Mauro Ferri

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Mauro Ferri
Mauro Ferri.jpg

Presidente della Corte costituzionale
Durata mandato 24 ottobre 1995 –
3 novembre 1996
Predecessore Vincenzo Caianiello
Successore Renato Granata

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Durata mandato 26 luglio 1972 –
7 luglio 1973
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Silvio Gava
Successore Ciriaco De Mita

Segretario del Partito Socialista Italiano
Durata mandato 28 ottobre 1968 –
5 luglio 1969
Predecessore Francesco De Martino e Mario Tanassi (co-segretari)
Successore Francesco De Martino

Capogruppo del PSI alla Camera dei deputati
Durata mandato 1º gennaio 1964 –
17 novembre 1966
Predecessore Pietro Nenni
Successore il gruppo si unisce al PSDI

Capogruppo del PSI- PSDI unificati alla Camera dei deputati
Durata mandato 17 novembre 1966 –
23 luglio 1968[1]
Predecessore nessuno
Successore nessuno, il gruppo si scioglie

Capogruppo del PSI alla Camera dei deputati
Durata mandato 23 ottobre 1968 –
9 novembre 1968
Predecessore Luigi Bertoldi
Successore Antonio Giolitti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II-III-IV-V-VI
Gruppo
parlamentare
PSI - PSI-PSDI Unificati - PSU - PSDI
Coalizione centrosinistra
Circoscrizione Toscana (II, III, IV e V), Lombardia (VI)
Collegio Siena (dalla II alla V) e Como (VI Legislat.)
Sito istituzionale

Eurodeputato
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Gruppo Socialista
Incarichi parlamentari
Gruppi politici
  • Membro dell'ufficio di presidenza del Gruppo socialista dal 17 luglio 1979 al 9 dicembre 1979
  • Membro del Gruppo socialista dal 10 dicembre 1979 al 23 luglio 1984

Partiti nazionali

  • Partito socialista democratico italiano (Italia) dal 17 luglio 1979 al 23 luglio 1984

Presidente

  • Commissione giuridica dal 20 luglio 1979 al 20 gennaio 1982
  • Commissione per gli affari istituzionali 21 gennaio 1982 al 23 luglio 1984

Membro

  • Commissione giuridica dal 21 gennaio 1982 al 23 luglio 1984
  • Delegazione per le relazioni con la Iugoslavia dall'11 aprile 1983 al 23 luglio 1984
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
(1944-1969)
Partito Socialista Democratico Italiano (dal 1969)
Titolo di studio Dottore in Giurisprudenza
Professione Avvocato

Mauro Ferri (Roma, 15 marzo 1920Roma, 29 settembre 2015[2]) è stato un politico e avvocato italiano, deputato per cinque legislature consecutive dal 1953 al 1976 e presidente della Corte costituzionale dal 1995 al 1996.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e prime cariche politiche[modifica | modifica wikitesto]

Mauro Ferri si laureò in giurisprudenza all'Università degli studi di Roma - La Sapienza nel 1942. Ha partecipato alla Resistenza romana (1943-44) e fu arrestato per propaganda antifascista nel gennaio del 1944. Rilasciato, si trasferì a Castel San Niccolò, paese d'origine del padre e si iscrisse al PSIUP. Subito dopo la liberazione fu eletto sindaco[3].

È stato segretario della federazione socialista di Arezzo dal 1947 al 1948, dal 1950 al 1953 e dal 1959 al 1963; consigliere comunale e provinciale di Arezzo. Nel 1949 è stato eletto membro del comitato centrale del PSI e nel 1965 della Direzione nazionale[3]. Deputato dalla III alla VI Legislatura, eletto nella circoscrizione di Siena-Arezzo-Grosseto; Presidente del gruppo parlamentare del PSI e poi del Partito Socialista Unificato dal 1964 al 1968.

Segretario di partito[modifica | modifica wikitesto]

Fu segretario del PSI (1968 - 1969) nel periodo in cui i socialisti erano unificati. Nel frattempo, le elezioni politiche del 1968 erano risultate una sconfitta per il partito che, complessivamente, aveva perso 29 seggi alla Camera[4]. Le correnti massimaliste reclamarono allora una strategia volta a riassorbire i consensi perduti a sinistra, determinando una sempre maggior inquietudine tra gli ex-socialdemocratici.

Nel luglio del 1969, Nenni - nella cui corrente Ferri militava - tentò in extremis di salvare l'unificazione, presentando una mozione "autonomista", che fu sconfitta dalla linea massimalista di De Martino. Immediatamente si consumò la scissione del gruppo di Ferri e della componente socialdemocratica, che portò alla costituzione del Partito Socialista Unitario. Ferri divenne segretario di quest'ultimo partito che, nel febbraio 1971, prese il nome di Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI)[5]. Restò in carica fino a quando fu nominato Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, nel secondo governo Andreotti (1972-1973).

Lo scandalo dei petroli[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1973, Mauro Ferri fu coinvolto nel primo scandalo dei petroli, per il quale 35, tra uomini politici, petrolieri e dirigenti dell'ENEL, furono raggiunti da avvisi di reato, con l'accusa di aver beneficiato o favorito finanziamenti all'ENEL e ai partiti di governo, effettuati con fondi dell'Unione petrolifera italiana, per influenzare le scelte relative alla politica energetica nazionale e per favorire l'aumento dei prezzi della benzina. Si occupò del caso la Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa e, l'8 marzo 1974, constatò l'avvenuta prescrizione dei fatti contestati agli ex-ministri Giulio Andreotti e Mario Ferrari Aggradi (entrambi della DC); deliberò l'archiviazione degli atti a carico di Giacinto Bosco (DC) e Luigi Preti (PSDI) e aprì un'indagine sull'operato degli ex-ministri Mauro Ferri e Athos Valsecchi (DC)[6].

Cinque anni dopo, il 24 gennaio 1979, la commissione inquirente si pronunciò in senso assolutorio nei confronti degli ultimi due ex-ministri coinvolti; in particolare, la commissione ritenne che nei confronti di Ferri, potevano attribuirsi fatti non configurabili come reato di corruzione. La relazione del senatore Nicola Lapenta[7] fu trasmessa il 9 febbraio successivo al Parlamento che, nei termini previsti dal regolamento, non produsse le firme necessarie per un'eventuale messa in stato d'accusa degli ex-ministri inquisiti.

Ultimi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Completamente scagionato, Ferri fu eletto deputato alle elezioni europee del 1979 per le liste del PSDI. È stato presidente della Commissione giuridica e della Commissione per gli affari istituzionali, membro della delegazione per le relazioni con la Jugoslavia. Rimase in carica fino al 1984. Nel 1986 ha conferito il suo archivio personale alla Fondazione Filippo Turati[3].

Venne nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga il 27 ottobre 1987, giurò il 3 novembre; fu eletto presidente della Corte il 23 ottobre 1995. Esercitò le funzioni dal 24 ottobre rimanendo in carica fino al 3 novembre 1996.[8]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 19 novembre 1987[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ parte nella IV e parte nella V legislatura
  2. ^ Morto Mauro Ferri: segretario Psi negli anni Sessanta Corrierequotidiano.it
  3. ^ a b c MAURO FERRI (1921-VIVENTE), Fondazione Filippo Turati. URL consultato il 20 novembre 2012 (archiviato il 20 novembre 2012).
  4. ^ cfr.; Almanacco di Storia illustrata 1968, pag. 65
  5. ^ Giuseppe Saragat e la socialdemocrazia italiana
  6. ^ Giorgio Galli, Affari di Stato, Kaos Edizioni, Milano, 1991, pagg. 132-135
  7. ^ Relazione della commissione sui procedimenti di stato d'accusa a carico degli ex-ministri Ferri e Valsecchi del 24 gennaio 1979
  8. ^ Giudici costituzionali dal 1956, Corte costituzionale. URL consultato il 20 novembre 2012 (archiviato il 20 novembre 2012).
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato Successore Emblem of Italy.svg
Silvio Gava 26 luglio 1972 - 7 luglio 1973 Ciriaco De Mita
Controllo di autorità VIAF: (EN77737506 · LCCN: (ENn85044038 · SBN: IT\ICCU\RAVV\001132 · ISNI: (EN0000 0000 7891 1294 · GND: (DE153372567 · BNF: (FRcb12294682f (data)