Yad Vashem

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« E per loro io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un monumento e un nome (un "Yad Vashem")[1] [...] che non sarà mai cancellato »
(Isaia 56:5)

Yad Vashem (Ebraico: יד ושם), è l' Ente nazionale per la Memoria della Shoah[2] di Israele, preposto per «documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime», nonchè di ricordare e celebrare i non ebrei di diverse nazioni «che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah» e certificati fino a maggio 2015 in circa 25.700 persone[3][4]. L'organizzazione di questi compiti è affidata alle diverse sezioni dell'ente che comprende fra l'altro: gli archivi storici, un museo, la scuola per gli studi della shoah, la corposa biblioteca, oltre che i memoriali e diversi spazi, alcuni espositivi e altri consistenti in rappresentazioni e giardini di grande valore sibolico.

Fondato il 19 agosto 1953, grazie alla Legge del memoriale approvata dal Knesset, il Parlamento Israeliano, il sito che ospita tutte le strutture del Memoriale è stato costruito sul versante occidentale del Monte Herzl ("Monte della Memoria") della foresta[5][6] di Gerusalemme, a 804 metri sul livello del mare, e su un'area di 4.200 mq[7]
Dopo il Muro del Pianto, il principale museo dedicato al ricordo dell’Olocausto[8], è il secondo sito turistico più visitato di Israele con oltre due milioni di visitatori l'anno[9].

Yad Vashem
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L'area del Memoriale nel 2013
Tipo Ebraismo, Shoah
Data fondazione 1953 - Nuovo Museo: 2005
Indirizzo Monte Herzl, Gerusalemme, Israele
Sito ufficiale

Coordinate: 31°46′27″N 35°10′32″E / 31.774167°N 35.175556°E31.774167; 35.175556

Il nome e i punti cardini dello statuto di Yad Vashem[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del Memoriale, si basa su due parole: monumento e nome, rispettivamente in ebraico "Yad" e "Shem", pronunciate da Dio nella promessa fatta nel Vecchio Testamento e riportata dal profeta Isaia (יְשַׁעְיָהוּ) in Isaia 56,5 che recita:

L'emblema di Yad Vashem

Io darò loro, nella mia casa e tra le mie mura, un monumento (yad) e un nome (shem) più che se fossero figli e figlie; io darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato. Il nome Yad Vashem significa letteralmente "un monumento e un nome"[10].

Yad Vashem è basato per statuto su un programma che prevede cinque principali classi meritevoli di commemorazióne[11]. Queste sono:

  1. I sei milioni di Ebrei uccisi dai Nazisti e dai loro collaboratori.
  2. Le Comunità Ebraiche e le loro istituzioni che sono state fatte scomparire e distrutte.
  3. Il valore e l'erosismo dei soldati e dei combattenti partigiani.
  4. I figli e le figlie del popolo Ebraico che hanno lottato per la loro dignità umana.
  5. I "Giusti tra le nazioni" che hanno rischiato le loro vite per salvare Ebrei.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

È il 1957, quando il Memoriale apre al pubblico, ovvero nove anni dopo la nascita dello Stato di Israele e circa quindici anni dopo l'Olocausto[12]. Il Memoriale è fondato su un obiettivo principe, un "dovere" cardine che ha a che fare con tutta la cultura ebraica e la sua identità: Il ricordo[13].
Un ricordo quello di Yad Vashem, non fine a se stesso e inteso come solo atto cognitivo, ma che deve implicare "azioni". Shira Magen, dell' International School for Holocaust Studies di Gerusalemme così lo spiega:

«Nella tradizione ebraica l'ordine di ricordare è categorico. Questo dovere, però, non si esaurisce con l'atto cognitivo del ricordare, ma deve essere connesso sia al suo significato, sia all'azione che esso implica. Oggi noi che abbiamo il ricordo inciso nei nostri cuori e nella nostra carne, dobbiamo passare la fiaccola della memoria alla prossima generazione. Vi tramandiamo anche la lezione fondamentale dell'ebraismo, quella per cui l'esercizio della memoria deve andare di pari passo con fini etici e morali. Questo deve essere il fondamento e il fulcro delle vostre energie per poter creare un mondo migliore.»[14]

Yad Vashem è stato ideato, realizzato, ed esiste, proprio in funzione del "Ricordo" e della "Memoria" da preservare e tramandare alle generazioni future. Memoria basata, secondo la filosofia del Memoriale su quattro principali fondamenti che implicano azioni ben precise: «commemorazione, documentazione, istruzione, ricerca e divulgazione»[15], che di fatto poi, sono i reali obiettivi dell'Ente. Questi obiettivi sono realizzati con diversi mezzi e da diversi dipartimenti concentrati nella vasta area del Memoriale.

La storia di Yad Vashem[modifica | modifica wikitesto]

L'abbozzo di un progetto per un Memoriale dedicato all'Olocausto in patria, ha radici negli anni della seconda guerra mondiale, ovvero quando agli ebrei della Palestina giungono dall'Europa i primi rapporti sulle persecuzioni e sullo sterminio sistematico del popolo ebraico.[16][17]. Nel settemmbre 1942 il nome "Yad Vashem" è fatto per la prima volta da Mordecai Shenhavi, membro del kibbutz Mishmar HaEmek in una riunione del Fondo Nazionale Ebraico[18].

Nell' agosto del 1945, l'iniziativa viene ridiscussa ed approfondita in una riunione di capi sionisti a Londra. La riunione è presieduta da David Remez, partecipano Shlomo Zalman Shragai, Baruch Zuckerman e lo stesso Mordecai Shenhavi. A febbraio 1946 Yad Vashem apre un ufficio a Gerusalemme e una filiale a Tel Aviv, e nel giugno dello stesso anno, convoca la sua prima sessione plenaria. In luglio del 1947 si tiene la Prima Conferenza sull'Olocausto presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Il 14 maggio 1948 con la dichiarazione d'indipendenza israeliana è annunciata la nascita del nuovo Stato ebraico chiamato Stato di Israele, la guerra arabo-israeliana del 1948 che ne segue porta l'organizzazione del Memoriale ad una condizione di stallo. Cinque anni dopo, però, ovvero nel 1953, il Parlamento israeliano approva all'unanimità una legge che istituisce «la fondazione Yad Vashem a Gerusalemme» e «la Autorità per la memoria dei Martiri e gli Eroi».

I lavori del Memoriale iniziano il 29 luglio 1954[19]. Il sito scelto per la costruzione del memoriale è altamente simbolico: Il monte Herzl, (in ebraico, הר הזכרון, Har HaZikaron, Monte della Memoria o del Ricordo), della foresta di Gerusalemme. Il nome del monte celebra Theodor Herzl a cui è dedicato anche un mausoleo in cima alla sommità del monte . Qui c'è anche un grande cimitero militare e le tombe di importanti personalità: padri fondatori dello Stato, politici e sionisti, fra cui lo stesso fondatore del movimento sionista Herzl, e primi ministri di Israele come Levi Eshkol, Golda Meir, Yitzhak Rabin e Menachem Begin[20]. Scendendo dal monte, la «collina orientata verso Gerusalemme», ovvero il versante occidentale, sarà il luogo destinato alla costruzione del Memoriale Yad Vashem[21].

Il 1957 quando il «Memoriale Nazionale Israeliano dell'Olocausto» apre per la prima volta i battenti al pubblico[22], per soddisfare ed assolvere il punto principale del suo statuto, quello «di commemorare l'eredità di ogni singolo Ebreo che morì per mano dei Nazional Socialisti e dei loro collaboratori»[23], concentra da subito l'attenzione sulla ricerca e la catalogazione delle testimonianze riguardanti quei morti. «Le Pagine della Testimonianza [...] conservate quali memoriali permanenti» sono ricercate presso gli stessi sopravissuti, presso i parenti o gli amici di quelle vittime[24]. Nel 1959, il Knesset sancisce, tramite una legge, Yad Vashem come istituzione pubblica[25].

Nel 1963, Yad Vashem elabora «un progetto di importanza mondiale per attribuire il titolo di Giusto tra le Nazioni a quelle persone che, non essendo di religione ebraica, si siano impegnate - a rischio della propria vita, e senza ricevere né chiedere alcun vantaggio economico - per porre in salvo le vite di ebrei durante gli anni terrobili della Shoah. A questo scopo è stata istituita un'apposita commissione, a capo della quale siede un giudice a riposo della corte suprema israeliana. È questa commissione a valutare , caso per caso; ed esaminati tutti i documenti esibiti come prova decide se ad una persona possa o meno spettare il titolo Giusto tra le Nazioni»[26]

Il nuovo Yad Vashem nel 2005[modifica | modifica wikitesto]

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Sala del Memoriale

Il museo è composto da una sala memoriale, un museo storico, una galleria d'arte, una Sala dei Nomi, un archivio, "la valle delle comunità perdute" ed un centro educativo. Presso il museo esiste un Giardino dei Giusti, dove vengono onorati i Giusti tra le nazioni che, spesso a rischio della propria vita, salvarono degli Ebrei dallo sterminio. Il museo ha una forma allungata e molto stretta la sua lunghezza misura all'incirca 108 m ma in tutto la sua superficie è di circa 4200 perché la maggior parte della struttura si trova nel sottosuolo

Un piccolo giardino ed una targa sul pavimento del museo, inoltre, sono dedicati ai cittadini di Le Chambon-sur-Lignon, località della Francia, che durante la Seconda guerra mondiale resero la propria cittadina un rifugio per gli Ebrei in fuga dal Nazismo.

Il Museo[modifica | modifica wikitesto]

La Sala dei Nomi[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola Internazionale per gli Studi della Shoah[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimento Europeo della Scuola Internazionale per gli Studi della Shoah[modifica | modifica wikitesto]

Il Giardino dei Giusti[modifica | modifica wikitesto]

L'onorificienza "Giusto tra le nazioni"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giusti tra le nazioni.

Google per Yad Vashem[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei 634 "Giusti" Italiani[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1964 al 2013 presso lo Yad Vashem risultano certificati 634 "giusti tra le nazioni" di cittadinanza italiana. Alcuni dei più noti sono:

La stele dedicata all'italiano Giorgio Perlasca allo Yad Vashem

Le personalità che lo hanno visitato[modifica | modifica wikitesto]

Regnanti[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Primi Ministri e Capi di Governo[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Su Yad Vashem
  2. ^ Definizione di Yad Vashem secondo il sito ufficiale del Memoriale in lingua italiana
  3. ^ 634 dei 25.700 "giusti" sono italiani
  4. ^ Gli scopi del Memoriale
  5. ^ La foresta fu piantata nel 1950 da parte del Fondo Nazionale Ebraico e con un finanziamento di donatori privati.
  6. ^ Storia delle costruzioni del "Fondo"
  7. ^ Yad vashem nel sito di Lager.it
  8. ^ Il principale museo dell'Olocausto
  9. ^ Le forme del cemento. Dinamicità, di Carmen Andriani, p. 38, sezione: Museo dell'olocausto Yad Vashem di Nilda Valentin, Cangemi Editore, Roma 2011, ISBN 978-88-492-2156-5 [1], [2]
  10. ^ Alla lettera: un monumento e un nome
  11. ^ Lo statuto di Yad Vashem
  12. ^ L'apertura al pubblicio a circa quindici anni dell'olocausto
  13. ^ "Il Ricordo" nella cultura ebraica
  14. ^ Il "dovere" del "Ricordo"
  15. ^ I quattro fondamenti della "memoria"
  16. ^ Una visita al museo-memoriale Yad Vashem
  17. ^ Immediatamente dopo la guerra, il Processo di Norimberga (dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946) dapprima, e i diversi processi che seguirono, come i cosiddetti dodici processi "secondari", confermarono e dimostrarono che l'orrore subito dagli ebrei fu esclusivo soprattutto per il numero di vittime implicate
  18. ^ Avishai Margalit, The Ethics of Memory, p.22, Harvard University Press, Cambridge 2002, ISBN 978-0674009417
  19. ^ Una visita al museo-memoriale Yad Vashem
  20. ^ Una visita al museo-memoriale Yad Vashem
  21. ^ Caratteristiche del sito su cui è costruito Yad Vashem
  22. ^ Dati su Yad Vashem sul Portale Ufficiale del Turismo di Gerusalemme
  23. ^ Preparazione della Giornata della Shoah, p. 7 - Documento Yad Vashem
  24. ^ Preparazione della Giornata della Shoah, p. 7 - Documento Yad Vashem
  25. ^ Yad Vashem, istituzione pubblica
  26. ^ Il Cacciatore di Giusti - Storie di non ebrei che salvaronoi figli d'Israele dalla Shoah, di Ugo Pacifici Noja e Silvia Pacifici Noja, p. 38, Effatà Editrice, Cantalupa 2010, ISBN 978-8874025688
  27. ^ Federico di Danimarca visita Yad Vashem nel 2013
  28. ^ François Tombalbaye visita Yad Vashem nel 1965
  29. ^ Luis Echeverría visita Yad Vashem nel 1975
  30. ^ Anwar al-Sadat visita Yad Vashem nel 1977
  31. ^ Richard von Weizsäcker visita Yad Vashem nel 1985
  32. ^ Bill Clinton visita Yad Vashem nel 1994
  33. ^ Emil Constantinescu visita Yad Vashem nel 2000
  34. ^ Stjepan Mesić visita Yad Vashem nel 2001
  35. ^ Horst Köhler visita Yad Vashem nel 2005
  36. ^ Vladimir Putin visita Yad Vashem nel 2005
  37. ^ Lech Kaczyński visita Yad Vashem nel 2006
  38. ^ [3], Giorgio Napolitano visita Yad Vashem nel 2008
  39. ^ George W. Bush visita Yad Vashem nel 2008
  40. ^ Nicolas Sarkozy visita Yad Vashem nel 2008
  41. ^ Christian Wulff visita Yad Vashem nel 2010
  42. ^ Ivo Josipović visita Yad Vashem nel 2012
  43. ^ Barack Obama visita Yad Vashem nel 2013
  44. ^ Tomislav Nikolić visita Yad Vashem nel 2013
  45. ^ Nikos Anastasiadīs visita Yad Vashem nel 2013
  46. ^ Juan Manuel Santos visita Yad Vashem nel 2013
  47. ^ Miloš Zeman visita Yad Vashem nel 2013
  48. ^ Goodluck Jonathan visita Yad Vashem nel 2013
  49. ^ Bronisław Komorowski visita Yad Vashem nel 2013
  50. ^ Otto Pérez Molina visita Yad Vashem nel 2013
  51. ^ Mahinda Rajapaksa visita Yad Vashem nel 2014
  52. ^ Traian Băsescu visita Yad Vashem nel 2014
  53. ^ Ollanta Humala visita Yad Vashem nel 2014
  54. ^ [4], Tage Erlander in visita a Yad Vashem nel 1962
  55. ^ Dawda Jawara visita Yad Vashem nel 1966
  56. ^ Margaret Thatcher visita Yad Vashem nel 1986
  57. ^ [5]Bob Hawke in visita a Yad Vashem nel 1987
  58. ^ John Major visita Yad Vashem nel 1990 e nel 1997
  59. ^ Costantino Mitsotakis visita Yad Vashem nel 1992
  60. ^ Sergey Tereshchenko visita Yad Vashem nel 1992
  61. ^ Adolfas Šleževičius visita Yad Vashem nel 1993
  62. ^ [6], Ivo Sanader visita Yad Vashem nel 2005
  63. ^ Angela Merkel visita Yad Vashem nel 2006
  64. ^ Mario Monti visita Yad Vashem nel 2012
  65. ^ Bidzina Ivanishvili visita Yad Vashem nel 2013
  66. ^ Enrico Letta visita Yad Vashem nel 2013
  67. ^ Antōnīs Samaras visita Yad Vashem nel 2013
  68. ^ Mark Rutte visita Yad Vashem nel 2013
  69. ^ Stephen Harper visita Yad Vashem nel 2014
  70. ^ Bohuslav Sobotka visita Yad Vashem nel 2014
  71. ^ [7], Matteo Renzi visita Yad Vashen nel 2015
  72. ^ Papa Giovanni Paolo II visita Yad Vashem nel 2000
  73. ^ Papa Benedetto XVI visita Yad Vashem nel 2009
  74. ^ L' Arcivescovo di Canterbury Justin Welby visita Yad Vashem nel 2013
  75. ^ [8], Papa Francesco visita Yad Vashem nel 2014
  76. ^ [9], Kurt Waldheim visita Yad Vashem nel 1973

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Efraim Zuroff, Yad Vashem: The holocaust martyrs 'and heroes' remembrance authority, Jerusalem, Yad Vashem Publications, Gerusalemme 1970, ASIN: B00M0NA8XE
  • (EN) Avishai Margalit, The Ethics of Memory, Harvard University Press, Cambridge 2002, ISBN 978-0674009417
  • (FR) Israel Gutman (a cura, editor-in-chief), Dictionnaire des Justes de France , Lucien Lazare in association with Librairie Artheme, Fayard, Parigi 2003
  • (EN) Israel Gutman (a cura di, editor-in-chief), Lucien Lazare, The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations: France, Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2003
  • (EN) Israel Gutman (a cura di, editor-in-chief), Sara Bender e Shmuel Krakowsk, The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations: Poland, Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2004
  • (EN) Israel Gutman (a cura di, editor-in-chief), Jozeph Michman e Bert Jan Flim, The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations: The Netherlands, Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2004
  • (EN) Israel Gutman (a cura di, editor-in-chief), Dan Michman, The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations: Belgium, Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2005
  • (DE) Daniel Fraenkel e Jakob Borut, Lexikon der Gerechten unter den Volkern: Deutsche und Osterreiche, Wallstein Verlag, Göttingen 2005
  • (EN) Bella Gutterman e Avner Shalev, To bear Witness. Holocaust Remembrance at Yad Vashem, Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2005, ISBN 965-308-248-5
  • (IT) Liliana Picciotto, Israel Gutman (a cura, editor-in-chief) e Bracha Rivlin, I Giusti d’Italia: I non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-1945 , Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2006
  • (EN) Joan Ockman, Moshe Safdie, Avner Shalev e Elie Wiesel, Yad Vashem: Moshe Safdie - The Architecture of Memory, Yad Vashem Publications - Lars Müller Publishers, Gerusalemme - Zurigo 2006, ISBN 978-9653084032
  • (EN) Israel Gutman (a cura, editor-in-chief), The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations: Europe (Part I) and Other Countries, (nazioni: Austria, Brasile, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Regno Unito, Ungheria, Italia, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Stati Uniti d'America), Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2007
  • (EN) Israel Gutman (a cura, editor-in-chief), The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations: Europe (Part II), (nazioni: Albania, Bielorussia, Bulgaria, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Romania, Russia, Ucraina e Yugoslavia), Yad Vashem Publications, Gerusalemme 2007
  • (EN) The Encyclopedia of the Righteous Among the Nations, 2 volumi, supplemento 2000-2005, Avraham Milgram Editore, Gerusalemme 2010, 2011
  • (EN) Yad Vashem Studies. Vol.41/2, Edizioni Yad Vashem, Gerusalemme 2013, ISBN 978-3835315105

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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