Jüdischer Ordnungsdienst

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Poliziotti ebrei nel ghetto di Łódź 1940
Poliziotti ebrei a Węgrów , Polonia
Polizia del ghetto ebraico nel ghetto di Varsavia, maggio 1941
Bracciale indossato dalla polizia del ghetto ebraico nel ghetto di Varsavia.

Il Jüdischer Ordnungsdienst (Servizio di Polizia Ebraica) o Jüdische Ghetto-Polizei (Polizia del Ghetto Ebraico), chiamata anche Polizia Ebraica degli Ebrei, erano le unità di polizia ausiliarie organizzate all'interno dei ghetti nazisti dai locali Judenrat (consigli ebraici).[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I membri della polizia ebraica di solito non avevano uniformi ufficiali, spesso indossavano solo un bracciale identificativo, un cappello e un distintivo, e non erano autorizzati a portare armi da fuoco, sebbene avessero in dotazione i manganelli. Nei ghetti in cui lo Judenrat era resistente agli ordini tedeschi, la polizia ebraica veniva spesso utilizzata (come riferito a Lutsk) per controllare o sostituire il consiglio.[3] Una delle più grandi unità di polizia ebraica si trovava nel ghetto di Varsavia, dove il Jüdischer Ordnungsdienst contava circa 2.500 individui, mentre il ghetto di Łódź ne contava circa 1.200 e il ghetto di Lwów 500.[4]

Anatol Chari, un poliziotto del ghetto di Łódź, nelle sue memorie descrive il suo lavoro di protezione dei depositi di cibo, di controllo dei dipendenti della panetteria e di pattuglie volte alla confisca del cibo ai residenti del ghetto; racconta il coinvolgimento dei poliziotti ebrei nella truffa delle razioni di cibo e nel costringere le donne a fornire servizi sessuali in cambio di pane.[5]

Lo storico ebreo polacco e archivista del ghetto di Varsavia Emanuel Ringelblum, ha descritto la crudeltà della polizia ebraica del ghetto come "a volte maggiore di quella dei tedeschi, degli ucraini e dei lettoni".[6] La polizia ebraica del ghetto alla fine ha condiviso lo stesso destino con tutti i suoi compagni di ghetto.

Alla liquidazione dei ghetti (1942-1943), furono uccisi sul posto o mandati nei campi di sterminio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PL) Jarkowska-Natkaniec Alicja, Jüdischer Ordnungsdienst in Occupied Kraków during the Years 1940-1945, in Scripta Judaica Cracoviensia, vol. 2013, Volume 11, 28 agosto 2013, pp. 147–160, DOI:10.4467/20843925SJ.13.013.1309, ISSN 2084-3925 (WC · ACNP).
  2. ^ Jewish Historical Institute, Polski Słownik Judaistyczny, su www.jhi.pl. URL consultato il 5 settembre 2020.
  3. ^ Judischer Ordnungsdienst, su motlc.learningcenter.wiesenthal.org, Simon Wiesenthal Center. URL consultato il 14 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2009). Ospitato su Museum of Tolerance.
  4. ^ Raul Hilberg: The Destruction of the European Jews, Quadrangle Books, Chicago 1961, p. 310.
  5. ^ Chari Anatol, Podczłowiek. Wspomnienia członka Sonderkommanda., Świat Książki, ISBN 978-83-7799-523-5.
  6. ^ Collins Jeanna R., Am I a Murderer?: Testament of a Jewish Ghetto Policeman (review), su academic.kellogg.edu, Kellogg Community College. URL consultato il 13 gennaio 2008. Ospitato su Mandel Fellowship Book Reviews.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Anonymous, The Clandestine History of the Kovno Jewish Ghetto Police, Indiana University Press, 2014, ISBN 978-0-253-01283-8.
  • A Jewish Policeman in Lwow An Early Account, 1941-1943 Ben Z. Redner Translator: Jerzy Michalowicz (2015) ISBN 978-965-308-504-6

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