Trino

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Trino
comune
Trino – Stemma Trino – Bandiera
Veduta campanile
Veduta campanile
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Vercelli-Stemma.png Vercelli
Amministrazione
Sindaco Alessandro Portinaro (PD) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 45°12′00″N 8°18′00″E / 45.2°N 8.3°E45.2; 8.3 (Trino)Coordinate: 45°12′00″N 8°18′00″E / 45.2°N 8.3°E45.2; 8.3 (Trino)
Altitudine 130 m s.l.m.
Superficie 70,61 km²
Abitanti 7 345[1] (31-12-2014)
Densità 104,02 ab./km²
Frazioni Leri Cavour, Lucedio, Robella, Darola
Comuni confinanti Bianzè, Camino (AL), Costanzana, Fontanetto Po, Livorno Ferraris, Morano sul Po (AL), Palazzolo Vercellese, Ronsecco, Tricerro
Altre informazioni
Cod. postale 13039
Prefisso 0161
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 002148
Cod. catastale L429
Targa VC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti trinesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trino
Trino
Sito istituzionale

Trino (Trin in piemontese) è un comune italiano di 7 345 abitanti[1] della provincia di Vercelli in Piemonte. Sorge circa 15 chilometri a sud-ovest del capoluogo, poco discosto dalla riva sinistra del Po ed ai piedi delle colline del Monferrato.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È il terzo comune della provincia per estensione territoriale (il sesto per popolazione), dopo Vercelli ed Alagna Valsesia.

A Trino venne introdotta per la prima volta, attorno al XV secolo, la coltivazione del riso che a tutt'oggi riveste un ruolo fondamentale nell'economia di tutta la regione.

Il vasto territorio ospita il Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, raro esempio italiano di bosco planiziale ed unico residuo di come la Pianura Padana si presentasse prima della trasformazione operata nei secoli a fini agricoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo insediamento è di probabile origine celtica. Il toponimo originario, "Rigomagus", significa infatti "mercato del re" in tale lingua. Dal II secolo a.C. Rigomagus fu sede di una mansio romana (una stazione di posta, citata nell'Itinerarium Burdigalense) di una certa importanza, strategicamente posizionata in prossimità del guado sul fiume Po, ed all'incrocio tra le vie militari che univano la Civitas Taurini (Torino) con Ticinum (Pavia) ed in seguito Augusta Praetoria (Aosta) con la Civitas Asta (Asti).

Nei secoli passati, la città fu più volte al centro di importanti manovre militari e politiche; nel XVII secolo fu anche elevata a Provincia sotto i Savoia.

La città fu colpita duramente dall'alluvione del 1994, e più ancora da quella del 2000.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele in Insula[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Michele in Insula.

Chiesa romanica che si erge fuori dall'abitato di Trino, in un sito che ancora mantiene l'antica denominazione di Insula in quanto era circondato da due rami del Po; conserva all'interno di affreschi del XII secolo.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Bartolomeo (Trino).

La chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo, patrono della città, venne ricostruita integralmente negli anni 1634-1642; la facciata, in stile classicheggiante, è il risultato dei rifacimenti intervenuti nel 1839. Tra le opere conservate al suo interno si segnalano una tavola di Gerolamo Giovenone, una tela di Pier Francesco Guala e gli affreschi al soffitto nella navata centrale di Luigi Morgari.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Trino).

È nota anche come chiesa di San Domenico. La chiesa, a tre navate, in stile gotico faceva parte del complesso del convento dei frati domenicani (che oggi ospita la biblioteca civica e l'archivio storico comunale Vi sono venerate reliquie della Beata Maddalena Panattieri.

Chiesa di San Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, edificata nel XVIII secolo, in stile barocco, presenta una bella facciata in cotto. All'interno, dietro all'altare, è posta una pregevole tela di Pier Francesco Guala. La seconda cappella a destra contiene la tomba della Beata Arcangela Girlani nata a Trino nel 1460.

Chiesa del Santissimo Nome di Maria detta Madonna delle Vigne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla collina tra Lucedio e Montarolo, frazioni del comune di Trino, sorge la chiesa del Santissimo Nome di Maria detta Madonna delle Vigne, la chiesa sorge su un lucus paleocristiano, il primo corpo della chiesa risale alla prima metà del XVII secolo, è infatti visibile nella cartografia dell'epoca in dimensioni molto ridotte rispetto a quanto vediamo oggi, sarà l'abate di Lucedio Vincenzo Grimani, a predisporne l'ampliamento nella parte ottagonale, a cura di Antonio Bertola prima e Giovanni Battista Scapitta poi; della parte antica oggi rimane solo il coro ed i lavori terminano postumi all'abate, nel 1707 infatti, i Savoia entrano in possesso dei possedimenti di Lucedio e solo il 21 luglio del 1713, la chiesa può essere benedetta dal parroco di Trino, Girolamo Risico, nella sua nuova livrea. Conteneva al suo interno una statua lignea di Madonna con bambino eseguita da Carlo Giuseppe Plura. Dagli anni settanta del 900 grava in stato di pesante degrado ed abbandono.[2]

Cimitero di Darola[modifica | modifica wikitesto]

45°14′36″N 8°14′10″E / 45.243333°N 8.236111°E45.243333; 8.236111
Cimitero di Darola
Tipo civile
Confessione religiosa mista
Stato attuale soppresso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Trino-Stemma.png Darola di Trino VC
Costruzione
Data apertura inizi XVI secolo
Data chiusura XX secolo

Si tratta di un cimitero dismesso, ubicato in aperta campagna nei pressi di Darola. Dopo la sconsacrazione, nel cimitero le inumazioni continuarono fino agli anni sessanta del XX secolo; attualmente si trova in stato di abbandono.[3] Riguardo al cimitero sono fiorite numerose leggende, che riferivano di culti satanici praticati nel 1684 da alcune novizie[4] ed in seguito da alcuni monaci della vicina Abbazia di Lucedio[5]. Altri Sabba pare fossero effettuati nella vecchia chiesa della Madonna delle Vigne, in cui è presente un dipinto raffigurante un organo a canne ed uno spartito, denominato "spartito del diavolo"[6] che, se eseguito al contrario evocherebbe il diavolo, mentre suonato in senso normale lo intrappolerebbe. L'11 maggio 2010 è andato in onda un servizio su questo caso all'interno del programma Mistero con il sopralluogo di Marco Berry. Le leggende vengono ridimensionate e/o smentite da studiosi locali quali lo speleologo Luigi Bavagnoli.[7] Il cimitero viene citato nel romanzo Un Po per non morire di Enrico Giacovelli.

Tenuta cavouriana a Leri Cavour[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Leri Cavour.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La comunità ebraica di Trino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Trino.

Trino è stata sede, dal XVI secolo fino agli anni precedenti la seconda guerra mondiale, di una piccola ma fiorente comunità giudaica. A testimonianza della presenza ebraica rimangono l'edificio del ghetto in corso Italia (dove sorgeva la sinagoga) e un piccolo cimitero in via Battisti.[9]

Persone legate a Trino[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La centrale elettronucleare Enrico Fermi

In territorio trinese sorgono due impianti per la produzione di energia elettrica.

Il primo (la centrale elettronucleare Enrico Fermi), costruito negli anni sessanta, si trova sulla sponda sinistra del Po e fu per lunghi anni una delle più avanzate installazioni del suo genere al mondo, tanto da annoverare alcuni record mondiali. L'impianto fu fermato a seguito dei referendum abrogativi del 1987 ed è attualmente in fase di smantellamento.

Il secondo impianto (la centrale termoelettrica Galileo Ferraris) fu inaugurato nel 1998 e si trova presso la frazione Leri Cavour. Si compone di quattro turbine alimentate a gas metano e due turbine a vapore ed eroga una potenza complessiva di circa 700 MW.

Dal 2008, a brevissima distanza dalla centrale Galileo Ferraris ma situata nel territorio comunale di Livorno Ferraris, è attivo un terzo impianto di produzione di energia elettrica a ciclo combinato di proprietà del gruppo tedesco E.ON.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Trino Vercellese, posta lungo la ferrovia Chivasso-Alessandria, è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di serviziuo stipulato con la Regione Piemonte.

Fra il 1878 e il 1949 Trino rappresentò il capolinea meridionale della tranvia Vercelli-Trino[10].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Il 27 maggio 2013, al primo turno di votazioni, è stato eletto sindaco col 54,08% dei voti Alessandro Portinaro, già capogruppo del PD nella Provincia di Vercelli[11]. Portinaro però è stato eletto nella lista civica Trino 2020, comunque di sinistra e correlata al Partito Democratico.[12]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1948 Luigi Tricerri PCI Sindaco
1948 1951 Eusebio Mandosino PCI Sindaco
1951 1956 Ignazio Tavano DC Sindaco
1956 1961 Piero Massini DC Sindaco
aprile 1961 luglio 1961 Sergio Ronco PCI Sindaco
1961 1965 Mario Lavazza PCI Sindaco
1965 1969 Luigi Pezzana PSI Sindaco Mandato cessato per decesso
1969 1970 Carlo Isacco PSI Sindaco
1970 1975 Paolo Pilato DC Sindaco
1975 1981 Mario Bianchi PCI Sindaco
1981 1986 Adriano Demaria PCI Sindaco
1986 1998 Giovanni Tricerri PCI Sindaco 2 mandati
1994 2002 Alessandro Serra PPI Sindaco
2002 2009 Giovanni Ravasenga Casa delle Libertà Sindaco 2 mandati
2009 2012 Marco Felisati PDL Sindaco Decaduto
2012 2013 Raffaella Attianese - Comm. Pref.
2013 in carica Alessandro Portinaro Trino 2020 Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno avviene per una settimana lo scambio di alcuni alunni tra le scuole medie di Trino e di Chauvigny. Nel primo anno arrivano gli studenti francesi e nel secondo gli alunni italiani vanno in Francia.[13][14]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il vero nome del comune è Trino e non Trino Vercellese, ma il nome esteso con l'aggettivo Vercellese è comunemente usato nel linguaggio parlato (e anche scritto). Questo fatto può attribuirsi a diversi motivi, primo fra tutti la non improbabile possibilità di confondere il nome "Trino" con quello di "Torino" più comunemente conosciuto. Si noti che l'aggettivo "Vercellese" è presente anche sull'orario ufficiale delle Ferrovie dello Stato, sull'ingresso dell'ufficio postale del comune medesimo, in alcuni cartelli stradali nelle vicinanze e in molti altri documenti ufficiali e non.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Madonna delle Vigne - la storia vera, articolo di Fabio Borello su www.piemontefantasma.com
  3. ^ Cimitero della Darola - la lapide delle due gemelline, articolo di Fabio Di Bitonto su luoghi.paesifantasma.it
  4. ^ Alexander Màscàl, Il viaggio enogastronomico, Associazione Stampa Agroalimentare Italiana.
  5. ^ Ecomuseo delle terre d'acqua, Leggende sull'Abbazia di Lucedio, su ecomuseo.schole.it, Provincia di Vercelli .
  6. ^ Chiara Giacobelli, 1001 monasteri e santuari in Italia da visitare almeno una volta nella vita, Newton Compton, 2013.
  7. ^ La maledizione dell'abbazia di Lucedio si estende ai giorni nostri, articolo di Luigi Bavagnoli su www.casalenews.it
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Anne Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986
  10. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Scintille fra i monti. Storia dei trasporti italiani volumi 8° e 9°. Piemonte-Valle d'Aosta, a cura degli autori, Milano, 1968.
  11. ^ Sito ufficiale della Provincia di Vercelli
  12. ^ Dati ufficiale del Ministero dell'Interno
  13. ^ Scambio scolastico tra "gemelli" trinesi e di Chauvigny
  14. ^ Chauvigny ha ospitato l'annuale incontro del Gemellaggio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN149559941 · BNF: (FRcb13736574s (data)
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