Ramiro I delle Asturie

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Ramiro I
Ramiro I de Asturias 01.jpg
Statua di Ramiro I delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina[1], a Madrid (L.S. Carmona, 1750-53)
Re delle Asturie
In carica 842 - 850
Predecessore Alfonso II
Successore Ordoño I
Nome completo Ramiro Bermudez
Nascita Oviedo, 790
Morte Oviedo, 850
Padre Bermudo I
Madre Ozenda o Numila o Imila
Consorte Urraca
Paterna, in seconde nozze
Figli Ordoño e
Garcia, di primo letto
Aldonza e
Rodrigo, di secondo letto

Ramiro Bermudez, Ramiro anche in spagnolo, in asturiano, in portoghese e in galiziano, Ramir, in catalano (Oviedo, 790Oviedo, 1º febbraio 850), fu re delle Asturie dall'842 all'850.

Era figlio del re delle Asturie, Bermudo I e di sua moglie, Ozenda (o Numila o Imila).[2]

Biografía[modifica | modifica wikitesto]

Ramiro sposò, dopo l'820, una donna di origine galiziana di nome Urraca[2], (il nome è controverso; per alcuni il nome era Paterna).

Nell'830, nominato, dal cugino, Alfonso II, governatore della Galizia, si trasferì con la famiglia da Oviedo a Lugo.

Bandiera Reale di Ramiro I

Nell'842, alla morte del re, il cugino Alfonso II, Ramiro gli succedette, ma dovette prima combattere un usurpatore, il conte Nepoziano, nobile di origine visigota, che era stato eletto da una parte della nobiltà, sconfiggendolo nella battaglia del ponte di Cornellana, sul fiume Narcea, nelle Asturie.
Questo fatto determinò la decisione da parte di Ramiro, dopo che era salito sul trono, di cambiare il sistema di successione, che da elettivo, caratteristica mutuata dal regno visigoto, divenne ereditario, e come primo passo associò al trono il figlio Ordoño.

Regno delle Asturie
Asturie
Cruz de Asturias.svg

Alfonso I
Fruela I
Figli
Aurelio
Silo con Adosinda
Mauregato
Bermudo I
Figli
Alfonso II
Ramiro I
Figli
Ordono I
Figli
Alfonso III
Figli
Fruela II
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Subito dopo (tra l'842 e l'844)[2], Ramiro, essendo rimasto vedovo, si recò in Bardulias (il nome con cui veniva chiamata la Castiglia all'inizio della Reconquista) per contrarre le seconde nozze con una donna di origine castigliana, Paterna o Urraca (anche questi nomi sono contestati, alcuni dicono che fosse Urraca Paterna), il figlio Ordoño lo sostituì come governatore della Galizia.

Santa María del Naranco, a Oviedo, capitale del regno, prima residenza di Ramiro, e poi chiesa.

Ramiro dovette far fronte agli attacchi dei vichinghi, respingendo una vasta flotta di invasori[2], che poi attaccarono Siviglia.

Dovette anche combattere al-Andalus; nella celebre battaglia di Clavijo nella provincia de La Rioja, sconfisse un contingente di truppe dell'Emirato, con l'aiuto, secondo la leggenda, dell'apostolo Giacomo (Santiago), da quel giorno soprannominato Matamoros (Ammazza-musulmani), su un cavallo bianco.
A seguito di questa battaglia di Clavijo in cui Ramiro I sconfisse l'emiro ‘Abd al-Rahmān II, il tributo annuo da versare a Cordova e consistente (sempre secondo la leggenda) in 100 giovinette (il tributo si chiamava per questo motivo delle cento donzelle) ed iniziato con il regno di Mauregato, divenne il voto de Santiago, consistente in un tributo in denaro al santuario di Santiago de Compostela.
A Logroño fece costruire una chiesa, dedicata a San Giacomo, creò nel contempo l'ordine dei cavalieri di Santiago.

Ramiro morì nel palazzo di Naranco (Oviedo), nell'850, e gli successe il figlio Ordoño I.
Ramiro fu tumulato a Oviedo, accanto alla seconda moglie Paterna di Castiglia, che gli era premorta, tra l'848 e l'850.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

l'arte asturiana del periodo fu detta "ramirense". La sua corte fu centro di grande splendore, il che è ancor oggi testimoniato dal palazzo e chiesa di Santa María del Naranco e San Miguel de Lillo, che, nel 1985, sono state dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dalla prima moglie, Urraca, ebbe due figli:[2]

dalla seconda, Paterna, ebbe due figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La statua di Ramiro I delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina, popolarmente detto El paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid; è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ a b c d e (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon
  3. ^ Qualcuno sostiene che fosse figlio di secondo letto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515
  • Allen Mawer, I vichinghi, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 734-769

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re delle Asturie Successore Escudo de Asturias.png
Alfonso II 842850 Ordoño I
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