Vie romee

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Via Romea" rimanda qui. Se stai cercando la strada da Venezia a Ravenna, vedi Strada statale 309 Romea.

Nel Medioevo erano chiamate vie romee (o romane, o romipete) le strade che i pellegrini percorrevano verso Roma, la città che costituiva una delle principale mete, con Gerusalemme e Santiago de Compostela, della Cristianità occidentale.

Per ovvi motivi, specialmente la penisola italiana era interessata da una fitta rete di tracciati viari diretti a Roma. Le strade più importanti erano denominate romee o romane: di qui la frequenza dei due nomi.

Chi veniva da settentrione o da oriente, invece, percorreva altre vie romee, tra cui la Via Romea per eccellenza era quella che seguiva la costa adriatica, anche se da lontano, per evitare luoghi malsani o paludosi. Possiamo parlare, pertanto, di una Via Romea Nonantolana, una Via Romea della Sambuca, una Via Romea Germanica detta anche di Stade o Via Romea dell'Alpe di Serra, e altre ancora.

I transiti per tutte queste vie per Roma aumentano specie a partire dal XII secolo, quando il flusso dei pellegrini romei viene sempre più alimentato dalle regioni cristianizzate dell'Europa centrale e dei paesi scandinavi.

La Via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Via Francigena.
Cartello indicatore Via Francigena vicino a Vercelli
Facciata della basilica abbaziale di Nonantola

L'itinerario romeo per i pellegrini provenienti da Occidente è la via francigena, percorsa già in epoca longobarda. La via romea francigena deve il nome al fatto che essa trova le sue origini nell'area abitata dai Franchi.

Dalla Valle d'Aosta la via raggiunge Ivrea, quindi Vercelli e Pavia; si attraversano gli Appennini tra le province di Piacenza e Parma passando per Fornovo di Taro e Berceto. Raggiunta Pontremoli si prosegue, attraversando la Lunigiana ad Aulla, Sarzana e Luni, per Lucca, Porcari, Altopascio, Galleno, Ponte a Cappiano, Fucecchio, San Gimignano o Poggibonsi, Siena, Viterbo per terminare a Roma.

In alternativa, il pellegrino, una volta raggiunta Piacenza, può percorrere la via Emilia ed oltrepassare l'Appennino in corrispondenza o di Bologna o di Forlì, raggiungendo così o la via romea della Sambuca o la via romea dell'Alpe di Serra. A testimonianza di questo percorso, si può ad esempio ricordare che la consuetudine del passaggio di pellegrini provenienti dall'Irlanda e dalla Scozia ha dato origine, già nell'alto medio evo, alla chiesa forlivese, oggi scomparsa, di San Pietro in Scotto o in Scottis.

La Via Romea Nonantolana[modifica | modifica wikitesto]

La Via Romea Nonantolana prende nome da una delle sue tappe, l'abbazia di Nonantola, presso Modena. La strada attraversava il Frignano, risalendo il corso del Panaro, o su una riva o sull'altra, sino all'abbazia di Fanano, ai piedi del passo appenninico della Croce Arcana. Oltrepassato l'Appennino, nei pressi di San Marcello Pistoiese, la strada si biforcava, puntando o verso Pistoia, oppure, seguendo le valli della Lima e del Serchio, verso Lucca, località in comune con la via francigena.[1]

In alternativa, il pellegrino, una volta raggiunta la via Emilia può seguirla verso oriente ed oltrepassare l'Appennino in corrispondenza o di Bologna o di Forlì, raggiungendo così o la via romea della Sambuca o la via romea dell'Alpe di Serra.

La Via Romea della Sambuca (o Via Francesca della Sambuca)[modifica | modifica wikitesto]

La strada nota anche come Via Francesca della Sambuca, si dirama dalla via Emilia, lasciando Bologna per risalire la valle del torrente Limentra, affluente del Reno, raggiungendo il castello della Sambuca, da cui prende il nome, e lo spedale di Pratum Episcopi, l'odierna località di Spedaletto. Superato il passo appenninico della Collina, giunge prima a Pistoia e poi a Lucca.[2]

La Via Romea Germanica o Via Romea dell'Alpe di Serra[modifica | modifica wikitesto]

La Via Romea Germanica[3] è nota anche come Via Romea dell'Alpe di Serra o Via Teutonica, o Via di Alemagna o Via Romea di Stade o Via Ungaresca.

Gli ungari e i tedeschi, come erano genericamente chiamati i pellegrini provenienti dai paesi europei centro-settentrionali, seguivano due vie: una lungo la valle dell'Adige fino a Verona; l'altra lungo la val Pusteria fino a Treviso. Quest'ultima via poteva esser denominata anche Via Ungaresca (o Via Ongaresca). Entrambi i percorsi o raggiungono poi la via Emilia, seguendola sino a Forlì o arrivano comunque a Forlì dopo aver toccato Padova, Ferrara e Ravenna.

Passo dei Mandrioli verso gli Scalacci; in alto a sinistra il monte Comero e più lontano al centro il monte Fumaiolo

In ogni caso, a Forlì ha inizio la strada che, risalendo la valle del Bidente, valica l'Appennino al passo dell'Alpe di Serra, in prossimità dell'attuale passo dei Mandrioli. Il percorso, digradando per il Casentino verso Arezzo e proseguendo per la val di Chiana, arriva a Orvieto, per poi raggiungere Montefiascone, località in comune con la via francigena. Orvieto è la città dove è istituita la solennità universale del Corpus et Sanguis Domini, l'11 agosto 1264 con Bolla Transiturus da papa Urbano IV che aveva stabilito la residenza della corte pontificia sull'antica città rupestre etrusca.

Le fonti tedesche considerano la Via Romea melior via per Roma, anche nota come Germanica, di Alemagna, o Teutonica (quest'ultimo appellativo non sempre era gradito, in quanto evocativo delle gesta guerrafondaie dei Cavalieri Teutonici; i quali, peraltro, nell'antica terra della Tuscia Longobarda divenuta tra i secoli XI e XIV Tuscia Urbevetana, facendo riferimento al vasto territorio sotto controllo orvietano, da Sutri in Tuscia Suburbicaria alla Rocca di Tintinnano in Val d'Orcia, dalle Maremme alla Val di Lago bolsenense-aquesiana, al Tevere, dall'Amiata alla Valdichiana)[4].

Gli appellativi geografici della Via Romea dipendono in ragione della provenienza dei pellegrini[5]. Questa via è oggi chiamata anche Via Romea di Stade perché ne troviamo una chiara descrizione negli Annali dell'Abbazia di Stade, scritti dall'abate Alberto di Stade[6]. Gli intensi rapporti esistiti sin dal X secolo tra Arezzo, Forlì e Ravenna stanno all'inizio della fortuna di questo itinerario. Con l'aumento dei pellegrinaggi dall'area centroeuropea, la via tra Forlì ed Arezzo viene sempre più battuta, divenendo il percorso preferenziale per tutti coloro che giungono dalle Alpi centrali o orientali.

La via Flaminia[modifica | modifica wikitesto]

Un altro percorso per Roma sempre più usato a partire almeno dal Duecento è la via Flaminia, l'antica consolare conservatasi sostanzialmente intatta. Anche in questo caso il suo uso come itinerario romeo è legato al crescente flusso di pellegrinaggio proveniente dall'area germanica, oltre che dalla forza attrattiva esercitata dai centri umbri, specie quelli legati alla figura di San Francesco, divenuti altri Loca Sacra per la Cristianità occidentale.

In forza della sua originaria denominazione, mai venuta meno dall'antichità al medioevo, la via Flaminia, sebbene percorso romipeto, non sembra però aver mai assunto, neppure per singoli tratti, il nome romea o romana.[7]

La via romana (Milano-Lodi-Piacenza)[modifica | modifica wikitesto]

L'antico ospizio Sant'Erasmo a Legnano

La diversificazione dei percorsi transalpini determina la nascita di altri itinerari romipeti. La riapertura ai transiti di valichi quali il Sempione e il San Gottardo, e poi lo Spluga, il Septimer Pass e il San Bernardino, determina la nascita di un ventaglio di percorsi convergenti per lo più su Milano.

La quarta stazione di sosta dal passo del Sempione era l'ospizio Sant'Erasmo a Legnano: il borgo legnanese era anche l'ultima prima di Milano[8][9], dopo di cui i pellegrini romei proseguivano verso Lodi, e poi a Piacenza, località in comune con la via francigena. Il pellegrino, comunque, può scegliere se valicare quanto prima l'Appennino o se proseguire lungo la via Emilia verso Bologna e Forlì. Definita la vera strada maestra dei pellegrinaggi, la Milano-Lodi-Piacenza a partire almeno dal Duecento incanala un largo flusso di pellegrini diretti verso Roma, e proprio per questo sarà chiamata strada romana.

La stessa denominazione viene usata anche per il tracciato stradale che dall'Oltrepò pavese, mantenendosi sulla destra del Po, fa capo a Piacenza, e che serve da alternativa al ramo della via francigena proveniente dal valico del Moncenisio.[10]

La via romana (Bologna-Firenze-Poggibonsi)[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal Duecento tra gli itinerari romipeti che si dipartono dalla via Emilia assume crescente importanza la strada da Bologna a Firenze, che supera l'Appennino al valico dell'Osteria Bruciata e poi a quello del Giogo di Scarperia. Da Firenze la strada raggiunge Siena o Poggibonsi, onde collegarsi con la via francigena. Il raccordo che porta a Poggibonsi non a caso è chiamato strada romana.

Anche per la strada che raggiunge la via francigena a Siena, svolgendosi per le colline del Chianti, è documentata la denominazione di via romana.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Stopani, La via romea nonantolana, Centro Studi Romei, Firenze 2007
  2. ^ F. Capecchi, La via medievale della Sambuca. Notizie storiche e ricognizione del tracciato, in AA.VV., Dall'Appennino al Montalbano. I collegamenti tra la via francigena e i valichi appenninici alternativi al Montebardone, pp.109-115, Centro Studi Romei, Firenze 1998
  3. ^ Via Romea Germanica
  4. ^ S. Manglaviti, "Urbisveteris Antiquae Ditionis Descriptio", in Bollettino dell'Istituto Storico Artistico Orvietano, L-LVII, Orvieto 200)
  5. ^ A. Fatucchi, Le strade romane del Casentino, Atti e Memorie dell'Accademia Petrarca, XL, Arezzo 1972, A. Bacci, Strade romane e medievali nel territorio aretino", Cortona 1986, B. R. Stopani, La via Teutonica. L'alternativa germanica alla via Francigena, Le Lettere, Firenze 2010
  6. ^ Cartoguida Via Romea di Stade
  7. ^ Renato Stopani, Le vie del Giubileo. Guida, storia, percorsi, Erremme, Roma 1996, pp.189-224
  8. ^ D'Ilario, p. 232.
  9. ^ La storia della chiesa di S. Erasmo è legata all'ospizio di Bonvesin de la Riva, legnano.org. URL consultato il 5 febbraio 2015.
  10. ^ G. BASCAPE', Le vie dei pellegrinaggi medievali attraverso le Alpi centrali e la pianura lombarda, in “Archivio Storico della Svizzera Italiana”, Gennaio-Dicembre 1936 (ristampa, Pavia 1997) e D. Sterpos, Comunicazioni stradali attraverso i tempi. Milano-Piacenza-Bologna, Società Italiana Autostrade, Novara 1959
  11. ^ D. Sterpos, Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Bologna-Firenze, Società Italiana Autostrade, Novara 1961; Firenze-Roma, Novara 1964 e Renato Stopani (a cura di), Vie romee. Gli itinerari dei pellegrini nel contado fiorentino, Le Lettere, Firenze 2010, pp.41-80

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Stopani, La via romea nonantolana, Centro Studi Romei, Firenze 2007
  • F. Capecchi, La via medievale della Sambuca. Notizie storiche e ricognizione del tracciato, in AA.VV., Dall'Appennino al Montalbano. I collegamenti tra la via francigena e i valichi appenninici alternativi al Montebardone, pp. 109–115, Centro Studi Romei, Firenze 1998
  • A. Fatucchi, Le strade romane del Casentino, Atti e Memorie dell'Accademia Petrarca, XL, Arezzo 1972
  • A. Bacci, Strade romane e medievali nel territorio aretino, Cortona 1986
  • Renato Stopani, La via Teutonica. L'alternativa germanica alla via Francigena, Le Lettere, Firenze 2010
  • Renato Stopani, Le vie del Giubileo. Guida, storia, percorsi, Erremme, Roma 1996, pp. 189–224
  • G. Bascapé, Le vie dei pellegrinaggi medievali attraverso le Alpi centrali e la pianura lombarda, in Archivio Storico della Svizzera Italiana, Gennaio-Dicembre 1936 (ristampa, Pavia 1997)
  • D. Sterpos, Comunicazioni stradali attraverso i tempi. Milano-Piacenza-Bologna, Società Italiana Autostrade, Novara 1959
  • F. Capecchi, La via medievale della Sambuca. Notizie storiche e ricognizione del tracciato, in AA.VV., Dall'Appennino al Montalbano. I collegamenti tra la via francigena e i valichi appenninici alternativi al Montebardone, pp. 109–115, Centro Studi Romei, Firenze 1998
  • D. Sterpos, Comunicazioni stradali attraverso i tempi: Bologna-Firenze, Società Italiana Autostrade, Novara 1961; Firenze-Roma, Novara 1964
  • Renato Stopani (a cura di), Vie romee. Gli itinerari dei pellegrini nel contado fiorentino, Le Lettere, Firenze 2010, pp. 41–80
  • Renato Stopani, Le vie di pellegrinaggio del Medioevo. Gli itinerari per Roma, Gerusalemme, Compostela (con un'antologia di fonti), Le Lettere, Firenze 1991.
  • Alberto Compagnoni, Governolo. Incrocio fra Po e via Teutonica, Sometti, Mantova 2002
  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984, ISBN non esistente, SBN IT\ICCU\RAV\0221175.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]