Giusti tra le nazioni

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«Chi salva una vita, salva il mondo intero.»

(Talmud)
La stele all'ingresso del Giardino dei Giusti dello Yad Vashem di Gerusalemme

Il termine Giusti tra le nazioni (in ebraico: חסידי אומות העולם?, Chasidei Umot HaOlam) è stato utilizzato, dopo la seconda guerra mondiale, per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah. È inoltre un'onorificenza conferita dal Memoriale ufficiale di Israele, Yad Vashem fin dal 1962, a tutti i non ebrei riconosciuti come "Giusti".

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Gentile giusto è utilizzato nella tradizione ebraica per indicare i non ebrei che hanno rispetto per Dio. Nella tradizione ebraica, infatti, le numerose norme e precetti contenute nella Torah, nella Mishnah, nella Gemara e nelle Halacha, devono essere rispettate esclusivamente dagli ebrei, che sono tenuti a rispettare il patto che i loro antenati hanno stipulato con Dio. Al confronto delle 613 mitzvot che gli ebrei devono rispettare, i non ebrei sono soltanto tenuti a rispettare i principi etici contenuti nelle leggi noachiche: non uccidere, non commettere adulterio, avere un tribunale (un ordinamento legislativo e giudiziario), e così via.

La leggenda dei 36 giusti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Talmud, ogni generazione conosce 36 lamedvavnikim, ossia 36 uomini dalla cui condotta dipende il destino dell'umanità. Secondo la tradizione svolgerebbero lavori umili e verrebbero sostituiti dopo la morte: eserciterebbero il loro potere quando su Israele incombe una minaccia, per poi scomparire dopo averla eliminata.[1]

Significato moderno e requisiti di nomina[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto nazista in tedesco e polacco, che minacciava di morte i polacchi che avessero aiutato gli ebrei. La minaccia di morte per tutti coloro che prestavano aiuto agli ebrei era nota in tutte le nazioni sotto l'influenza del Terzo Reich

Nel 1963[2], una commissione guidata dalla Corte Suprema di Israele ha ricevuto l'incarico di conferire il titolo onorifico di Giusto tra le nazioni. La Commissione, composta da 35 membri, è formata da personalità pubbliche volontarie, da professionisti e da storici, molti dei quali sono essi stessi dei sopravvissuti. La Commissione è presieduta da un ex giudice della Corte Suprema: Moshe Landau (dal 1963 al 1970), Moshe Bejski (dal 1970 al 1995), Jakov Maltz (dal 1995).

Per svolgere il proprio compito la Commissione segue criteri meticolosi ricercando documentazione e testimonianze che possano avvalorare la natura dell'aiuto prestato dai salvatori - Fonte: I Giusti fra le Nazioni nei tempi bui dell’eclissi della Ragione (pp. 2,3), di Moshe Bejski, Presidente della Commissione dei Giusti dal 1970 al 1995 Le regole nel dettaglio per designare un Giusto sono:

  • l’atto di salvataggio deve essere stato effettuato da un non ebreo nei confronti di un ebreo;
  • deve essere un atto che abbia evitato a uno o più ebrei il pericolo di morte immediata o la deportazione in campi di concentramento;
  • il salvatore deve aver rischiato la propria vita per salvare uno o più ebrei;
  • il salvatore non deve averne tratto alcun vantaggio, né di natura economica né di altro genere, né immediato né futuro.

La Commissione prende inoltre in considerazione:

  • i rapporti specifici tra salvatore e salvato;
  • le condizioni del paese o della zona in cui avvennero i fatti;
  • il periodo storico in cui ciò accadde;
  • e, tutti gli elementi in grado di evidenziare le caratteristiche di eccezionalità dell’azione del salvatore rispetto a un normale comportamento di aiuto al prossimo (degno comunque di rispetto).

L'onorificenza[modifica | modifica wikitesto]

Attestato di Giusto tra le nazioni.
Medaglia del Giusto tra le nazioni.

Chi viene riconosciuto Giusto tra le nazioni viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d'onore e il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme. A ogni Giusto tra le nazioni viene dedicata la messa a dimora di un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Dagli anni novanta tuttavia, poiché il Monte della Rimembranza è completamente ricoperto di alberi, il nome dei giusti è inciso sul Muro d'Onore eretto a tale scopo nel perimetro del Memoriale.

La cerimonia di conferimento dell'onorificenza si svolge solitamente presso il museo Yad Vashem alla presenza delle massime cariche istituzionali israeliane, ma si può tenere anche nel paese di residenza del Giusto se egli non è in grado di muoversi.

Ai Giusti tra le nazioni, inoltre, viene conferita la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele.

Alla data del 1º gennaio 2020 sono stati riconosciuti da Yad Vashem 27 712 Giusti tra le nazioni di 51 diversi paesi[3].

Oltre ai benefici onorifici i Giusti tra le nazioni possono ricevere anche una sorta di pensione e aiuto economico se si trovano in difficoltà finanziarie, godono dell'assistenza sanitaria dello Stato di Israele e, se residenti in Israele, hanno diritto a una pensione.

In Italia le indagini preliminari per il riconoscimento dei Giusti tra le nazioni vengono svolte dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano.

I Giusti tra le nazioni per nazionalità e paese d'origine[modifica | modifica wikitesto]

Quello che segue è un l'elenco di Giusti tra le nazioni secondo la nazionalità o l'origine etnica, aggiornato al 1º gennaio 2020[3]. La fonte è il database ufficiale dell'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, che include i nominativi solo dopo un lungo lavoro di verifica storica delle testimonianze pervenute[4]. Il numero di Giusti per nazionalità è fisiologicamente soggetto a notevoli differenze perché la densità di popolazione ebraica era variabile di nazione in nazione: poteva per esempio andare dal 10,5% polacco ai pochi decimali di punto italiani o norvegesi.

Classifica Paese d'origine Numero di Giusti tra le nazioni
1 Polonia Polonia 7.112
2 Paesi Bassi Paesi Bassi 5.851
3 Francia Francia 4.130
4 Ucraina Ucraina 2.659
5 Belgio Belgio 1.767
6 Lituania Lituania 916
7 Ungheria Ungheria 869
8 Italia Italia 734
9 Bielorussia Bielorussia 669
10 Germania Germania 638
11 Slovacchia Slovacchia 615
12 Grecia Grecia 357
13 Russia Russia 215
14 Serbia Serbia 139
15 Lettonia Lettonia 138
16 Croazia Croazia 120
17 Rep. Ceca Repubblica Ceca 119
18 Austria Austria 112
19 Moldavia Moldavia 79
20 Albania Albania 75
21 Romania Romania 69
22 Norvegia Norvegia 67
23
Svizzera Svizzera Bosnia ed Erzegovina Bosnia
49
25 Armenia Armenia 24
26
Danimarca Danimarca[5][6] Regno Unito Regno Unito
22
28 Bulgaria Bulgaria 20
29 Slovenia Slovenia 15
30
Macedonia del Nord Macedonia del Nord Svezia Svezia
10
32 Spagna Spagna 9
33 Stati Uniti Stati Uniti 5
34
Estonia Estonia Portogallo Portogallo
3
36
Brasile Brasile Cile Cile Indonesia Indonesia
Cina Cina Perù Perù
2
41
Cuba Cuba Ecuador Ecuador Egitto Egitto
El Salvador El Salvador Georgia Georgia Giappone Giappone
Lussemburgo Lussemburgo Montenegro Montenegro Vietnam Vietnam
Turchia Turchia Irlanda Irlanda
1
Totale 27.712

A gennaio 2020, i Giusti tra le nazioni riconosciuti da Yad Vashem erano 27.712[7], 734 di questi sono italiani. L'Italia[8] è oggi l'ottava nazione per maggior numero di "Giusti" certificati dalla commissione preposta dall'Ente nazionale per la Memoria della Shoah[9] di Gerusalemme.

Dai Giusti tra le Nazioni ai Giusti dell'Umanità[modifica | modifica wikitesto]

La onlus italiana Gariwo, la foresta dei Giusti - presieduta da Gabriele Nissim - ha proposto negli anni 2000 l'universalizzazione del concetto di Giusto per comprendere le figure esemplari non solo della Shoah, ma di tutti i genocidi.

Da questo sono scaturite due ricorrenze: la Giornata europea dei Giusti, istituita nel 2012 dal Parlamento europeo[10], e la Giornata in memoria dei Giusti dell'umanità, approvata nel dicembre 2017 dal Parlamento italiano[11] come solennità civile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La leggenda dei 36 giusti, su lalocuzionedianassimandro.it. URL consultato l'11 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2012).
  2. ^ Operatività della Commissione di "Giusti fra le Nazioni"
  3. ^ a b Names of Righteous by Country, su yadvashem.org. URL consultato il 27 Gennaio 2021.
  4. ^ Statistiche dei Giusti fra le Nazioni aggiornato a gennaio 2016 Archiviato il 13 ottobre 2016 in Internet Archive.
  5. ^ Per loro richiesta, i membri del movimento di resistenza danese (Modstandsbevægelsen) che parteciparono alle azioni di soccorso e di salvataggio sono considerati un unico gruppo.
  6. ^ Vedi: About statistics Archiviato il 13 ottobre 2016 in Internet Archive.
  7. ^ Nomi dei giusti tra le nazioni, su yadvashem.org. URL consultato il 27 Gennaio 2021.
  8. ^ Giusti tra le nazioni riconosciuti da Yad Vashem al 1 Gennaio 2020 - Italia (PDF), su yadvashem.org. URL consultato il 27 Gennaio 2021.
  9. ^ Definizione di Yad Vashem secondo il sito ufficiale del Memoriale in lingua italiana, su yadvashem.org.
  10. ^ La Dichiarazione scritta n.3/2012 che istituisce la Giornata dei Giusti, su europarl.europa.eu.
  11. ^ La legge del Parlamento italiano che istituisce la Giornata dei Giusti dell'umanità, su gazzettaufficiale.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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