Arturo Carlo Jemolo

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« Questa verbosità della Costituzione, questo frequente ricorso a formule vaghe riverberano su tutta la Carta una nota di indeterminatezza, di pressappochismo che certo non le giova »

(C. A. Jemolo riguardo alla Costituzione Italiana[1])
Arturo Carlo Jemolo

Arturo Carlo Jemolo (Roma, 17 gennaio 1891Roma, 12 maggio 1981) è stato un giurista e storico italiano.

Cattolico-liberale (o meglio "liberal-cattolico"), impegnato in sostegno della laicità dello Stato, i suoi interventi hanno suscitato echi e consensi; sul terreno giuridico sono particolarmente rilevanti i contributi di diritto ecclesiastico; su quello storiografico restano fondamentali gli studi su Stato e Chiesa nell'Italia unita[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Luigi Jemolo, siciliano di Ragusa, fu ragioniere di prefettura a Siracusa, poi funzionario al Ministero della Marina a Roma. La madre Anna Adele Sacerdoti, figlia di Leone Sacerdoti e di Marietta Momigliano, piemontese di Ceva, fu insegnante elementare, e faceva parte della vasta famiglia Momigliano di religione ebraica a cui appartennero Attilio, Felice e Arnaldo; si convertì al cattolicesimo in tarda età; sposata con il rito civile, fece battezzare il figlio a sette anni, dopo la morte della propria madre[3].

A Roma Jemolo frequentò le ultime classi elementari alla scuola di via Gesù e Maria (la madre lo aveva preparato in casa per prima e seconda) e il ginnasio all'E.Q. Visconti. Sul finire del 1905, dopo la morte del padre non ancora quarantenne, si trasferì a Torino dove seguì le ultime due classi liceali al liceo classico V. Alfieri[3]. Tra gli insegnanti ebbe l'italianista Luigi Piccioni e il filosofo Piero Martinetti[3].

Nel 1907 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all'Università di Torino: tra i docenti ebbe Achille Loria, Gian Pietro Chironi, Luigi Einaudi (al quale lo legò poi una lunga amicizia), Federico Patetta, Gaetano Mosca e Francesco Ruffini, con il quale preparò e discusse una tesi di diritto ecclesiastico (La questione della proprietà ecclesiastica nel Regno di Sardegna e nel Regno d'Italia, 1848-1888), laureandosi con 110, lode e dignità di stampa, l'11 luglio 1911[3]. Nel periodo universitario frequentò, presso la facoltà di lettere, anche i corsi di Arturo Graf, Arturo Farinelli, Pietro Toesca, Giovanni Vidari[3].

Fu poi professore di diritto ecclesiastico nelle università di Sassari dal 1920, a Bologna, alla Cattolica di Milano e a Roma dal 1933 fino al 1961.[2] Nonostante le origini ebraiche da parte materna (un suo zio era stato anche rabbino di Bologna), durante la dittatura fascista prestò Giuramento di fedeltà al Fascismo nel 1931.[4]

Durante il periodo dell'occupazione nazista ospitò nella propria casa romana la famiglia di Mario e Giorgio Falco, amici ebrei. Per questo motivo il suo nome, assieme a quello della moglie Adele Morghen, e della figlia Adele Maria, è iscritto tra i giusti tra le nazioni a Yad Vashem.

Come giurista, fin dalla prima produzione, si preoccupò di dare al diritto ecclesiastico carattere di disciplina rigorosamente giuridica, che astraesse da considerazioni ideologiche, e di tenere nettamente separato il diritto della Chiesa cattolica da quello dello Stato (trattato come un ramo del diritto pubblico): in questa ottica dev'essere considerata la sua opera Chiesa e Stato negli ultimi cento anni (1948, Premio Viareggio).

Amava definirsi "liberal-cattolico", appellativo riservato a chi «per intensa che sia la sua fede o la sua pratica, pensi secondo schemi della società civile, dia gran posto nelle sue preoccupazioni alle strutture statali; a chi, ad esempio, riconoscesse che nella sua formazione avessero agito eminentemente uomini del mondo laico: Martinetti e Croce, Ruffini ed Einaudi» [5]. Celebre è l'espressione di Jemolo utilizzata per rivendicare l'autonomia della famiglia, da posizioni cattolico-liberali, nei confronti delle ingerenze dello stato fascista: la famiglia è una «isola che il mare del diritto deve solo lambire»[6].

Dal 1946 fu socio nazionale dell'Accademia dei Lincei[7]. Collaboratore delle testate Il Mondo di Mario Pannunzio e Il Ponte di Piero Calamandrei [8]; il primo e il due maggio 1954 partecipò a Roma al primo Convegno nazionale massonico dei professori e docenti universitari[9]. Fu inizialmente vicino al Partito d'Azione e fu, dal 1945 al 1946, il primo presidente della RAI [8]. Sostenitore dell'alleanza Partito Repubblicano-Partito Radicale nelle elezioni del 1958 (Giovanni Spadolini chiese la sua nomina a senatore a vita), negli ultimi anni della sua vita fu collaboratore ed editorialista de La Stampa [8] e consigliere politico molto ascoltato in Vaticano.

Il 17 gennaio 1991, con una cerimonia promossa dal consiglio regionale della regione Lazio è stato celebrato a Roma (in Campidoglio) il centenario della nascita di Arturo Carlo Jemolo. In tale occasione è stata annunciata la costituzione dell'Istituto regionale di studi giuridici del Lazio Arturo Carlo Jemolo.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La questione della proprietà ecclesiastica nel Regno di Sardegna e nel Regno d'Italia durante il quarantennio 1848-1888. Torino, Tipo-litografia Bono, 1911.
  • Stato e Chiesa negli scrittori politici italiani del Seicento e del Settecento, Milano, F. Bocca, 1914[2].
  • L'amministrazione ecclesiastica. Milano, Società editrice libraria, 1916.
  • Il partito cattolico piemontese nel 1855 e la legge sarda soppressiva delle comunità religiose. Casale, Tip. Bellatore e Bosco, 1919.
  • Crispi, Firenze, Vallecchi, 1922[2].
  • Storia antica. Firenze, Vallecchi, 1924.
  • Storia medievale. Firenze, Vallecchi, 1926.
  • Dal 1558 ad oggi. Firenze, Vallecchi, 1926.
  • Il giansenismo in Italia prima della rivoluzione, Bari, Laterza, 1928[2].
  • Lezioni di diritto costituzionale. Bologna, Gruppo Universitario Fascista Giacomo Venezian, 1930.
  • La questione romana. Milano, Ist. per gli Studi di Politica Internazionale, 1938.
  • Il matrimonio (nel Trattato di diritto civile italiano diretto da F. Vassalli), 1937[2][11].
  • Per la pace religiosa in Italia. Firenze, La Nuova Italia, 1944.
  • Corso di diritto ecclesiastico: 1944-1945. Roma, Tip. Universitaria, 1946.
  • Chiesa e stato in Italia negli ultimi cento anni. Torino, Einaudi, 1948[2].
  • Italia tormentata (1946-1951): saggi. Bari, Laterza, 1951[2].
  • La crisi dello Stato moderno, Bari, Laterza, 1954[2].
  • Lezioni di diritto ecclesiastico. Milano, Giuffrè, 1959.
  • Società civile e società religiosa: 1955-1958. Torino, Einaudi, 1959[2].
  • Libera Chiesa in libero Stato (in Cavour 1861-1961 di Aa. Vv.), Torino, 1961[2][12].
  • Lo sperpero del pubblico denaro. (Jemolo ed altri). Milano, Giuffrè, 1965.
  • Scritti vari di storia religiosa e civile. Milano, Giuffrè, 1965.
  • Costume e diritto, Vicenza, Neri Pozza Editore, 1968[2].
  • Anni di prova. Vicenza, Neri Pozza, 1969.
  • Premesse ai rapporti tra Chiesa e Stato. Milano, Giuffrè, 1969.
  • Il dramma di Manzoni. Firenze, Le Monnier, 1973.
  • La questione della proprietà ecclesiastica nel Regno di Sardegna e nel Regno d'Italia 1848-1888, Bologna, 1974 (riedizione della tesi di laurea)[2][13].
  • Gli uomini e la storia. Roma, Studium, 1978.
  • Questa repubblica: dal '68 alla crisi morale. Firenze, Le Monnier, 1981.
  • Tra diritto e storia: (1960-1980). Milano, Giuffrè, 1982.
  • Scherzo di Ferragosto. Roma, Editori Riuniti, 1983.
  • Figli e padri. Roma, Studium, 1984, ISBN 88-382-3486-8.
  • Anni di prova. Firenze, Passigli, 1991, ISBN 88-368-0186-2.
  • Chiesa e stato in Italia dalla unificazione agli anni settanta. Torino,Einaudi, 1995, ISBN 88-06-04432-X.
  • Che cos'e la Costituzione. Roma, Donzelli, 1996, ISBN 88-7989-257-6.
  • Il malpensante (a cura di Bruno Quaranta), Aragno, 2011, ISBN 978-88-8419-512-8[2].
  • Al Convegno dei cinque (a cura di Paolo Valbusa). Roma, Storia e Letteratura, 2013.

Biblioteca personale[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca di Scienze sociali dell'Università degli studi di Firenze conserva il Fondo Jemolo[14], comprendente monografie, opuscoli, inventari su argomenti connessi alla storia, la storia delle religioni, il diritto ecclesiastico e canonico, la storia dei rapporti fra Stato e Chiesa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. C. Jemolo, Tra diritto e storia (1960-1980), A. Giuffrè. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Arturo Carlo Jemolo nell'Enciclopedia Treccani, treccani.it. URL consultato il 28 marzo 2011.
  3. ^ a b c d e JEMOLO, Arturo Carlo, su www.treccani.it. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  4. ^ Simonetta Fiori, I professori che dissero "NO" al Duce . In: La Repubblica, 16 aprile 2000
  5. ^ Jemolo, l'umiltà della virtù civile articolo di Corrado Stajano, Corriere della Sera, 10 agosto 2011, p. 37, Archivio storico.
  6. ^ Arturo Carlo Jemolo, La famiglia e il diritto, in Annali del seminario giuridico dell'Università di Catania, II, nº 38, 1948.
  7. ^ Jèmolo, Arturo Carlo, su www.treccani.it. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  8. ^ a b c Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani. Riferimenti in Collegamenti esterni.
  9. ^ Aldo M. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Milano, Bompiani, 1992, p. 711.
  10. ^ La motivazione ufficiale
  11. ^ La Civiltà cattolica, La Civiltà Cattolica, 1º gennaio 1977. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  12. ^ Faustino De Gregorio, Per una storia dei rapporti tra Stato e Chiesa: considerazioni generali sul cattolicesimo liberale dell'Ottocento : profili storico-giuridici, Aracne, 1º gennaio 2001, ISBN 978-88-7999-294-7. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  13. ^ Angelo Manfredi e Giacomo Martina, Vescovi, clero e cura pastorale: studi sulla diocesi di Parma alla fine dell'Ottocento, Gregorian Biblical BookShop, 1º gennaio 1999, ISBN 978-88-7652-835-4. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  14. ^ Fondo Carlo Jemolo, su Università degli studi di Firenze. Biblioteca di Scienze sociali. URL consultato il 20 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Spadolini (a cura di). Jemolo, testimone di un secolo. Firenze, Le Monnier, 1981.
  • Giovanni Spadolini. La mia amicizia con A.C. Jemolo: con trentadue lettere inedite del periodo 1969-1981 e frammenti di discussione in materia di revisione del Concordato. Roma, Grafica Editrice romana, 1992.
  • Accademia nazionale dei lincei. Giornata lincea nel centenario della nascita di Arturo Carlo Jemolo: Roma, 18 dicembre 1991. 1993.
  • Istituto regionale di studi giuridici del Lazio Arturo Carlo Jemolo. Arturo Carlo Jemolo: giurista, storico, scrittore, giornalista. Città di Castello, Delta grafica, 1993.
  • Cassandro Giorgia (a cura di). Arturo Carlo Jemolo: vita ed opere di un italiano illustre. Napoli, Jovene, 2008.
  • Paolo Valbusa I pensieri di un malpensante. Jemolo e trentacinque anni di vita repubblicana, Venezia, Marsilio, 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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