Ivan Matteo Lombardo

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Ivan Matteo Lombardo
Lombardo Ivan Matteo.jpg

Ministro dell'industria e del commercio
Durata mandato 23 maggio 1948 –
7 novembre 1949
Predecessore Roberto Tremelloni
Successore Giovanni Battista Bertone

Ministro del commercio con l'estero
Durata mandato 27 gennaio 1950 –
5 aprile 1951
Predecessore Giovanni Battista Bertone
Successore Ugo La Malfa

Segretario del Partito Socialista Italiano
Durata mandato 17 aprile 1946 –
13 gennaio 1947
Predecessore Rodolfo Morandi
Successore Lelio Basso

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature AC, I
Gruppo
parlamentare
US, PSLI, PSI, PSDI
Collegio CUN
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Unione dei Socialisti
Partito Socialista Democratico Italiano
Tendenza politica Socialismo democratico
Riformismo
Antibolscevismo
Professione dirigente d'azienda

Ivan Matteo Lombardo (Milano, 22 maggio 1902Roma, 6 febbraio 1980[1]) è stato un politico italiano.

Esponente del Partito Socialista Italiano, ufficialmente non aderì a nessuna corrente interna, ma le sue simpatie per le posizioni riformiste erano note[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Operò come segretario del partito dal 17 aprile 1946 al 13 gennaio 1947. Curioso il modo in cui ottenne tale incarico: al termine del congresso socialista di Firenze, le correnti di "destra" (Saragat e Mondolfo), "sinistra" (Nenni, Basso e Lizzadri) e "centro" (Pertini e Silone) non riuscirono ad accordarsi sulla scelta del nuovo segretario ed alla fine decisero di attribuire il ruolo ad un uomo di transizione e al di sopra delle parti, Lombardo appunto, che però in quel momento si trovava a Washington in qualità di sottosegretario al commercio con l'estero e non era stato avvisato; quando, ancora negli Stati Uniti d'America, ricevette tale notizia, Lombardo inizialmente la ritenne frutto di un errore di trasmissione e chiese più volte delle conferme prima di ritenerla veritiera[2].

Successivamente, dopo la scissione di palazzo Barberini, inizialmente rimase nel partito, ma poco più di un anno dopo fu tra i fondatori dell'Unione dei Socialisti che nell'aprile 1948 presentò liste con il Partito Socialista Democratico Italiano. Fu segretario dell'UDS da febbraio 1948 al giugno 1949. Dopo l'uscita dal PSI fu due volte ministro: dell'industria e del commercio dal 23 maggio 1948 al 7 novembre 1949 (quinto governo De Gasperi) e del commercio con l'estero dal 27 gennaio 1950 al 5 aprile 1951 (sesto governo De Gasperi).

Nel 1963 sottoscrisse il manifesto per la nuova Repubblica insieme a Randolfo Pacciardi, Tomaso Smith, Alfredo Morea, Raffaele Cadorna e Mario Vinciguerra per realizzare in Italia una repubblica presidenziale.

Dopo la prima legislatura non fu più eletto.

Partecipò al convegno dell'hotel Parco dei Principi, noto il "Convegno sulla guerra rivoluzionaria"; organizzato dal 3 al 5 maggio del 1965 dall'Istituto di studi militari Alberto Pollio a Roma all'hotel Parco dei Principi, con un intervento intitolato "Guerra comunista permanente contro l'Occidente".[3]

Il fondo di Ivan Matteo Lombardo è stato depositato presso gli Archivi storici dell'Unione europea[4] a Firenze.

Riposa al Cimitero Monumentale di Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto l'ex ministro Ivan Matteo Lombardo Archiviolastampa.it
  2. ^ a b Antonio Gambino, Storia del Dopoguerra - Dalla Liberazione al potere DC, Laterza, Milano, 1981, p. 200.
  3. ^ Guerra comunista permanente contro l'Occidente. (PDF). Misteri d'Italia. Strategia della tensione. Interventi convegno Pollio.
  4. ^ fondo Lombardo Ivan Matteo. SIUSA. Archivi personalità.

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