Vetralla

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Vetralla
comune
Vetralla – Stemma Vetralla – Bandiera
Vetralla – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaViterbo
Amministrazione
SindacoFrancesco Coppari (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate42°18′38″N 12°04′45″E / 42.310556°N 12.079167°E42.310556; 12.079167 (Vetralla)Coordinate: 42°18′38″N 12°04′45″E / 42.310556°N 12.079167°E42.310556; 12.079167 (Vetralla)
Altitudine300 m s.l.m.
Superficie113,77 km²
Abitanti13 978[1] (1-1-2019)
Densità122,86 ab./km²
FrazioniCinelli, Cura di Vetralla, Giardino, La Botte, Le Dogane, Le Valli, Madonna del Ponte, Mazzacotto, Mazzocchio Alto, Mazzocchio Basso, Pian di San Martino, Pietrara, Sant'Angelo, Tre Croci
Comuni confinantiBarbarano Romano, Blera, Capranica, Caprarola, Monte Romano, Ronciglione, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale01019
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056057
Cod. catastaleL814
TargaVT
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 953 GG[2]
Nome abitantivetrallesi
Patronosant'Ippolito
Giorno festivo13 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vetralla
Vetralla
Vetralla – Mappa
Posizione del comune di Vetralla nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Vetralla è un comune italiano di 13 978 abitanti della provincia di Viterbo, che dista dal Grande Raccordo Anulare (Roma) circa 55 km e meno di 15 km dal capoluogo, Viterbo.

Palazzo Comunale
Palazzo Franciosoni
Vicolo del centro storico

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vetralla si trova sul versante occidentale dei Monti Cimini, nelle vicinanze del cratere vulcanico che ha dato origine al lago di Vico. Sul territorio comunale si erge il monte Fogliano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona D, 1953 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome si ritiene derivi dal latino Vetus aula (Antico luogo) o da Vetus alia (altra città (sottinteso) vecchia con riferimento a Viterbo (Vetus urbs). La posizione di Vetralla, dominante e facilmente fortificabile, nel cuore del territorio degli Etruschi è stata occupata con continuità a partire dall'Alto Medioevo. In epoca romana sulla via Cassia a circa due km dagli insediamenti medioevali era presente una stazione della posta; tuttora nei pressi di S. Maria di Forcassi sono presenti alcuni muri e parte della pavimentazione del Forum Cassii romano. Nel tardo impero la popolazione, ridotta numericamente, si spostò nell'attuale posizione più facilmente difendibile. La piccola fortezza venne incorporata nei possedimenti papali fin dalla loro origine storica grazie alla Donazione di Sutri (728) effettuata dal re longobardo Liutprando a favore del Papa Gregorio II; tra gli anni 1110 e 1134 fu sotto il dominio dei signori di Viterbo.

Dal 1145 il Papa Eugenio III si installò a Vetralla per sfuggire alla violenza e alle lotte intestine di Roma; da qui indisse la Seconda Crociata con la bolla Quantum praedecessores. Il territorio fu a lungo conteso tra i Papi e i signori di Viterbo e, ancora oggi a titolo commemorativo il sindaco di Vetralla nella cerimonia dello Sposalizio dell'albero riafferma i diritti del comune sul controllo di Monte Fogliano. Questo feudo fu assegnato nei secoli a varie famiglie nobiliari legate al papato: per primi gli Orsini, poi i prefetti di Vico fino al 1435 quando l'ultimo signore, Giacomo di Vico, fu rimosso dal Cardinale Giovanni Vitelleschi, imprigionato nella fortezza di Soriano e decapitato. Vetralla passò poi al cardinale Giovanni Borgia (1474), a Lorenzo Cybo (1529), e al cardinale Alessandro Farnese nel 1534. Vetralla fu testimone di episodi della Campagna garibaldina del 1867.

Presso Vetralla, durante la Seconda Guerra Mondiale, si trovava il terzo campo di concentramento più grande in Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Pietro a Vetralla
  • Chiesa di San Pietro (1334):
    È collocata all'interno del centro storico. L'impianto (è composto da un’aula rettangolare, non perfettamente regolare, di lunghezza 15,90 m e larghezza 8,50 m.), con orientamento est-ovest, è ad aula unica con terminazione ad abside affiancata da due nicchie a fondo piano. La copertura è a capanna sorretta da capriate lignee. Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto alla pavimentazione dell’aula. A destra, attraverso una porta sul cui architrave è incisa l'iscrizione Tu es Petrus et, si trova la sagrestia. L'accesso alla chiesa avviene tramite due ingressi, uno posto in facciata, dotato di bussola lignea e preceduto da sei gradini, e uno laterale con un solo gradino. Le pareti laterali e quella d’ingresso sono intonacate di bianco, ad eccezione di alcuni lacerti di affresco scoperti durante i recenti restauri. Si presenta totalmente affrescata la parete di fondo del presbiterio, articolata dall'abside centrale, in cui è collocato l'altare maggiore, rialzato su due gradini, e dalle due nicchie laterali che ospitano altari minori. La nicchia di sinistra nasconde la concavità dell’antica absidiola risalente all'epoca romanica, riconoscibile all'esterno. Lo spazio della chiesa è illuminato naturalmente da una finestra rettangolare che sormonta in asse l'accesso principale e da altre due poste sulle pareti laterali, non in asse con l'accesso secondario, e con la porta d'ingresso alla sacrestia. Sulla parete interna di destra si trova un'epigrafe in marmo e una nicchia affrescata; sono inoltre presenti numerosi ex-voto. I prospetti esterni sono caratterizzati da una muratura in vista in blocchi di tufo. La facciata è a capanna e presenta un portale rettangolare in peperino, preceduto da una gradinata; al di sopra la finestra è riquadrata da una semplice fascia in stucco ed è ornata da una vetrata policroma raffigurante San Pietro in una vigna. Il prospetto laterale ospita al centro l'ingresso secondario, ornato da un frontespizio con timpano triangolare, contenente una croce inscritta nel centro ed il fregio con l'iscrizione "Societas Sanctissimi Confalonis"; il portale è sormontato da un affresco cinquecentesco raffigurante i Santi Pietro e Paolo ai lati di una nicchia nella quale è dipinta la Madonna del Riscatto. Sono evidenziate, inoltre, da superfici intonacate le tamponature di quattro finestre centinate originarie. Al di sopra del prospetto posteriore è presente un campanile a vela con due campane bronzee.
  • Chiesa di San Francesco[3][4]
  • Chiesa di Sant'Angelo
  • Chiesa di Santa Maria
  • Monastero Regina Pacis
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

A Vetralla opera il Complesso Bandistico Ottavio Pistella, costituito nel 1853.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[6]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Vetralla 849 3,63% 0,19% 1.992 3,35% 0,13% 840 2.004 865 2.124
Viterbo 23.371 5,13% 59.399 3,86% 23.658 59.741 24.131 61.493
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 849 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 3,63% del totale provinciale (23.371 imprese attive), hanno occupato 1.992 addetti, il 3,35% del dato provinciale (59.399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,35).

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica e della terracotta.[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Vetralla è collegata dalla Strada Statale Cassia, che in gran parte ripete il tracciato della via consolare romana.

Da Vetralla inizia la strada denominata Aurelia bis che collega ad occidente verso il Tirreno all'altezza di Tarquinia. Tramite la Strada Provinciale 41 Blerana è collegata a Blera e tramite la strada provinciale 80 Monte Fogliano a San Martino al Cimino.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre è collegata dalla ferrovia regionale FL3 Ferrovia Roma-Capranica-Viterbo. Questa linea effettua, nel Comune di Vetralla, due fermate: la stazione principale, che si trova nella frazione di Cura lungo la Cassia, dove fermano tutti i treni in entrambe le direzioni, e la fermata di Tre Croci, nella omonima frazione, sebbene in quest'ultima fermi un numero molto limitato di treni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Vetralla passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

  • ASD Atletica Vetralla.[8]

Pallavolo

  • Vetralla Volley

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Medioevo.org
  4. ^ Chiesa di San Francesco a Vetralla
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
  8. ^ La società sul sito della Fidal (funzione cerca sulla mappa)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Serena Dainotto, Storia locale e problemi bibliografici: il caso di Vetralla, in Studi Vetrallesi, 1, gennaio/giugno 1998
  • M. L. Mocellin, Le grotte di Vetralla. Analisi storica e ipotesi progettuale di riuso, in Studi Vetrallesi, 2, luglio/dicembre 1998
  • Donato Tamblé, Le antiche pavimentazioni nello Stato Pontificio fra tutela e abusi: un caso vetrallese, in Studi Vetrallesi, 3, gennaio/giugno 1999
  • G. Delogu, Il Casale di Campo Giordano a Vetralla, in Studi Vetrallesi, 3, gennaio/giugno 1999
  • G. Delogu, La fontana di Piazza S. Egidio a Vetralla, in Studi Vetrallesi, 4, luglio/dicembre 1999
  • G. Delogu, Palazzo Brugiotti-Vinci di Vetralla: studio storico e progetto di riutilizzo, in Studi Vetrallesi, 4, luglio/dicembre 1999
  • Carlo Tedeschi, Graffiti di Vetralla e del suo territorio, in Studi Vetrallesi, 5, gennaio/giugno 2000
  • G. Delogu, Gli inventari di Palazzo Brugiotti a Vetralla del 1658 e del 1795, in Studi Vetrallesi, 5, gennaio/giugno 2000
  • Stefania Fieno, Il paesaggio storico di Vetralla, analisi e progetto di parco suburbano, in Studi Vetrallesi, 5, gennaio/giugno 2000
  • M. Eichberg, P. Pontani, A. Ranaldi, Documenti sulle pavimentazioni storiche di Vetralla, in Studi Vetrallesi, 6, luglio/dicembre 2000
  • Marco Proietti, Vedute di Vetralla, in Studi Vetrallesi, 6, luglio/dicembre 2000
  • Carlo Tedeschi, "Depossio Pisinni". Graffiti paleocristiani in località S. Antonino, presso Vetralla, in "Scrittura e civiltà", XXIV (2000), pp. 387–398
  • Carlo Tedeschi, Graffiti funerari paleocristiani a Vetralla, in Studi Vetrallesi, 6, luglio/dicembre 2000
  • Simone Piazza - Carlo Tedeschi, Le più antiche pitture di S. Maria di Foro Cassio a Vetralla (XI-XII secolo). Nuove indagini in vista della campagna di restauro, “Informazioni”, 20 (2008), pp. 27–39.
  • N. Cignini, Il territorio di Vetralla nell'antichità, in Studi Vetrallesi, 7, gennaio/giugno 2001
  • Mary Jane Cryan,Vetralla: the english connection. Un frammento ritrovato di storia vetrallese, Vetralla 2001
  • Giovanni Cigalino, La piazza e il Duomo di Vetralla, (Quaderni di Vetralla 1), Vetralla 2001
  • Renzo Roda, Un vetrallese poco conosciuto e forse scomodo, in Studi Vetrallesi, 8, luglio/dicembre 2001
  • Giuliana Petroni e Valeria Santangelo, Il centro storico di Vetralla. Gli abitanti le case nel Catasto Gregoriano (1819), (Quaderni di Vetralla 2), Vetralla 2001
  • Stefania Fieno, Il paesaggio storico di Vetralla: analisi e progetto di recupero ambientale, in Studi Vetrallesi, 9, gennaio/giugno 2002
  • Vetralla Città d'Arte (a cura di), Ricette vetrallesi, (Guide 1), Vetralla 2002
  • Renzo Roda, San Biagio a Vetralla: una chiesa di importanza storica scomparsa dalla memoria, in Studi Vetrallesi, 11, gennaio/giugno 2003
  • Enrico Guidoni, Vetralla nella poesia, un patrimonio di armonie e contrasti, (Quaderni di Vetralla 4), Vetralla 2004
  • Vetralla Città d'Arte (a cura di), I lavatoi di Vetralla, (Guide 3), Vetralla 2004
  • Irina Baldescu, La chiesa di S. Giuseppe a Vetralla, in Studi Vetrallesi, 14, gennaio/dicembre 2005
  • Giovanna Caterina De Feo, Fornaci d'Arte: la ceramica di Randone e Cambellotti tra Roma e Vetralla, (Dossier 4), Vetralla 2005
  • Luca Ingegneri, La fabbrica di S. Andrea apostolo a Vetralla (1710-1730): tracce per una storia materiale, in Studi Vetrallesi, 14, gennaio/dicembre 2005
  • Gabriella Norcia, Fiabe e filastrocche Vetrallesi, (Guide 5), Vetralla 2005
  • Simone Lupattelli, L'affresco absidale cinquecentesco in S. Antonio Abate a Vetralla. Considerazioni sui costumi, in Studi Vetrallesi, 15, 2006
  • Andrea Natali, La vita quotidiana a Vetralla nei primi anni dell'800, (Quaderni di Vetralla 5), Vetralla 2007
  • Andrea Scriattoli, Giuseppe Fabbri Vetralla: Pagine di storia municipale e cittadina da documenti di archivio 1971 - 361 pagine
  • Crispino Grispini, Vetralla: storia e tradizioni degli antichi comuni d'Italia. Lo sposalizio dell'albero, 1963
  • Crispino Grispini, Vetralla nella storia dei papi, 1973
  • Francesco Paolocci, Andrea Scriattoli Notizie e documenti relativi alla storia di Vetralla, 1907

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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