Melzo

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Melzo
comune
Melzo – Stemma Melzo – Bandiera
La parrocchiale dei Santi Alessandro e Margherita
La parrocchiale dei Santi Alessandro e Margherita
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco -Antonio Bruschi (Partito Democratico, Lista Civica Melzo Cambiare la sinistra.)
Territorio
Coordinate 45°30′N 9°25′E / 45.5°N 9.416667°E45.5; 9.416667 (Melzo)Coordinate: 45°30′N 9°25′E / 45.5°N 9.416667°E45.5; 9.416667 (Melzo)
Altitudine 118 m s.l.m.
Superficie 9,82 km²
Abitanti 18 523[1] (31-12-2014)
Densità 1 886,25 ab./km²
Comuni confinanti Cassina de' Pecchi, Gorgonzola, Liscate, Pozzuolo Martesana, Truccazzano, Vignate
Altre informazioni
Cod. postale 20066
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015142
Cod. catastale F119
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 404 GG[2]
Nome abitanti melzesi
Patrono Sant'Alessandro
Giorno festivo lunedì successivo alla Domenica delle Palme
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melzo
Melzo
Posizione del comune di Melzo nella città metropolitana di Milano
Posizione del comune di Melzo nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Melzo (Mèlz in dialetto milanese) è un comune italiano di 18.454 abitanti[1] della città metropolitana di Milano in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le presunte origini etrusche che secondo la tradizione deriverebbero dal toponimo Melphum o Melpum ricordato da Plinio il Vecchio - rappresentata di conseguenza nella cartografia dell'Italia Gallica sive Gallia Cisalpina di Abraham Ortelius - non sono mai state provate, né esiste un ritrovamento archeologico in grado di confermarle. Più probabile la denominazione derivante da un nome germanico (Cfr: Fostermann).

Ma i toponimi nei tempi antichi mutavano frequentemente e quindi non sono da rigettare le successive denominazioni assunte dall'antica Melpum nel corso dei secoli: "Melzo" in epoca medievale era "Mellesiate" (citato da un documento del IX secolo) e poi Melesiate e Meleso (secc. XII-XIII) nome che ricorre diverse volte in carte milanesi coeve[3]. Melzo ebbe le proprie sorti assai presto legate a quelle della vicina Milano, a partire soprattutto dalla fine del XIII secolo quando, con l'aprirsi del conflitto tra Visconti e Torriani, si inaugurarono anche per la realtà melzese tre secoli di guerre.

In virtù della propria posizione geografica e a causa dei mutati equilibri politici fra Milano e Venezia, Melzo visse come realtà di confine i frequenti capovolgimenti di fronte, che durante tutto il Quattrocento videro confrontarsi il ducato visconteo-sforzesco e la Serenissima: prima l'episodio leggendario dell'eroina Agnese Pasta che guida un'improbabile rivolta femminile pro-sforzesca contro i soldati veneziani, che occorre più realisticamente interpretare come una protesta contro miseria e violenze, e più tardi la concessione del feudo alla giovanissima nobile milanese Lucia Marliani, della quale il duca Galeazzo Maria Sforza si era perdutamente innamorato, costellarono un secolo destinato a chiudersi, alla caduta del nuovo duca Ludovico il Moro per mano dei Francesi, con la consegna del marchesato di Melzo a Gian Giacomo Trivulzio, condottiero di Luigi XII e capostipite di una dinastia che si imporrà per quasi due secoli di storia melzese, caratterizzati dai fasti voluti dal casato per abbellire le proprie dimore e gli edifici più rappresentativi del borgo e da una complessiva stabilità sociale ed economica.

Animato sin dal 1513 dall'appuntamento settimanale del mercato, il giorno di martedì, l'assetto produttivo melzese, anche dopo l'uscita di scena dei Trivulzio, restò a lungo prevalentemente centrato sulle attività agricole - con una vocazione di antiche origini per il settore caseario – alle quali dal Seicento si affianca la prima realtà protoindustriale di una fornace per mattoni. Occorrerà tuttavia attendere la fine del Settecento, con la comparsa delle prime filande, per assistere al concreto avvio di quella nuova fase dello sviluppo cittadino – significativamente segnata anche dall'apertura dell'ospedale delle Stelle, voluta nel 1770 dall'amministrazione asburgica di Maria Teresa d'Austria – che fra Ottocento e Novecento riconfigurerà completamente sia l'aspetto sin lì lungamente immutato del borgo sia le abitudini di vita della sua popolazione.

Nel 1838, con la ripresa dell'attività manifatturiera dopo un momentaneo periodo di stallo, è la lavorazione della seta a rappresentare il motore trainante della prima industrializzazione melzese, con un rapido travaso di manodopera dal settore agricolo a quello tessile che – esaurito il momento di massima espansione degli stabilimenti tessili (Casanova, Ornago, Peroni, Gavazzi) si sposta verso l'industria chimica: nel 1907 la Edison sposta a Melzo la produzione degli accumulatori Tudor, costruendo una fabbrica che resta attiva durante i due conflitti mondiali. Per quasi un secolo la Tudor è la più importante realtà produttiva di Melzo arrivando a impiegare 500 persone da tutte le zone circostanti. Più tardi Melzo si orienterà decisamente verso quell'industria casearia che, nel passaggio di secolo e fino alle soglie della Seconda guerra mondiale, è ormai venuta configurando l'antica vocazione produttiva di un borgo nella realtà di un polo alimentare di rilevanza nazionale, grazie all'attività di Galbani e Invernizzi.

Attraversate le dinamiche sociali ovunque connesse al fenomeno dell'industrializzazione – lotte sindacali, sovraffollamento della popolazione inurbata, nuove realtà abitative e familiari – e trascorsa l'interruzione dolorosa del secondo conflitto mondiale, Melzo si presenta agli ulteriori appuntamenti della crescita economica post-bellica con le questioni legate all'immigrazione, e dunque all'ulteriore aumento della popolazione, e alla crescita indiscriminata del tessuto urbano: gli interventi di gestione avviati a partire dagli anni settanta, intesi soprattutto al controllo del versante urbanistico – con il Piano Regolatore e i piani di recupero per il centro storico – introducono in qualche misura all'ulteriore riconversione della realtà economica melzese a quel terziario avanzato la cui conclusiva affermazione, ancora in tempi recenti, appare quasi esemplarmente riassunta dall'apertura del cinema multisala Arcadia. Anche Melzo aveva la sua scormagna, fino agli anni Cinquanta-Sessanta: i melzesi erano definiti "i oreggiatt de Melz" (pronuncia: i uregiàt de mels).

Il feudo di Melzo e Gorgonzola[modifica | modifica wikitesto]

Per quasi duecento anni, la città di Melzo venne associata in feudo alla città di Gorgonzola. Segue l'elenco dei feudatari[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Con la memoria delle vicende storiche – ancora assai in divenire, e dunque foriera di sviluppi futuri – l'identità di Melzo è poi illustrata dalle monumentali testimonianze del passato pervenuteci: dall'antica fondazione della prepositurale dei santi Alessandro e Margherita, pregevole architettura di forme quattrocentesche lombarde, alla residenza un tempo fastosa di Palazzo Trivulzio, presenza tuttora dimensionalmente emergente nel tessuto urbano, alla chiesa di Sant'Andrea, con il prezioso ciclo degli affreschi cinquecenteschi, alle altre fondazioni di epoca trivulziana dell'Oratorio di sant'Antonio e delle chiese di san Francesco e di sant'Ambrogio (Torre Civica), sino all'Ospedale delle Stelle, già convento di Carmelitani, convertito alla nuova destinazione d'uso dal marchese Trivulzio e da altri nobili locali su progetto del Piermarini, a seguito di un decreto di Maria Teresa d'Austria.

  • Nel 1809 l'architetto Simone Cantoni firmò un progetto di ristrutturazione del palazzo del marchese Girolamo Teodoro Trivulzio, non realizzato.
  • Un luogo sicuramente oggi rinomato è il cinema multisala Arcadia.[senza fonte]
  • Fondazione Invernizzi, Tenuta di Trenzanesio (Parco Naturale), Rodano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La pieve[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 agosto 1576 il cardinale Carlo Borromeo trasferì alla chiesa dei Santi Alessandro e Margherita di Melzo la sede della previgente pieve di San Pietro di Cornegliano. Nell'ambito delle sue misure di adeguamento alla modernità, San Carlo decise infatti di riflettere il mutamento intervenuto nel tessuto urbano della zona, e cambiò la sede plebanea. Melzo ebbe quindi un prevosto cui per quattro secoli furono sottoposte le seguenti parrocchie:

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Melzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Brambilla (1888-1918), ciclista. È nato a Melzo.
  • Antonio Guido Filipazzi (1963), arcivescovo titolare di Sutri. È nato a Melzo.
  • Romano Perticone (1986), calciatore del Trapani football club. È nato a Melzo.
  • Lorenzo Rossetti (1980), calciatore ed ex-nazionale U15-U16 ed U17. È nato a Melzo.
  • Alberto Busnari, ginnasta italiano. È nato a Melzo.
  • Egidio Galbani, (1858-1950) imprenditore lattiero-caseario.
  • Davide Ignazio Franceschetti (Melzo, 2 aprile 1966 – Lancenigo, 8 febbraio 2001), militare insignito di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
  • Ubaldo Cortesi, (1911-1974) dottore in economia e commercio, direttore, stabilimento formaggi e salumi, Egidio Galbani, Melzo
  • Mario Macrelli, (1926 - ) imprenditore, titolare di Pastam Spa, (stampaggio contenitori in materia plastica per accumulatori elettrici). È nato a Melzo

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Paolo Sabbioni lista civica sindaco
2009 2014 Vittorio Perego lista civica sindaco
2014


Antonio Bruschi Partito Democratico sindaco Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 30 luglio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Sergio Villa, "Storia di Melzo dagli inizi alla fine dell'Ottocento", 2002
  4. ^ http://www.bibliomilanoest.it/WebRodano/web/094%20i%20feudatari%20di%20rodano/nuova_pagina_1.htm
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Persa la prevostura, la parrocchia di Cornegliano cambiò anche nome.
  7. ^ Comprendende anche il territorio di Incugnate.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicoletta Ossanna Cavadini, Simone Cantoni architetto, Milano, Electa, 2003.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243855379
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