Bellinzona

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Bellinzona
comune
Bellinzona
Bellinzona – Stemma
Bellinzona – Veduta
Castelgrande visto da Piazza Colleggiata
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Stemma Bellinzona.svg Bellinzona
Amministrazione
Sindaco Mario Branda (PSS) dal 1º aprile 2012
Territorio
Coordinate 46°12′N 9°01′E / 46.2°N 9.016667°E46.2; 9.016667 (Bellinzona)Coordinate: 46°12′N 9°01′E / 46.2°N 9.016667°E46.2; 9.016667 (Bellinzona)
Altitudine 238 m s.l.m.
Superficie 164,22[2] km²
Abitanti 42 901[3] (31-12-2016)
Densità 261,24 ab./km²
Frazioni Daro, Carasso, Galbisio, Ravecchia, Artore, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio, Sementina
Comuni confinanti Arbedo-Castione, Cadenazzo, Cavargna (IT-CO), Comunanza Cadenazzo/Monteceneri, Cugnasco-Gerra, Gravedona ed Uniti (IT-CO), Isone, Ponte Capriasca, Sant'Antonino, Riviera
Altre informazioni
Lingue italiano, ticinese[1]
Cod. postale 6500
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5002
Targa TI
Nome abitanti bellinzonesi
Patrono San Pietro Apostolo
Circolo Bellinzona
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Bellinzona
Bellinzona
Bellinzona – Mappa
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
I tre castelli e la cinta muraria di Bellinzona
(EN) Three Castles, Defensive Wall and Ramparts of the Market-Town of Bellinzone
Castelli.JPG
Tipo Culturali
Criterio (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2000
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Bellinzona[4] (in dialetto ticinese Belinzona, in tedesco Bellenz (desueto), in francese Bellinzone) è un comune svizzero del Canton Ticino. È la città capitale del Canton Ticino e capoluogo del distretto omonimo; conta 42 901 abitanti, mentre l'agglomerato e distretto conta 54 984 abitanti[3].

La città è attraversata da nord e in direzione ovest, marginalmente rispetto al centro cittadino, dal fiume Ticino[5].

Nel 2017 11 ex-comuni del distretto (Camorino, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio, Sementina) e Claro (già distretto di Riviera) sono stati accorpati al comune di Bellinzona. La popolazione del comune è dunque passata da circa 18 mila abitanti a 42 mila; la superficie da 19 km² a 165 km².

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Bellinzona deriva forse dal nome latino Bilitiō (accusativo Bilitiōnem). L'etimologia del nome è incerta e l'idea, errata, che il nome derivi dalla locuzione "zona bellica" è un esempio di etimologia popolare. Le ipotesi più accreditate sono due: la prima si richiama alla posizione geografica dell'insediamento bellinzonese originale, collocato sullo sperone di roccia di Castelgrande, e fa derivare il nome dal celtico «briga», col significato di monte o altura; la seconda, invece, collega Bellinzona al nome personale latino Belitius o Bellitio, al quale sarebbe stato aggiunto il suffisso –one, di probabile origine celtica. Il nome della Turrita significherebbe, perciò, «podere o possedimento di Bellitio».

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i quartieri che compongono il comune di Bellinzona derivati dal processo di aggregazione comunale, corrispondenti ai comuni soppressi.

Quartieri della nuova Bellinzona
Stemma Nome del comune Abitanti
31-12-2013
Superficie
in km²
Bellinzona Bellinzona 17962 19.1
Camorino Camorino 2749 8.3
Claro Claro 2753 21.2
Giubiasco Giubiasco 8561 6.2
Gnosca Gnosca 718 7.5
Gorduno Gorduno 747 9.2
Gudo Gudo 831 9.9
Moleno Moleno 115 7.5
Monte Carasso Monte Carasso 2802 9.6
Pianezzo Pianezzo 589 8.0
Preonzo Preonzo 618 16.4
Sant'Antonio Sant'Antonio 229 33.6
Sementina Sementina 3075 8.2

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Bellinzona si estende nella parte centrale del Canton Ticino. A causa dell'aggregazione del 2017, con una superficie di 165,45 km² è diventata la più estesa tra le città svizzere di oltre 30'000 abitanti e il terzo comune più esteso tra i Comuni del Canton Ticino, dopo Blenio e Lavizzara.

Fisicamente il centro principale del comune è costituito dalla città di Bellinzona corrispondente al relativo ex-territorio comunale (di circa 18'000 abitanti).

Adesso il nuovo comune comprende pure ampie aree boschive, agricole e di montagna e alcune frazioni sono delle vere e proprie località staccate dall'ambito cittadino.

A Bellinzona confluiscono e si diramano alcune tra le principali arterie stradali e autostradali, come la N2 Chiasso - Basilea, il passo del San Gottardo, il San Bernardino e alcuni passi secondari come il Lucomagno e la Novena. Bellinzona è anche uno snodo ferroviario principale per le merci e i viaggiatori sia a livello regionale, con i collegamenti in direzione di Locarno o Lugano, sia per il traffico nazionale e internazionale da e verso l'Italia (via Chiasso-Milano). I collegamenti con la Svizzera tedesca attraverso la nuova trasversale alpina che collega Bellinzona a Lucerna, ha ridotto i tempi di viaggio per le merci e le persone avvicinando il nord al sud della Svizzera, come pure Milano a Zurigo e Stoccarda. Per il traffico merci ricopre una certa importanza anche la linea che da Bellinzona e attraverso il Gambarogno collega Luino al terminal di Busto Arsizio-Gallarate[6]. La vecchia linea ferroviaria di montagna[7] è pure tuttora utilizzata dal traffico regionale, collegando paesi e regioni altrimenti tagliate fuori dal nuovo Tunnel ferroviario. La Città comprende a sud-ovest del proprio territorio, nei quartieri di Sementina, Giubiasco, Camorino e Gudo, la parte nord del Piano di Magadino[8]; una pianura a vocazione agricola frutto della bonifica avvenuta tra il 1888 e il 1961[9]. Sino ad allora la pianura era una palude soggetta alle piene del Fiume Ticino e alla malaria, oggi è una fertile piana dedita principalmente alla coltivazione di ortaggi in serra e all'aperto[10], Granturco e allevamenti di bestiame, principalmente bovini e ovini.

Nel centro cittadino si erge la rocca di Castelgrande, uno sperone di roccia granitica che degrada in direzione nord-ovest verso il corso del Fiume Ticino e sul quale hanno trovato rifugio i primi abitanti stanziali durante il neolitico[11]. Nel corso dei secoli, in considerazione dell'ottima posizione strategica e di controllo delle principali vie di transito da nord a sud, al riparo dal corso irregolare e dalle piene del Fiume Ticino, sulla rocca si stabilirono i primi villaggi, fortezze e armate fino al basso Medioevo, quando venne data forma all'attuale Castelgrande (castello) e al sistema di cinte murarie e castelli, Patrimonio UNESCO dell'umanità[12].

Il territorio ha assunto la sua conformazione odierna a partire da circa 10'000 anni fa, all'inizio del periodo olocene, in seguito al rientro dell'ultima glaciazione definita glaciazione Würm[13]. Durante la massima espansione dell'ultimo periodo glaciale, 18.000 anni fa, l'attuale territorio di Bellinzona era sommerso sotto una coltre di ghiaccio di 1'500m[14]. Il cambiamento climatico e l'innalzamento delle temperature ha causato il progressivo ritiro di questa imponente massa ghiacciata, a cui è seguita nei secoli l'opera di bonifica e adattamento da parte dell'uomo, modellando il territorio come lo conosciamo oggi.

Il Fiume Ticino attraversa la Città sul fronte nord ovest, discosto rispetto al centro cittadino, passa a lato del nuovo Parco urbano per giungere poi, lungo l'estesa area verde delle golene[15], nei quartieri di Giubiasco e Sementina, prima d'immettersi nel Piano di Magadino verso il quartiere di Gudo, il locarnese e il Lago Maggiore. I principali affluenti nel territorio sono a nord-est, sull'argine sinistro e attraverso il comune di Arbedo-Castione, il fiume Moesa e il Traversagna mentre da est, attraverso l'omonima valle, il Morobbia e da ovest il torrente Sementina. Diversi riali minori che prendono vita sui monti alpini nei dintorni di Bellinzona, confluiscono anch'essi nel Fiume Ticino: riale Vallascia, Grande, Moleno, Righetti, Lusanico, Rivalone, Val Purscina, Torrente Guasta, Torrente Dragonato ecc. per una struttura idrografica piuttosto varia e particolareggiata, con alcuni tratti sotterranei.

Il centro abitato più alto del comune di Bellinzona è Carena, facente parte del quartiere di S.Antonio in Valle Morobbia, a 958 m.sl.m. Il territorio confina a nord con i Comuni di Arbedo-Castione, Riviera e il Cantone dei Grigioni; a sud con Cadenazzo, Sant'Antonino, Isone, Ponte Capriasca, a ovest con Cugnasco-Gerra e ad est, attraverso la Valle Morobbia e il Passo San Jorio con Cavargna e Gravedona ed Uniti in Italia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima del Bellinzonese è caldo e temperato. Secondo la classificazione dei climi di Köppen e Geiger la classificazione del clima è Cfb[16], ovvero clima mite umido con temperatura media del mese più caldo inferiore a 22 °C e almeno 4 mesi sopra 10 °C. La temperatura media annuale di Bellinzona è 11.7 °C. Luglio con una media di 21 °C è il mese più caldo, gennaio con 2,5° il mese più freddo. La regione gode di un buon soleggiamento con un numero importante di precipitazioni annue[17] e diversi giorni di vento. Le statistiche pluviometriche a Bellinzona indicano una piovosità media annua di 1291 mm[18], con un massimo di precipitazioni tra la primavera e l'autunno, nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre. Anche ad agosto si riscontrano importanti precipitazioni, ma le stesse sono per lo più a carattere temporalesco intenso. Il mese più secco è gennaio con una media di precipitazioni pari a 65mm.

Bellinzona Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,7 7,5 12,0 16,0 19,7 23,4 25,9 24,8 21,4 16,1 10,6 6,9 6,7 15,9 24,7 16,0 15,8
T. mediaC) 2,5 4,0 7,5 11,3 15,2 18,6 21,0 20,2 17,1 12,1 6,9 3,5 3,3 11,3 19,9 12,0 11,7
T. min. mediaC) −0,7 0,5 3,0 6,7 10,7 13,8 16,1 15,6 12,8 8,2 3,3 0,2 0,0 6,8 15,2 8,1 7,5
Precipitazioni (mm) 65 66 84 119 132 153 114 138 120 119 111 70 201 335 405 350 1 291

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

La storia della città si perde nella notte dei tempi[19], alcuni scavi archeologici nella corte di Castelgrande, negli anni '80, hanno confermato la presenza di un villaggio neolitico[20] tra i più antichi in Svizzera e risalente alla seconda metà del VI millennio a.C.[21]. Di seguito, complice la posizione strategica della città, posta all'ingresso delle valli che conducono ai principali valichi alpini: Lucomagno, San Bernardino, Passo San Jorio, Greina e il passo del San Gottardo,[22] la regione entrò in sequenza sotto il controllo dei Leponzi, Celti Insubri e Romani[23]. Durante gli scavi condotti da Werner Meier nel 1967, furono dissepolte le vestigia dell’antica cinta muraria edificata dai Romani, verosimilmente risalente alla metà del IV secolo[24]. Una scorreria alemanna attraverso i passi retici venne fermata a Bellinzona, all'altezza dei Campi Canini[25], dall'Imperatore Maggioriano nel 457 d.C.[26]. I Campi Canini furono quindi teatro di diverse battaglie[27] ed erano conosciuti e vennero citati per la prima volta dallo storico romano Ammiano Marcellino già nel IV secolo d.C.[28], più precisamente nel 355 d.C., quando l'Imperatore Costanzo II si mosse personalmente alla testa di una spedizione militare ai confini della Rezia contro i Lentiensi, popolazione di stirpe alemannica che insidiava le frontiere; quindi oltre 200 anni prima del commento storico di Gregorio di Tours, che collocava per la prima volta i Campi Canini a ridosso di 'Bilitionem', indicata come fortezza di dominio longobardo e milanese.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Sasso Corbaro

In quest'epoca ricca di avvenimenti, Bellinzona si troverà al centro di contese, interessi militari e commerciali tra le potenze dell'epoca, che ne tracceranno i tratti distintivi ancora oggi visibili in talune opere militari, religiose e civili.

Nell'Alto Medioevo la transizione Gotica e Bizantina che seguì la caduta dell'Impero Romano non ha lasciato tracce archeologiche e tanto meno testi scritti; bisognerà attendere l'arrivo dei Longobardi e la contesa con i Franchi per avere il primo riferimento storico su Bellinzona. La fortezza "ad Bilitionem" viene infatti nominata, per la prima volta, in un noto passo di Gregorio di Tours[29] nella sua Historia Francorum, che descrive la calata, nel 590 d.C., dei franchi in discesa dal Lucomagno in guerra contro i longobardi asserragliati nella fortezza di Bellinzona. Gregorio precisamente, dopo avere nominato Milano, nel descrivere il luogo dove fu ucciso il combattente franco Olone scrisse:

« Olo autem dux ad Bilitionem huius urbis castrum, in campis situm Caninis, inportunae accedens, iaculo sub papilla sauciatus, cecidit et mortuus est »

Gregorio qualificava quindi Bellinzona come una fortezza appartenente alla città di Sant'Ambrogio.

Per delineare la storia e origini di un luogo, in particolare nell'antichità e nell'alto medioevo, si fa spesso riferimento ai luoghi di culto. L'originale Pieve di Bellinzona si trovava verosimilmente all'interno della Corte di Castelgrande, dove durante gli scavi archeologici del 1967 sono stati ritrovati i resti di un cimitero medievale cristiano. La prima trascrizione su pietra che parla di un luogo di culto a Bellinzona, già intitolato a San Pietro Patrono della Città, data il 1168[30].

Nel Basso Medioevo, in seguito alla crisi e disgregazione del Regno Franco, Bellinzona viene ceduta al Vescovo di Como. Contesa a lungo tra Como e Milano entra stabilmente nell'orbita milanese a partire dal XIV secolo, dopo un assedio di due mesi viene infatti conquistata definitivamente nel 1340 dai Visconti, intenzionati a controllare il Passo del San Gottardo, da poco reso valicabile, e tutti i principali passi allora transitabili. Risalgono a questo periodo, prima sotto il dominio Comasco dei Rusca e poi Visconteo, tra il XIV e il XV secolo, i tre stupendi castelli, simbolo stesso della città[31] e le sue imponenti cinte murarie.[32].

In quest'epoca tumultuosa, i rudi montanari Svizzeri tentarono più volte d'insidiare il potere Visconteo di Bellinzona e d'impossessarsi della Città e manieri per controllare le vie di transito verso i passi alpini, vi riuscirono nel 1419, non con la forza delle armi, ma con l'acquisto dei castelli di Bellinzona ai Signori De Sacco. Filippo Maria Visconti sentitosi minacciato da questa espansione e tentata inutilmente la via diplomatica ed economica, nella primavera del 1422 mise il comandante Francesco Bussone Conte di Carmagnola alla testa di un esercito di 16'000 soldati e decise di muovere battaglia per riconquistare Bellinzona e le Valli limitrofe. Gli svizzeri tentarono una reazione mettendo sotto assedio i castelli ma la battaglia di Arbedo,[33] combattuta il 30 giugno 1422 ai Campi Canini, e la dura sconfitta dei confederati, sancì la definitiva riconquista di Bellinzona da parte del Ducato milanese almeno fino alla fine del Medioevo.

Non fu questo l'ultimo scontro tra il ducato e confederati che tornarono a fronteggiarsi nel 1449 nella battaglia di Castione[34], in cui gli svizzeri per evitare il massacro dovettero ripiegare velocemente verso la Mesolcina e ancora nel 1478, con l'assedio per 2 settimane di Bellinzona con saccheggi e devastazioni nei dintorni della fortezza. L'esercito confederato, probabilmente memore di quanto avvenuto nel 1422 ad opera del Carmagnola e nel 1449 con la battaglia di Castione, come pure a causa delle avverse condizioni meteorologiche di quel freddo dicembre del 1478, al sopraggiungere delle armate di rinforzo milanesi si ritirò oltre Gottardo. Una piccola guarnigione di confederati e leventinesi rimase a seguire le manovre del nemico, che nel frattempo decise di continuare la spedizione verso la Riviera e la Leventina. Il 28 dicembre, con l'esercito ducale in difficoltà nelle strette valli ghiacciate e attraversate dal fiume Ticino, il piccolo contingente svizzero iniziò a colpire dall'alto con sassi e tronchi, mandando in rotta i ducali e dando vita a quella che ancora oggi è conosciuta come la battaglia dei sassi grossi di Giornico[35]. Da allora il Ducato decise di rafforzare ulteriormente le difese di Bellinzona con la costruzione del Castello di Sasso Corbaro e di una nuova cinta muraria che lo collegasse al Castello di Montebello e Castelgrande (castello), impedendo l'aggiramento a monte del borgo fortificato.

Età moderna (da baliaggio a Cantone)[modifica | modifica wikitesto]

Agli albori dell'età moderna, Bellinzona viene citata da uno dei principali geni dell'umanità: Nel XVI secolo descrivendo la strada e passo del San Jorio, Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico ne fa un accenno: "... le montagne di Lecco e di Gravidonia, inverso Bellinzona ...", lasciando il sospetto che possa averla percorsa e vi sia giunto magari di passaggio.

Alberto Vignati, cartografo militare lodigiano[36][37] all'inizio del Cinquecento conferma la distanza di 16 miglia tra Dunc e Berinzona, al passo vi si può accedere anche da Gravadona, il numero di cavalli che possono alloggiare in ciascuna stazione intermedia e le distanze intercorrenti; a riprova di quanto Bellinzona fosse un crocevia militare e commerciale di rilievo per le potenze dell'epoca, che se la contendevano.

Nel 1500, in seguito alle complesse vicende politico-militari del Ducato di Milano, Bellinzona cade in mano agli svizzeri. Infatti nel 1499 il re di Francia Luigi XII conquistò la Lombardia perché si considerava l'erede del ducato. I Francesi inviarono soldati anche a Bellinzona; i Bellinzonesi, però, si asserragliarono all'interno degli inespugnabili castelli ducali. Le autorità locali avevano ormai deciso di chiedere aiuto agli Svizzeri. Uri, Svitto e Untervaldo, che guardavano a Bellinzona da tempo, furono ben lieti di assoggettare il borgo e impossessarsi delle fortezze militari. Più tardi, per la precisione nel 1503, il re di Francia riconobbe ai tre cantoni primitivi il possesso di Bellinzona, della Riviera e di Blenio. Il passaggio dalla dominazione milanese a quella confederata avvenne quindi alla fine del medioevo, quando il ducato milanese era ormai sulla via del tramonto[38]. Bellinzona divenne così la testa di ponte militare dei confederati e del loro tentativo di espansione in Lombardia, che dopo qualche anno, nel 1515, sfocerà nella famosa battaglia di Marignano.

La città rimarrà controllata come baliaggio (una specie di colonia) fino alla fine del '700, quando l'intervento di Napoleone e una serie di rivolgimenti interni portano nel 1798 alla nascita del Cantone di Bellinzona all'interno della Repubblica elvetica. Successivamente, nel 1803 il nuovo cantone fu unito con il Cantone di Lugano per formare l'attuale Canton Ticino[39], di cui Bellinzona divenne la capitale. Dopo il 1815 tale ruolo sarà attribuito invece a turno anche a Locarno e Lugano. Soltanto nel 1878, non senza diatribe, Bellinzona diventa definitivamente sede del governo cantonale ticinese.

'800[modifica | modifica wikitesto]

Nell'800 il Ticino era un'isola repubblicana e democratica nella Lombardia sotto dominio austro-ungarico, i rapporti diplomatici tra Svizzera, Canton Ticino e Austria non erano propriamente amichevoli, infatti il Ticino ospitava un numero cospicuo di dissidenti liberali e anti-austriaci lombardi. La tensione salì quando il Ticino espulse 22 frati cappuccini lombardi accusati di spionaggio e gli austriaci, in risposta, rimpatriarono 6'000 ticinesi emigrati in Lombardia per lavorare[40], imponendo pure un blocco commerciale. Nel 1853, per fare fronte a questo difficile periodo per il Ticino e il suo popolo, la Confederazione decise di investire in opere pubbliche e fortificazioni militari a sud delle Alpi, prese così forma tra Camorino, Giubiasco e Sementina, la linea di difesa dei cosiddetti Fortini della fame[41], che avevano il doppio ruolo di fornire lavoro ai disoccupati e fungere da deterrente ad un'eventuale invasione austriaca da sud.

Prima e seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima guerra mondiale la Svizzera, seppure dichiaratasi neutrale, pensò bene di mobilitare l'esercito preparandosi al peggio; in questo senso Bellinzona avrebbe rappresentato ancora una volta un importante caposaldo militare[42], per contrastare eventuali tentativi d'invasione che provenissero dal Regno d'Italia.

Nella seconda guerra mondiale i proclami propagandistici di Mussolini e del fascismo sull'annessione dei territori della linea alpina (Ticino, Grigioni, Vallese), ritenuti linea naturale del confine italiano e il piano di conquista della VI armata del Po, preoccupavano e facevano supporre ancora una volta un tentativo d'invasione. Nel 1939 iniziano quindi gli studi delle opere per la creazione di una linea di difesa che in seguito assumerà il nome di copertura LONA. La linea, un complesso di fortificazioni e uno sbarramento anticarro di vallata venne quindi costituita a nord di Bellinzona e a sud di Biasca[43].

I nostri giorni[modifica | modifica wikitesto]

Bellinzona ci regala oggi una delle più significative testimonianze in fatto di architettura difensiva dell'area alpina. entusiasma gli ospiti moderni con castelli, merli e mura, il tutto accuratamente restaurato e integrato nel suo nucleo storico.

Nel novembre 2012, a Sementina, 17 Municipi del Comuni del Bellinzonese (escluso Isone) con l'aggiunta di Claro (distretto di Riviera), hanno sottoscritto l'istanza formale di aggregazione indirizzata al Consiglio di Stato, così come prevede la Legge sull'aggregazione dei Comuni.

Il Consiglio di Stato ha nominato la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto che sarebbe stato sottoposto alla popolazione dei Comuni interessati in votazione consultiva. La legge stabilisce quindi che sulla base dell'esito di tale voto, il Consiglio di Stato licenzi un messaggio governativo all'indirizzo del Gran Consiglio, cui compete formalmente la decisione per l'aggregazione di Comuni.

Il 18 ottobre 2015 è avvenuta la votazione consultiva nei comuni interessati dal progetto. Dei 17 comuni che hanno partecipato al progetto aggregativo, in 13 si è avuto esito positivo: Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio e Sementina. Mentre quattro comuni hanno votato per restare indipendenti: Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant'Antonino.

Dopo l'avallo alla fusione del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino vi è stato il ricorso al Tribunale Federale da parte di alcuni cittadini, che ritenevano nullo il voto essendo lo stesso vincolato all'aggregazione a 17 anziché a 13 comuni, come invece scaturito dalle urne. Il Tribunale Federale, con sentenza del 17 novembre 2016, ha respinto definitivamente il ricorso contro l'aggregazione dei 13 comuni. Il voto comunale per definire la composizione del nuovo Municipio e Consiglio comunale ha avuto luogo il 2 aprile 2017, è nata quindi una realtà urbana con una popolazione di 42'084 abitanti, dodicesima città Svizzera.

Stemma araldico[modifica | modifica wikitesto]

Nuovo logo Città di Bellinzona

Lo stemma araldico di Bellinzona è legato a doppio filo alla dominazione milanese, alla Città di S. Ambrogio deve infatti il biscione visconteo a sette spire che la rappresenta. Secondo gli storici, l’antico stemma della città era formato da tre soffietti, "Tri Bofitt" in dialetto bellinzonese (attrezzi per attizzare il fuoco), indicanti i venti del nord, nord-est e sud-ovest convergenti al centro dov’era posizionata una grande lettera B, indicante il toponimo. In epoca viscontea venne sostituito dalla nota “vipera” o “biscione” di quel casato, che in epoca svizzera venne privato della corona ducale e del fanciullo in bocca[44]. Il formato originale con corona e fanciullo lo si può ancora trovare raffigurato su alcuni monumenti storici, come sulla facciata della Chiesa della Collegiata.

Il nuovo ente nato dall'aggregazione con i tredici comuni limitrofi, si è già dotato di un nuovo logo che riprende (stilizzato) l’antico “biscione” d’argento in campo rosso di derivazione viscontea. Il nuovo logo è stato realizzato dallo studio Variante Agenzia, composto da tredici linee che rappresentano i comuni aggregati e che è stato denominato “la danza del serpente”[45].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata dei Santi Pietro e Stefano
La chiesa evangelica

Il centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere sud[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere di Ravecchia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ravecchia.

Il quartiere di San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere di Bellinzona nord[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere di Carasso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Carasso (Bellinzona).

Quartiere di Daro[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere di Artore[modifica | modifica wikitesto]

Prada[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio di San Girolamo, d'origine medievale e rimaneggiato nei secoli XV-XVI

Quartiere di Camorino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Camorino.

Quartiere di Gorduno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Gorduno.

Quartiere di Sementina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sementina.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Vista invernale della Collegiata dei Santi Pietro e Stefano e del centro storico dall'alto del Castelgrande
La Piazza del Sole

Il centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

I musei dei tre castelli ospitano storia locale, arte, archeologia e varie esposizioni temporanee.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Bellinzona un punto di passaggio stradale e ferroviario rilevante a livello regionale ma anche internazionale: infatti da qui si diramano le principali arterie stradali e autostradali sull'asse nord-sud verso i passi alpini del San Gottardo, del Lucomagno, del San Bernardino, della Novena e della galleria stradale del San Gottardo. Il 1º giugno 2016 ha avuto luogo l’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo, la galleria ferroviaria più lunga al mondo[54]. Con il cambio d’orario dell’11 dicembre 2016 è entrata ufficialmente in servizio anche per il traffico viaggiatori[55]. La nuova stazione di Bellinzona, inaugurata sabato 15 ottobre 2016[56][57] è pure un progetto nato nell'orbita di AlpTransit ed è la prima stazione a sud delle Alpi per i treni a lunga percorrenza provenienti da nord, rispettivamente l'ultima per i treni provenienti da sud. A partire da dicembre 2017 Bellinzona sarà pure collegata alla Malpensa attraverso Mendrisio e la nuova tratta ferroviaria Stabio - Varese - Arcisate; dalla fine del 2018 il collegamento sarà diretto (senta cambio a Mendrisio) ed avrà cadenza oraria e sarà possibile raggiungere l'aeroporto internazionale in circa 2 ore, dal 2020 con l'apertura del tunnel del Ceneri s'impiegherà circa 1 ora e 40 minuti[58]. I castelli medioevali di Bellinzona e il suo complesso difensivo di torri e murate sono stati riconosciuti Patrimonio mondiale dell'Umanità UNESCO nel 2010[59].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
3,6% madrelingua tedesca
87,4% madrelingua italiana
2,5% madrelingua serbo-croata

Abitanti censiti

Cultura e informazione[modifica | modifica wikitesto]

Villa dei Cedri
Castelgrande a Bellinzona

I suoi tre castelli, le sue fortificazioni e la sua cinta muraria sono stati iscritti nel 2000 nella lista dei patrimoni dell'umanità stilata dall'UNESCO. I tre castelli sono Castelgrande, il Castello di Montebello e il Castello di Sasso Corbaro.

La città possiede un Teatro, posto in piazza Governo, edificato nel biennio 1846-1847 su disegno dell'architetto milanese Giacomo Moraglia, uno dei maggiori architetti neoclassici lombardi della prima metà del XIX secolo, e recentemente restaurato. Insieme al Casino Théatre di La Chaux-de-Fonds è l'unico esempio di teatro in stile neoclassico 'italiano' in Svizzera.

Teatro Sociale

Presso la Villa dei Cedri, in piazza San Biagio nel quartiere di Ravecchia, è presente un Museo di arte moderna con un ampio parco.

Bellinzona è anche rinomata per il suo carnevale, vecchio di 150 anni, chiamato Rabadan. Esso attira ogni anno migliaia di persone da tutto il cantone, dalla Svizzera interna e da oltre confine; la città resta nelle mani del Re per ben sei giorni di festa. La tradizione indica nel 1862 la nascita del carnevale bellinzonese, ma il termine Rabadan (dal piemontese "baccano, fracasso", ma anche "uomo mal ridotto") è comparso solo nel 1874. Sempre a Bellinzona, nel 1958, è stata fondata la prima Guggenmusik ticinese: i Ciod Stonaa. Una Guggen è una banda musicale che si esibisce durante il carnevale e i cui musicisti (spesso improvvisati) sono in maschera. Si tratta di una tradizione ripresa dal sud della Germania e dalla Svizzera di lingua tedesca.

A Bellinzona hanno sede alcune scuole superiori quali:

  • la Scuola Specializzata Superiore di Tecnica (SSST),
  • la Scuola Superiore di Informatica di Gestione[60] (SSIG),
  • la Scuola Superiore Alberghiera e del Turismo[61] (SSAT),
  • il liceo cantonale[62]
  • la Scuola cantonale di commercio.
  • il Centro professionale commerciale

In città si stampa il quotidiano laRegione Ticino, secondo per diffusione nel Canton Ticino solo al Corriere del Ticino.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Corpo civici pompieri del comune di Bellinzona è il più longevo del Cantone Ticino; è stato fondato nel 1829.
  • La Civica filarmonica di Bellinzona[63], fondata nel lontano 1785, è uno dei complessi bandistici più antichi della Svizzera.
  • Il Tribunale Penale Federale[64], è un tribunale della Confederazione con sede, dalla sua entrata in funzione risalente al 1º aprile 2004, a Bellinzona. È oggi composto da due corti.

Istituti di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), l'istituto è affiliato all'Università della Svizzera italiana di Lugano e ha l'obiettivo di promuovere gli studi in immunologia umana
  • Istituto Oncologico di Ricerca (IOR), l'istituto è l'unità di ricerca di base e traslazionale dell'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI)

Persone legate a Bellinzona[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Bellinzona

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[65]

Patriziato di Ravecchia[modifica | modifica wikitesto]

La frazione comunale è sede del locale patriziato.

Patriziato di Daro[modifica | modifica wikitesto]

La frazione comunale è sede del locale patriziato[66].

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Il patriziato è padrone del rifugio Visnago, raggiungibile da Arbedo, posto a 1180 m s.l.m. con 6 posti letto[67].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • La squadra di pallavolo femminile milita nella 1.lega nazionale
  • La squadra di Calcio - l'AC Bellinzona - milita nel campionato di 1.lega Classic.
  • La squadra di Rugby, Rugby Club Ticino[68]
  • La squadra di Ciclismo, il Velo Club Bellinzona[69]
  • La Società di Nuoto,[70]
  • La società di Ginnastica Federale[71]
  • Il Gruppo Atletico Bellinzona[72]
  • La società di Hockey su ghiaccio milita nella 1.Lega Svizzera (Serie C)[73]
  • La società di Pallacanestro femminile milita nel campionato di serie B nazionale[74]
  • La società di Tiro con l'Arco (ARBE, ARcieri del BEllinzonese)[75]
  • La società di Tennis, il Tennis Club Bellinzona[76]
  • La società di Unihockey, Ticino unihockey[77]
  • La società di Sport Twriling (Sport Twirling Bellinzona)[78]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone, non è riconosciuto ufficialmente.
  2. ^ USTAT - Distribuzione geografica della popolazione 2017
  3. ^ a b Ufficio federale di statistica - Bilancio della popolazione residente permanente per Cantone, risultati annuali provvisori, bfs.admin.ch, 31 dicembre 2016.
  4. ^ Bellinzona sito ufficiale, bellinzona.ch.
  5. ^ La storia del Fiume Ticino, viverelamontagna.ch.
  6. ^ Profilo del Terminal Busto Arsizio-Gallarate, hupac.ch.
  7. ^ Futuro utilizzo della tratta di montagna del Gottardo (PDF), newsd.admin.ch.
  8. ^ Parco del Piano di Magadino, www4.ti.ch.
  9. ^ Bonifica del Piano di Magadino (PDF), www4.ti.ch.
  10. ^ Piano di Magadino risorsa agricola, www4.ti.ch.
  11. ^ Gli abitanti preistorici, bellinzona.ch.
  12. ^ I castelli e la murata di Bellinzona nell'UNESCO, bellinzona.ch.
  13. ^ ultima glaciazione nella Valle del Ticino, percorsopiottino.ch.
  14. ^ ghiacciai ticinesi, viverelamontagna.ch.
  15. ^ Area di svago delle golene di Bellinzona (PDF), www4.ti.ch.
  16. ^ classificazione dei climi di Köppen (PDF), primolevi.gov.it.
  17. ^ meteosvizzera.admin.ch, http://www.meteosvizzera.admin.ch/home.html?tab=overview .
  18. ^ it.climate-data.org, https://it.climate-data.org/location/55937/ .
  19. ^ La Storia: scritto di Werner Meier, bellinzona.ch.
  20. ^ Villaggi neolitici in Svizzera, archaeologie-schweiz.ch.
  21. ^ Bellinzona (comune): 1 - Preistoria e Protostoria, hls-dhs-dss.ch.
  22. ^ Passo del San Gottardo, passosangottardo.ch.
  23. ^ Bellinzona (comune): 2 - Epoca romana, hls-dhs-dss.ch.
  24. ^ Le origini dei Grigioni: i Campi Canini presso Bellinzona-p.11, e-periodica.ch.
  25. ^ Le origini dei Grigioni: i Campi Canini presso Bellinzona, e-periodica.ch.
  26. ^ Dizionario storico della Svizzera: Alemanni, hls-dhs-dss.ch.
  27. ^ Dissertazioni critico-storiche intorno alla Rezia al di qua delle alpi, books.google.ch.
  28. ^ Le origini dei Grigioni: i Campi Canini presso Bellinzona - 2. La prima comparsa nella storia dei Campi Canini-P.12, e-periodica.ch.
  29. ^ Gregorio Di Tours, hls-dhs-dss.ch.
  30. ^ Bellinzona (Pieve, baliaggio, distretto):1-Medioevo, hls-dhs-dss.ch.
  31. ^ Bellinzona (comune): 3-Medioevo, hls-dhs-dss.ch.
  32. ^ Il tardo medioevo: il governo dei Visconti, bellinzona.ch.
  33. ^ La battaglia di Arbedo, hls-dhs-dss.ch.
  34. ^ La battaglia di Castione, hls-dhs-dss.ch.
  35. ^ La battaglia di Giornico, hls-dhs-dss.ch.
  36. ^ Tagliabue, 1901.
  37. ^ Il Ducato di Milano e gli Svyceri-p.14, academia.edu.
  38. ^ Bellinzona in mani svizzere, bellinzona.ch.
  39. ^ Bellinzona (Cantone), hls-dhs-dss.ch.
  40. ^ Rivoluzioni democratiche tra Lombardia e Ticino, giornaleadula.wordpress.com.
  41. ^ I fortini della fame, viverelamontagna.ch.
  42. ^ Svizzera durante il primo conflitto mondiale, liceolugano.ch.
  43. ^ Il fronte sud e la LONA, fortemondascia.ch.
  44. ^ [1]
  45. ^ Stemma araldico Bellinzona, araldicacivica.it.
  46. ^ Oratorio di Santa Marta - Inventario dei beni culturali
  47. ^ Chiesa di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  48. ^ Chiesa evangelica - Inventario dei beni culturali
  49. ^ Chiesa del Sacro Cuore - Inventario dei beni culturali
  50. ^ Oratorio di Santa Maria Annunciata - Inventario dei beni culturali.
  51. ^ Villa Stoffel (ex Curti) - Inventario dei beni culturali
  52. ^ Le mura cittadine - Inventario dei beni culturali
  53. ^ La murata - Inventario dei beni culturali
  54. ^ Storia della Galleria di base del Gottardo, alptransit.ch.
  55. ^ Si apre una nuova epoca ferroviaria, company.sbb.ch.
  56. ^ Porta del Ticino, portadelticino.ch.
  57. ^ Bellinzona in festa per la nuova stazione, cdt.ch.
  58. ^ FMV Ferrovia Mendrisio - Stabio (- Varese) (PDF), tilo.ch.
  59. ^ Bellinzona e i suoi castelli Patrimonio UNESCO, bellinzona.ch.
  60. ^ Scuola specializzata superiore di economia (SSSE) : ssse, ssig.ch.
  61. ^ Scuola superiore alberghiera e del turismo, ssat.ch.
  62. ^ Liceo Cantonale Bellinzona, Home - Liceo Cantonale Bellinzona, liceobellinzona.ch.
  63. ^ CIVICA FILARMONICA DI BELLINZONA, civicabellinzona.altervista.org.
  64. ^ bstger.ch, PENALE FEDERALE http://www.bstger.ch/it/index.html=TRIBUNALE PENALE FEDERALE .
  65. ^ Annuario del Canton Ticino Archiviato il 17 luglio 2011 in Internet Archive.
  66. ^ Patriziato, Patriziato di Daro, patriziato-di-daro.ch.
  67. ^ Visnago, alpi-ticinesi.ch.
  68. ^ Rugby Remodeling - Rough and Tumble Renovations, rugbyclubticino.ch.
  69. ^ Velo Club Bellinzona - Il ciclismo vissuto con passione, vcbellinzona.ch.
  70. ^ Societa Nuoto Bellinzona, snbellinzona.ch.
  71. ^ Benvenuto sul sito della Società Federale Ginnastica Bellinzona - News & Eventi, sfgbellinzona.ch.
  72. ^ GAB Bellinzona - atletica e non solo, gab-bellinzona.ch.
  73. ^ Hockey – hockeygdt.ch, hockeygdt.ch.
  74. ^ Pallacanestro Bellinzona, bellinzonabasket.ch.
  75. ^ home arcieri bellinzonese, arcieri-bellinzonese.ch.
  76. ^ TCB - Tennis Club Bellinzona, tcbellinzona.ch.
  77. ^ Ticino Unihockey, ticinounihockey.ch.
  78. ^ Home, twirlingbellinzona.ch.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 16-58.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Giovanni Sarinelli, La Diocesi di Lugano. Guida del clero, La Buona Stampa, Lugano 1931, 222-223.
  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità, Edizioni dello Stato. Bellinzona 1955.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 17, 19, 20, 26, 28-29, 36, 200, 204-205, 207, 259, 266, 368, 370, 372, 375, 396, 471, 474, 494, 512, 576, 578.
  • Adolfo Caldelari, Guida di Bellinzona, Edizioni Casagrande, Locarno-Bellinzona 1971; Idem, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 3-22, 26-28, 33-34, 48, 83, 107, 118, 129, 149, 254, 259.
  • Plinio Grossi, Un'altra città. Bellinzona com'era, Armando Dadò Editore, Locarno 1990.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Franco Chiesa, La zecca di Bellinzona, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1991.
  • Plinio Grossi, Ali fra le torri, Fontana Editrice, Pregassona 1995.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • Plinio Grossi, Saluti da Bellinzona. Le storie di un'epoca nelle cartoline illustrate, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2005.
  • AA. VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 11, 12, 14, 17, 18, 19-39, 41, 42, 43, 52, 54, 55, 58, 59, 72, 65, 66, 82, 87, 134, 144, 152, 178, 184, 274, 295, 300, 302, 384, 491, carta 20.
  • AA. VV., Giù le mani dalle Officine, Fontana Print, Pregassona-Salvioni, Bellinzona, 2008.
  • Gabriele Rossi, Giù le mani dall'Officina!. Traces de grève à Bellinzone, in Vues d'archives, "Cahiers d'histoire du mouvement ouvrier", nº 24, Association pour l'étude de l'histoire du mouvement ouvrier (AEHMO) e Éditions d'en bas, Lausanne 2008.
  • Anna Lisa Galizia, Lucia Pedrini-Stanga, Noemi Angehrn, Sculture nello spazio pubblico a Bellinzona (Guide storico-artistiche della Svizzera), Società di storia dell'arte in Svizzera, Berna 2009.
  • Simona Martinoli, Cristina Palma, Lucia Pedrini-Stanga, Il cimitero di Bellinzona, (Guide storico-artistiche della Svizzera), Società di storia dell'arte in Svizzera, Berna 2009.
  • Giuseppe Chiesi, Copista e miniatore della cancelleria del ducato di Milano, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di) Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, Officina Libraria, Milano 2010.
  • Plinio Grossi, Bellinzona e i suoi aneddoti, Salvioni, Bellinzona 2010.
  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Pittori lombardi. Chimera; Luccio; Blasone della famiglia Muggiasca; Uomo ricurvo in atto di sorreggere con la schiena; Cinghiale; Giovane in atto di sorreggere con le braccia, Vespasiano imperatore; Animale fantastico con guinzaglio (?); Imbarcazione con due figure, Due caproni; Due cani; Due Beccacce, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Paolo Ostinelli, Copista e miniatore della cancelleria del ducato di Milano. Luigi XII, re di Francia, concede privilegi a Bellinzona e Claro, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Laura Pedrioli, Un inglese a Bellinzona. Le vedute della città di Bellinzona realizzate da William Turner, in «Kunst + Architektur in der Schweiz», anno 62, n. 2, SSAS, Berna, 2011, 52-57.

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