Gravellona Toce

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gravellona Toce
comune
Gravellona Toce – Stemma Gravellona Toce – Bandiera
Gravellona Toce – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaCoA of Verbano-Cusio-Ossola.svg Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoGiovanni Morandi (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°56′N 8°26′E / 45.933333°N 8.433333°E45.933333; 8.433333 (Gravellona Toce)Coordinate: 45°56′N 8°26′E / 45.933333°N 8.433333°E45.933333; 8.433333 (Gravellona Toce)
Altitudine211 m s.l.m.
Superficie14,21 km²
Abitanti7 887[1] (31-12-2017)
Densità555,03 ab./km²
FrazioniGranerolo, Pedemonte
Comuni confinantiBaveno, Casale Corte Cerro, Mergozzo, Omegna, Ornavasso, Stresa, Verbania
Altre informazioni
Cod. postale28883
Prefisso0323
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103035
Cod. catastaleE153
TargaVB
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigravellonesi
Patronosan Pietro apostolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gravellona Toce
Gravellona Toce
Gravellona Toce – Mappa
Posizione del comune di Gravellona Toce nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Sito istituzionale

Gravellona Toce (Gravalüna in dialetto ossolano, Gravelon-a in piemontese) è un comune italiano di 7 887 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte. Rappresenta uno strategico nodo viario tra le tre aree provinciali (Verbano, Cusio ed Ossola).

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

Dal celtico grava (greto alluvionale, area con ghiaia) attraverso la forma gravella o gravale. La specifica si riferisce al fiume Toce.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla sua posizione strategica alla confluenza del torrente Strona nel fiume Toce, nei pressi del Lago Maggiore[2] e situato nel punto di convergenza dei percorsi dalla pianura verso il passo del Sempione è stato sede di un abitato fin dall'età antica[3]

Reperti di selci lavorate attestano la presenza di insediamenti preistorici nella zona di Gravellona Toce. La tribù autoctona dei Leponzi si fuse nel V-IV secolo a.C. con tribù galliche provenienti dal nord delle Alpi, dando vita a nuove espressioni archeologiche documentate sia in sepolture della necropoli di Pedemonte, sia in tracce del relativo abitato. Il territorio di Gravellona Toce entrò in seguito nell'orbita dell'Impero romano, con le cosiddette "guerre alpine" promosse da Augusto alla fine del I secolo a.C. Su Gravellona Toce convergevano le vie di comunicazione che dall'antica Milano (Mediolanum) e Novara (Novaria) si dirigevano verso il passo del Sempione e altri passi alpini, ecco perché le testimonianze d'età romana, particolarmente rilevanti, suggeriscono un ruolo strategico per l'insediamento che vi sorgeva e che nei primi secoli dell'età imperiale mostra un notevole sviluppo economico[3][4].

Nella frazione di Pedemonte è stata scoperta negli anni 1950 una necropoli, i cui scavi hanno rivelato almeno 129 tombe le cui tombe più antiche risalgono al V secolo a.C. ed arrivano fino al IV secolo d.C.[4] Per la maggior parte sono semplici fosse delimitate da pietre o a volte cassette in laterizi, ma è presente anche una recinto funerario familiare con una tomba in cui sono stati ritrovati numerosi oggetti di valore e per questo definitia "tomba gentilizia"[4] Più a nord della necropoli sono stati ritrovati resti di altri edifici risalenti ad un'epoca tra il I e il IV secolo d.C., dedicati ad uso misto artigianale, agricolo ed abitativo, realizzati in prevalentemente in ciottoli e di cui si può ipotizzare che i piani superiori fossero in legno con tetto in tegole e coppi[5]. Sono state identificate tre edifici risalenti al I secolo a.C., denominati "Casa del Pescatore" (per la presenza di strumenti ed ami da pesca, ma che vista la presenza del basamento di una forgia era probabilmente era la bottega di un fabbro), la "Casa del Forno" (diverse stanze con diversi focolari e un probabile forno per il pane) e le "Stalle" (una struttura con cinque vani, probabimente un ricovero per animali)[6][5] Probabilmente questo era il quartiere artigianale ai margini dell'abitato ed abitazioni più ricche dovevano trovarsi più in alto in posizione panoramica[5] Altri resti murari si trovano nei pressi della chiesa di San Maurizio[7]. L'area fu abbandonata dopo una grande frana staccatasi dal monte Cerano che travolse l'abitato[7].

Ci sono inoltre alcuni resti di edifici fortificati risalenti al V secolo d.C. in località Motto (il castrum)[8]

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) iniziarono una serie di invasioni barbariche provenienti dal nord.

La zona seguì nell'alto medioevo i movimenti storici legati alle guerre tra il Papato e l'Impero e alle lotte tra guelfi e ghibellini, contraddistinte da una lunga serie di episodi di distruzioni e saccheggi. Con la fine del Medioevo, la zona del novarese (1308) fu contesa tra i Visconti e Giovanni II Paleologo, marchese di Monferrato; il Marchese assoldò per riconquistare Novara (1358) la "Compagnia bianca", composta di soldati di ventura inglesi che per alcuni anni devastarono i borghi del novarese inclusa Gravellona Toce (1361).

Solo nel 1395 il novarese fu concesso ufficialmente al ducato dei Visconti, ai quali poi succedettero gli Sforza (1450).

Le guerre scoppiate in quel periodo in Italia, l'arrivo di spagnoli e francesi provocarono miserie nel novarese e a Gravellona: la pace di Cateau-Cambrésis segnò l'inizio del dominio spagnolo, conclusosi nel 1713 con la pace di Utrecht e Rastadt (guerra di successione spagnola) che sancì la cessione del milanese agli austriaci. Con la pace di Aquisgrana (1748 - guerra di successione austriaca) i Savoia, in cambio dell'aiuto dato a Maria Teresa d'Austria, ottennero l'annessione dell'alto novarese. Nel 1797 Gravellona Toce entrò a far parte della Repubblica Cisalpina; fino al ritorno di Napoleone Bonaparte, la zona di Gravellona Toce fu teatro di una serie di scontri armati e di occupazione da parte delle truppe russe del maresciallo Suvarov.

Dal 1805 Gravellona Toce entrò a far parte del Regno d'Italia fino alla caduta di Napoleone; dopo il Congresso di Vienna il novarese rientrò fra i possedimenti dei Savoia, e infine (1861) confluì nel Regno d'Italia. Il novarese e Gravellona Toce da quel momento vissero tutti gli eventi storico-politico-sociali legati alla storia d'Italia: dalla prima guerra mondiale all'avvento del fascismo, dal II conflitto alla lotta partigiana, alla ricostruzione del dopoguerra.

Gravellona Toce, per la sua posizione geografica e per la ricchezza d'acqua, aveva le caratteristiche ideali per favorire i primi insediamenti industriali. Nel 1844 nacque la filatura Pariani e nel 1866 il cotonificio Furter.

Dopo essere divenuto comune autonomo nel 1913 (staccandosi dal comune di Casale Corte Cerro), Gravellona Toce subì un incremento notevole della popolazione grazie allo sviluppo industriale legato alla lavorazione del cotone, del marmo e del granito, nonché per le officine elettriche e meccaniche. Anche dal punto di vista commerciale il paese si sviluppò, grazie alla posizione di crocevia fra importanti assi stradali.

Le due guerre mondiali comportarono rilevanti perdite di cittadini gravellonesi e l'arrestarsi momentaneo dello sviluppo del paese. Nella seconda guerra mondiale, in particolare, Gravellona Toce è teatro di una grossa battaglia fra partigiani e nazifascisti, dal 13 al 15 settembre 1944. I nazifascisti, che presidiavano il paese con ingenti ed agguerrite forze, fecero di Gravellona Toce un centro nodale per le comunicazioni della zona.

Negli anni successivi, i gravellonesi ripresero a lavorare e a sviluppare la propria attività, nonostante la crisi del settore tessile dei primi anni cinquanta colpisse la piccola imprenditoria locale. Negli anni cinquanta e sessanta l'afflusso di famiglie provenienti dal Polesine e dalle regioni dell'Italia meridionale conferì al paese una realtà più varia dal punto di vista culturale. È in quegli anni che l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Cavagnino progettò e sviluppò una rilevante zona industriale nelle zone un tempo dedicate al pascolo ed all'agricoltura. Fiorirono diverse nuove attività artigianali, industriali e commerciali ed altre già attive colsero l'opportunità di ingrandirsi.

Il 1º maggio 1954, durante gli scavi per la costruzione di una casa, furono ritrovati dei frammenti di ceramica. Iniziarono così delle ricerche, vennero effettuate numerose campagne di scavi che si protrassero fino al 1959, che portarono alla luce numerose sepolture con relativi corredi funerari, resti di edifici, tratti di strada romana. Vennero ritrovati anche frammenti di selce lavorata del periodo neolitico e i resti di una palafitta.

All'inizio degli anni novanta il completamento dell'autostrada A26 Genova Voltri-Gravellona Toce ed il collegamento della stessa con la superstrada che conduce fino a Varzo e al Passo del Sempione, rendono il paese ancora più centrale quale nodo di comunicazione fra Svizzera e Pianura padana.

La realizzazione della nuova provincia del Verbano-Cusio-Ossola ha conferito a Gravellona una singolare centralità economica, amministrativa e sociale: qui vengono infatti dislocati alcuni servizi provinciali (INPS e INAIL).

Nel 2003, su iniziativa del sindaco Rino Porini, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce il titolo di città al comune di Gravellona Toce; riconoscendone l'importanza economica, geografica e sociale all'interno del territorio locale e italiano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della chiesa di San Maurizio
  • Chiesa romanica di San Maurizio (X secolo): è il più antico, importante e significativo monumento gravellonese, la sua esistenza è documentata a partire dal X secolo. È una costruzione romanica a blocchi di pietra locale, in parte ricavati da una vicina torre romana. decorate esternamente da archetti pensili, le pareti hanno ampie finestre rettangolari in luogo delle originarie monofore. All'interno, le volte a crociera della copertura quattrocentesca dell'unica navata sono state recentemente rimpiazzate con capriate scoperte; affreschi quattrocenteschi sono emersi dallo strato di calce che li celava, nel corso dei restauri operati da Mesturino nel 1925. Sul fianco settentrionale si eleva il campanile pendente, separato, ma direttamente collegato alla chiesa. La parte inferiore, sembra risalire agli ultimi decenni dell'XI secolo; la cella campanaria, con la sovrastante cupola ottagonale è un'aggiunta dell'Ottocento.
  • Chiesa Parrocchiale di San Pietro (XII secolo): fu eretta nel XII secolo, successivamente venne ampliata. L'attuale facciata risale al 1862 ed è in stile neo-rinascimentale; il campanile del 1856 è costituito su blocchi di granito rosa. Le decorazioni interne sono state rifatte nel XX secolo dal pittore Pietro Borzoni.
  • Chiesa di Santa Maria,
  • Chiesa della Madonna dell'occhio,
  • Chiesa di San Giuseppe.
  • I resti del Castello del Motto (Castrum Gravallonae)

Gravellona Toce è nota "all'uomo della strada" soprattutto per l'autostrada che vi termina. Un forte polo di attrazione è il centro commerciale "Le isole" (più comunemente chiamato "Ipercoop", dal nome dell'ipermercato), oltre numerosi altri negozi. Vi sono inoltre industrie che si estendono nella piana prossima alla confluenza del torrente Strona nel fiume Toce, al confine con Baveno e Verbania.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 762, ovvero il 9,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Marocco, 125
  2. Romania, 119
  3. Cina, 92
  4. Ucraina, 87
  5. Senegal, 85
  6. Albania, 74
  7. Egitto, 22
  8. Moldavia, 14
  9. Bangladesh, 12
  10. Tunisia, 11

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 6 maggio 1990 Erminio Guida Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
6 maggio 1990 24 aprile 1995 Rino Porini Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Rino Porini centro Sindaco [11]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Rino Porini lista civica Sindaco [11]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Anna Di Titta lista civica Sindaco [11]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Massimo Giro Il Popolo della Libertà, Lega Nord Sindaco [11]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Giovanni Gianni Morandi lista civica: insieme per gravellona Sindaco [11]
27 maggio 2019 in carica Giovanni Gianni Morandi lista civica: insieme per gravellona Sindaco [11]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune faceva parte della Comunità montana Due Laghi, Cusio Mottarone e Val Strona.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La città possiede una squadra di calcio, l'A.S.D. Gravellona San Pietro; nella stagione 2017/18 milita nel girone A di Prima Categoria Piemonte-Valle d'Aosta.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La città ha ospitato la partenza della 19ª tappa del Giro d'Italia 2015, con traguardo posto a Breuil-Cervinia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il casello di Gravellona Toce rappresenta il terminale settentrionale dell'autostrada A26 detta "dei trafori".

La città possiede una stazione ferroviaria posta sulla linea Domodossola-Novara.

Fra il 1910 e il 1946 la città ospitò una stazione della tranvia Intra-Omegna.

Il paese è servito da varie autolinee gestite da VCO Trasporti, Comazzi e SAF.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Intorno al XV secolo i sedimenti del fiume hanno formato la piana del Toce, allontanando la città dal Lago
  3. ^ a b Mandolesi 2007, p. 263.
  4. ^ a b c Poletti Ecclesia 2014, p. 102.
  5. ^ a b c Poletti Ecclesia 2014, p. 103.
  6. ^ Mandolesi 2007, p. 263-264.
  7. ^ a b Poletti Ecclesia 2014, p. 104.
  8. ^ Mandolesi 2007, p. 264.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 1 gennaio 2018 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 20 novembre 2018.
  11. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]