Giancarlo Vigorelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giancarlo Vigorelli

Giancarlo Vigorelli (Milano, 21 giugno 1913Marina di Pietrasanta, 16 settembre 2005) è stato un giornalista, scrittore e critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Saggista, considerato uno dei maggiori critici letterari italiani,[1] ha sviluppato negli anni un profondo studio delle opere manzoniane, divenendo uno dei principali conoscitori delle opere dello scrittore lombardo. Fonda e dirige la rivista L'Europa letteraria e diventa vicepresidente dell'Istituto Luce.[2] Nel periodo fascista venne destituito dall'insegnamento, avendo condiviso le posizioni sull'Ermetismo.

La tomba di Vigorelli al Cimitero Monumentale di Milano

Tra i fondatori del Corriere Lombardo, diresse successivamente il quotidiano Momento e il settimanale Oggi, per poi amplificare il discorso con una rivista, l'Europa letteraria, che si rifaceva ai migliori modelli francesi e che ha accompagnato, dal '58 al '68, la sua molto intensa attività di segretario generale della Comunità europea degli Scrittori.

Collaborò negli anni con varie testate nazionali, nelle vesti di giornalista culturale, come La Stampa, Frontespizio, Il Giornale, diviene critico letterario del settimanale Tempo, conquistando nel 1960 il Premio Saint Vincent per il giornalismo.

Ricevette il Premio Nazionale Letterario Pisa alla carriera.

Nel 1975 Vigorelli scrisse sul quotidiano Il Giorno: «Anche Fo sa di avere in pancia l'incubo dei suoi trascorsi fascisti», riferendosi all'adesione alla Repubblica Sociale Italiana di Dario Fo: il celebre drammaturgo querelò il giornalista e il quotidiano per diffamazione e la vicenda si concluse con la pubblicazione di una rettifica.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

"Nella sua illuminata riscoperta del Manzoni — frequentato fin dal '54 con opere come «Il Manzoni e il silenzio dell'amore» - è confluito il meglio dei suo cattolicesimo non inerte, illuminato dalle fonti francesi, Péguy e Claudel, Green e Bernanos,Teilhard De Chardin e Mounier e De Rougemont: Manzoni come la sintesi di un'esperienza cristiana che l'aveva condotto a condividere nel secondo Novecento le inquietudini della sinistra cattolica, a sostenere le speranze di rinnovamento del Vaticano II, ad anticipare le ragioni dell'incontro fra cattolici e socialisti e a coltivare con appassionata costanza il dialogo coi laici, da Gobetti a Gramsci, da Salvemini a Spadolini"[3].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bandello (1942, biografia di Matteo Bandello)
  • Eloquenza dei sentimenti (1943)
  • Un omaggio a Prezzolini (1954)
  • Il Manzoni e il silenzio dell'amore (1954)
  • Gronchi: battaglie di ieri e di oggi (1956)
  • Domande e risposte per la nuova Cina (1958)
  • Carte francesi (1959)
  • Il gesuita proibito (1963, prima presentazione in Italia della vita e delle idee di Pierre Teilhard de Chardin)
  • La terrazza dei pensieri (1967)
  • Il peccato e le altre opere - Ritratto di Boine (1971)
  • Manzoni pro e contro (1976)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 2 marzo 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricordo di Vigorelli su sindacatoscrittori.it
  2. ^ Biografia di Giancarlo Vigorelli su zam.it
  3. ^ Ugo Ronfani, Vigorelli, l'intellettuale che riscoprì Manzoni, Il Resto del Carlino, 17 settembre 2005.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN111483110 · LCCN: (ENn50013986 · SBN: IT\ICCU\CFIV\063090 · ISNI: (EN0000 0001 2147 8853 · GND: (DE11952774X · BNF: (FRcb11928323p (data) · BAV: ADV10215661