Carcoforo

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Carcoforo
comune
Carcoforo – Stemma Carcoforo – Bandiera
Carcoforo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Vercelli-Stemma.svg Vercelli
Amministrazione
SindacoVittorio Bertolini (lista civica) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°54′N 8°03′E / 45.9°N 8.05°E45.9; 8.05 (Carcoforo)Coordinate: 45°54′N 8°03′E / 45.9°N 8.05°E45.9; 8.05 (Carcoforo)
Altitudine1 304 m s.l.m.
Superficie22,8 km²
Abitanti74[1] (31-12-2019)
Densità3,25 ab./km²
Comuni confinantiAlto Sermenza, Bannio Anzino (VB), Ceppo Morelli (VB), Fobello, Macugnaga (VB)
Altre informazioni
Cod. postale13026
Prefisso0163
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT002029
Cod. catastaleB752
TargaVC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticarcoforesi o kirchofer
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carcoforo
Carcoforo
Carcoforo – Mappa
Posizione del comune di Carcoforo dentro alla provincia di Vercelli
Sito istituzionale

Carcoforo (Kirchof in walser, Carcòfo in piemontese) è un comune italiano di 74 abitanti della Val Sermenza, valle laterale della Valsesia, nella provincia di Vercelli, in Piemonte, fondato da coloni walser. Ad un'altitudine di 1.304 metri sul livello del mare, si trova in Val d'Egua, attraversata dall'omonimo torrente.

Nel 1991 è risultato, secondo la rivista Airone, il villaggio ideale d'Italia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Una parte del territorio comunale di Carcoforo è compresa entro i confini del Parco naturale Alta Valsesia. Quello di Carcoforo è un ambiente aperto, luminoso, attraversato dal torrente Egua e circondato da alte catene montuose che lo dividono a est da Fobello, a nord da Macugnaga, a ovest da Rima. Sono particolarmente alte e articolate quelle che ne chiudono la visuale verso ovest in direzione del Monte Rosa.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Tra le cime principali dell'area il Pizzo Quarazzolo (m.2802) è la più elevata, seguita dalla bellissima cima del Pizzo Montevecchio (m.2789) e dal Palone del Badile (m.2707 e m.2685). Le altre si dispongono in un grandissimo semicerchio e culminano con l'Orello del Sajonchè (m.2655), il Pizzo Tignaga (m.2653) e il Pizzo della Moriana (m.2631). Attraverso il colle della Bottigia (m.2607) si scende a Macugnaga e si gode di uno dei panorami più grandiosi sul Monte Rosa. A m.1685 si trova il rifugio "Paolo Majerna" costruito dal CAI del comune lombardo di Boffalora sopra Ticino che presenta l'unica piazzola per l'elisoccorso locale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce di Carcoforo nell storia si trovano all'interno di un'antica pergamena conservata oggi nell'Archivio di Stato di Varallo che risale al 1383 dove si fa riferimento ad un’Alpe Carchoffeni. L'alpeggio in quegli stessi anni venne colonizzato dai Walser che trasformarono quello che era un piccolo punto di sosta per gli allevatori ai pascoli in vero e proprio insediamento permanente.

In paese spicca ancora oggi la mole e l'aguzzo campanile della chiesa parrocchiale di Santa Croce, le cui forme attuali risalgono al 1729. Nei pressi della chiesa vi è l'arco di buona accoglienza, eretto nel 1743. Poco più in basso, verso l'imbocco per il fondovalle, la Chiesa del Gabbio Grande del 1759 con all'interno affreschi dell'Orgiazzi e una statua della Madonna della Neve. Quest'ultima è legata a una leggenda: alcuni pastori, trovata la sacra immagine nei pressi del colle d'Egua, decisero di portarla nelle loro case lontano dalla valle. Ma giunti poco oltre il paese, la stessa si fece improvvisamente pesante, rendendo impossibile il suo trasporto. Fu un segnale interpretato come volontà della Madonna di dimorare in quel sito. E così lì venne lasciata, custodita nella chiesetta ancora oggi visibile.

Due alluvioni distrussero gran parte delle abitazioni di Carcoforo, la prima nel 1755 (alla quale è legata la leggenda locale della Fata della Pietra Grossa) e la seconda nel 1882. Nel dicembre del 1863, invece, un incendio rase al suolo un terzo delle abitazioni del paese.

Un'altra leggenda ci parla anche dell'uomo selvaggio che abitava gli ultimi casolari verso il Colle d'Egua e da lì sentenziava una grande verità: "se piove piove, se fiocca, fiocca, ma se fa vento fa cattivo tempo".

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale di Santa Croce: consacrata nel 1618, Papa Paolo V concesse una particolare benedizione di cui si ha perenne ricordo in un'iscrizione "altare privilegiato". Sovrapposta all'altare si trova una magnifica ancona dorata d'epoca barocca di scultore valsesiano, con crocifisso dipinto su tela. Lungo la navata si possono ammirare i quadri rappresentanti la Via Crucis del Peracino, restaurati intorno al 1950 dal Rappa, pittore originario di Carcoforo. Due le cappelle laterali: una dedicata alla Madonna, con dipinto dell'Avondo, l'altra dedicata a San Marco e recentemente restaurata. L'organo risalente al 1841, opera di un famoso organaro di Sabbia, Sig. Gippa Bartolomeo. Collocato in cantoira, presenta cassa lignea con decorazione policroma.
  • Chiesa della Madonna del Gabbio; l'attuale chiesa venne edificata nel 1700 sul luogo di una originaria piccola cappella che venne seriamente danneggiata da una alluvione, che non provocò danni alla statua della Madonna. I carcoforesi allora le dedicarono una nuova Chiesa, un po' più arretrata rispetto al torrente. La Chiesa fu costruita grazie all'aiuto di numerosi benefattori fra cui, primo fra tutti, Emiliano Agnesetti. Nella navata centrale si possono ammirare bellissime pitture dell'Orgiazzi, mentre all'esterno il dipinto della Madonna è stato ripreso nel novecento dal Prof. Emilio Contini di Varallo
  • Chiesa della Madonna delle Grazie: costruita nel 1667 con un'unica navata centrale e due cappelle laterali dedicate a San Giuseppe e a Sant'Antonio. La prima presenta un pregiato altare in legno, la seconda un altare in stucco.
  • Arco della Buona Accoglienza eretto nel 1734 sulla vecchia mulattiera
  • Oratorio della Madonna della Pace
  • Chiesetto delle Torbe
  • Chiesetto Egua
  • Museo Naturalistico del Parco Naturale Alta Valsesia: in frazione Tetto Minocco, allestito all'interno di una tipica casa Walser restaurata, si propone di approfondire le tematiche all'ambiente e alla cultura locale. Carcoforo è uno dei poli dell'Ecomuseo della Valsesia distribuito in diverse località della valle
  • Torbe: edifici rurali in legno tardo medievali che risalgono al periodo di fondazione dell'insediamento. La parte superiore dell’abitato fu interessata dall'incendio del 28 dicembre 1863. Tutte le case distrutte furono ricostruite completamente in pietra e due edifici risparmiati dal fuoco furono ammantati da un rivestimento litico, al cui interno è ancora osservabile la struttura in legno (torbe mascherate)
  • Meridiani e affreschi all'interno del paese, tra cui la meridiana dell’antica osteria del Monte Moro. Altre meridiane si trovano sulla chiesa della Madonna delle Grazie e una, ora visibile solo in parte, su una casa in mezzo alla Villa. Tra le opere visibili sulle abitazioni del paese da segnalare l’affresco opera di Eugenio Rappa sulla facciata di casa Cantore. Un affresco del 1745 è ben visibile in una facciata dell’antica casa Molino che si affaccia sulla piazza delle Mule. Soprastante l’ingresso del cortile della casa parrocchiale vi si trova un affresco con scena bucolica risalente alla metà circa del ‘700.
  • Frasso del vote: esemplare di Fraxinus excelsior di età superiore ai 250 anni e circonferenza alla base di 540cm, riconosciuto come monumentale dalla Regione Piemonte. Tale esemplare veniva già citato da un viaggiatore inglese in una sua cronaca della metà del 1800 rilevandone anche allora la sua significativa presenza

Parco Naturale Alta Valsesia[modifica | modifica wikitesto]

Istituito nel 1979 all'interno dei comuni di Alagna, Rima San Giuseppe, Rimasco e Carcoforo - ed esteso nel 1985 anche a Fobello e Rimella - il Parco Naturale dell'Alta Val Sesia è tra le aree protette italiane poste maggiormente in altura.

Le miniere[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Miniere dell'Alta Val Sesia.

È documentato lo sfruttamento di miniere aurifere dalla seconda metà del 1600 alla fine del 1800, sono tuttora visibili gli imbocchi di alcune gallerie in località Badile, i ruderi dei ricoveri dei minatori e i siti di lavorazione del materiale estratto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

È stato considerato in passato il comune italiano con il minor numero di abitanti in assoluto, ruolo che tuttora ha Moncenisio in Val di Susa.

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1 persona di nazionalità Ucraina.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Carcoforo è un'isola linguistica walser.[3] La lingua dei Walser è una particolare variante del dialetto tedesco meridionale, chiamata "altissimo alemanno", ed è molto simile al dialetto svizzero tedesco nella sua forma più arcaica: il titzschu in Valsesia è una delle sue tre varianti ancora esistenti in Italia.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Sport estivi e invernali[modifica | modifica wikitesto]

Vengono praticati alpinismo, arrampicata sportiva, trekking con svariati livelli di difficoltà, pesca sportiva, pattinaggio su ghiaccio, sci alpinismo sui colli del circondario e mountain-bike.

La pista per lo sci di fondo è omologata per gare a livello nazionale e dispone di tre piste ad anello:

Anello n.1 - Pista Blu - km. 1, difficoltà facile

Anello n.2 - Pista Rossa - km. 2, difficoltà media

Anello n.3 - Pista Nera - km. 5, difficoltà difficile

Nel centro sportivo sono presenti: campo di calcio, campo da tennis, campo da pallavolo, pista pattinaggio su ghiaccio

Campeggio[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima dell'ingresso del comune è presente una attrezzata e rinomata area camper e pic-nic.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
? ? Giovanni Quazzola Lista civica Sindaco
1975 2004 Vittorio Bertolini Lista civica Sindaco
16 aprile 2004 ? Marino Sesone Lista civica Sindaco
26 maggio 2019 in carica Vittorio Bertolini Lista civica Sindaco

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Sportelli walser, su walser.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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