Luigi Lombardi Satriani

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Luigi Maria Lombardi Satriani di Porto Salvo

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIII
Gruppo
parlamentare
Sinistra Democratica - l'Ulivo
Coalizione L'ulivo
Circoscrizione Calabria
Collegio Vibo Valentia
Incarichi parlamentari
  • Membro della VII commissione permanente istruzione pubblica, beni culturali dal 30 maggio 1996 al 29 maggio 2001
  • Membro della commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari dal 21 novembre 1996 al 29 maggio 2001
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Professore universitario

Luigi Maria Lombardi Satriani di Porto Salvo (Briatico, 10 dicembre 1936) è un antropologo e politico italiano, già Senatore della Repubblica Italiana.

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi[1] in Scienze Politiche, è stato straordinario di storia delle tradizioni popolari all'Università di Messina dal 1966, quindi di antropologia culturale all'Università di Napoli dal 1974 al 1978, anno in cui conseguì l'ordinariato in Etnologia presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha insegnato pure all'Università della Calabria, di cui è stato pure preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e Prorettore per le attività culturali; è stato anche presidente dell'Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche (AISEA).

È stato altresì docente in varie università straniere, fra cui quella del Texas ad Austin (USA), di S. Paolo (Brasile), oltreché aver tenuto seminari e cicli di conferenze in numerose altre università italiane (Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, Università di Trieste, Bergamo, Federico II di Napoli, Foggia, Reggio Calabria, Palermo, Sassari) e straniere (Amsterdam, Parigi, Stoccolma, Valladolid ed altre). Ha partecipato, con relazioni, a numerosissimi convegni scientifici in Italia e all'estero. È stato Senatore della Repubblica nella XIII legislatura, dal 1996 al 2001, e membro della Commissione Cultura del Senato e della Bicamerale sull'organizzazione mafiosa e sulle realtà criminali. Collabora alle maggiori riviste scientifiche nonché a quotidiani italiani di livello nazionale. Attualmente dirige Voci. Semestrale di Scienze Umane, rivista che lui stesso ha fondato nel 2004; tiene inoltre corsi e seminari presso l'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Nel 2016, l'Università della Calabria, in riconoscimento della sua attività di studioso e di ricercatore, sempre attento soprattutto alle dinamiche storico-culturali del meridione, gli ha conferito la laurea honoris causa in filologia moderna[2].

Studi, ricerche e pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente volto allo studio del folklore, della religiosità popolare e della cultura contadina, spesso contestualizzati secondo un'ottica marxista, ha ripreso e ripensato criticamente, in modo originale ed innovativo, alcune posizioni gramsciane e di Ernesto De Martino.

Ha esposto i suoi numerosi studi ed i risultati delle sue vaste ricerche in molte monografie, scritte a partire dal 1966; tra le sue opere principali, molte delle quali tradotte in altri paesi, ricordiamo, secondo una scansione cronologica che indica il percorso evolutivo della sua attività di studio e di ricerca, Il folklore come cultura di contestazione (Messina, 1966), Antropologia culturale e analisi della cultura subalterna (Messina, 1968, con successive edizioni), Santi, streghe e diavoli. Il patrimonio delle tradizioni popolari nella società meridionale e in Sardegna (Firenze, 1971), Folklore e profitto. Tecniche di distruzione di una cultura (Firenze, 1973), Il silenzio la memoria e lo sguardo (Palermo, 1983); in collaborazione con Mariano Meligrana, Il ponte di San Giacomo (Palermo, 1982, Premio Viareggio), Un villaggio nella memoria (Roma, 1984, Premio Sila) e Diritto egemone diritto popolare. La Calabria negli studi di demologia giuridica (Milano, 1995); in collaborazione con D. Scafoglio, Pulcinella. Il mito e la storia (Milano 1992); Lo sguardo dell'angelo. Linee di una riflessione antropologica sulla società calabrese (Rende - CS, 1992); La stanza degli specchi (Roma, 1994); Nel labirinto. Itinerari metropolitani (Roma, 1992); in collaborazione con M. Boggio e F. Mele, Il volto degli altri. Aids e immaginario (Roma, 1995); in collaborazione con M Boggio e G. Bucaro, Come una ladra a lampo. Madonna della Milicia, sacro e profano (Roma, 1996); ha poi curato con A. Arino, L'utopia di Dioniso. Festa tra tradizione e modernità (Roma, 1997); ha altresì curato La sacra città. Itinerari antropologici-religiosi nella Roma di fine millennio (Roma, 1999), Santità e tradizione. Itinerari antropologici-religiosi nella Campania di fine millennio (Roma, 2000), Madonne pellegrini e santi. Itinerari antropologici-religiosi nella Calabria di fine millennio (Roma, 2000) e De sanguine (Roma, 2001); quindi, con L. Bindi, De Martino. Panorami e spedizioni (Torino, 2002), Carlo Levi, un dolente amore per la vita (Roma, 2003) e Il sogno di uno spazio. Itinerari ideali e traiettorie simboliche nella società contemporanea (Soveria Mannelli, 2004). Recente, poi, è la curatela RelativaMente. Nuovi territori scientifici e prospettive antropologiche (Roma, 2010), che raccoglie gli atti dell'XI Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche (AISEA).

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle Elezioni politiche italiane del 1996, viene candidato ed eletto Senatore nel collegio di Vibo Valentia tra le file della lista de L'Ulivo, ottenendo il 49% dei voti[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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