Campo di sterminio di Majdanek

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Coordinate: 51°13′13.17″N 22°36′00.25″E / 51.220325°N 22.60007°E51.220325; 22.60007

Majdanek (denominato nei carteggi delle SS e conosciuto anche come KL Lublin[1]) è una località situata a circa quattro chilometri ad est di Lublino in Polonia, diventata tristemente nota per il campo di concentramento istituito dai nazisti nel settembre del 1941[2]. Trasformato in una fase successiva in campo di sterminio, si calcola che almeno 360.000 persone trovarono la morte[3]. Il campo durò fino al 22 luglio del 1944[4] quando per la rapida avanzata dell'Armata Rossa venne frettolosamente smantellato dai nazisti e subito dopo liberato dai sovietici. La fuga repentina delle SS e la mancata organizzazione del comandante Anton Thernes[5] che non provvidero in tempo alla distruzione delle infrastrutture e di altre prove che avrebbero potuto dimostrare i loro crimini di guerra, fecero di Majdanek il primo[6] campo scoperto e liberato dagli alleati[7], oltre che il campo di concentramento e sterminio meglio conservato della Shoah[8] grazie anche alla «decisione molto precoce (autunno 1944) di conservare [l'area di Majdanek] a documentazione e monito delle violenze nazifasciste»[9].

Majdanek uno dei sei centri di sterminio, secondo la nomenclatura adottata dallo storico Raul Hilberg[10]
veduta del campo di concentramento di Majdanek

Storia del campo[modifica | modifica wikitesto]

Lublino 1941[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'invasione della Polonia nel 1939, la maggior parte dei 3,5 milioni di polacchi ebrei furono rastrellati e messi in ghetti di nuova costituzione da parte della Germania nazista[11], Lublino, una delle principali città polacche, ne ospitava uno[12].

Ghetto di Lublino 1941, soldati tedeschi fra la popolazione del ghetto[13]

I detenuti nel ghetto erano per lo più ebrei polacchi, anche se nel marzo 1941 un certo numero di Rom[14] fece parte della sua popolazione. Lublino doveva essere uno dei primi ghetti voluto dai nazisti nella Polonia occupata, ad essere liquidato nel programma di sterminio della Shoah[15].

Il ghetto, l'unico nel distretto di Lublino, identificato dapprima con il quartiere ebraico (Juden Wohngebiet) fu aperto il 24 marzo 1941. La ghettizzazione degli ebrei fu decisa in concomitanza dell'arrivo delle truppe della Wehrmacht che preparavano segretamente l'attacco alle postazioni sovietiche nella Polonia orientale[16].

Al momento della sua fondazione, nel ghetto c'era una popolazione di 34.000 ebrei polacchi[17] e un numero imprecisato di rom. Alla fine della guerra quasi tutti gli ebrei polacchi del ghetto erano morti. La maggior parte di loro, circa 30.000, ad un anno circa dall'apertura del ghetto, tra il 17 marzo e il 11 aprile del 1942, furono deportati nel campo di sterminio di Belzec[18]. Il restante numero degli ebrei (4.000) fu spostato dapprima nel piccolo ghetto di Majdan Tatarski (istituito nel sobborgo di Lublino), per essere poi trasferiti a pochi chilometri da Lublino, al KL Lublin ovvero, nel campo di concentramento e sterminio di Majdanek [17]

"Konzentrationslager Majdanek[modifica | modifica wikitesto]

Diversamente da molti altri campi di concentramento e sterminio nazisti, Majdanek non era un luogo nascosto in qualche remota foresta o oscurato alla vista da barriere naturali né circondato da una "zona di sicurezza". Fu fondato nell'ottobre 1941, su ordine di Heinrich Himmler, in seguito alla sua visita a Lublino nel luglio dello stesso anno. Inizialmente concepito come un campo per prigionieri di guerra, con una gestione affidata alle SS ai comandi di Karl Otto Koch, nel febbraio del 1943, fu trasformato in un imponente campo di concentramento[19]. Esteso su una superficie di 667 acri (circa 270 ettari) con 19 torri di guardia e 22 baracche per i prigionieri, il campo venne munito per tutta la sua estensione, con una doppia recinzione di filo spinato elettrificato[20].

Majdanek: da KL a campo di sterminio[modifica | modifica wikitesto]

La vita e la morte nel campo[modifica | modifica wikitesto]

Il blocco 41[modifica | modifica wikitesto]

Liquidazione, evacuazione del campo e marce della morte[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo dell' Armata Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Una revisione ufficiale (2016) della funzione del campo di Majdanek a cura dell'United States Holocaust Memorial Museum[21][modifica | modifica wikitesto]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1942, furono trasferite al campo numerose ausiliarie SS addestrate nel campo di concentramento di Ravensbrück, in Germania. Queste donne, come ad esempio Hermine Braunsteiner, divennero note per i loro atteggiamenti sadici e brutali nei confronti dei prigionieri, quando i sovietici liberarono il campo trovarono numerose prove a indizio delle atrocità commesse da questo corpo femminile; la loro ferocia sanguinaria stupì persino le SS.

Il suo nome deriva da quello di un distretto di Lublino chiamato Majdan Tatarski e fu dato nel 1941 dai residenti nei dintorni, che erano a conoscenza della sua esistenza. Il nome originale in tedesco del campo era "Konzentrationslager Lublin" (Campo di concentramento di Lublino). Fu dotato di cinque forni crematori "Reform" (modello TII) installati dalla ditta Heinrich KORI GmbH di Berlino.

All'apice della sua attività conteneva circa 50.000 prigionieri. All'inizio del 1942 furono fatti piani per espandere Majdanek fino ad una capacità di 250.000 persone. Tra l'aprile del 1942 e il luglio del 1944, si svolsero gli stermini con l'utilizzo di camere a gas e forni crematori per far sparire i corpi. Madjanek fu uno dei campi di sterminio, come Auschwitz, ad utilizzare lo Zyklon B (acido cianidrico, originariamente prodotto per la disinfezione dai parassiti) nelle sue camere a gas. Veniva utilizzato comunque anche il monossido di carbonio.

Secondo i dati del Museo di Majdanek circa 300.000 prigionieri transitarono attraverso il campo, di cui oltre il 40% ebrei e circa il 35% polacchi. Fra le altre maggiori nazionalità dei prigionieri c'erano: bielorussi, ucraini, russi, tedeschi, austriaci, francesi, italiani e olandesi. Nel dicembre 2005, alla fine di una lunga ricerca, usando tutte le fonti possibili, lo studioso polacco Tomasz Kranz, con l'approvazione della dirigenza del Museo di Majdanek, fissa il numero dei morti in 78.000, di cui 75% ebrei. Majdanek forniva prigionieri come manodopera alla fabbrica d'armi Steyr-Daimler-Puch.

Il campo fu liquidato nel luglio 1944, ma degli impianti di sterminio, il capannone in legno del crematorio fu l'unica cosa che le SS riuscirono a incendiare, prima che arrivasse l'Armata Rossa, lasciando intatti i forni, l'enorme ciminiera e le camere a gas. Il capannone venne in seguito ricostruito e oggi il Museo del lager di Majdanek è tra i meglio preservati campi di concentramento dell'Olocausto da visitare.

Nonostante 1.000 prigionieri fossero evacuati in una marcia della morte, l'Armata Rossa trovò ugualmente migliaia di persone nel campo, principalmente prigionieri di guerra, ed evidenti tracce del massacro avvenuto. Con l'Armata Rossa che occupò la Polonia dal 1944, il campo fu riaperto come campo di transito, per imprigionarvi i soldati dell'Ak (l'Esercito Nazionale polacco). Squadre dell'NKGB (succeduto all'Nkvd dal 1944), dello SMERSH, della neonata UB (servizio di sicurezza costituito sotto controllo e supervisione sovietica) della MO (milizia popolare), e del Corpo di Sicurezza Interno (Esercito interno armato) disarmarono ed arrestarono migliaia di membri dell'Armia Krajowa che in tutta la Polonia avevano iniziato la lotta clandestina di resistenza al Comunismo.

Comandanti del campo[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi legati a Majdanek[modifica | modifica wikitesto]

I processi: Da quello di Lublino a Norimberga[modifica | modifica wikitesto]

Majdanek nella memoria[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento alle vittime di Majdanek. Nell'imponente costruzione si conservano le ceneri di molti internati che nel campo trovarono la morte. La scritta polacca che capeggia nella parte alta del monumento recita: Da noi per voi a futuro monito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ KL Lublin (1941-1944)
  2. ^ Inizio del campo nel sito di Yad Vashem
  3. ^ Majdanek nella scheda di Yad Vashem
  4. ^ Liberazione del campo nel sito di Yad Vashem
  5. ^ Su Anton Thernes nel sito dell'USHMM
  6. ^ Discovery of Concentration Camps and the Holocaust (vedi avvenimenti del 24 luglio 1944: Majdanek Concentration Camp became the first concentration camp to be liberated by Soviet troops (and the first to be liberated overall)
  7. ^ Majdanek fu in assoluto il primo campo liberato di tutto il sistema concentrazionario nazista. L'Armata Rossa giunse al campo nella notte del 22 luglio del 1944 per cui il giorno dopo, 1l 23, era già libero (il 24 secondo alcune altre fonti), ovvero circa sei mesi prima della liberazione di Auschwitz il 27 gennaio 1945 - La liberazione del campo in un articolo del Corriere della Sera
  8. ^ Discovery of Concentration Camps and the Holocaust (vedi avvenimenti del 24 luglio 1944: Majdanek Concentration Camp became the first concentration camp to be liberated by Soviet troops (and the first to be liberated overall)
  9. ^ Majdanek nel sito dell'ANED
  10. ^ Cartina 7, raffigurante i sei "centri di sterminio": Kulmhof (Chelmno), Treblinka, Belzec, Sobibor, Auschwitz (Oswiecim), e Lublin (Maydanek) - La distruzione degli Ebrei d'Europa, di Raul Hilberg, volume II, p.986, Einaudi, Torino 1995 e 1999, ISBN 88-06-15191-6
  11. ^ Treblinka Death Camp History in Holocaust Education & Archive Research Team
  12. ^ The Holocaust di Jack Fischel, p. 58, Greenwood Publishing Group, 1998
  13. ^ Il ghetto di Lublino che sorgeva nella stessa città polacca non è da confondersi con il KL Lublin, che fu un'altra denominazione di KL Majdanek che sorgeva a quattro chilometri dal ghetto
  14. ^ War and Genocide: A Concise History of the Holocaust, di Doris L. Bergen, p. 114, Rowman & Littlefield Publishers, ISBN 978-0742557154
  15. ^ Troubled Memory: Anne Levy, the Holocaust, and David Duke's Louisiana, di Lawrence N. Powell, p. 125, The University of North Carolina Press, 2002, ISBN 978-0807853740
  16. ^ Barbara Schwindt, Das Konzentrations - und Vernichtungslager Majdanek: Funktionswandel im Kontext der "Endlösung", di Barbara Schwindt, p. 56, Königshausen & Neumann, 2005,ISBN 3-8260-3123-7
  17. ^ a b The Holocaust di Jack Fischel, p. 58, Greenwood Publishing Group, 1998
  18. ^ Ordinary Men, di Christopher Robert Browning, PDF (vedi Arrivo in Polonia
  19. ^ Il campo di Majdanek fu per estensione il più grande campo di concentramento mai costruito. Questo significa che fu più grande anche di ogni singolo campo di Auschwitz (anche di Birkenau, ma non dell'intero suo comprensorio composto da tre campi) - Majdanek nalla scheda del l' Aktion Reinhard Camps
  20. ^ Majdanek nella scheda di Yad Vashem
  21. ^ Una revisione ufficiale della funzione del campo di Majdanek [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonella Filippi e Lino Ferracin, Deportati italiani nel lager di Majdanek, Silvio Zamorani Editore, Torino 2013, ISBN 978-88-7158-197-2
  • Italo Tibaldi, Giorni della memoria. Calendario della deportazione politica e razziale italiana nei campi di eliminazione e sterminio nazisti (1943-1944-1945), Edizione ANED-Fondazione Memoria della Deportazione, Sansepolcro 2005.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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