Antonio Gambino

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Antonio Gambino (Roma, 7 agosto 1926Roma, 2 maggio 2009) è stato un giornalista e saggista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia borghese (il padre, Roberto, era avvocato) palermitana trasferitasi a Roma nel 1919, Gambino visse sempre nella Capitale. Dopo aver frequentato la scuola media al Marcantonio Colonna ed il liceo all'Ennio Quirino Visconti, si laureò a pieni voti nel 1948 in Filosofia del Diritto. Avendo rifiutato, dopo un forte scontro con il padre, di intraprendere la carriera forense, cominciò subito la carriera giornalistica partendo con lo sport su una piccola testata locale che usciva la domenica sera fornendo risultati e reportage sulla partita di Serie A giocatasi nel pomeriggio a Roma. Ebbe in particolare grande successo un suo instant article sulla partita Roma - Lucchese 0-1 che condannò i giallorossi alla retrocessione in Serie B al termine del Campionato 1950-51.

Lasciato il giornalismo sportivo, la carriera di Gambino fu segnata dall'incontro con Gualtiero Jacopetti con cui fondò nel 1953 Cronache, settimanale in decisa contro tendenza con gli altri che descrivevano solo aspetti frivoli di vita, di cui diventa redattore capo. Nel 1955, quando Jacopetti è costretto ad abbandonare Cronache per i suoi problemi giudiziari, è il ventinovenne Antonio Gambino che ne assume la direzione temporanea favorendo l'operazione che porterà alla nascita dell'Espresso. La nuova testata esce per la prima volta il 2 ottobre 1955: Antonio Gambino ne è il redattore capo, con Arrigo Benedetti direttore ed Eugenio Scalfari vice direttore. Questo status quo dura per più di cinque anni fino a che, all'inizio del 1961, quando Gambino - desideroso di scrivere di più - abbandona l'incarico direzionale per diventare la prima firma della politica estera, ruolo che conserverà per 36 anni grazie alla rubrica Taccuino Internazionale.

Questa rubrica ha costituito per sette lustri il punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che desideravano essere informati sullo scenario internazionale. Dopo anni di viaggi che lo hanno portato a visitare più di 100 paesi, Gambino aveva maturato una serie di convinzioni "laiche" sulla influenza negativa dei due grandi blocchi americano e sovietico. La caduta del Muro di Berlino ed il conseguente rafforzamento dell'imperialismo statunitense lo portarono a posizioni di forte critica verso la superpotenza americana, vista da lui come principale ostacolo alla democrazia e sviluppo globale.

Di notevole interesse è anche il suo aspetto storico e saggistico: Antonio Gambino ha scritto più di 20 libri dividendosi equamente tra politica interna ed estera. Da Storia del PNF e Storia del primo dopoguerra - Dalla liberazione al potere DC sul fronte interno a L'Italia da Yalta a Praga fino al best seller Vivere con la bomba - La logica nucleare da Hiroshima alle guerre stellari sul proscenio internazionale, tutte le sue opere sono state caratterizzate da quel rigore morale che era alla base di tutto il suo lavoro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1972 - Le conseguenze della seconda guerra mondiale. L'Italia da Yalta a Praga, Laterza
  • 1975 - Storia del dopoguerra dalla Liberazione al potere DC, Laterza
  • 1986 - Vivere con la bomba
  • 1993 - Il mito della politica (Premio Viareggio per la saggistica)
  • 1998 - Inventario italiano
  • 2001 - L'imperialismo dei diritti umani, Editori Riuniti
  • 2003 - Perché non possiamo non dirci antiamericani, Editori Riuniti
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