Grotte di Castro

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Grotte di Castro
comune
Grotte di Castro – Stemma Grotte di Castro – Bandiera
Grotte di Castro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Piero Camilli (centrodestra) dal 26-5-2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°40′31″N 11°52′23″E / 42.675278°N 11.873056°E42.675278; 11.873056 (Grotte di Castro)Coordinate: 42°40′31″N 11°52′23″E / 42.675278°N 11.873056°E42.675278; 11.873056 (Grotte di Castro)
Altitudine 467 m s.l.m.
Superficie 33,42 km²
Abitanti 2 630[1] (30-11-2016)
Densità 78,7 ab./km²
Frazioni Borghetto, Mortaro
Comuni confinanti Acquapendente, Gradoli, Onano, San Lorenzo Nuovo
Altre informazioni
Cod. postale 01025
Prefisso 0763
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056030
Cod. catastale E210
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti grottani
Patrono SS. Flavio e Faustina
Giorno festivo 7 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grotte di Castro
Grotte di Castro
Grotte di Castro – Mappa
Posizione del comune di Grotte di Castro nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Grotte di Castro è un comune italiano di 2 630 abitanti[1] della provincia di Viterbo nel Lazio; dista dal capoluogo circa 45 km.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città di Grotte di Castro è posizionata sulla parte settentrionale dell'orlo dell'antico cono vulcanico, appartenente alla catena dei monti Volsini che, in seguito al collasso calderico, avrebbe originato oltre 300.000 anni fa, il Lago di Bolsena.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona E, 2249 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca etrusca, su una collina lungo la strada che collega il paese al lago di Bolsena sorge una città di discreta importanza identificata per lungo tempo col nome di Tiro mentre oggi viene genericamente indicata col nome di Civita di Grotte di Castro, non conoscendo il suo antico nome etrusco.

La cittadina posta al confine fra i territori di Vulci e Volsinii dominava la sponda nord del lago e fu conquistata dai Romani fra il IV e il III secolo a.C.

Nel VIII secolo d.C. l'antica Civita fu distrutta dai Longobardi: la distruzione fu così feroce che una vicina località ancora oggi si chiama "valle muje" ovvero "valle degli urli" che secondo la tradizione sarebbero proprio le grida di terrore pronunciate dagli abitanti di Civita mentre venivano uccisi.

I superstiti si rifugiarono in località nei dintorni ritenute più sicure fondando così gli odierni centri abitati di Gradoli, San Lorenzo e appunto Grotte.

Il nome dell'abitato fu scelto per la presenza di caverne sotto la rupe, visibili ancora oggi e che potevano costituire un rifugio sicuro in caso di aggressione.

Nel 1077 compare col nome di "Castrum Cripaturm" nel documento di donazione di Matilde di Canossa alla Santa Sede.

Nel 1144 fu distrutto il piccolo villaggio di Rosano (che sorgeva nel territorio fra Grotte e Acquapendente) e i suoi abitanti furono trasferiti a Grotte.

Il centro fu conteso per secoli fra la Chiesa e Orvieto poi nel 1537 fu acquistato dai Farnese ed entrò a far parte del Ducato di Castro.

Nel 1615 iniziò la devozione per la Madonna del Suffragio con la costruzione del Santuario.

Nel 1649 con la caduta di Castro ritorno allo Stato Pontificio.

Nel 1656 Papa Alessandro VII donò agli abitanti di Grotte le reliquie di San Flavio Martire, conservate nelle catacombe di Callisto a Roma. San Flavio diventò così il patrono di Grotte.

Alla fine del XVIII secolo fu unito a Grotte anche il piccolo centro del Borghetto sulle rive del lago di Bolsena, semi-abbandonato a causa del progressivo impaludamento della zona e dal diffondersi della malaria.

Nel 1860, durante l'impresa dei Mille, un distaccamento di garibaldini dopo lo sbarco a Talamone sconfinò nello Stato Pontificio con lo scopo di sollevare le popolazioni locali contro il governo pontificio. La sera del 18 maggio, i volontari garibaldini sconfinarono occupando Latera, successivamente puntarono verso Grotte di Castro che fu preso la mattina del 19 maggio al grido di "Viva l'Italia". I garibaldini scacciarono i gendarmi pontifici e issarono il tricolore sul Palazzo del Vignola. Saputo il fatto le truppe francesi stanziate a Montefiascone cercano di riprendere Grotte nel pomeriggio ma furono respinte dopo una furiosa battaglia all'altezza della chiesa di San Marco. Nel pomeriggio con l'aiuto di forze fresche giunte dalla Rocca di Valentano, i pontifici riuscirono a scacciare i garibaldini da Grotte.

Nel 1866 cambiò il suo nome da Castello delle Grotte in Grotte San Lorenzo.

Nel 1871 col resto del Lazio entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1877 cambiò ulteriormente il suo nome in Grotte di Castro.

Nel 1886 fu inaugurata la Fontana Grande per festeggiare l'apertura dell'acquedotto comunale.

Nel 1925 fu inaugurato il Monumento ai Caduti sito in Piazza Cavour.

Nel 1928 concesse la cittadinanza onoraria all'esploratore Umberto Nobile che ricambiò il gesto lanciando anche il gardaglietto del fascio grottano insieme alla bandiera italiana quando traversò il Polo Nord a bordo del dirigibile "Italia".

Danneggiato dalla seconda guerra mondiale, negli anni successivi si è specializzato nella coltivazione della patata (Patata dell'Alto Viterbese) che resta tutt'oggi la principale risorsa economica del paese.

Nel 1993 è stata consacrata la chiesa di San Giovanni Evangelista nella parte nuova dell'abitato. La chiesa, realizzata secondo forme moderne, sorge nei pressi delle rovine di un antico edificio sacro che fu distrutto nel 1144.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Comunale, edificio eretto su progetto del Vignola nel XVI secolo dotato in facciata di una bella scala doppia, a due rampe.
  • Fontana Grande, costruita nel 1886 per ricordare l'arrivo dell'acquedotto in paese
  • Necropoli delle Pianezze, sita ad est del centro storico, è costituita da numerose tombe, semplici o monumentali, scavate nel tufo e risalenti al VII secolo a.C.
  • Le “Cento camere”, un'altra grande necropoli etrusca, situata sul versante opposto di Pianezze
  • Museo archeologico

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • La più nota manifestazione è la "Sagra della Patata", che da molti anni richiama numerosi turisti a Grotte di Castro. La sagra è dedicata al prodotto che da tempo si coltiva nella zona. Si tiene nei giorni di ferragosto.
  • "I Sapori del Borgo", solitamente durante la seconda quindicina del mese di luglio, è il nome di un'altra manifestazione enogastronomica tipica del posto che ha riscosso un notevole interesse negli ultimi anni. Nata per scoprire i sapori e i luoghi più caratteristici del paese, è una passeggiata panoramica lungo il centro storico, intervallata da assaggi di cucina tipica del luogo, alla ricerca di ricette antiche, semplici nella preparazione, povere negli ingredienti, ma ricche di gusto e genuinità.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Grotte di Castro, tramite la Strada Provinciale 124 Torretta, è collegata ad Acquapendente.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Grotte di Castro passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale.

Immagini di Grotte di Castro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN238775808
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