Degli ebrei e delle loro menzogne

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Pagina del titolo di Martín Lutero Degli ebrei e delle loro menzogne. Wittenberg, 1543

Degli ebrei e delle loro menzogne (tedesco: Von den Jüden und iren Lügen; in ortografia moderna Von den Juden und ihren Lügen) è un trattato antisemita del 1543 scritto da Martin Lutero. L'opera contiene complessivamente circa 65 000 parole.

L'atteggiamento di Lutero per gli ebrei cambiò nel corso della sua vita. Prima del 1537 cercò di convertire gli ebrei al luteranesimo (cristianesimo protestante) ma non conseguì nessun risultato degno di merito. Dopo quella data incoraggiò a perseguitare gli ebrei.[1]

In questo trattato dichiarò che le scuole (yeshivá) e sinagoghe ebree dovevano essere bruciate, che i libri di preghiera (sidur) dovevano essere distrutti, che bisognava proibire la predicazione ai rabbini, che le case degli ebrei andavano incendiate e che le fortune in loro possesso andavano confiscate. Non andava mostrata né compassione né bontà per loro, non si gli doveva offrire protezione legale e "questi velenosi vermi avvelenati" dovevano essere mandati ai lavori forzati o espulsi.[2][3][4] Anche il loro omicidio viene giustificato: "[Abbiamo] la colpa di non ucciderli".[5]

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Nel trattato Lutero definisce gli ebrei "la base della prostituzione popolare", dato che "non sono il popolo di Dio e per legge devono essere considerati come immondizia".[6] e consiglia ai protestanti di intraprendere sette azioni contro di loro:

  1. Incendiare le scuole e sinagoghe ebree e avvertire la gente sulla loro presenza;
  2. Non permettere che gli ebrei siano proprietari di case di cristiani;
  3. Rimuovere le scritture religiose ebree;
  4. Negare ai rabbini il diritto di predicare;
  5. Non offrire protezione agli ebrei nelle strade[non chiaro];
  6. Che la pratica dell'usura sia loro vietata e che siano loro confiscati tutti i beni in oro e argento; se un ebreo è effettivamente convertito gli può essere dato sostegno
  7. Fornire agli ebrei giovani e forti fruste, asce, pale e mandrini, in modo che si guadagnino il pane lavorando.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Luther, Martin", Jewishencyclopedia.com.
  2. ^ Michael, Robert. "Luther, Luther Scholars, and the Jews," Encounter 46:4, (Autumn 1985), p. 342.
  3. ^ Michael, Robert. "Luther, Luther Scholars, and the Jews," Encounter 46:4, (Autumn 1985), p. 343.
  4. ^ Luther, Martin. On the Jews and Their Lies, Luthers Werke. 47:268–271; Trans. Martin H. Bertram, in Luther's Works. (Philadelphia: Fortress Press, 1971).
  5. ^ Luther, Martin. On the Jews and Their Lies, cited in Michael, Robert. "Luther, Luther Scholars, and the Jews," Encounter 46 (Autumn 1985) Non. 4:343–344.
  6. ^ Luther, Martin. On the Jews and Their Lies, 154, 167, 229, cited in Michael, Robert. Holy Hatred: Christianity, Antisemitism, and the Holocaust. New York: Palgrave Macmillan, 2006, p. 111.
  7. ^ Luther, Martin. The Jews and Their Lies, (Publisher: Christian Nationalist Crusade, 1948).