Gradoli

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Gradoli
comune
Gradoli – Stemma
Gradoli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Luigi Buzi (Partito Democratico) dal 26/05/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°38′40″N 11°51′20″E / 42.644444°N 11.855556°E42.644444; 11.855556 (Gradoli)Coordinate: 42°38′40″N 11°51′20″E / 42.644444°N 11.855556°E42.644444; 11.855556 (Gradoli)
Altitudine 470 m s.l.m.
Superficie 43,81 km²
Abitanti 1 353[1] (30-11-2016)
Densità 30,88 ab./km²
Frazioni Cantoniera
Comuni confinanti Capodimonte, Grotte di Castro, Latera, Onano, Valentano
Altre informazioni
Cod. postale 01010
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056028
Cod. catastale E126
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti gradolesi
Patrono santa Maria Maddalena
Giorno festivo 22 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gradoli
Gradoli
Gradoli – Mappa
Posizione del comune di Gradoli nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

« Se vuoi vivere in eterno, a Gradoli l'estate a Canino l'inverno »

(Papa Paolo III)

Gradoli (pronunciare Gràdoli, Gràdëlë in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 1.353 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio, posto sulle colline nord-occidentali del lago di Bolsena. Dista dal capoluogo circa 35 km.

È terra di produzione del vino DOC Aleatico di Gradoli, dell'Aleatico di Gradoli Liquoroso e dell'Aleatico di Gradoli liquoroso riserva. Vi si trova un celebre Palazzo Farnese, realizzato dall'architetto Antonio da Sangallo il Giovane. È il più piccolo dei Comuni che si affacciano sul lago.

Palazzo Farnese e il campanile di Santa Maria Maddalena al tramonto

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Gradoli, sorge su una collina tufacea nel cuore della catena dei Monti Volsini, circondata per due terzi dal torrente del Fosso Rigo. Il paese si trova a pochi chilometri dal lago di Bolsena, e al suo territorio appartengono 11 km di spiaggia sulle sue rive. Il territorio comunale consiste in ripide colline e in profonde vallate, coltivate a viti e ulivi, in prossimità del lago.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona E, 2254 GR/G

Il centro storico di Gradoli

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio sono stati rinvenuti numerosi resti di tombe etrusche nonché una sontuosa villa di epoca repubblicana (di cui è emerso il ninfeo) sulle rive del lago. L'area era probabilmente sotto l'influenza delle città di Visentum e della Civita di Grotte di Castro.

Le origini di Gradoli risalgono al Medioevo quando nell'attuale "Pergola" fu costruito un imponente castello, la cui entrata poteva essere raggiunta solo attraverso una ripida scala (in latino "gradus"), da cui deriverebbe il nome del paese. Del castello, rimangono poche tracce: una torre difensiva rotonda, oggi inglobata in una casa privata, l'arco d'ingresso, parte delle mura. Il fossato che circondava il paese è stato modificato e trasformato in strade e piazze cittadine ma è ancora visibile la forma.

Il primo atto in cui si nomina il Castrum Gradolorum risale al 1113: era una delle proprietà che furono donate da Matilde di Canossa al Papato.

Nel 1118 il clero del castello partecipò al concilio della Val di Lago tenuto dal vescovo di Orvieto Guglielmo e nel 1157 il castello fu ampliato da papa Adriano IV.

Nel secolo successivo cadde, insieme all'intero circondario, sotto il dominio di Orvieto. Nel 1265 una rivolta popolare scacciò gli orvietani e riportò il paese sotto il governo della Santa Sede. Poco anni dovette di nuovo ritornare sotto Orvieto. Infine nel 1296 un accordo fra il Papato e Orvieto stabilì che i podestà dei comuni del Lago dovessero essere nominati alternativamente un anno dalla Santa Sede e un anno dalla città umbra. L'accordo non fu accettato dagli abitanti di Gradoli e Latera che nel 1297 si ribellarono ai messi inviati da Orvieto. Orvieto reagì inviando truppe e piegò la resistenza dei piccoli villaggi.

Nel 1328 fu saccheggiata da Ludovico il Bavaro. Nel 1353 tornò stabilmente sotto il dominio del Papa.

Nel 1410 divenne feudo della famiglia Orsini, nel 1425 ai Conti e nel 1445 Eugenio IV nominò feudatari i Farnese per tre generazioni e nel 1505 passò in vicariato perpetuo sempre ai Farnese.

Il cardinale Alessandro Farnese, poi papa Paolo III, elesse Gradoli a sua residenza estiva, fece abbattere le rovine dell'antico castello e vi costruì una sua residenza personale (Palazzo Farnese di Gradoli). Lo sviluppo economico attirò una piccola comunità di ebrei che si insediarono fuori dalle mura, in una località che ancor oggi porta il nome di Ghetto (nei dintorni dell'attuale Monumento ai Caduti).

Nel 1534 entrò nei territori del ducato di Castro, lo stato personale dei Farnese. Nel 1649, dopo la distruzione della città di Castro, tornò allo Stato Pontificio. Nel 1871 entrò nel Regno d'Italia.

Nel 1911 l'amministrazione comunale acquistò la chiesa di San Magno e la circostante macchia dall'Ordine dei Cavalieri di Malta.

Nel 1922 Benedetto XV restituì Palazzo Farnese alla comunità di Gradoli.

Il 2 aprile 1978, durante il rapimento di Aldo Moro, alcune persone quali l'ex premier Romano Prodi, il parlamentare Mario Baldassarri e il professor Alberto Clò presero parte ad una seduta spiritica nella quale il piattino avrebbe fatto uscire il nome di Gradoli, a proposito del luogo dove Moro era tenuto prigioniero. Indipendentemente dalla sua origine, l'informazione venne sottoposta a verifica come le migliaia di segnalazioni analoghe giunte in quei giorni. Il 6 aprile, su ordine del Ministero dell'interno, venne cercato senza successo da Polizia e Carabinieri il casale sulla via Cassia indicato nella presunta seduta spiritica. Successivamente venne scoperta in modo del tutto fortuito, a seguito di una perdita d'acqua (problema più volte segnalato al gestore del condominio), in via Gradoli a Roma nella zona della Tomba di Nerone una base delle Brigate Rosse, che però non era mai stata impiegata per la detenzione di Moro, come hanno recentemente dimostrato gli esami del DNA svolti dal Ris su richiesta della seconda commissione d'inchiesta sul caso Moro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Collegiata di Santa Maria Maddalena (Gradoli).
  • La chiesa collegiata di Santa Maria Maddalena, viene citata per la prima volta in un documento del XII secolo, fu ampliata nel 1440. Distrutta da un incendio alla fine del XVIII secolo, fu ricostruita in forme barocche e consacrata il 28 aprile 1708 dal cardinale Marco Antonio Barbarigo, vescovo di Montefiascone.
  • Le altre chiese entro le antiche mura sono state quasi tutte sconsacrate: la chiesa di San Giovanni Decollato e la chiesa della Pietà, sono state trasformate in case private pur conservando la forma della facciata. Rimane ancora all'antica funzione la chiesa di San Michele Arcangelo, detta Sant'Angelo, la più antica del paese e probabilmente chiesa parrocchiale fino alla costruzione di Santa Maria Maddalena.
  • Fuori le antiche mura ma oggi inglobata nel centro abitato è la chiesa di San Pietro in Vinculis, detta della Madonna, il cui interno è stato rimaneggiato nel XVIII secolo. Anticamente aveva una forma a croce latina e altari laterali oggi scomparsi.
  • Su un colle, in direzione Latera, poco fuori il paese sorge la chiesa di San Vittorela cui costruzione sarebbe legata ad un fatto miracoloso: i Saraceni, risalendo il fiume Marta avevano raggiunto i paesi del lago e li avevano saccheggiati. Si stavano preparando a fare lo stesso con Gradoli, se lungo il cammino una nebbia fittissima non li avesse avvolti costringendoli a tornare indietro. Molti gradolesi nella nebbia, videro l'immagine di San Vittore e perciò fu costruita la chiesa, dove è conservato un dipinto della Madonna delle Grazie, detta "Madonna di San Vittore", particolarmente venerata dal popolo. Probabilmente l'edificio sorge su antichi resti romani lungo un'antica strada che univa le città etrusche di Bisenzio e Sovana, come dimostrato da alcuni ritrovamenti archeologici.
  • La chiesa di San Magno si trova sulle rive del lago di Bolsena e fu costruita dall'Ordine dei Cavalieri di Malta nel XIV secolo, quando l'Ordine espulso dalla Terra Santa aveva ottenuto dal Papa la città di Viterbo. L'Ordine restò proprietario della chiesa e della macchia circostante fino al 1908 quando la vendette al Comune. La chiesa, con un'unica navata, ha subito numerose devastazioni nel corso del secoli conservando solo una piccola parte degli antichi affreschi. Gode inoltre di un privilegio particolare: il 19 agosto di ogni anno, chi partecipa alla Messa celebrata nella chiesa, può lucrare l'indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV nel 1774.
  • Lungo le antiche strade di campagna che uniscono Gradoli al lago sorgono numerose piccole chiese, alcune delle quali oggi sconsacrate o distrutte, altri invece ancora attive anche se aperte solo pochi giorni l'anno: la chiesa di Sant'Egidio, la chiesa di Sant'Antonio Abate, la chiesa della Madonna della Quercia, la chiesa di San Rocco (sconsacrata) e la chiesa dell'Annunziata (distrutta).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Farnese (Gradoli) e Museo del costume farnesiano.
Uno scorcio caratteristico del centro storico di Gradoli

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Gradoli[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Pranzo del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

Gradoli è conosciuta per le caratteristiche manifestazioni folcloristiche che accompagnano la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima. Il Martedì grasso, accanto ai costumi colorati e ai festeggiamenti del Carnevale, per le vie del paese, passa un gruppo di persone, vestite di marrone con un lungo cappuccio viola e per questo note come Incappucciati. Sono membri della "Fratellanza del Purgatorio" e il loro passaggio nelle strade di Gradoli, vuole ricordare a tutti che il Carnevale sta finendo e sta per iniziare il periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. Gli Incappucciati, bussano alle porte delle case e raccolgono libere offerte, soprattutto prodotti agricoli-salsicce, prosciutti, olive, vino, salami, formaggi-che vengono poi messi all'asta nella piazza del paese. Il ricavato, viene usato, per finanziare l'indomani-Mercoledì delle Ceneri-il Pranzo del Purgatorio, un pranzo di cibi rigorosamente magri, per pregare la misericordia divina per le anime del Purgatorio. Il Pranzo del Purgatorio, viene cucinato dai membri della Fratellenza, tutti uomini, (le donne possono partecipare alla mensa solo dagli anni cinquanta) e prevede un menù che risale al XVI secolo: pesce di lago, olio delle colline di Gradoli e i tipici fagioli locali detti appunto "del Purgatorio". Il Pranzo del Purgatorio, fu allestito nel Trecento, per ricordare i caduti di una rivolta contro le pesanti vessazioni, imposte dal Papato.

Le tentavecchie[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra tradizione è quella delle "Tentavecchie". La notte del 3, 4 e del 5 gennaio, gruppi di bambini, ragazzi e anche grandi, sfilano per le vie del paese, facendo un fracasso assordante con l'uso di strumenti bizzarri e popolari, come coperchi, pentole, mestoli, padelle, trombette, campanacci, corni. L'origine di questa tradizione è sconosciuta: seconda una diffusa leggenda popolare, le "Tentavecchie" con il loro fracasso, intendono svegliare la vecchia Befana e ricordarle di portare i doni ai bambini. Altri inseriscono le Tentavecchie nei riti pagani della terra e che precedono il solstizio d'inverno. Un'altra voce, risale alle radici cristiane del popolo e vuole che le Tentavecchie con il loro rumore, vogliono coprire il pianto di Gesù Bambino ed evitare che Erode riesca a trovarlo. Un'ultima ipotesi, infine, vuole che le "Tentavecchie" servino a scacciare gli spiriti maligni tra cui le streghe.

Gradoli Estate[modifica | modifica wikitesto]

L'estate gradolese, è organizzata dall'Amministrazione Comunale, dalla locale "Pro Loco", dal "Comitato Festeggiamenti" e dalla "Fratellanza del Purgatorio". Le varie manifestazioni, iniziano con i festeggiamenti patronali di Santa Maria Maddalena, il 22 luglio luglio e si concludono con la festa di San Magno, il 19 agosto. Evento culmine è la Sagra dell'Aleatico denominata (Aleatico in Festa), dedicato al prodotto tipico più conosciuto del paese, l'aleatico appunto con stand eno-gastronomici e altre manifestazioni (ultimo fine settimana di luglio e primo fine settimana di agosto).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La Cantina Oleificio Sociale di Gradoli è una società cooperativa fondata nel 1929 ed opera dunque da più di 75 anni nel panorama agricolo dall'Alta Tuscia, giungendo ad accogliere soci anche dalla vicina Toscana. Dal punto di vista agronomico la zona, per le sue caratteristiche pedologiche e climatiche, è da considerare a pieno titolo adatta per la coltivazione della vite e dell'olivo e più in generale per tutte quelle coltivazioni (come la patata e i legumi) che si giovano dei terreni vulcanici ricchi di potassio. A titolo di prova servano le numerose attestazioni e i premi ottenuti nel corso degli anni dai prodotti locali sia a livello nazionale che internazionale.

Sono prodotti tipici di Gradoli:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Gradoli passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1949 Giovan Tommaso Galeotti Sindaco
1949 1956 Pietro Chiavarelli DC Sindaco
1956 1964 Flaviano Buzi PSI Sindaco
1964 1970 Armando Serafini DC Sindaco
1970 1975 Fidardo Chiavarelli DC Sindaco
1975 1995 Gianfranco Palma PCI Sindaco
1995 2004 Attilio Mancini DS Sindaco
2004 2009 Gerardo Naddeo AN Sindaco
2009 Luigi Buzi PD Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 313.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Francis Kuipers press:Note Sporche

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247385461
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