'architettura internazionale[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Accesso alle Grotte di Niaux, Niaux, 1983
Massimiliano e Doriana Fuksas con Giorgio Armani
Ristrutturazione del PalaLottomatica, Roma, 1999 - 2003
Modello di studio dell'involucro dell'Aereoporto di Shenzen
Nuovo Centro Congressi, Roma, Italia, 2008 - in costruzione
Fiera Rho Milano
Fiera Rho Milano
La sede dell'Archivio Nazionale di Francia a Pierrefitte-sur-Seine
Lo Zenith Music Hall di Strasburgo
Il nuovo terminal dell'aeroporto di Shenzhen in Cina

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma il 9 gennaio 1944 figlio di un medico lituano di religione ebraica emigrato dal proprio paese dopo l'annessione alla Russia sovietica e di una italiana cattolica di origini francesi ed austriache, dopo la morte prematura del padre si trasferisce a Graz presso la nonna materna[4]. Torna a Roma per frequentare il liceo. Siamo alla fine degli anni cinquanta e Fuksas ha modo di conoscere importanti esponenti della cultura italiana dell'epoca, tra cui Asor Rosa (suo professore di italiano al Liceo[5]), Pasolini, Caproni, Bruno Zevi. Conosce anche Giorgio De Chirico, e lavorerà presso il suo studio di Piazza di Spagna, appassionandosi all'arte e decidendo di iscriversi alla Facoltà di Architettura della Sapienza. Partecipa attivamente ai moti sessantottini che proprio presso la Facoltà di Architettura raggiunsero il culmine nella battaglia di Valle Giulia. Si laurea nel 1969 con Ludovico Quaroni e per qualche anno rimane all'università facendo da assistente ad Arnaldo Bruschi.

Massimiliano Fuksas è ateo: cfr. intervista di Antonio Gnoli pubblicata su Repubblica - sezione Cultura -, in data 02 febbraio 2014.

Lo studio GRANMA e la notorietà fuori dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo viaggia in tutta Europa. Lavora prima per Archigram a Londra e poi, per un breve periodo, per Henning Larsen. A Copenaghen entra, ancora studente, nello studio di Jørn Utzon.

Allievo di Bruno Zevi ("da Zevi riprende il gusto per il gesto irruento, per il non finito, per il casual e per il kitsch, scriverà Mosco nel suo Architettura italiana dal postmoderno ad oggi), da sempre distante dalla cultura accademica e dall'architettura disegnata all'epoca dominante in Italia, già due anni prima della laurea, nel 1967, apre uno studio nella capitale, il GRANMA, insieme ad Anna Maria Sacconi.

Scriverà Antonino Saggio a proposito di Fuksas nel 1999:

« Essere un architetto che vuole costruire quando nel 1970 (dopo un tirocinio con Jørn Utzon) fonda a Roma uno studio (con Anna Maria Sacconi sino all'88) ha voluto dire operare due tagli. Il primo con l'ambiente universitario della capitale, dal quale dopo una fase di collaborazione si allontana. Il secondo con la generazione degli architetti a lui coetanei - è nato nel 1944 - che centrava l'attenzione sul momento della rappresentazione e del disegno »
(Antonino Saggio, La città di Fuksas, "Costruire", Gennaio 1999[6])

Nel 1982, con il progetto per la palestra del Comune di Paliano, pubblicato dalla rivista francese Architecture d'Aujourd'hui, lo studio GRANMA raggiunge la notorietà in Francia. La facciata inclinata e staccata, in un sistema di equilibri apparentemente instabili, sconvolge la percezione dei fruitori e, inserendosi nel contesto dell'architettura Postmoderna e Decostruttivista, attira l'attenzione della stampa internazionale[7].

Sempre nel 1982 Patrice Goulet lo seleziona tra i dodici partecipanti alla Biennale di Parigi a cui prendono parte anche, tra l'altro, William Alsop, Jean Nouvel, Rem Koolhaas, Toyo Ito. Nel 1988 finisce la collaborazione con Anna Maria Sacconi e fonda lo studio di Parigi (1989) e Vienna (1993) e nel 2002 quello di Francoforte[8].

Nel 1992 l'Institut Français d'Architecture di Parigi dedica una mostra personale al lavoro di Fuksas dal titolo "Haute Tension"[9].

Nel 1985 inizia a lavorare insieme alla seconda moglie, Doriana O. Mandrelli, dal 2001 responsabile di Fuksas design[10][11]. Dal 1994 al 1997, anno della sua elezione a consigliere di amministrazione dell'Institut Français d'Architecture, è stato membro delle commissioni urbanistiche di Berlino e di Salisburgo.

Gli anni 2000 e lo Studio Fuksas[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Fuksas viene nominato direttore della VII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, dal titolo Less Aesthetics, More Ethics. Dedica la Biennalle al tema della città contemporanea, mettendo in particolare al centro le megalopoli del XXI secolo. A partire dagli anni novanta aveva infatti iniziato ad occuparsi dei problemi urbani nelle grandi aree metropolitane (riqualificazione del centro storico di Allones nel 1991, riqualificazione el Quartier Luth a Gennevilliers nel 1992 e Piano urbanistico "FrankfurtHochVier" per Francoforte sul Meno nel 2008) ed incentra la sua pratica professionale soprattutto sulla realizzazione di opere pubbliche. Interessato alla teoria del caos, ricorre di frequente alle geometrie complesse come quelle dei frattali e delle nuvole. Scrive nel suo saggio Caos sublime:

« Edward Norton Lorenz , l'autore della famosa frase "Il battito di ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas", ha impiegato anni e anni di studi approfonditi [...] per tentare di individuare il sistema perfetto di previsione dei cambiamenti climatici. Poi ha capito che era impossibile: basta un particolare, un decimale in più o in meno, per cambiare tutto.

È l'imprevedibilità. È la sua teoria del caos deterministico. Questo concetto cambia il modo di progettare. È il giudizio stesso sull'esistenza. Il caos diventa elemento del sublime e quindi di poesia. Convivere con l'imprevedibilità non è necessariamente una condizione negativa. Anzi. Rimette in discussione le nostre povere certezze »

Nel 2004 cura l'allestimento all'interno del Colosseo della mostra "Forma. La città moderna e il suo passato", sulla storia di Roma dalle origini al presente. Un nastro alto tre metri e su cui erano proiettate immagini e testi percorreva tutto il secondo livello dell'anfiteatro lungo il quale erano esposte le opere.

Nel 2006 il MAXXI di Roma dedica una mostra all'opera di Fuksas, dal titolo "Fuksas - Unsessantesimodisecondo", con i plastici di tutte le opere principali. La mostra occupava integralmente gli ambienti del museo e fu seguita dalla pubblicazione di un catalogo edito da Electa per la collana OperaDARC.

Nel 2008 vince il concorso per la realizzazione del nuovo terminal dell'aeroporto di Shenzhen (Cina), avendo la meglio su altri importanti nomi dell'architettura contemporanea, tra cui Norman Foster, Kisho Kurokawa e Reiser+Umemeoto Architects.

Nel 2012 lo Studio Fuksas risulta il terzo studio in Italia per fatturato (dopo Antonio Citterio e Renzo Piano)[12][13].

Ha ricevuto numerosi premi internazionali tra cui il Vitruvio Internacional a la Trayectoria (1998), il Grand Prix d'Architecture (1999) e l'Honorary Fellowship dell'American Institute of Architects (2002). Nel 2010 è stato insignito della Legion d'onore. Poco dopo la demolizione dell'ecomostro di Punta Perotti, ha affermato che anche numerosi altri edifici andrebbero distrutti in quanto "In Italia ci sono 9 milioni di palazzi abusivi" tra essi egli cita lo ZEN di Palermo di Vittorio Gregotti e Corviale di Roma di Mario Fiorentino[14].

Nel 2009 progetta gli store di Armani a New York e Tokyo. Il 17 giugno 2011 è stato insignito del Premio Ignazio Silone per la cultura.

Ha attualmente uno studio a Roma, uno a Parigi e uno a Shenzhen.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Selezione di opere realizzate[modifica | modifica wikitesto]

In corso di realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Concorsi vinti[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro culturale Chengdu Tianfu, Chengdu, Cina, 2012
  • Nuovo Museo Politecnico e Centro Culturale di Mosca, Mosca, Federazione russa, 2013
  • Centro Congressi "Australia Forum", Canberra, Australia, 2014

Design[modifica | modifica wikitesto]

  • Servizio da the e caffè "Towers" per Alessi, 2003
  • Lampada "Lavinia" per iGuzzini, 2003
  • Poltrona "Bi-bi" per Poltrona Frau, 2005
  • Vasi "Eli-li" per Alessi, 2005
  • Poltrona "Carolina" per Poltrona Frau, 2008
  • Mobili "Mumbai" per Haworth Castelli, 2008
  • Vaso "Zouhria" per Alessi, 2010
  • Lampada "Zyl" per iGuzzini, 2010
  • Lampadario "Moony" per La Murrina, 2011
  • Vaso "Aldo" per Alessi, 2012
  • Seduta "Carla" per Poltrona Frau, 2012
  • Poltrone "Dolly" e "Molly" e sedia "Baby Dolly" per Baxter, 2013
  • Lampade "Candy" per Zonca, 2013
  • Gioielli "Gipsy" per Sicis, 2013
  • Tavolo "Roy" per Fiam, 2014
  • Lampade "Zoe" per Venini, 2014
  • Arredamento “I Massivi” per Itlas, 2014
  • Lampade "Charlotte" e "Chantal" per Slamp, 2015
  • Collezione "Colombina" per Alessi, 2015

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Caos sublime (con Paolo Conti) , Rizzoli, 2001.
  • Occhi chiusi aperti, Alinea, 2001.
  • Polis. Dialogo di una sociologia urbana (con Paolo Conti), Manni, 2006.
  • Caos sublime. Note sulla città e taccuini di architettura (con Paolo Conti) , Rizzoli, 2009
  • Conversazione dialogo con Massimiliano Fuksas (con Marco Alloni), ADV Advertising Company, 2009
  • FUKSAS object, Massimiliano & Doriana Fuksas, Actar Publishers, 2012

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Sull'opera di Massimiliano Fuksas:

  • MFuksasD, Unsessantesimodisecondo, MAXXI Museo, Roma 2007
  • Eur floating space, Palazzo delle Esposizioni, Roma 2000;
  • Occhi chiusi aperti, Esprit Nouveau Pavillion, Bologna 2000;
  • Less Aesthetics, More Ethics (direzione), VII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Italia, 2000
  • One.Zero, Architectural Association School of Architecture, Londra 1996
  • MFuksas. Tutte le strade portano a Roma, Berlino 1995
  • Downtown MFuksas, Limoges 1994
  • MFuksas, Vienna 1994
  • Mistery Train, Yamagiwa Inspiration Gallery, Tokyo 1991
  • MFuksas Blue Town, Roma 1990
  • Downtown MFuksas, Limoges, Francia, 1994;
  • Haute Tension”, IFA - Institut Français d'Architecture - , Parigi, Francia,1992;
  • Haute Tension 2, Buro & Design Center, Bruxelles, Belgio, 1992;
  • Mistery Train, Yamagiwa Inspiration Gallery, Tokio, Giappone, 1991;
  • MFuksas Blue Town, Roma, Italia, 1990;
  • Villa Medici Grands Projets, Roma, Italia, 1989

Allestite da Massimiliano Fuksas:

  • La capsula abitabile, Triennale di Milano 2002
  • Forma. La città moderna e il suo passato, Roma, Colosseo 2004
  • MFuksasD, Unsessantesimodisecondo, MAXXI Museo, Roma 2007
  • Beside the eclipse, Milano, Castello Sforzesco 2007
  • Multi-Habitats: La vivienda polivalente, Barcellona, International Construction Fair 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Pisani, Fuksas Architetto, Gangemi, 1997
  • Cinquantatré domande a Massimiliano Fuksas, CLEAN, 1998
  • Leonardo Servadio ,FKS. Riflessi, riflessioni. Fuksas, l'autobiografia, Medusa Edizioni, 2005
  • La nuova fiera di Milano-The new trade fair of Milan, Federico Motta Editore, 2005
  • Antonello Marotta, Massimiliano Fuksas. Sul cominciare e sul finire, CLEAN, 2006
  • Andrea Cavani, Massimiliano Fuksas, Motta Architettura, 2006
  • Luca Molinari, Massimiliano Fuksas, Skira, 2007
  • Berizzi Carlo (a cura di), A colloquio con Massimiliano Fuksas, Gangemi, 2015
  • FUKSAS, Area: rivista europea per la cultura del progetto, n.131, Novembre/Dicembre 2013
  • Massimiliano e Doriana Fuksas. Ascoltare: l'orizzonte e la geografia, The Plan, n.82, Maggio 2015

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 14 febbraio 2006[1]
Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'Onore
— Parigi, 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Pisani, Fuksas architetto, Gangemi, 1988
  • Ruggero Lenci, Massimiliano Fuksas. Oscillazioni e sconfinamenti, Testo e Immagine Ed., Torino, 1996. ISBN 88-86498-06-3
  • Intervista a Massimilano Fuksas, in "Area" n. 44, maggio/giugno 1999, pp. 88-89 leggere l'articolo
  • Massimiliano Fuksas - Institut européen d'aménagement et d'architecture (Rouen), in "Area" n. 45, luglio/agosto 1999, pp. 44-48 leggere l'articolo
  • Andrea Cavani, Massimiliano Fuksas, Motta Architettura, 2006.
  • Antonello Marotta, Massimiliano Fuksas. Sul cominciare e sul finire, CLEAN, 2006.
  • Francesco Cirillo, Cinquantatré più sette domande a Massimiliano Fuksas, CLEAN, 2008.
  • Daniele Mariconti e Monica Colombo, Massimiliano Fuksas in I Maestri dell'Architettura, Hachette, 2009
  • Andrea Cavani, L'Architettura, I Protagonisti 11 - MASSIMILIANO FUKSAS, 2007
  • Leonardo Servadio, FKS. Riflessi e riflessioni - FUKSAS vs FUKSAS, 2015
  • Luca Milinari, Massimiliano Fuksas: Works and Projects, 1970-2005, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN73967204 · LCCN: (ENn87882200 · SBN: IT\ICCU\CFIV\034206 · ISNI: (EN0000 0001 2102 3613 · GND: (DE118898655 · BNF: (FRcb131892035 (data) · ULAN: (EN500094382