Vasanello

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Vasanello
comune
Vasanello – Stemma
Vasanello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
SindacoAntonio Porri (centrodestra) dal 05/06/2016 (2º mandato)
Territorio
Coordinate42°24′52″N 12°20′51″E / 42.414444°N 12.3475°E42.414444; 12.3475 (Vasanello)Coordinate: 42°24′52″N 12°20′51″E / 42.414444°N 12.3475°E42.414444; 12.3475 (Vasanello)
Altitudine265 m s.l.m.
Superficie28,96 km²
Abitanti4 249[1] (31-12-2010)
Densità146,72 ab./km²
Comuni confinantiBassano in Teverina, Gallese, Orte, Soriano nel Cimino, Vignanello
Altre informazioni
Cod. postale01030
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056055
Cod. catastaleA701
TargaVT
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantiVasanellesi
PatronoSan Lanno
Giorno festivo5 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vasanello
Vasanello
Vasanello – Mappa
Posizione del comune di Vasanello nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Vasanello è un comune di 4.193 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 27 km.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona D, 1891 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Maria Assunta (X secolo); eretta probabilmente sui resti di un tempio pagano. Il portico è del secolo XV; nell'interno il tempio è diviso in tre navate che terminano con un presbiterio nelle cui absidi minori si trovano due affreschi del XII secolo con influssi bizantini. Interessanti i capitelli romanici ornati con disegni geometrici, foglie d'acanto e animali fantastici. Notevoli anche la tavola dell'Assunta di autore anonimo e il fonte battesimale del '500. La cripta conserva le reliquie del santo patrono Lanno. Il busto in argento sbalzato di San Lanno, del 1754, è opera dell'argentiere Vincenzo Belli.
  • San Salvatore (XI secolo); la chiesa ha tre navate divise da due file di colonne sormontate da capitelli ionici. L'abside ospita a destra una bella Madonna della Rondine con Bambino e Santi e al centro un tabernacolo-ciborio del XVI secolo. Ben conservata è l'edicola della Madonna della Febbre, il cui affresco fu dipinto dallo Scarelli nel 1878. Attiguo alla porta secondaria si può ammirare l'affresco Pietà e Santi attribuito a Piermatteo d'Amelia.
  • Abbazia della Madonna delle Grazie (XIV secolo); particolarmente interessante perché ornata di affreschi attribuiti alla Scuola del Perugino (1445/1523). Da evidenziare la bellissima Madonna con Bambino Benedicente (raffigurata nell'edicola sacra esterna).
  • Cappella di San Lanno Martire (patrono di Vasanello); eretta intorno all'anno Mille nel luogo dove san Lando, oggi san Lanno, subì il martirio nel 296, conserva un bellissimo affresco del 1493 attribuito a Piermatteo d'Amelia.
  • Santa Maria della Stella; fu costruita nel 1704. E anche qui l'immagine della Madonna posta sull'altare proviene da un'edicola di campagna.
  • Campanile romanico di San Salvatore (XIII secolo); poderosa e turrita mole quadrata alta circa 28 m., divisa in 6 piani. Sulle facciate del primo piano si aprono le bifore, mentre sopra si sovrappongono le trifore archeggiate a tutto sesto. Dopo un lungo restauro, rimossi i ponteggi, rivela la sua bellezza di campanile romanico.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Della Rovere
  • Castello Orsini (XII secolo); i primi signori del castello sono gli Orsini. Nel 1505, con il matrimonio della figlia di Giulia Farnese "la bella" e Orsino Orsini, il castello passa ai Della Rovere. Nel 1534 Stefano Colonna diventa il nuovo signore e nel 1787 il feudo passa ai Barberini-Colonna di Sciarra. Nel 1907 il castello viene acquistato da monsignor Misciattelli che lo restaura completamente. Successivamente il nipote, marchese professor Paolo Misciattelli Mocenigo Soranzo, vi impianta una produzione di ceramica artistica di pregevole fattura. La qualità della "Ceramica Bassanello" è testimoniata da commesse di grandi firme e attestata dalla direzione artistica di maestri faentini. Recentemente il castello è stato ereditato dalla figlia, donna Elena Misciattelli, la quale ha avviato un'opera di valorizzazione attraverso la realizzazione di un giardino medioevale e di interventi conservativi, volti alla creazione di un Museo della Ceramica.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • La Torricella: parte di un sistema di torri di avvistamento che sembra seguire il tracciato della via Amerina.
  • Ponte di Valle Gaudenzio: resti di un ponte etrusco del II secolo, che scavalca il fosso di Valle Canale. È un ponte a una sola arcata di cui restano le spallette laterali.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzolo: sorge su un alto sperone di tufo ed è circondato da profondi burroni. Palazzolo è quasi certamente l'antico "Castrum Amerinum". Il ponte, sul fosso delle mole, è di epoca romana.
  • Poggio della Mentuccia: su un colle che sale dal Fosso delle tre fontane è stato individuato lo scarico di una fornace aretina.
  • Morticelli: scavate nel tufo, una serie di sepolture antropomorfe. Sono di fattura bizantina e risalgono al VII - VIII secolo.
  • Pestarole: disseminate nei dintorni di Palazzolo si trovano le "Pestarole", costituite da due vasche poste su due livelli diversi.
  • La Selva: di rilievo alcune colonne di travertino appartenenti a un tempio dedicato a divinità dei campi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica e della terracotta.[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, il paese passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo. Nel 1949 il comune cambiò la denominazione da Bassanello in Vasanello.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Vasanello è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. Vasanello 1980
Calcio Football pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Bianco-Azzurro
Dati societari
Città Vasanello
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato 1ª Categoria
Fondazione 1980
Stadio
( posti)
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Vasanello 1980 che milita nel girone A laziale di Prima Categoria. È nata nel 1980.

Cronistoria parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • 1980 - Fondazione.

..........

  • 2013-2014 - 1° nel girone A di 1ª Categoria. Promossa in Promozione.
  • 2014-2015 - 14° nel girone A di Promozione. Retrocessa in 1ª Categoria dopo i play-out contro Tor di Quinto.
  • 2015-2016 - 8° nel girone B di 1ª Categoria.
  • 2016-2017 - nel girone B di 1ª Categoria.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Al paese sono dedicate due strade appartenenti al XV municipio di Roma: nella zona di via Grottarossa (Tomba di Nerone) esistono "via Bassanello", istituita nel 1957 (quando il comune aveva già cambiato nome), e "via Vasanello", istituita invece nel 1966. Le due strade si trovano a poche centinaia di metri l'una dall'altra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN243497977
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