Lucio Lombardo Radice

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Lucio Lombardo Radice

Lucio Lombardo Radice (Catania, 10 luglio 1916Bruxelles, 21 novembre 1982) è stato un matematico, pedagogista, politico, dirigente comunista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del pedagogista Giuseppe e della docente fiumana Gemma Harasim, dopo aver studiato al Liceo ginnasio statale Terenzio Mamiani di Roma, si laureò in matematica nel 1938 con una tesi sulle algebre legate ai gruppi di ordine finito. Tra i suoi docenti, si ricordano Gaetano Scorza, Guido Castelnuovo e Federigo Enriques, che gli trasmisero l'interesse per il rapporto tra scienza e filosofia.

Negli anni trenta entrò in contatto con un gruppo di giovani antifascisti quali Aldo Natoli, Paolo Bufalini, Mirella De Carolis, Giaime e Luigi Pintor, Mischa Kamenetzky (Ugo Stille): "questi giovani avevano già preso le distanze dal fascismo, ma solo una minoranza di loro aveva bruciato le tappe verso l'antifascismo cospirativo (Lucio Lombardo Radice, Aldo Natoli, Pietro Amendola che costituirono, insieme a Bruno Sanguinetti, il primo nucleo del gruppo comunista romano)"[1]. A quell'epoca risale quindi la sua iscrizione clandestina al PCI.

Nel 1939 non poté prendere servizio come assistente alla cattedra di geometria analitica, perché fu arrestato e condannato a quattro anni di reclusione in quanto oppositore al regime fascista; liberato nel 1941, fu arrestato di nuovo e poi scarcerato dopo pochi mesi. Partecipò attivamente alla resistenza romana, curando sempre i contatti con oppositori e partigiani di area liberal-socialista e cattolica[2]. Nell'ambito di tali iniziative conobbe lo storico cattolico liberale Arturo Carlo Jemolo e sua figlia Adele Maria, che sposerà nel 1946.

La militanza nel PCI, di cui fu dirigente, proseguì nel dopoguerra. Il clima di dialogo fra credenti e non credenti suscitato dal Concilio Vaticano II fu interpretato culturalmente, tra gli altri, da lui e dallo scrittore cattolico Mario Gozzini[3]: "sotto il profilo politico i risultati di tale dialogo trovarono una cauta trasposizione nelle statuizioni di Longo all'XI congresso nazionale del PCI sul riconoscimento della libertà religiosa"[4]

Fu consigliere comunale al Comune di Roma dal 1976 all'81; fu membro del Tribunale Russell per i diritti dell'uomo[5] e, come tale, fu critico della politica delle cosiddette "democrazie popolari" nei confronti della dissidenza e delle libertà individuali, sebbene mai liquidazionista delle stesse esperienze dell'Est Europa.

Fu fondatore del comitato di coordinamento dei movimenti per la pace[6].

È morto a Bruxelles, colto da infarto, mentre partecipava ai lavori di preparazione della II Conferenza per il disarmo.

Carriera accademica e contributo scientifico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1945, dopo la fine della guerra, era stato finalmente ammesso come assistente alla Sapienza.

Nel 1951 ottenne la libera docenza in analisi algebrica ed infinitesimale e nel 1956 ricoprì la carica di professore straordinario di geometria analitica con elementi di proiettiva all'Università di Palermo, dove restò fino al 1960 quando si trasferì nuovamente a Roma, dove era già nato suo figlio Marco nel 1949.

Dal 1963 al 1966 fu vicedirettore della Scuola di perfezionamento in Matematica e Fisica, dopo avervi insegnato storia della matematica.

A Roma, nel 1965, ebbe la cattedra di algebra; nel 1974 quella di matematiche complementari ed aveva tenuto, (tra il 1960 e il 1973) anche gli insegnamenti di teoria dei numeri, geometria superiore e algebra superiore (1968-73).

Il suo impegno scientifico fu nel campo della teoria delle rappresentazioni dei gruppi finiti[7], in particolare quelle modulari, in quello delle geometrie finite e delle geometrie combinatorie, assieme a Beniamino Segre e a Guido Zappa.

Sullo studio dei piani proiettivi non desarguesiani, con particolare riguardo al caso finito, pubblicò una trentina di lavori.

Pedagogia[modifica | modifica wikitesto]

Lucio Lombardo Radice riprese dal magistero paterno una straordinaria passione per la pedagogia[8], affiancandola all'impegno politico e, in particolare, l'interesse per i problemi della scuola[9].

Dopo le prime esperienze, già negli anni Trenta, sulla rivista "La scuola in Toscana"[10], nel dopoguerra partecipò al comitato di redazione di Belfagor. Fu direttore della rivista Riforma della Scuola, dal novembre 1955 fino alla sua morte, affiancato da condirettori quali Mario Spinella, Dina Bertoni Jovine, Mario Alighiero Manacorda, Carlo Bernardini, Francesco Zappa.

Fu autore di libri di giochi per bambini e ragazzi[11] e si dedicò con successo alla divulgazione scientifica e matematica[12]. Partecipò anche a trasmissioni televisive e programmi radiofonici, tra i quali una serie di cinque filmati, Uomini della scienza (dedicata a Jean-Baptiste D'Alembert, Gaspard Monge, Lavoisier, Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani), per la regia di Ansano Giannarelli, lo stesso regista con cui aveva collaborato, tra il 1970 e il 1973, come consulente scientifico per il film in tre puntate Non ho tempo, incentrato sulla figura di Évariste Galois, nel quale egli stesso aveva recitato la parte del professor Louis Paul Émile Richard, mentore del giovane matematico.

Insieme ad altri intellettuali (tra cui lo storico Lucio Villari) ha anche preso parte, diretto da Ettore Scola, al film La terrazza (1980), in cui interpretava sé stesso come dirigente del Partito Comunista Italiano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Fascismo e anticomunismo. Appunti e ricordi 1935-1945, Torino, Einaudi, 1946.
  • Vita di Antonio Gramsci, con Giuseppe Carbone, Roma, Edizioni di Cultura Sociale, 1951.
  • L'uomo del Rinascimento, Roma, Editori Riuniti, 1958.
  • Piani grafici finiti non desarguesiani, Palermo, Denaro, 1959.
  • L'educazione della mente, Roma, Editori Riuniti, 1962.
  • Istituzioni di algebra astratta, Milano, Feltrinelli, 1965.
  • Dibattito sull'ateismo, con Antony Flew e Rudolf Bultmann, Brescia, Queriniana, 1967.
  • Socialismo e libertà, Roma, Editori Riuniti, 1968.
  • La matematica da Pitagora a Newton, Roma, Editori Riuniti, 1971, 2014
  • Gli accusati. Franz Kafka, Michail Bulgakov, Aleksandr Solzenitsyn, Milan Kundera, Bari, De Donato, 1972.
  • Minialgebra, con Giorgio Catalano, Milano, Feltrinelli, 1972.
  • Cristiani e marxisti a confronto su l'uomo, con Maurizio Villani, Fiorenzo Baratelli, Vincenzo D’Ascenzi, Virgilio Fagone e Pasquale Modestino, Bologna, Edizioni Dehoniane, 1974.
  • Educazione e rivoluzione, Roma, Editori Riuniti, 1976.
  • La fondazione della matematica, con Anna Labella, Roma, La goliardica, 1976.
  • Il metodo matematico. Corso di matematica per le scuole medie superiori, con Lina Mancini Proia, 3 volumi, Milano, Principato, 1977.
  • La Germania che amiamo, Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • Un socialismo da inventare, Roma, Editori Riuniti, 1979.
  • L'infinito, Roma, Editori Riuniti, 1981, 2014
  • Taccuino pedagogico, Firenze, La Nuova Italia, 1983.
  • Sul socialismo reale. Saggi su Robert Havemann e Milan Kundera, Roma, Editori Riuniti, 1990.

Prefazioni e introduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduzione a: Anton Semenovyč Makarenko, Il poema pedagogico, Roma, 1952.
  • Prefazione a: Giuseppe Casarrubea, Una alternativa culturale dalla Sicilia occidentale, Celebes, 1974.
  • Direzione di Ulisse. Enciclopedia della ricerca e della scoperta, Editori Riuniti, 1977.
  • Prefazione a: A.Semeraro, Dina Bertoni Jovine e la storiografia pedagogica del dopoguerra, Lacaita, Manduria, 1979.
  • Prefazione a: Carl B. Boyer, Storia della matematica, Mondadori, 1990.
  • Prefazione a: Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, Società Editrice Internazionale, Torino 1993.

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Natoli, Claudio ; Santomassimo, Gianpasquale ; De Luna, Giovanni. Gli spazi bianchi di Giaime Pintor, Passato e presente : rivista di storia contemporanea. Fascicolo 74, 2008 (Firenze : [poi] Milano : Giunti ; Franco Angeli, 2008). p. 17: si trattava di una “generazione senza maestri” cui appartenevano "tra gli altri, Norberto Bobbio, Paolo Bufalini, Aldo Garosci, Antonio Giolitti, Laura Lombardo Radice, Gastone Manacorda, Aldo Natoli, Geno Pampaloni, Carlo Muscetta, Pietro Ingrao, Dario Puccini. (...) La maggioranza, invece, e penso a Misha Kamenetsky, Geno Pampaloni, Valentino Gerratana, Mario Spinella, fece la scelta del lavoro culturale, comune del resto alla parallela rete che aveva al centro l'Università di Pisa e le figure adulte di Calogero e di Capitini, utilizzando gli spazi ancora aperti nelle istituzioni e nelle riviste fasciste non conformiste, ivi comprese quelle occasioni di incontro e di confronto non omologate che, almeno sino alla guerra, erano state rappresentate dai Littoriali".
  2. ^ “Troppo spesso, ancora oggi, non si comprende il valore decisivo che ha avuto e avrà nella vita italiana l'unità antifascista […] l'unità antifascista è stata qualcosa di più e di diverso della semplice somma delle forze dei partiti antifascisti, l'unità antifascista ha avuto e ha la funzione di portare all'unificazione di tutto il popolo, di tutta la nazione nella lotta, ancora in corso, per la pace, il pane e la libertà. L'influenza esercitata sul popolo italiano dai CLN (cioè dagli organi nei quali più pienamente si è finora espressa l'unità antifascista) è stata indubbiamente di molto superiore alla somma delle influenze che ogni singolo partito della coalizione esercita”: L. Lombardo Radice, Fascismo e anticomunismo, Torino, 1946, p. 48.
  3. ^ Si veda Alexander Höbel, Il Pci di Luigi Longo (1964-1969), Napoli, Esi, 2010 (collana Insmli), pp. 62-64.
  4. ^ Sergio, Marialuisa-Lucia, Politica italiana e diplomazia vaticana nella Polonia del Card. Wyszyński, Storia e problemi contemporanei : 60, 2, 2012, p. 107 (Bologna : CLUEB, 2012).
  5. ^ Franco Ferrarotti ricorda che "un marxista come Lucio Lombardo Radice" disse una volta: «il nostro marxismo è imbevuto di idealismo»: Ferrarotti, Franco, Cesare Pavese e la rinascita della sociologia italiana nel secondo dopoguerra, Critica sociologica : 184, 4, 2012, Pisa : Fabrizio Serra, 2012.
  6. ^ Santagata, Alessandro. Invece dei missili : i cattolici e la profezia della pace : dalla campagna per il Vietnam alla protesta di Comiso, Italia contemporanea : 276, 3, 2014, p. 438 (Milano : Franco Angeli, 2014) ricorda che l'appello per l'organizzazione della marcia del 24 ottobre 1981 fu "lanciato da esponenti di primo piano del Pci (Tom Benetollo, Lucio Lombardo Radice) e dalla rivista “Com-Nuovi tempi”, vicina all'area dei Cristiani per il socialismo. Il testo era firmato da Pax Christi, Movimento cristiano della pace e da organizzazioni non religiose e partitiche".
  7. ^ Biacino, Loredana, Temi generali nell'opera di Luca Valerio, Bollettino di storia delle scienze matematiche : XXX, 2, 2010,
  8. ^ V. Minori giustizia : rivista interdisciplinare di studi giuridici, psicologici, pedagogici e sociali sulla relazione fra minorenni e giustizia. I TRIMESTRE, 2008 Milano : Franco Angeli, 2008.
  9. ^ "Un pedagogista comunista, pur così aperto all'innovazione come Lucio Lombardo Radice (...) difendeva polemicamente l'esigenza del rigore nello studio contro ogni visione ludica della scuola e l'esigenza della concentrazione personale contro le sperimentazioni empiriche «di gruppo»: Viteritti, Assunta [a cura di]. Le competenze a scuola : una controversia culturale, Scuola Democratica : Learning for Democracy : 2, 2011 (Milano : Guerini, 2011).
  10. ^ Rassegna storica toscana : LVII, 1, 2011 (Firenze : L.S. Olschki, 2010), pagina 92, nota 30
  11. ^ “[. . . ] Giocare bene significa avere gusto per la precisione; amore per la lingua, capacità di esprimersi con linguaggi non verbali; significa acquisire insieme intuizione e razionalità, abitudine alla lealtà e collaborazione”: dalla prefazione di L. Lombardo Radice a Fabio Caon, Sonia Rutka, La lingua in gioco. Attività ludiche per l'insegnamento dell'italiano, L2, Guerra, Perugia 2004, p. 8.
  12. ^ Medicina & storia : rivista di storia della medicina e della sanità : 11, 21/22, 2011 Firenze : Firenze University Press, 2011.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola e della cultura - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola e della cultura
— Roma, 2 giugno 1982.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucia Bruno (a cura di), L'impegno culturale e pedagogico di Giuseppe e Lucio Lombardo Radice, Catania, C.U.E.C.M., 1987.
  • AA.VV., Fascicolo commemorativo di Riforma della Scuola, 1983, 1.
  • Mario Proto, Lucio Lombardo Radice e la linea laica della non violenza, Lacaita, 1991.
  • Antonia Criscenti Grassi, Educare alla democrazia. Pedagogia e politica in Lucio Lombardo Radice e Dina Bertoni Jovine, Acireale-Roma, Bonanno, 2005. ISBN 88-7796-190-2.
  • Gaetano G. Perlongo, Lucio Lombardo Radice, a vent'anni dalla morte, "la Notizia", Palermo, n. 3, 7 dicembre 2002.
  • Albertina Vittoria, Piervittorio Ceccherini, LOMBARDO RADICE, Lucio, in Dizionario biografico degli italiani, LXV, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN64000297 · LCCN: (ENn79018679 · SBN: IT\ICCU\CFIV\012177 · ISNI: (EN0000 0001 1067 4146 · GND: (DE11918298X · BNF: (FRcb11886811n (data)