Cammino di Santiago di Compostela

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Cammino di Santiago di Compostela
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Localizzazione
Stati Francia Francia
Spagna Spagna
Portogallo Portogallo
Percorso
Tipo sentiero
Arrivo Santuario di Santiago di Compostela
Aspetti escursionistici

Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui ci sarebbe la tomba dell'Apostolo Giacomo il Maggiore.

Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Si tratta grossomodo (a seconda del sentiero e dell'allenamento) di un percorso di 800 km per la durata di 1 mese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

J. Bosch, Hl. Jacobus von Compostela

Il Cammino di Santiago di Compostela è intimamente legato alla presenza della tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo. Anche se Giacomo è morto in Palestina, come scritto negli Atti degli Apostoli (At12,1-2), la Legenda Aurea racconta:

« San Giacomo il Maggiore dopo l'ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all'estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell'anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fanno sì che della tomba dell'apostolo si perdano memoria e tracce. Nell'anno 813 l'eremita Pelagio (o Pelayo), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:"Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé". »

Per questo motivo si pensa che la parola Compostela derivi da Campus Stellae (campo della stella) o da Campos Tellum (terreno di sepoltura).

Alfonso II il Casto (789-842), re delle Asturie e della Galizia, ordinò la costruzione sul posto di un tempio, i monaci benedettini nell'893 vi fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia, poi da tutta l'Europa.

Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II di León. Fu però il vescovo Diego Xelmírez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale, iniziata nel 1075, ed arricchendola con numerose reliquie.

L'icona di Santiago Matamoros[modifica | modifica wikitesto]

Interpretazione di Giacomo il Maggiore come Santiago Matamoros (ossia Ammazza mori). Giovanni Battista Tiepolo (Museo di belle arti, Budapest). Raffigurato con il mantello del suo ordine.

Nella tradizione popolare e nell'iconografia di san Giacomo – soprattutto ispanica – è potente la figura del Matamoros, alfiere celeste, intercessore e vessillo della ribellione della Spagna al dominio islamico.

Profondamente intrecciata alla devozione popolare, infatti, si fece strada la particolare devozione iacobeada, principalmente sostenuta da parte del monachesimo cluniacense e dettagliatamente documentata nel Codex calixtinus, che faceva di Santiago il pilastro divino della riconquista dell'Europa meridionale dal dominio degli invasori musulmani – devozione che i numerosi pellegrini veicolarono in tutto il continente cristiano, facendo di san Giacomo una sorta di protettore dei cristiani dalle scorrerie ed invasioni di popoli islamici.

La scena originaria della miracolosa intercessione del Santo Apostolo fu localizzata nella Rioja, attorno al castello di Clavijo, dove Santiago, su un cavallo bianco, avrebbe guidato alla vittoria le armi cristiane di Ramiro I d'Asturias contro i musulmani di Al-Andalus il 23 maggio 844.

Dalla battaglia, che in epoca moderna taluni storici di tendenze ateistiche tendono a censurare proprio per la sua importanza religiosa – come del resto quella di Roncisvalle – nacque la tradizione, spinta dal desiderio popolare (tale era la devozione all'Apostolo) e successivamente asseverata da un decreto apocrifo attribuito al medesimo Ramiro I, di un tributo annuo di primizie di grano e vino, dovuto da tutta la Spagna «para el mantenimiento de los canónicos que residen en la iglesia del bienaventurado Santiago y para los ministros de la misma iglesia» al fine di magnificare e conservare la Cattedrale di Santiago in segno di profonda gratitudine e perenne devozione per la liberazione della Spagna.

Le vie verso Santiago[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle case a Logroño il cammino di santiago
Parigi, la Tour St-Jacques, punto di partenza ancora oggi della via Turonensis
La basilica di Santiago
Muxia, Nosa Señora da Barca e la Pedra d'Abalar

Storicamente, le vie degli stranieri verso Santiago furono anche marittime, soprattutto in primavera-estate, ed è anzi diffusa l'opinione che per mare fosse arrivata nella Francia carolingia la notizia della tomba dell'apostolo e che i primi pellegrini arrivassero proprio dal mare: ci sono testimonianze di viaggi compiuti dall'Inghilterra verso La Coruña, nel XIII secolo, che duravano solamente quattro giorni, e certamente il percorso marittimo era il meno rischioso, se fatto nella buona stagione, in tempi di strade assai insicure e accidentate, di abitati scarsi e lontani tra loro.

La Ruta de la Costa, cioè la via di Santiago lungo la costa cantabrica, è la principale traccia del cammino più antico, a testimoniare che i pellegrini arrivavano a Santiago da porti atlantici, anche più ad est di La Coruña (praticamente dalla Francia alla Galizia).

Le principali vie di terra che convergevano verso Santiago sono descritte nel Codex calixtinus (il Liber Sancti Jacobi) ed erano – e sono ancora:

I due passi più frequentati sui Pirenei erano dunque Roncisvalle e Somport. La via che va da Roncisvalle a Estella è ancora detta, in spagnolo, Camino francés, mentre quella che passa i Pirenei a Somport si chiama Camino Aragonés.

Per qualunque cammino arrivassero i pellegrini comunque, il punto di raccolta era il Puente la Reina.

Le successive, necessarie tappe erano:

e si era finalmente a Santiago. Dopodiché il pellegrino, se aveva ancora fiato, si spingeva (e arriva tutt'oggi) a guardare l'oceano Atlantico dall'estremo promontorio di Fisterra, oppure terminava il suo cammino al santuario di Nosa Señora da Barca, a Muxía, sulla Costa della Morte. La chiesa sorge di fronte ad un celebre luogo di culto megalitico, centrato sulla Pedra d'Abalar ("la pietra oscillante") che i pellegrini fanno oscillare in cerca del suo punto di equilibrio.

Vi sono numerosi altri percorsi che nel corso dei secoli sono stati classificati alla stregua del Camino Francés.

Esiste un itinerario che da Lisbona, passando per Coimbra e Porto, conduce a Santiago de Compostela, e che è conosciuto come Cammino Portoghese.

I simboli dei pellegrini[modifica | modifica wikitesto]

« Ultreya! Suseya! »
(Grida di incoraggiamento al pellegrino compostellano)
Perugia, abbazia di San Pietro: la conchiglia di San Giacomo incisa sul pozzo, come segno di ospitalità per i pellegrini
Simboli dei pellegrini

La conchiglia è un simbolo dei pellegrini diretti a Santiago di Compostela. I fedeli durante il loro pellegrinaggio portavano tradizionalmente una conchiglia sospesa al collo oppure cucita sul cappello o sull'abito.[1]

Itinerario culturale europeo[modifica | modifica wikitesto]

Il logo del Cammino, presente sui cartelli stradali e sulle pietre miliari poste lungo il percorso
La cattedrale di Santiago

Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere a Santiago de Compostela dichiarando la via di Santiago "itinerario culturale europeo" e finanziando adeguatamente tutte le iniziative per segnalare in modo conveniente el camino de Santiago.

Il pellegrinaggio moderno[modifica | modifica wikitesto]

Questo riconoscimento, che pone l'accento sul carattere storico e culturale del Cammino, è stato probabilmente una delle principali ragioni della forte ripresa di frequentazione del Cammino stesso, a partire dagli anni novanta, anche da parte di persone che non lo percorrono per motivi religiosi e – in misura crescente di anno in anno – di nazionalità non spagnola.

Finisterre[modifica | modifica wikitesto]

Arrivati a Finisterre, termine ultimo del pellegrinaggio, un tempo considerato il termine delle terre conosciute, è tradizione, fin dall'antichità, bruciare gli abiti del pellegrinaggio stesso e immergersi nell'oceano per un bagno purificatore. I pellegrini sono condotti, attraverso un comodo, largo, lungo pontile di legno, alla bella e larga Playa de Mar de Fora, dalla impalpabile sabbia dorata. A questa ridente spiaggia si può accedere dal paese sia attraverso le basse rocce che costeggiano il mare, sia attraverso la spiaggia stessa, senza dover intraprendere un percorso obbligato. Anche questa località si caratterizza per un rapido cambio delle condizioni meteorologiche e delle condizioni del mare.

Il pellegrino che si incammina lungo il pontile di legno potrà incontrare cartelli che avvisano del pericolo per la mancanza di sorveglianza; sui cartelli sono anche disegnate delle onde che richiamano l'idea del pericolo in caso di mare mosso in quanto il maggior pericolo presente in tale località è la presenza di insidiose e potenti correnti dell'oceano attive anche a pochi metri dalla riva, correnti che portano al largo, mettendo il bagnante in balia dell'oceano.

Il cammino per Santiago di Compostela nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Principe delle Asturie per la concordia - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la concordia
— 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cataldo, p. 29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Inglese, Il Cammino di Santiago in mtb, RLI CLASSICI, 2015
  • Paolo Caucci von Saucken, Guida del pellegrino di Santiago – Libro quinto del Codex Calixtinus, Editoriale Jaca Book, 1989, ISBN 88-16-40236-9.
  • Paolo Caucci von Saucken (a cura di), Santiago, L'Europa del pellegrinaggio, Editoriale Jaca Book, 1993.
  • Paolo Caucci von Saucken, Paolo Asolan, Cammini in Europa. Pellegrinaggi antichi e moderni tra Santiago, Roma e la Terrasanta, Terre di Mezzo, 2009.
  • Cees Noteboom, Verso Santiago – Itinerari spagnoli, Milano, Feltrinelli, 1992.
  • Gianni Amerio, In cammino per Santiago, Torino, Edizioni L'Età dell'Acquario, 2015.
  • Massimo Cardoni, Sulla strada di Santiago, 3ª ed., Cinisello Balsamo, San Paolo, 2004.
  • Fabrizio Ardito, Peregrinos. 33 Giorni a piedi lungo il Camino de Santiago, Milano, Touring Editore, 2005.
  • Davide Gandini, Il Portico della Gloria. Lourdes, Santiago de Compostela, Finisterre a piedi, Edizioni Dehoniane Bologna, 1996.
  • Paolo Asolan, A Santiago, Marietti 1820, 2006.
  • AA.VV., Il Cammino di Santiago a piedi, Sette Città, 2004.
  • Alessio Barletti, La Flecha Amarilla – Lungo il Camino di Santiago, Edizioni Feeria, 2003.
  • AA.VV., L'anima felice, Ponzano Monferrato, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, 2007.
  • Francesca Cosi, Alessandra Repossi, Il bastone e la conchiglia: guida pratica e spirituale al Cammino di Santiago, Milano, Ancora, 2007.
  • Marina Cepeda Fuentes, La cucina dei pellegrini. Da Compostella a Roma, Edizioni Paoline, 2000.
  • El Camino de Santiago – con un sasso in mano – un Salentino a Compostela, Edizioni Calcangeli, 2008.
  • Piergiorgio Odifreddi, Sergio Valzania (con la partecipazione di Franco Cardini), La Via Lattea, Longanesi, 2008, ISBN 978-88-304-2617-7.
  • Hape Kerkeling, Vado a fare due passi, Corbaccio Editore, 2008.
  • Alfonso Curatolo, Miriam Giovanzana, Guida al Cammino di Santiago de Compostela, Terre di mezzo Editore.
  • Denise Péricard-Méa, Compostela e il culto di san Giacomo nel Medioevo, Bologna, Il Mulino, 2004.
  • Bruno Galante, Buen camino. Sulle orme dei pellegrini che da undici secoli a piedi sono diretti a Santiago de Compostela, Firenze, Codex Uno, 2005, ISBN 88-902170-0-6.
  • Carmen Pugliese, Camino de Santiago, in La rivista peregrina, nº 13, Burgos, Pseudoturpin S.L., 2010.
  • Franco Facco, Un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, Torino, Psiche, 2012.
  • Andrea Conti, Il cammino delle stelle. Sui passi dei pellegrini medievali a Santiago di Compostella, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2013.
  • Carlo Cataldo, La conchiglia di S. Giacomo, Alcamo, Edizioni Campo, 2001.
  • Marco Dispenza, In cammino nelle scarpe di mio padre, Roma, Edizioni dei Cammini, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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