Vejano

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Vejano
comune
Vejano – Stemma Vejano – Bandiera
Vejano – Veduta
Veduta aerea
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaViterbo
Amministrazione
SindacoTeresa Pasquali (Tradizione e innovazione) dal 26/05/2019
Territorio
Coordinate42°13′05″N 12°05′47″E / 42.218056°N 12.096389°E42.218056; 12.096389 (Vejano)Coordinate: 42°13′05″N 12°05′47″E / 42.218056°N 12.096389°E42.218056; 12.096389 (Vejano)
Altitudine390 m s.l.m.
Superficie44,31 km²
Abitanti2 218[1] (01-01-2019)
Densità50,06 ab./km²
Comuni confinantiBarbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Canale Monterano (RM), Capranica, Oriolo Romano, Tolfa (RM)
Altre informazioni
Cod. postale01010
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056056
Cod. catastaleL713
TargaVT
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 113 GG[2]
Nome abitantivejanesi
Patronosant'Orsio
Giorno festivo29 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vejano
Vejano
Vejano – Mappa
Posizione del comune di Vejano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Vejano è un comune italiano di 2 218 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio, dista dal capoluogo circa 40 km.

Monumento caduti
Il borgo
La Rocca Santacroce, 1538

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato lungo la Strada statale 493 Via Claudia Braccianese, il borgo di Vejano sorge su di uno sperone tufaceo ai piedi del Poggio di Coccia e posto alla confluenza nel fiume Mignone dei fossi Gorgolione e Del Becco.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese è di dubbia attribuzione: forse deriva da Veio, la potente città etrusca sconfitta da romani nel 396 a.C.: gli abitanti che riuscirono a fuggire si sarebbero trasferiti in queste terre fondando una nuova comunità; secondo altre fonti potrebbe derivare da una locuzione del tardo Medioevo che identificava l'incrocio fra quattro strade con il termine viano.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ritrovamento nel 1982 del sito archeologico di Torre dell’Ischia risalente alla cultura protovillanoviana fa datare all’età del bronzo la presenza di insediamenti umani organizzati[4], mentre la villa a Fontiloro è riferita alla civiltà etrusca e romana risalente all’età del ferro.

Fino all’alto medioevo le notizie su Viano sono scarse e solo dal 1213 si cominciano a trovare informazioni sulla piccola comunità.[5] Tra il 1213 e il 1493 si alternarono, nel dominio del feudo di Viano, Ischia di Castro e Rota i Vico poi gli Anguillara e gli Orsini.

Successivamente, il 12 settembre 1493 il feudo passerà a Giorgio III Santacroce che lo riceve da Gentile Virginio Orsini insieme al titolo di marchese come ricompensa dei servigi resi e della fedeltà mostrata verso la sua famiglia. Nel gennaio 1604 in seguito alla decapitazione di Onofrio III Santacroce il feudo Santacroce passò alla Camera Apostolica.[5]

Nel 1606 la Camera Apostolica passerà il feudo Santacroce nuovamente agli Orsini.

Nel 1671 gli Orsini rivenderanno il feudo ai principi Altieri[5] cui rimarrà per tre secoli fino alla proclamazione della Repubblica italiana.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo centro agricolo di circa 2297 abitanti, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu oggetto di un violentissimo bombardamento che causò la morte di settantasette concittadini e la quasi totale distruzione del centro abitato. Nobile esempio di spirito di sacrificio e amor patrio.»
— Vejano (VT), 5 giugno 1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La struttura urbanistica attuale mostra le forme del periodo medioevale, testimonianza del passaggio al governo del paese delle diverse famiglie nobili che si susseguiranno: gli Anguillara, i Prefetti di Vico, i Della Rovere, gli Orsini.

Composto di due parti, nella zona vecchia le quattro vie in mattonato con selci circondano le mura del castello medievale scandito da tre torri di difesa, mentre la parte nuova si concentra attorno alla piazza.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta, edificata nel 1344 viene fatta ristrutturare da Onofrio Santacroce nel 1518 dove sarà sepolto il 21 ottobre 1551. Nel 1671 subirà un nuovo restauro per opera della famiglia Altieri. Con il bombardamento anglo-americano del 5 giugno 1944 la chiesa viene seriamente danneggiata e ricostruita alla fine del conflitto.[6]
  • Sacello funerario Santacroce (Chiesa della Madonna del Rosario), progettata dall'architetto Bartolomeo Baronino[7] collaboratore di Antonio da Sangallo il Giovane, fu edificata tra il 1554 e il 1555.[8]
  • Chiesa di Sant'Orsio, XIV sec.[9]
  • Chiesa di Santa Maria del Rosario, 1909 - 1935. Con il bombardamento anglo-americano del 5 giugno 1944 la chiesa viene distrutta; sarà ricostruita tra 1954 - 1955.[10]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Rocca di Vejano, nel 1538 Onofrio III ricostruì il castello degli Anguillara distrutto da Cesare Borgia nel 1493. La rocca ha una pianta triangolare con 3 massicci torrioni posti ai vertici. La struttura è stata costruita in tufo: la parte più bassa è ricavata direttamente nella roccia mentre la parte più alta costituita dalle mura è costruita a mattoni. La rocca à circondata da un grande e profondo fossato e vi si accede tramite un ponte tufo e legno.[11] La rocca dal 1493 al 1604 la rocca fu di proprietà dei Santacroce, quindi, fu ceduta agli Orsini che la rivendettero nel 1671 agli Altieri, a cui rimarrà per tre secoli fino a quando con la morte di Ludovico ALtieri la famiglia si estinse e la proprietà passò ai Principi di Napoli-Rampolla.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Lungo il corso del Mignone sono presenti i resti di alcuni insediamenti umani con caratteristiche orografiche simili edificati su speroni tufacei di difficile accesso, facile da difendere e nelle immediate vicinanze dell'acqua.[12]

In località Torre d'Ischia è presente un insediamento umano risalente alla protostoria datato all'età del bronzo finale riconducibile alla cultura protovillanoviana.[13]

Risalente alla prima metà del I secolo d.C. situato sul ciglio di una rupe in posizione panoramica sulla valle nei pressi di Fontiloro si trova un monumento rupestre con podio e piattaforma sagomata probabilmente utilizzato come altare; la presenza nel centro della piattaforma di un pozzetto di forma tronco-conica fa pensare ad un utilizzo per deporre l’urna cineraria.[14]

Sempre in località Fontiloro, citata nei documenti del XVI secolo come Fontalloro e Font’Alloro, è stata rinvenuta una rustica dotata di impianti termali risalente all'età romana. L’area archeologica nel 1991 fu oggetto di scavi ed ha restituito importanti resti di età etrusca e romana.[15]

In località Teto sono, inoltre, presenti i resti di un castrum medievale, noto come Castrum Alteti.[3]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sito di interesse comunitario[modifica | modifica wikitesto]

Mola di Oriolo
SIC IT6010033.[16] Si estende per 175,8 ha e presenta un territorio tipico della forra, creatosi per mezzo dell'erosione dei banchi tufacei operata dal Mignone, con vegetazione mesofila. Interessa il territorio dei comune di Oriolo Romano e Vejano.

Zone protezione speciale[modifica | modifica wikitesto]

Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate
ZPS IT6030005.[17] Ḕ un territorio collinare di elevato pregio ambientale immediatamente alle spalle della costa tirrenica che si estende per 67573 ha con vegetazione mesofila, ricca di avifauna in particolre rapaci forestali e di mammiferi carnivori. Interessa oltre al territorio di Vejano anche quello delle arre protette di Manziana, Barbarano Romano, Canale Monterano, Tolfa e Allumiere.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[19]

Imprese attive e addetti (anni 2013-2015)
2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Vejano 107 0,46% 0,02% 170 0,29% 0,01% 112 185 106 185
Viterbo 23.371 5,13% 59.399 3,86% 23.658 59.741 24.131 61.493
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 107 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,46% del totale provinciale (23.371 imprese attive), hanno occupato 170 addetti, lo 0,29% del dato provinciale (59.399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato una persona (1,59).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Santa Maria del Rosario, 1955

Il 15 gennaio 1871 Viano viene annesso al Regno d'Italia ed inserito nella provincia di Roma.[20]

Il 24 settembre 1872 Viano cambia denominazione in Vejano.[21]

Il 2 gennaio 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo Mussolini che istituiva la provincia di Viterbo, Vejano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.[22]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2019 in carica Teresa Pasquali Lista civica Tradizione e Innovazione Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vejano fa parte del Servizio Associato di Vigilanza della Bassa Tuscia con i comuni di Oriolo Romano, Barbarano Romano, Bassano Romano e Canale Monterano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ a b Quarantino R., Colesanti G.T., Inventario dell'archivio storico di Vejano, pp. VI-VII.
  4. ^ Francesco Di Gennaro, Torre d'Ischia: tracce d'insediamento dell'età del bronzo finale (PDF), 21 novembre 1982. URL consultato il 7 giugno 2019.
  5. ^ a b c SIUSA - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 2 gennaio 2020..
  6. ^ Per ulteriori approfondimenti si veda la scheda Chiesa di Santa Maria Assunta <Vejano>, su Le Chiese delle diocesane italiane. URL consultato il 3 gennaio 2020..
  7. ^ Per ulteriori approfondimenti si veda Baronino, Bartolomeo, su Treccani.it. URL consultato il 30 dicembre 2019.
  8. ^ Per ulteriori approfondimenti si rimanda a Bruschi, Incrinature manieristiche nella «setta sangallesca»: il sacello funerario dei Santacroce a Vejano, pp. 43-95 e alla scheda Cappella dei Santacroce <Vejano>, su Le Chiese delle diocesane italiane. URL consultato il 3 gennaio 2020..
  9. ^ Per ulteriori approfondimenti si veda la scheda Chiesa di Sant′Orsio <Vejano>, su Le Chiese delle diocesane italiane. URL consultato il 3 gennaio 2020..
  10. ^ Per ulteriori approfondimenti si veda la scheda Chiesa di Santa Maria del Rosario <Vejano>, su Le Chiese delle diocesane italiane. URL consultato il 3 gennaio 2020..
  11. ^ Per ulteriori approfondimenti si veda La Rocca, su Rete delle dimore storiche del Lazio. URL consultato il 30 dicembre 2019..
  12. ^ Lombardi L., Vejano, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Treccani.it. URL consultato l'8 gennaio 2020..
  13. ^ Di Gennaro F., Repertorio dei siti protostorici del Lazio. Province di Roma, Viterbo e Frosinone, p. 328.
  14. ^ Per ulteriori approfondimenti si rimanda a Steingräber, Prayon, Monumenti rupestri etrusco romani tra i Monti Cimini e la Valle del Tevere, pp. 44-45, 139.
  15. ^ Lombardi L., Merlino M., Mirenda T., Il complesso archeologico di Fontiloro: aspetti della romanizzazione nel bacino del Mignone.
  16. ^ Cf. (EN) Natura 2000 - Standard data form IT6010033, su Natura2000 Network Viewer, Agenzia europea dell'ambiente..
  17. ^ Cfr. (EN) Natura 2000 - Standard data form IT6030005, su Natura2000 Network Viewer, Agenzia europea dell'ambiente.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat
  20. ^ R.D. 31 dicembre 1870, n. 6165, in materia di "Inizio validità a seguito dell'annessione di Roma e provincia al Regno d'Italia" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 359 31 dicembre 1870 (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato l'8 gennaio 2020.. Il documento originale è ancora conservato nell'archivio parrocchiale.
  21. ^ R.D. 11 agosto 1872, n. 967, in materia di "Nuova denominazione Viano assunta dal comune di Viano in provincia di Roma" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 249 9 settembre 1872 (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato l'8 gennaio 2020..
  22. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, in materia di "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 7 del 11 gennaio 1927 parte prima (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato l'8 gennaio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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